I nuovi ricchi
Un’analisi sull’evoluzione del ruolo dei parvenu nella società, dall’età classica ai nostri giorni, l’influenza dell’arte nel dibattito progresso-regresso della società odierna e nuove scoperte sui fattori genetici che influenzano le nostre caratteristiche.
Il Ballo, un libro di Irene Nemirovsky.
La famiglia Krampf
Filosofia - Benjamin e Scuola di Francoforte
“C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che non può chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta.” (W. Benjamin, Tesi di filosofia della storia, 1940.)
All’interno di queste Tesi, così Walter Benjamin interpreta la celebre tela del pittore Paul Klee.
Benjamin esplica la sua visione messianica della storia, l’attesa perpetuamente insoddisfatta di una redenzione a venire, dove l’uomo viene trascinato via suo malgrado dal tempo e dal progresso, lasciandosi alle spalle le tragedie e gli orrori di cui l’umanità è stata capace, avendo seminato morte e distruzione ad ognuno dei suoi passi. Redimere questi orrori, cioè dare senso e rendere giustizia alle vittime, non è un compito che viene assunto e garantito dalla divinità o dalla storia dell’umanità. Le macerie della storia non trovano giustificazione, non acquisiscono dignità per ciò che hanno prodotto o per quello che hanno rappresentato, visto che la storia dell’uomo è rimasta la storia di sangue e morte che è sempre stata. Per questo l’Angelo di Klee guarda angosciato il passato, mentre il vento, il tempo, lo spinge via, quando vorrebbe restare tra quelle vittime per tenerle strette a sé, per garantire ad esse un significato.
La storia ha per Benjamin un andamento incerto, rettilineo, senza alcuna garanzia di progresso; e quest’ultimo non consiste nell’accumulazione graduale delle conquiste dell’uomo ma nell’avvento improvviso dell’epoca messianica, “l’Angelus Novus” di Klee, che porta il rinnovamento come rottura netta con il passato, cioè come catastrofe.
Benjamin, connesso con la Scuola di Francoforte, nacque da una famiglia ebrea a Berlino nel 1892 e si laureò con una tesi di storia dell’arte. Egli fu interessato dal marxismo e fece la conoscenza dei neomarxisti Horkheimer e Adorno. Esule all’epoca del nazismo, cercò di scappare negli Stati Uniti ma, fermato alla frontiera spagnola, si suicidò. Elaborò il concetto di auraticità dell’arte, momento in cui sorge e può essere fruita come evento irripetibile, e sostenne che la riproducibilità tecnica del tempo aveva privato l’arte del carattere elitario. L’arte diventa un prodotto del mondo capitalistico, oggetto di divertimento e non di conoscenza. Essa è strumento di dominio dei potenti sulle masse. Il filosofo ripone speranza nell’attesa della venuta del Messia; la storia non ha garanzia di progresso.
La Scuola di Francoforte si forma nel 1922 presso l’Istituto per la ricerca sociale, fondato da Weil e diretto da Grunberg. Con l’avvento del nazismo emigra a Ginevra, Parigi, New York. Al termine della Seconda Guerra Mondiale, alcuni tornano in Germania e ridanno vita all’Istituto. La Scuola esprime una critica della società presente, e un ideale rivoluzionario di futura umanità libera, una forma di pensiero negativo proteso a smascherare le contraddizioni dell’esistente tramite un modello utopico per il mutamento della società. Essa si definisce in relazione all’avvento del nazismo e del fascismo, all’affermazione del comunismo sovietico, al trionfo della società tecnologica e opulenta. Si rifà a tre autori: alla tradizione hegelo-marxista per un discorso dialettico e totalizzante intorno alla società, evidenziare contraddizioni e metterla in discussione nella sua globalità; a Freud per lo studio della personalità, la ricerca del piacere e la libido.
Latino – Petronio, la figura di Trimalcione
Nella cena di Trimalchione Petronio osserva e descrive il mondo e i valori di un ceto emergente, quello dei liberti, che ha fatto del profitto e del godimento il proprio obiettivo di vita, stravolgendo i valori della tradizione aristocratica. Il liberto ha un potere economico e pretese culturali che lo rendono bersaglio satirico da parte dell’aristocrazia colta, non c’è però in Petronio condanna o disprezzo per questi personaggi, anzi il loro mondo affascina l