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Storia

La seconda rivoluzione industriale: alle origini del cinema

Negli ultimi tre decenni dell’Ottocento si verificarono delle innovazioni economiche, che gli storici chiamano seconda rivoluzione industriale.

Il processo di affermazione della società industriale conobbe, a partire dagli anni Settanta dell’Ottocento, non solo un’accelerazione poderosa, ma anche una trasformazione qualitativa.

Storia

Furono anni di grandi invenzioni tecniche e scoperte in tutti i campi di ricerca. Inoltre, il Novecento fu segnato da invenzioni che cambiarono in profondità la comunicazione, il linguaggio e le arti.

Le origini del cinema

In particolare il cinema ha avuto un ruolo di grande rilievo, poiché fu in grado di raggiungere un pubblico prima inimmaginabile.

Italiano

cinema

Se un tempo la fruizione dell’arte richiedeva istruzione alfabetica e un certo benessere economico, ora chiunque poteva essere raggiunto dai grandi mezzi di informazione.

Neorealismo

Il cinema

Tra realtà e rappresentazione

Il cinema ufficialmente nasce il 28 dicembre 1895, quando a Parigi, nel Grand Café del Boulevard des Capucines, i fratelli Louis e Auguste Lumière proiettarono i loro primi brevissimi film (un minuto, a inquadratura fissa).

Il primo film realizzato dai Lumière fu “L’uscita dalle officine Lumière” (“La sortie des usines Lumière”), girato nel 1895.

La maggior parte dei film delle origini era composta da una sola inquadratura, la macchina da presa era sempre tenuta nella stessa posizione, e l’azione si svolgeva nel tempo di un’unica ripresa.

Rimase poi celebre la proiezione de L’arrivo del treno alla stazione della Ciotat, quando il sopraggiungere della locomotiva dal fondo dello schermo spaventò gli spettatori, convinti che il treno avrebbe finito per schiacciarli.

Inglese

Hollywood

Storia dell’arte

Surrealismo

Il tentativo di produrre immagini in movimento ha dei precedenti non solo nella cosiddetta “lanterna magica” (1654), una scatola la cui luce interna proiettava su uno schermo le immagini dipinte su una lastra di vetro, ma nella fotografia.

Anche in America si facevano contemporaneamente ricerche in questa direzione: Thomas Edison e William Dickson, per esempio, avevano ottenuto la possibilità di vedere dentro una scatola contenente la pellicola, attraverso un oculare, delle immagini in movimento (kinetoscopio).

I primi film, in Francia come in Inghilterra e negli Stati Uniti, hanno un carattere documentaristico (L’uscita degli operai dalla fabbrica Lumière a Lione), mentre con George Méliès, il primo grande regista francese, prende il via il cinema come fiction (Il viaggio nella luna, 1902).

Nato come curiosità tecnica il cinema diventa nel giro di dieci anni un nuovo genere di spettacolo, a diffusione popolare, in grado di creare mode, miti, abitudini.

Alla rapida crescita del pubblico cinematografico fa seguito la costruzione delle prime sale di proiezione (dotate di un palco per l’orchestra che “accompagnava” il film muto) e delle prime case di produzione, cui letterati, giornalisti e uomini di teatro vengono via via chiamati a collaborare.

Per esempio in Italia, le prime proiezioni pubbliche si tennero nel marzo 1896 a Roma e Milano.

Al di là delle pur fiorenti produzioni francesi e italiane le maggiori case di produzione nascono in America, dove il cinema diventa una vera e propria industria, grazie all’affinamento del linguaggio filmico e all’adozione di tecniche rivoluzionarie (per esempio il montaggio).

Nel 1911 alcuni produttori, per sfuggire alla concorrenza, si stabiliscono in un sobborgo di Los Angeles, Hollywood,

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e danno vita a degli stabilimenti di produzione cinematografica che faranno di quel sobborgo un luogo mitico e un modello del cinema mondiale.

Prodotto della modernità, il cinema offriva contemporaneamente, la riproduzione di una realtà virtuale che affascinava, ma creava sgomento negli spettatori più avveduti e sensibili.

Perché il cinema, anche quando riproduce fedelmente la realtà che passa davanti alla macchina da presa, come nel caso dei cortometraggi che ne segnarono la nascita, non è la realtà.

Anche quando vediamo un gruppo di operai che escono da una fabbrica non stiamo vivendo quella realtà; le immagini sullo schermo ci consentono di vivere delle esperienze altrimenti impossibili, ma solo in modo virtuale.

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