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1 Tesina di Marco Castaldi

Materie coinvolte

  • Filosofia: Arthur Schopenhauer e Sartre
  • Inglese: John Keats
  • Latino: Orazio e Catullo
  • Storia dell’arte: Oskar Kokoschka
  • Geografia astronomica: attrazione gravitazionale

Castelfiorentino, Istituto Enriques, Liceo Scientifico, anno 2008/2009

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Introduzione

Il termine “attrazione” ha molti significati: in fisica è una forza che tende ad avvicinare un corpo ad un altro, in psicologia e sessuologia indica l’attrazione sessuale o la seduzione, nell’ambito dello spettacolo può significare esibizione, numero.

In questo percorso didattico ho scelto di parlare proprio di questa tematica in quanto attraversa trasversalmente vari campi, da quello geografico-scientifico a quello filosofico, da quello artistico a quello letterario fino al mondo classico.

Schopenhauer e Sartre

Riguardo il campo filosofico Schopenhauer, nella sua opera “Metafisica dell’amore sessuale”, affermò che l’amore è generato dalla VOLUNTAS che mira soltanto alla perpetuazione della specie, ed esiste solo sotto forma di impulso sessuale.

Anche chi crede di essere realmente innamorato in realtà, secondo il filosofo di Danzica, sta solo cercando di continuare la propria razza.

Conseguentemente anche l’amore più angelicato, quello che spinge i poeti a comporre i propri canti, non è altro che istinto.

Anche l’amore paterno e materno è ricondotto all’istinto di conservazione della specie.

Dunque, Schopenhauer, privando ormai l’amore di ogni aspetto romantico e idealizzazione, afferma che esso è costituito da “due infelicità che si incontrano, due infelicità che si scambiano, una terza infelicità che si prepara”, dal momento che, generando una nuova vita, la si destina inevitabilmente a quella sofferenza che è comune a tutti gli uomini.

Tuttavia per Schopenhauer con la carità, o agape, si può raggiungere il vero amore, l’amore disinteressato per il prossimo, la compassione.

Infatti, per il filosofo, l’uomo può superare l’egoismo che lo caratterizza se riesce a compatire gli altri.

Compatire significa “soffrire con”, dunque provare le stesse sofferenze di chi gli sta accanto, immedesimarsi fino a far proprio anche il dolore altrui.

Solo in questo modo l’uomo riesce realmente a comprendere che il dolore è di tutti, che tutta la vita è un soffrire.

Verso la metà del 1900 la tematica amorosa fu affrontata anche dal filosofo esistenzialista Jean-Paul Sartre.

L’amore viene inteso da Sartre come espressione della volontà di dominio dell’uomo sull’uomo.

Nella relazione amorosa gli amanti si pongono come due soggetti ognuno dei quali vuole possedere l’altro: poiché entrambi vogliono la stessa cosa, l’unico risultato dell’amore è il conflitto.

Chi ama aspira a dissolvere il “tu” dell’amato nel proprio “io”, anche se non totalmente poiché altrimenti la relazione a due verrebbe meno.

Nell’amore dunque si verifica una strana lotta, del tutto atipica e particolare: l’amante, infatti, desidera assoggettare l’amato preservando la sua libertà, in modo da possederlo come soggetto.

Tuttavia, l’amore talvolta può sfociare in modalità di rapporto differenti come il masochismo e il sadismo.

Nel masochismo, il soggetto progetta di farsi assorbire dall’altro e sbarazzarsi così della propria soggettività, in pratica di farsi trattare come un oggetto.

Come l’amore può tendere al masochismo, anche il desiderio sessuale può tendere al sadismo, che è il progetto di ridurre l’altro a semplice oggetto.

John Keats e il tema dell’attrazione

The theme of the attraction, in English literature, was developed by the romantic author John Keats in the lyrical ballad “La Belle Dame Sans Merci”.

This ballad is about a knight that is wandering alone and isolated near a lake after that he has fallen in love with a beautiful girl who has seduced him and then left him alone.

Consequently the lady embodies the typical figure of the “femme fatale”, a figure that has had a lot of success in the European literature.

This theme had been developed, for example, by Spencer that in his masterpiece, “The Faerie Queene”, tells about the adventure of Sir Guyon who is looking for the House of Bliss where he has to defeat Acrasia, a witch symbol of the femme fatale, who seduces innocent young men.

However, this theme was also recovered by the decadent authors.

In fact in their works we can find the figure of the “inept”, a man timid, excluded, unable to live and to assume the responsibilities because of his sense of inferiority.

In opposition to this figure we can often find the antithetic figure of a dominator, sensual and lustful woman.

We can see this, for example, in the drama scritto by Oscar Wilde, “Salomè”, or in the novel “Il piacere”, written by Gabriele D’Annunzio, and in the novels of Italo Svevo and others.

Orazio e Catullo

Inoltre attraverso il confronto tra due autori latini, Quinto Orazio Flacco e Gaio Valerio Catullo, è possibile comprendere come l’amore possa essere inteso in due modi diversi.

Il primo ci parla di eros, di attrazione fisica, di un sentimento che culmina nella sensualità e poi si esaurisce; il secondo ci parla dell’amore come un’esperienza totale che impegna anima e corpo, intelletto e sensi.

Orazio tratta del tema amoroso in particolar modo nelle “Odi”.

Ben lontano dal sentimento di Catullo verso Lesbia, Orazio ritiene che l’amore non deve essere fonte di turbamento ma puro diletto, piacere della vita, per cui nei suoi versi non ritroviamo un solo amore, ma tanti amori, tanti quanti furono le sue amanti.

Pirra e Barine sono come lui: vivono l’amore come un sentimento bruciante ma effimero, capace di causare smania e sofferenza, ma in modo transitorio.

Ed è proprio questo tipo di amore che affascina il poeta.

Le donne e l’amore per Orazio, se assaporati sobriamente, sono come il vino: rimedio ai mali esistenziali.

Quis multa gracilis te puer in rosa Qual delicato giovane asperso di puri

perfusus liquidis urget odoribus profumi ti preme su un letto di rose,

grato, Pyrrha, sub antro? o Pirra, in un grato antro?

cui flavam religas comam, Per chi tu annodi la tua bionda chioma,

simplex munditiis? Heu quotiens fidem con semplice eleganza? Ahi, quante volte piangerà

mutatosque deos flebit et aspera gli dèi mutati, l’amor suo tradito,

nigris aequora ventis e guarderà inasprirsi le onde ai neri

emirabitur insolens, venti, incredulo,

qui nunc te fruitur credulus aurea, colui che fiducioso or gode del tuo aureo

qui semper vacuam, semper amabilem sembiante, e per sempre libera, per sempre

sperat, nescius aurae amabile ti spera, ignaro

fallacis. Miseri, quibus dello spirar d’inganni! Miseri coloro

intemptata nites. Me tabula sacer ai quali splendi non provata. In quanto a me,

votiua paries indicat uvida appesa alla sacra parete una tabella

suspendisse potenti votiva dice ch’io ho offerto le mie vesti umide

vestimenta maris deo. di naufragio al possente dio del mare.

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Una visione opposta dell’amore la offre invece Catullo.

Quando si parla del suo amore per Lesbia, infatti, lo descriviamo come un amore totalizzante, che occupa ogni parte del suo essere come una forza travolgente e sconvolgente.

È necessario sottolineare un’altra caratteristica dell’amore di Catullo.

Nei suoi carmi è presente uno stupore impotente di fronte alla lacerazione sentimentale che il comportamento di Lesbia provoca in lui.

Sebbene sia sconcertato egli riflette profondamente cercando una risposta razionale.

Analizza minuziosamente il suo processo emotivo, riuscendo perfino a polarizzarlo in termini antitetici.

Ma la sensazione di “vertigine” che prova è senza possibilità di conforti e spiegazioni.

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Odio e amo. Forse chiederai come sia possibile;

Nescio, sed fieri sentio et excrucior. Non so, ma è proprio così che mi tormento

[Trad. S. Quasimodo]

Oskar Kokoschka

Dal punto di vista artistico l’attrazione è visibile nell’opera pittorica più famosa di Oskar Kokoschka: “La sposa del vento”.

Questo dipinto era un omaggio ad Alma Mahler, vedova del compositore Gustav Mahler, con la quale Kokoschka aveva avuto una sfortunata relazione amorosa che influenzò la sua vita.

Qui l’autore rappresenta due amanti, sé stesso e Alma, in una sorta di scomposto letto di nubi, circondati dalla tempesta di passioni, vissute con l’intensità devastante di un amore totale.

Ma al convulso agitarsi della scena si oppone il sonno sereno della donna che, ancora ignara della prossima fine, dorme tranquilla rannicchiandosi con sensuale tenerezza contro il corpo nudo dell’amato.

Kokoschka invece si rappresenta desto, con gli occhi che guardano lontano e con le mani intrecciate.

Sta pensando a quanto di dolce e di irripetibile vi è stato in quel loro rapporto di sesso e di intelletto e sa che al risveglio tutto sarà finito.

I colori torbidi e impastati e lo sfondo misterioso partecipano al disordine interiore che dilania l’autore.

Essendo realizzata nell’anno dello scoppio della Grande Guerra, questa opera simboleggia la tragedia dell’Europa travolta dalla violenza, paragonandola a due amanti che vengono trasportati tra le nubi alla deriva.

Attrazione gravitazionale

Infine dal punto di vista geografico-scientifico, la mutua attrazione esistente fra tutti i corpi dotati di massa, cioè la gravitazione, costituisce una delle quattro forze fondamentali esistenti in natura.

Nel XVI secolo Niccolò Copernico avanzò l’ipotesi di un’attrazione solare, ipotesi che fu poi ripresa da Keplero per la formulazione delle proprie leggi sul moto dei pianeti.

Tuttavia fu solo grazie a I. Newton che nel 1687, basandosi su calcoli precisi, giunse a formulare una legge sulla gravitazione universale la quale afferma che l’attrazione gravitazionale tra due corpi è direttamente proporzionale al prodotto delle loro masse e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza.

L’espressione algebrica della legge è:

Dove F è l’intensità della forza di attrazione, m1 e m2 le masse dei due corpi, d la loro mutua distanza, e G la costante di gravitazione universale il cui valore fu misurato per la prima volta dal fisico inglese Henry Cavendish nel 1798 per mezzo di uno strumento chiamato bilancia di torsione.

Il valore attualmente riconosciuto è di 6,67 × 10-11 N m2/kg2.

La legge di Newton vale per tutti i corpi dotati di massa, dai corpi di dimensioni macroscopiche alle particelle subatomiche.

Tuttavia, in base alla seconda legge della dinamica, sappiamo che una forza applicata a un corpo produce su di esso un’accelerazione direttamente proporzionale alla sua intensità.

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Sintesi

Introduzione attrazione, tesina

La seguente tesina di maturità liceo scientifico tratta dell'attrazione.

Il termine “attrazione” ha molti significati: in fisica è una forza che tende ad avvicinare un corpo ad un altro, in psicologia e sessuologia indica l'attrazione sessuale o la seduzione, nell'ambito dello spettacolo può significare esibizione, numero. In questa tesina ho scelto di parlare proprio di questa tematica in quanto attraversa trasversalmente vari campi, da quello geografico-scientifico a quello filosofico, da quello artistico a quello letterario fino al mondo classico.

Riguardo il campo filosofico Schopenhauer nella sua opera “Metafisica dell'amore sessuale” affermò che l'amore è generato dalla VOLUNTAS che mira soltanto alla perpetuazione della specie, ed esiste solo sotto forma di impulso sessuale. Anche chi crede di essere realmente innamorato in realtà, secondo il filosofo di Danzica, sta solo cercando di continuare la propria razza. Conseguentemente anche l'amore più angelico, quello che spinge i poeti a comporre i propri canti, non è altro che istinto.

Collegamenti attrazione, tesina

  • Filosofia - Arthur Schopenhauer e Sartre
  • Inglese - John Keats
  • Latino - Orazio e Catullo
  • Storia dell'arte - Oskar Kokoschka
  • Geografia astronomica - Attrazione gravitazionale
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