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Il Cervello

La fabbrica dei sogni

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By

Sottile Roberta

Ti avverto, chiunque tu sia.

Oh, tu che desideri sondare gli arcani della Natura, se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi, non potrai trovarlo nemmeno fuori.

Se ignori le meraviglie della tua casa, come pretendi di trovare altre meraviglie?

In te si trova occulto il Tesoro degli Dei.

Oh Uomo, conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei.

(Oracolo di Delfi)

“Sommario Psyche” - Giovanni Pascoli 21

Analisi stilistica e tematica 23

Poetica pascoliana e psicoanalisi 24

Introduzione. Espressione dell’inconscio: i sogni 25

Evoluzione culturale del sogno 7 Note 28

Agli albori dell’umanità 7 Physical

Antico Egitto 8

Antica Grecia 8 Fabbrica dei sogni 35

Antica Roma 9 Gli “ingranaggi”: conformazione

Dall’epoca medievale alla società cerebrale 35

Contemporanea 9 Fasi del sonno 37

Note 11 Utilità dell’attività onirica 39

Intelligenza artificiale 40

Psycho Note 41

Inside “A Dream” 17 Conclusioni

“A Dream” - Edgar Allan Poe 17 43

Poetry’s stylish analysis 18

Genio creativo: concezione

Junghiana 19

Psyche, tra Eros e Thanatos 20

Interpretazione decadente 20

sione di un bisonte durante una battuta di caccia. Testimonianza intesa come documento visivo fantastico, ovvero una delle prime riproduzioni mnemoniche di un sogno;

Presto, sono riusciti a fare una distinzione tra le avventure della notte e quelle del giorno. È chiaro che la conseguenza è stata di ipotizzare l’esistenza di un mondo notturno di forme senza materia solida, un mondo di ombre che tuttavia continuavano ad esistere. Per esempio sognavano i morti che continuavano ad operare come da vivi: è stato questo il tempo in cui sono iniziate le sepolture.

L’uomo di Neandertal, ha infatti iniziato a seppellire (o mangiare) i suoi morti e da lì, tramite il Sapiens Sapiens, si sono sviluppate tutte le usanze di sepoltura, la teoria del viaggio dopo la morte, la sopravvivenza delle anime e tutta quella filosofia mistico-religiosa che ancora oggi la maggior parte della popolazione pratica.

Le società indigene risultano conservare una concezione del fenomeno onirico che rispecchia quella primitiva, sfociando nelle prime creazioni mitologiche: così come il mito è il pensiero sognante di un popolo, così il sogno è il mito dell’individuo.

Introduzione

Evoluzione culturale del sogno

Il sogno ha accompagnato l’uomo fin dagli albori della sua esistenza, intrecciandosi strettamente alla forma più pura di follia, intesa come l’esasperata forza di vivere o sopravvivere, tra le amarezze caratteristiche dell’esistenza umana.

Incarna speranza, assoluzione, ma anche perdizione, così come ogni desiderio più obietto celato nel profondo dell’inconscio.

Soddisfa e tormenta, nel medesimo momento, tanto da spingere gli uomini più brillanti della storia a indagare sui processi che rendono la mente così imperscrutabile e i suoi frutti così criptici.

Agli albori dell’umanità

Nell’antichità è stato considerato come il semplice appagamento astrale di desideri e bisogni, che ha interessato gli esseri umani sin dalla preistoria. Anzi possiamo dire che il mondo psichico è sorto in tre tempi definiti, iniziando dall’acquisizione della Omeotermia, che ha permesso a certi animali, e quindi anche all’uomo, di sognare; in seguito è arrivato un momento in cui l’essere umano ha scoperto di sognare, cioè i nostri antenati hanno iniziato a parlare delle loro avventure notturne mescolate a quelle diurne.

Dalla Preistoria, giungono le prime forme rappresentazioni abbozzate in carboncino, sulle pareti delle Grotte di Lascaux, raffiguranti l’uccisione di un bisonte durante una battuta di caccia.

La funzione del sogno risulta complessa: pragmatica, perché induce azioni e comportamenti e allo stesso tempo, sacra, in quanto espressione della potenza creativa e divina, associata all’origine del mondo e al destino.

La prima vera descrizione dettagliata di un evento onirico profetico, attraverso l’uso della scrittura, è riconducibile alla cultura Babilonese con la leggenda “l’Epopea di Gilgamesh”. Questa cultura riteneva che le esperienze oniriche, se ben interpretate, fossero verità certe, per il singolo e la collettività in generale. L’importanza riservata al sogno è quindi strettamente legata all’esigenza di conoscenza e interpretazione.

All’origine delle prime informazioni sull’analisi dei sogni troviamo la civiltà della Mesopotamia (la terra tra il Tigri e l’Eufrate), che considerava l’oniromanzia come una forma di conoscenza, appunto perché i sogni talvolta predicono la realtà.

Il più antico libro di interpretazione dei sogni in Mesopotamia risale al 1728-1686 a.C. ed è pervenuto a noi su tavolette d’argilla.

I sogni presi in esame nel libro erano classificati per azioni relative al mangiare, al bere, all’attività sessuale ed al lavoro, o prendevano in considerazione i fatti contingenti: dalla posizione sociale del sognatore, al verificarsi di malattie o lutti, senza soffermarsi sul sentimento interiore o sull’aspetto psicologico. Per la loro decodifica, le persone si rivolgevano a dei sacerdoti in grado di analizzare il significato celato dietro ai simboli onirici.

Questi eseguivano anche dei rituali, con lo scopo di richiamare l’attenzione degli Dei e propiziare sogni profetici sugli avvenimenti futuri.

Secondo alcuni studiosi, tali pratiche hanno avuto un impatto profondo sulla cultura Egizia, Greca e quindi Romana.

Antico Egitto

Gli egizi interpretavano i sogni come “intromissioni” degli Dei e quindi anche dei defunti, nella vita degli esseri umani, perciò interpretare i sogni significava conoscere la volontà divina o entrare a contatto con l’aldilà.

Venne stilato il Libro dei Sogni, che elenca il significato delle immagini oniriche, nelle quali venivano valorizzati i simbolismi e le qualità fonetiche e d’espressione.

All’interno sono raccolti anche numerosi rituali utili a ottenere poteri divinatori, attraverso sacrifici e preghiere recitate da sacerdoti, esperti in oniromanzia, appartenenti ai templi di Horus, Seth e Serapis (rispettivamente con orientamento buono o cattivo).

La venuta delle rivelazioni era stimolata attraverso precise pratiche incubative di origine Sumera, utili a indurre l’attività onirica oracolare, al fine di procurare benessere.

Un esempio lampante riguarda le “Grotte dei Sogni”, che erano luoghi in cui vivere un’esperienza estrema di tipo curativo, chiamata incubazione medica.

Nel buio, nella solitudine e nella paura, le persone che presentavano sintomi di malattie mentali o desideravano intraprendere il cammino, ripercorrevano le tappe di una morte rituale e della relativa rinascita, attraverso visioni oniriche di tipo oracolare con funzioni guaritrici.

In quest’epoca, la civiltà greca era la più potente della terra e i sogni avevano un ruolo cruciale sostenuto anche dalla classe dei pensatori.

Le visioni oniriche, come per ogni fenomeno di cui non si ha completa conoscenza, avevano però anche un’accezione negativa, perché si pensava che durante il sonno l’uomo viaggiasse in luoghi pericolosi, entrando in contatto con spiriti maligni.

Venivano allora formulati appositi riti magici ed amuleti che proteggessero l’uomo dai brutti sogni provenienti dal malvagio dio Seth.

I sogni dei faraoni erano i più importanti in quanto si riteneva che gli Dei si servissero dei propri vicari in terra, per comunicare con il popolo.

Impossibile dimenticare il famoso sogno profetico del faraone, il quale sognò sette vacche grasse e sette vacche magre, che vennero interpretate da Giuseppe come sette anni di prosperità e sette anni di carestia per il popolo egizio. Avvertimento che riuscì a salvare il popolo Ebraico in Egitto.

La vicenda intreccia le credenze oniriche legate a una concezione divina politeista egiziana alle ideologie Ebraiche, che tengono conto del sogno unicamente in chiave religiosa, come rivelazione profetica, seppur in principio, questa cultura lo considerasse come una forma di mediazione verso un altro mondo, una sorta di viaggio astrale.

Antica Grecia

Sognare nell’antica Grecia era attività che meritava grande rispetto e che veniva considerata soprattutto per la sua funzione profetica e risanatrice, infatti le interpretazioni di esperti in oniromanzia assumevano un ruolo di cura e guida spirituale.

I sogni subirono una distinzione in categorie su base Omerica in:

  • Veridici, che uscivano dalla porta del corno, portati da Morfeo, preannunciatore del vero;
  • Fallaci, che uscivano dalla porta d’avorio, prodotti dai fratelli di Morfeo, Febètore (apportatore di spavento) e Fantàso (ispiratore di folli illusioni e fantasie).

La guida per ogni decisione importante. L’attività interpretativa assunse tale importanza da diventare una vera e propria scienza, chiamata Oneirocritica.

Il più famoso Oneirocritico del tempo fu Artemidoro, che assemblò una sorta di repertorio dei sogni, dove questi vennero classificati ed elencati, ovvero un testo base per l’insegnamento di questa scienza, una vera e propria guida all’interpretazione dei sogni. Il libro ancor oggi è un punto di riferimento importante per molti testi contemporanei.

In Grecia si considerava l’oniromanzia come una forma di conoscenza, appunto perché i sogni talvolta predicono la realtà.

In quest’epoca, la civiltà greca era la più potente della terra e i sogni avevano un ruolo cruciale sostenuto anche dalla classe dei pensatori.

Filosofi come Platone consideravano i sogni come espressione del mondo delle idee, di un paesaggio interiore che si contrappone alla realtà e alla materialità.

Secoli più tardi anche Aristotele trattò l’argomento sostenendo che gli esseri umani sono capaci di raggiungere la pura forma della saggezza solo durante il sonno, attraverso il quale è possibile elaborare gli stimoli sensitivi che colpiscono l’uomo durante il giorno, poiché risulta essere l’unico frangente in cui la mente è libera.

Questo grande filosofo, inoltre, sostenne una relazione fra sogno e morte, che non diminuisce le facoltà razionali ma le accresce, permettendo all’anima di raccogliersi in sé stessa e assumere la propria natura, favorendo pratiche divinatorie considerate come maggiore espressione di razionalità.

Il fenomeno onirico viene letto per la prima volta in chiave laica, distaccandosi dalla concezione religiosa, nonostante i numerosi riferimenti.

Ideologia che si diffuse, favorendo la consultazione e quindi la predizione, basate sui sogni, del noto Oracolo di Delphi, come oggetto di rivisitazione.

Antica Roma

La tradizione romana dell’interpretazione dei sogni risulta profondamente mutata rispetto a quella Greca: mostra un progressivo impoverimento della funzione oracolare attribuita ai sogni e della centralità a essi riservata.

Furono considerati come manifestazioni fantasiose, prive di qualunque utilità pratica per il sognatore e la comunità. Si arrivò a temere che i messaggi ravvisati nei sogni influenzassero gli animi e mettessero in pericolo l’Impero, tanto da indurre imperatori come Tiberio e Cicerone a vietarne l’interpretazione.

Dall’epoca medievale alla civiltà contemporanea

L’epoca Medievale rispecchia contraddizioni a livello sociale in materia di Sogni.

Erano considerati espressione di benevolenza divina, premonitori, miracolosi e guaritori per l’animo, oppure come manifestazioni di oscenità, di peccato e dello stesso diavolo, che attraverso i sogni trovava una facile via per piegare l’animo umano.

Perciò, per tali ovvi motivi, Papa Gregorio II ne proibì l’interpretazione, pena la morte. Col passare del tempo il concetto fu oggetto di rivisitazione.

Nell’epoca Rinascimentale, anche grazie alle prime descrizioni dettagliate dell’anatomia cerebrale, il sogno e il sonno furono collegati alla morte, tanto che i medici credettero che fossero determinati da cause meccaniche.

L’attenzione dedicata al mondo onirico si affievolì progressivamente e la dottrina illuminista e razionalizzatrice confinò la figura del sogno nell’infraumano, tra i confini della magia e della superstizione, per dedicarsi allo sviluppo delle scienze esatte.

L’avvento del Romanticismo diede nuovamente rilievo alla comprensione dei sogni, riconoscendo in questa l’immagine della sfera irrazionale e istintiva. Il sonno fu concepito come la manifestazione più ardente delle forze naturali che generano la vita e le immagini psichiche.

Il tema onirico assume importanza nel Decadentismo, come pulsione simbolica di vita inconscia, che assume massima espressione nella prima fase di questo movimento, con celebri autori quali Pascoli (I poemi conviviali) e D’Annunzio (La Chimera).

L’Arte del dopoguerra assunse forme simboliste, che sfociarono nel surreale, trovando nel sonno l’ispirazione più sublime.

In seguito si evidenziò un nuovo declino delle ricerche sull’attività onirica dell’uomo, considerata come prodotto di scarto della coscienza da analizzare solamente in chiave fisiologica.

Ideologie poste in contraddizione proprio dalla nascita della Psicoanalisi, attraverso la quale il sogno venne interpretato come l’appagamento mascherato di un desiderio represso/rimosso.

La divulgazione delle Teorie Freudiane diffuse un certo ottimismo riguardo la comprensione della coscienza umana e dell’attività onirica, sviluppando la concezione moderna dell’evento.

La civiltà contemporanea vede nei sogni un prodotto della psiche avente un significato da interpretare in relazione al soggetto, discostandosi nettamente dalla visione dei popoli antichi.

Quindi l’analisi del fenomeno onirico in questo scritto verrà divisa nelle equivalenti parti, denominate convenzionalmente: Psycho e Physical.

Physical

È opinione diffusa, nel campo neurobiologico, che l’atto del sognare servirebbe al cervello come una sorta di rodaggio per gli istinti prima che vengano usati nella vita reale.

Secondo altri invece il sogno è un prodotto della mente, generato da stimoli esterni e altri avvenimenti della giornata, attraverso cui il cervello rielabora le informazioni e discerne quelle più necessarie da quelle inutili.

C’è poi chi considera i sogni come un derivato del subconscio che riaffiora di notte.

Ma nonostante questi innumerevoli sforzi per spiegare il fenomeno onirico, l’argomento, per certi versi impalpabile, sfugge ancor oggi al rigore scientifico che caratterizza la nostra società, sebbene il sognare sia un’attività indispensabile per il nostro cervello.

Passiamo circa un terzo della nostra vita dormendo, anche se nella maggior parte dei casi non abbiamo piena coscienza delle nostre esperienze notturne.

Tuttavia dormire non è tempo perso, ma un processo biologico e psicologico utile per il benessere e la salute individuale, infatti l’uomo può ammalarsi o andare incontro a gravi squilibri mentali se non può dormire in modo soddisfacente e sognare con regolarità.

Durante il sonno si raggiungono livelli più profondi della psiche, conoscere i processi del sonno e il significato dei sogni significa conoscere se stessi.

In quest’affascinante campo sono due gli indirizzi di studio: da una parte la psicoanalisi che s’interessa del sogno e dei suoi significati, dall’altra le neuroscienze, e in particolare quella scienza che si occupa dello studio delle funzioni del sistema nervoso che è la neurofisiologia, che invece sono interessate ai meccanismi del sonno in sé e per sé.

Fra i due indirizzi di ricerca non c’è incompatibilità o contrasto poiché entrambi studiano l’uomo ma da un diverso punto di vista, con un differente livello di conoscenza, dal momento che anche gli scienziati più estremisti sono oramai convinti che l’anima e il cervello non siano esattamente la stessa cosa; si riconosce che non vi è una relazione univoca fra un determinato stato del cervello e una specifica attività psichica.

Note

1. Omeotermia, condizione di stabilità termica del corpo, per cui, entro certi limiti, la temperatura rimane stazionaria, indipendentemente dalle oscillazioni termiche dell’ambiente e dal variare della quantità di calore prodotto nei processi metabolici. Capacità riscontrabile in soggetti mammiferi (a sangue caldo), infatti la costanza termica è assicurata da meccanismi regolatori controllati dal sistema nervoso autonomo e centrale, permettendo l’attività onirica. Ricerche scientifiche svolte da Jouvet provano che i soggetti eterotermi (a sangue freddo) non possiedono la capacità di sognare.

2. Grotte di Lascaux, (Fig. 1.) complesso di caverne che si trova nella Francia Sud-Occidentale, nel dipartimento della Dordogna, risalenti al Paleolitico superiore (data approssimativa di 17’500 anni fa).

3. Uomo di Neandertal, del Paleolitico medio europeo (120-35.000 anni fa circa; possedevano una massa cerebrale di dimensione analoga a quella dell’uomo moderno. Non erano particolarmente alti di statura, ma presentavano una corporatura assai robusta e muscolosa. Il loro cranio era schiacciato e allungato; avevano una fronte bassa e sfuggente, caratterizzata da un’arcata sopracciliare piuttosto marcata. All’uomo di Neandertal sono associate le più antiche sepolture intenzionali della storia umana. Questa preoccupazione di tipo spirituale si associa alle più antiche tracce di comportamenti simbolici, come incisioni su ossa, presenza di sostanze coloranti (ocra rossa) e raccolta di oggetti curiosi (minerali, fossili).

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Sintesi
  • Storia: Evoluzione culturale del sogno
  • Inglese: Edgar Allan Poe, "A Dream"
  • Italiano: Pascoli, "Amore e Psiche"
  • Filosofia: Freud, Jung e Spielrein
  • Biologia: Il cervello, reti neurali
  • Fisica: Circuiti elettrici
  • Sistemi e Automazioni: Riproduzione neurologica artificiale
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