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Debora Possamai 5°Bs a.s. 2013/2014 Liceo artistico st. di TV

Indice

  • Introduzione
  • Bruno Bozzetto
    • Inizi
    • La sua arte
  • Lungometraggi
    • West and soda
    • Vip mio fratello superuomo
    • Allegro non troppo
  • Contesto storico-culturale
    • La civiltà dei consumi e i mezzi di comunicazione
    • Riferimenti alla psicanalisi
  • Conclusione
  • Analisi tecnica e formale
    • Lettura descrittiva- denotativa
    • Lettura interpretativa- connotativa
  • Fonti e bibliografia

Introduzione

“Il cartone animato è considerato un prodotto per bambini e ragazzini. Invece, ha grandi potenzialità didattiche e divulgative”

“Io credo di aver fatto sempre film per adulti, perché tratto tematiche serie, anche se uso il mezzo del cartone. Se poi piace ai bambini tanto meglio” Bruno Bozzetto

Ho iniziato ad avere un certo interesse su cosa fossero i cartoni animati e come si facesse a farli quando avevo 9 anni, ma passai anche un periodo in cui ritenevo futile questo interesse influenzata dalla diffusa idea che i cartoni animati siano cose per bambini. Mi resi conto poi che non era del tutto vero: solo alcuni prodotti possono essere ritenuti tali perché fatti apposta per trasmettere efficacemente messaggi ai bambini, spesso l'animazione viene usata in questo ambito, ma principalmente l'animazione è un mezzo per produrre film contenente qualsiasi tema che può coinvolgere chiunque anche gli adulti o i giovani che giungono a questa età, quindi non solo bambini ma tutti.

A dimostrazione di ciò vorrei trattare un autore italiano di notevole importanza nel mondo dell'animazione, il più importante regista-animatore italiano e forse anche europeo che non molti purtroppo conoscono: Bruno Bozzetto.

Dietro all'ironia dei suoi film si nascondono riferimenti e messaggi su cui vale la pena riflettere, non semplice è facile coglierli perché, per apprezzare una parodia, bisogna conoscere ciò che rappresenta, un bambino non coglie questo punto di vista e si ferma all'ironia. Debora Possamai

“Il mio umorismo prende forma solo quando disegno o animo un film. Comunque l'umorismo serve a rendere più facile la vita, a smussare gli angoli, a farti capire che le cose importanti nella vita sono veramente poche, due o tre... e noi stiamo a discutere sulle altre diciotto, ventimila...”

“Non si ha ancora l'idea di cosa si può veicolare con l'animazione”

Bruno Bozzetto

Bruno Bozzetto

Inizi

Bruno Bozzetto, è nato a

Animatore, fumettista, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano,

Milano il 3 marzo 1938 ed è tuttora residente a Bergamo.

Ha sempre avuto una grande passione per il cinema e in gioventù si dilettava a creare dei piccoli documentari sulla vita degli insetti; questa esperienza si riscontra in alcuni elementi tipici dei suoi cortometraggi come la rappresentazione di piccoli personaggi su un'unica inquadratura che pone lo spettatore su un punto di vista paragonabile a quella di uno scienziato che osserva i comportamenti di piccoli organismi che, nel caso dei corti di Bozzetto, sono i personaggi che parodiano il comportamento umano (nell'immagine: fotogramma del corto “I due castelli” del '67 basato su un'unica inquadratura).

Bozzetto non frequentò mai scuole artistiche dato che non riteneva che l'animazione potesse diventare un lavoro ma la sua voglia di cinema e l'abilità manuale lo portarono a dilettarsi nell'ambito appoggiato dalla famiglia che gli permise di trasformare la casa in un piccolo studio d'animazione con foro sul muro del soggiorno per le proiezioni e sviluppando le pellicole in bagno e disseminando disegni ovunque.

Un importantissimo sostegno fu suo padre, Umberto Bozzetto, abile nella costruzione di macchine tanto da riuscire a costruire una “verticale” (macchina da presa per l'animazione a “passo uno”) usando un asse da stiro seguendo la descrizione di quelle viste all'estero dal figlio. Importante fu inoltre l'insegnamento paterno di esaminare i problemi da ogni punto di vista: probabilmente deriva dal padre l'aforisma di Bruno che dice:

“Si è in grado di prendere in giro qualcosa solo quando la si conosce bene ”

Su quell'asse da stiro all'età di venti anni creò il suo primo cortometraggio Tapum! La storia delle armi presentato a Cannes dove venne visto da Pietro Bianchi che scrisse un articolo dove lo definì entusiasta “meglio della Loren” per il fatto che stava guardando un film della Loren quando venne attratto dalla musica del corto proiettato nella sala vicina. Da questo colpo di fortuna iniziò la grande carriera di Bruno Bozzetto.

La sua arte

“La frase più bella che ricordo nella mia vita l'ha detta un bambino quando parlava di un disegno: <Che cos'è un disegno? È un'idea con intorno una linea>. È bellissimo, questa è tutta la mia vita.” Bruno Bozzetto

Mentre la maggior parte degli animatori ritiene che un buon film lo si ottiene sia da una buona idea che da una buona animazione con disegni ben curati Bozzetto ritiene che l'idea sia fondamentale per lo sviluppo di una storia, mentre la scelta grafica è sì importante ma passa in secondo piano. Non importa se un cartone animato sia fatto in modo tradizionale o in 3D o in qualsiasi grafica ed effetti speciali, l'importante è trovare il modo giusto per raccontare al meglio la storia e l'idea che la scaturisce è poi quella che maggiormente colpisce chi guarda il film.

Infatti nella sua produzione Bozzetto non aveva i mezzi per creare animazioni come quelle americane alla Disney ma i contenuti dei sui cartoni animati sono originali, anzi, l'essenzialità di essi li rende ancora più espressivi e ben li differenziava da quelli che seguivano il modello disneyano. Per questa ragione c'è chi osa ritenere che Bozzetto sia un “anti-Disney” ma Bozzetto stesso non ama essere definito in questo modo ma preferisce definirsi una via di mezzo tra Disney e Norman McLaren, regista che produceva animazioni molto essenziali e che

(foto a destra)

Bozzetto considera suo maestro.

Trovo infatti che la sintesi sia il massimo punto di arrivo di un autore, un traguardo “bello e difficile”

La produzione bozzettiana è caratterizzata da una poetica basata su tre elementi: il gusto per la comicità, una denuncia “umanistica” (alla guerra, alla corruzione o alla devastazione della natura mettendo in luce il problema dell'ecologia già 40 anni fa) e una sottile melanconia che investe il significato dell’esistenza umana.

(Da sinistra alcuni fotogrammi dei più noti cortometraggi: Una vita in scatola 1967, MisterTao 1988 che vinse un Orso d'oro a Berlino, Cavallette 1990 che fu nominato a un Oscar, infine Europa&Italia del 1999 realizzato in Flash e che spopolò sul web)

Lungometraggi

Oltre a quelli dedicati al signor Rossi, Bruno Bozzetto ha prodotto tre lungometraggi caratterizzati da un'idea per la trama molto originale all'epoca e la loro modernità, riconosciuta principalmente all'estero: sono West and Soda, Vip mio fratello superuomo e, soprattutto, Allegro non troppo.

West and soda (1965) è il primo lungometraggio italiano dopo sedici anni di silenzio successivi a I Fratelli Dinamite di Nino e Toni Pagot e La Rosa di Bagdad di Anton Gino Domenighini presentati a Venezia nel '49. Bozzetto pensò di realizzare il suo primo lungometraggio dopo che gli venne suggerita l'idea durante una vacanza, prima di allora Bozzetto non ci aveva ancora meditato.

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Sintesi

Collegamenti Bruno Bozzetto, tesina

  • Storia - contesto degli anni '50-'60
  • Filosofia - metodo della psicanalisi di Freud
  • Scultura e decorazione plastica - analisi tecnica e formale del manufatto
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