La Coca-Cola
Le origini della più famosa bevanda analcolica.
Candidato: Fontana Massimo
Classe: 5°BTSR IPSAR D. Dolomieu
Anno scolastico 2011/2012
Introduzione
In questa tesina parlerò di uno dei più importanti marchi del mondo, la “Coca-Cola”, un’azienda che ha alle spalle 125 anni di storia. Ho voluto infatti spiegare come una semplice bibita analcolica è diventata non solo parte integrante della società moderna, ma un vero e proprio simbolo della cultura popolare americana. Parlerò poi del misterioso ingrediente chiamato “7x”, ancora adesso sconosciuto, e di uno degli ingredienti più caratterizzanti, lo zucchero.
La curiosità è nata dopo aver visto un video riguardante la più classica delle bibite, “la Coca-Cola”; devo dire che mi sono meravigliato nello scoprire come fosse interessante la sua storia e di come essa si sia sviluppata insieme agli avvenimenti storico-politici, sociali e culturali dell’America.
La nascita della bibita
La “Coca-Cola” fu inventata dal farmacista statunitense John Pemberton l’8 maggio 1886 ad Atlanta, inizialmente come rimedio per il mal di testa. In quel periodo le leggi federali sugli alimenti e i farmaci erano ancora lontane e non c’era limite per la vendita di questi prodotti, che spesso contenevano alcool e droghe pesanti, come per esempio la nuova sostanza delle meraviglie che si era diffusa proprio in quel periodo: la cocaina.
Pemberton nelle sue creazioni utilizzava principalmente: cocaina, caffeina e alcool; la più famosa creazione fu “Pemberton’s French Wine Coca” (il vino francese di coca).
Il prodotto è subito un successo, ma, pochi mesi dopo, nel 1885, Atlanta sceglie il proibizionismo e uno degli ingredienti fondamentali del “Vino Francese di Coca”, l’alcool, viene messo fuori legge. In esso all’alcool venne in seguito sostituito un estratto delle noci di cola, una pianta tropicale reputata non dannosa per la salute.
Dall’uso combinato dei due ingredienti principali, la coca e la cola, la bibita acquisì il nome attuale. Quando anche la coca venne bandita (dalla pianta si estrae infatti la cocaina), venne scartato l’alcaloide dagli estratti dalle foglie di coca, mentre la cola continuò a essere utilizzata. Pemberton, disperato, decide di abbandonare il mercato dei farmaci per dedicarsi a quello delle bibite analcoliche.
In quel periodo ad Atlanta c’erano cinque prestigiosi bar, gli unici a poter vendere bibite e nei quali era possibile vendere anche 300 diversi tipi di bibite. Pemberton vuole creare un prodotto da vendere proprio in questi bar.
Il suo obiettivo era quello di trasformare il “Pemberton’s French Wine Coca” in una bibita analcolica e rinfrescante, in modo da sbaragliare la concorrenza e avere così l’egemonia del mercato. Ne nacque una bibita con un gusto particolarmente forte, dato che conteneva massicce dosi di cocaina e cola; fu quindi aggiunto dello zucchero e alcuni acidi e, con il nome di “Coca-Cola”, poté essere venduta nei bar.
I primi anni della Coca-Cola
Il primo anno per la “Coca-Cola” non fu positivo: vendette solo 95 litri.
John Pemberton, diventato cocainomane, perse il suo fiuto in affari, fallì molte volte e, non riuscendo a trovare un socio che potesse risollevare le sorti dell’azienda, oramai prossimo alla morte (1888), decise di vendere l’attività. Per 230 dollari vendette formula e diritti della Coca-Cola a Candler, uomo d’affari che aveva intuito il potenziale della bevanda e compreso l’importanza della pubblicità per diffonderla e per sbaragliare la concorrenza.
La nuova Coca-Cola
Il ventunenne Asa Griggs Candler, apprendista farmacista di Villa Rica in Georgia, arrivò ad Atlanta con in tasca meno di 2 dollari, andò in tutte le farmacie della città in cerca di un lavoro, anche in quella di Pemberton, che non lo prese. Rifiutato da Pemberton, Candler trovò lavoro presso un altro farmacista e in pochi anni riuscì a mettersi in proprio.
Per ottenere il successo tanto desiderato lavorò duramente, così da iniziare a soffrire di emicrania.
Pemberton offre l’azienda a Candler, il quale inizialmente non è interessato ma, quando, durante una delle sue emicranie (che non era ancora riuscito a curare), prova la “Coca-Cola”, questa sembra fare effetto. Decide quindi di acquistare l’azienda, divenendo così, per soli 230 dollari, proprietario della “Coca-Cola”.
La prima mossa di Candler fu rivedere la formula; facendone analizzare un campione, scoprì che la bibita conteneva una dose preoccupante di cocaina. A quel punto cercò un modo per decocainizzare la “Coca-Cola” e, per togliere il sapore medicinale, aggiunse altro zucchero e caffeina.
La nuova “Coca-Cola” piace.
Un’idea geniale
Frank Robinson, l’ex contabile di Pemberton, diventa responsabile della pubblicità per Candler ed escogita una strategia per attirare i consumatori; per la prima volta nella storia lancia una campagna promozionale. Ottenendo nomi e indirizzi dei clienti migliori della più grande farmacia della città, spedì loro buoni per una consumazione gratuita di “Coca-Cola”: il successo è immediato; d’altronde, come si può resistere a una bevuta gratis? E poi, se il prodotto è buono, i clienti sono assicurati.
Grazie alla spinta di questa campagna promozionale, la “Coca-Cola” diventa famosa in tutto il paese. L’America non può fare a meno della “Coca-Cola”.
Le prime proteste
Sulle riviste e sui giornali iniziano ad apparire però i primi articoli di protesta di persone affette da dipendenza da “Coca-Cola” e da tutte quelle bibite che contenevano cocaina.
Candler, oppresso dalla critica, nel 1906 torna in laboratorio e trova la soluzione per eliminare qualsiasi traccia di droga dalla bevanda, creando la “Coca-Cola Classic”. Questo portò ovviamente a un cambio della strategia pubblicitaria.
- Cucina: Storia della Coca-Cola ed ingredienti
- Alimentazione: Gli zuccheri
- Storia: La seconda guerra mondiale e dopoguerra