L'occhio del silenzio, Max Ernst, 1944, olio su tela, Washington University
La chiave del campo, René Magritte, 1936, olio su tela, Bruxelles
Sogno causato dal volo di un'ape, Salvador Dalí, 1944, olio su tavola, collezione Thyssen-Bornemisza
Il surrealismo
Il surrealismo si diffonde in Europa nel 1924, quando André Breton pubblica il Manifesto del Surrealismo. Influenzerà tutto il Novecento, non solo nell'arte. È l'arte dell'inconscio, che va al di là della realtà. In questi anni Sigmund Freud elabora le prime teorie psicoanalitiche: queste ultime sostengono che il sogno è l'elaborazione della realtà. Gli artisti ne rimangono affascinati e applicano queste teorie per disegnare.
Sostengono che quando si dipinge la mano deve essere separata dalla testa, detta scrittura automatica, per liberare gli strati più profondi dell'inconscio. I temi naturalistici e astratti sono al centro delle loro opere. Il significato del dipinto può essere celato nel titolo o nell'immagine. L'artista rappresenta il sogno e la realtà allo stesso tempo, dando vita a immagini inconsuete e sorprendenti. I maggiori esponenti sono Juan Mirò (1893-1983), Max Ernst (1891-1976), Salvador Dalì (1904-1989) e René Magritte (1898-1967).
Magritte e Dalì dispongono nelle tele immagini tratte dal mondo reale, ma accostate in modo paradossale e inconsueto: ne modificano le dimensioni, ne deformano alcune parti o le ambientano in contesti anomali. In questo modo la realtà sembra molto più ambigua e comunica senso di assurdo.
Ernst e Mirò invece partono da forme naturali, ma le trasfigurano con un principio di astrazione. Raccontano storie fantastiche attingendo da sogni e dalle loro memorie.