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Il cibo nell'arte dal '600 ai giorni nostri

In questo percorso tratterò la tematica dei valori e dei significati che ha avuto il cibo nell'arte, in particolare nella pittura e nella scultura. Mi sono interessata e ispirata a questo argomento a seguito di una visita alla mostra chiamata "Il cibo nell'arte dal '600 a Warhol" presso il Palazzo Martinengo di Brescia.

1600 – Antipasti e verdure

Nel 1600, la quantità e qualità del cibo che si poteva assumere qualificava il proprio status sociale. La differenza tra le classi si esprimeva prima di tutto nel tipo di alimentazione che si conduceva, una distinzione che nel periodo barocco fu portata all'eccesso. Mentre le verdure e i legumi erano il cibo dei poveri, l'alimentazione delle classi nobili era composta da cibi costosi e raffinati.

Il sapore dei cibi aveva ben poca importanza, ben più centrale era la rappresentazione e messa in scena di esso. Il banchetto barocco fu dominato da una forma estrema di estetizzazione e spettacolarizzazione dei pasti attraverso forme e colori sorprendenti e assumevano grande importanza insieme a tutti gli altri elementi che accompagnavano, come le luci, le musiche, gli scherzi, ecc.

Come possiamo notare nei quadri di Osias Beert, uno dei primi artisti fiamminghi a specializzarsi nella natura morta, il ricco banchetto barocco offre uno straordinario antipasto della classe nobile, accompagnato dai preziosi vini serviti negli articolati bicchieri sul tavolo.

Oppure nella coloratissima tela del Maestro SB, "La Composizione con formaggi, salumi, verdure, sfogliatella e fiasca". Mentre, come detto precedentemente, possiamo vedere l'alimentazione ben diversa delle classi povere rappresentata nelle carenti portate di Giacomo Ceruti, esponente italiano del tardo barocco, nell'umile Piatto di peltro con pane, salame, noci e brocca di vino rosso. Un olio su carta applicato su tela che rappresenta una delle migliori prove dell'artista nel campo della still life, ovvero natura morta.

Lo stile barocco deriva da un diretto coinvolgimento dei sensi. Nella pittura non vi era sollecitazione dell'intelletto e sottigliezza raffinata come nel manierismo, il nuovo linguaggio puntava direttamente allo stomaco, alle viscere, ai sentimenti dello spettatore, come dice Feuerbach: "l'uomo è ciò che mangia".

I cibi venivano immortalati in tutta la loro freschezza e magnificenza, quale esplicita manifestazione di potere economico e prestigio sociale, finalizzati soprattutto a incuriosire, sedurre e stimolare i sensi dell'osservatore.

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Sintesi

Cibo nell'arte dal '600 ai giorni nostri, percorso

  • Giacomo Ceruti
  • Maestro SB
  • Osias Beert
  • Jean-Baptiste-Siméon Chardin
  • Edouard Manet
  • Claes Oldenburg
  • Andy Warhol
  • Daniel Spoerri
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