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Introduzione

Fin da piccoli abbiamo sentito o raccontato una favola, attraverso i libri o alla TV.

I fratelli Disney hanno fatto del mezzo televisivo un vero stile di vita.

Con l’invenzione del cartone animato hanno fatto volare la fantasia di grandi e piccini, e poi con l’apertura dei parchi di divertimento a tema, hanno fatto sì che questa fantasia si avvicinasse sempre più alla realtà.

Ho scelto Walt Disney perché per me la maturità rappresenta una frontiera, dove la fantasia e l’immaginazione restano alle spalle, e dove effettivamente ci affacciamo nel mondo degli adulti.

In tutto il periodo in cui ho lavorato alla mia tesina, mi sono potuta sentire ancora un po’ bambina, riscoprire quanto le favole mi abbiano fatto crescere e capire che però il mondo reale è ben diverso da quello della fantasia.

Sono partita dall’idea di un Walt Disney mitico e leggendario da renderlo quasi irreale, ad analizzare invece la vita reale di un uomo che nel giro di quasi 100 anni ha creato un “patrimonio” non solo dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista culturale.

Grazie a questa passione, che ho ancora oggi, ho pensato di trovare un collegamento tra fantasia e realtà, cioè tra i cartoni e le materie di studio.

Ho iniziato con l’analisi della vita di Walt, concentrandomi poi sull’aspetto grafico e quindi sul logo Walt Disney che dietro a un semplice disegno nasconde tanti significati.

Uno dei personaggi della Disney, Peter Pan, che è l’immagine di un bambino che non vuole crescere, mi ha riportato alla poetica del fanciullino di Giovanni Pascoli che spiegherò in Italiano.

La faccia del Fuhrer, che è un cartone di propaganda anti-nazista, vede come protagonista Paperino, con cui mi riallaccerò in storia per esporre il Nazismo.

Salvador Dalì con il cortometraggio “Destino” che realizzò per la Walt Disney, e varie opere legate all’influenza che la Disney ha avuto nell’arte.

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Walt Elias Disney

Walter Elias Disney, nato a Chicago nel 1901, è colui che ha dato vita al cinema d’animazione; a lui si deve anche la creazione del più grande parco di divertimenti esistente al mondo, che si trova a Parigi: Disneyland.

Durante l’infanzia, Walt segue i genitori nel loro trasferimento in Missouri, dove gestiscono una fattoria fino a quando il padre si ammala. All’età di nove anni Walt va a vivere con i suoi a Kansas City. Walt Disney e suo fratello si mettono a lavorare per aiutare la famiglia.

Contemporaneamente, però, Walt Disney si iscrive all’Istituto Artistico di Chicago e comincia a dedicarsi alla sua passione, che è l’arte. Dopo un po’ di tempo, però, Walt Disney trova un nuovo lavoro che gli permette di viaggiare parecchio, e che è il venditore sui treni.

Dal 1920 in poi Walt approfondisce e mette a frutto le sue doti di animatore e fumettista. Dopo una serie di animazioni pubblicitarie, Walt Disney comincia a produrre veri e propri cortometraggi, che riscuotono un grande successo tra il pubblico.

La carriera di Walt Disney inizia in sordina, con pochi soldi in tasca ma tanto entusiasmo: nel garage di suo zio mette su la “Disney Brothers Studio”, ottenendo subito un contratto per presentare le “Alice Comedies”. Il personaggio Mickey Mouse (Topolino) fa il suo debutto all’interno del cortometraggio intitolato “Plane Crazy”. Il primo cartone animato con il sonoro risale al 18 novembre 1928: prima di allora le opere di Disney sono state mute.

I fumetti stampati sui giornalini sono stati pubblicati nel 1931. La vita privata di Walt è stata sempre avvolta nella riservatezza: pare che fosse sposato e avesse due figlie femmine, di cui una presa in adozione. Walt Disney è morto il 15 dicembre 1966 a Burbank.

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Il logo

Come si può notare il logo è costituito da parole e dall’immagine del castello di Cenerentola costruito nel suo parco più famoso a Disneyworld. Questo castello è suddiviso in varie linee che lo fanno rappresentare attraverso la combinazione di forme geometriche e di semplici elementi. Il castello è rappresentato in blu chiaro, colore che da sempre induce a sognare, mentre le linee che lo dividono e lo sfondo sono in blu scuro, che richiama l’infinito e la profondità.

Il gioco di linee che si determina (sia orizzontali e sia verticali) assume vari significati. Ad esempio le linee orizzontali danno l’idea di stabilità e in generale di sicurezza; le linee verticali rappresentate dalle torri del castello danno invece un senso di cosa slanciata e viva. Anche lo spessore delle linee orizzontali (che diminuisce piano piano) suggerisce energia, vigore e vivacità.

Il castello scelto è quello realmente esistente in Florida perché il fatto di poter vedere l’immagine di un qualcosa che realmente esiste, e quindi non di una cosa solo immaginata, contribuisce nell’idea di solidità e di sicurezza che la casa vuole esternare. Inoltre si è scelto il castello come simbolo perché da sempre evoca le fiabe, la fantasia, il luogo dell’incanto e anche un luogo abbastanza grande da volerlo visitare e scoprire. Il semicerchio dietro al castello richiama l’idea dell’arcobaleno, simbolo dei colori elementari associato al sole, e quindi al bel tempo, rimandando a un’atmosfera allegra e anche un po’ magica.

Il semicerchio assume anche un ruolo molto più importante. Esso rappresenta la divisione tra il mondo reale e il mondo fantastico evocato dalla Disney. Essendo una porta d’ingresso, esso non può e non vuole illudere o convincere la gente dell’esistenza del mondo da lui proposto; c’è al contrario l’intento di voler far abbandonare, per un certo periodo di tempo, il mondo reale per entrare in un universo parallelo. Questa idea di “entrare” in un altro mondo è evidenziata dal semicerchio che può anche essere visto come un arco d’ingresso e dalla porta aperta del castello che rappresenta un invito in più per entrare nella magia Disney.

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Una sera a casa Darling succedeva che …

La poetica del fanciullino

Peter, sono felice che tu sia venuto qui stasera o non ti avrei mai conosciuto! Perché crescere?

Da domani dovrò crescere!

Questa è l’ultima notte che passo qui! Nell’isola che non c’è! Laggiù

No! Non non crescerai mai.

Mi va! Dove?

Vieni con me... Andiamo!

Seconda stella a destra e poi sempre dritti.

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“È tempo di toglierla dalla stanza dei bambini!”: questa frase, pronunciata dal padre di Wendy in Peter Pan, è la causa della fuga della bambina e dei suoi fratellini verso l’Isola che non c’è.

Wendy è una ragazzina che ama narrare ai fratellini le avventure di Peter Pan, un bambino avventuroso, sempre pronto a giocare e che si rifiuta di crescere. È fermamente convinta dell’esistenza di Peter, poiché la sua stessa madre è sempre stata certa che Peter Pan fosse lo spirito della giovinezza che ognuno di noi ha dentro di sé.

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Sintesi
  • Grafica: Analisi del logo della Walt Disney;
  • Italiano: Giovanni Pascoli (Il fanciullino), Peter Pan;
  • Storia: Nazismo, Paperino (La faccia del Fuhrer);
  • Arte: Salvador Dalì (Destino), Andy Warhol, Roy Lichtenstein.
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