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“Futurismo”: l’arte tra nazionalismo e totalitarismo nel Novecento

Di Maria Amoroso

Liceo Artistico Classe V Sezione “D”

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Introduzione

Storia dell’arte

Futurismo

Storia

Boccioni

L’avvento dei regimi totalitari a cavallo tra le due guerre

Filosofia

Nietzsche

Educazione fisica

Matematica

Le Olimpiadi di “Hitler”

Berlino 1936

“Futurismo”: l’arte tra nazionalismo e totalitarismo nel Novecento

Le derivate

Italiano

Scienze

Futurismo

Il sistema muscolare

Marinetti

Educazione visiva

Inglese

Oscar Wilde

Il corpo in movimento

La mappa qui rappresentata illustra come l’arte si ingloba perfettamente con il momento storico in cui essa si manifesta.

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Introduzione

Le avanguardie: il Futurismo

L’arte delle avanguardie, sviluppatesi all’inizio del secolo XX, si caratterizzò per la ricerca di una frattura radicale dei linguaggi artistici con le tradizioni precedenti, allo scopo di portare all’estremo l’opposizione tra esperienza artistica e società “borghese”.

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  • La ricerca di nuovi linguaggi e modalità di comunicazione estetica fosse quasi del tutto per l’utilizzo delle innovazioni tecnologiche che caratterizzano il secolo: fondamentale è la ricerca del confronto tra produzione d’arte e produzione industriale.
  • Il carattere innovatore delle avanguardie si espresse in maniera “militante”, spesso aggressive e violente: è per questo che esse sovrapposero spesso il loro cammino alle esperienze politiche più estreme del Novecento.
  • Le avanguardie espressero spesso i loro programmi attraverso dei “manifesti”: coi manifesti, tutte le forme d’arte erano chiamate a testimoniare i punti del programma creando dell’arte con la quale il pubblico potesse sempre interagire e mai da subire passivamente.
  • Le avanguardie propongono una identità tra arte e vita, soprattutto vita da azione: l’artista assume la funzione politica di un “apripista”, custode e diffusore di nuove verità da applicare subito e direttamente ai fatti della storia.
  • Ma il rapporto delle avanguardie con la modernità è stato contraddittorio: il comune spirito antiborghese portò in generale ad un rifiuto della società costituita, ma l’amore per l’azione ad ogni costo portò spesso le avanguardie ad assumere atteggiamenti obbiettivamente vicini alle tendenze più scure e distruttive della borghesia, come nel caso del Futurismo col Fascismo.

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Il Futurismo: presupposti teorici

  • Il Futurismo costituisce il risultato estremo in diverse forme d’arte, ma sia nei linguaggi che nelle azioni, di quelle voglie delle classi intellettuali del primo Novecento di imporre il proprio punto di vista nel confronto con le vicende dello sviluppo industriale.
  • I Futuristi esaltarono la forza eroica dell’artista, in quanto scopritore di una nuova dimensione del reale e come distruttore dell’io nel vortice di quella nuova realtà.

I Futuristi

  • Rifiutarono l’immobilità della tradizione;
  • Sperimentarono nuove possibilità tecnico-espressive, capaci di aderire immediatamente alla velocità del reale: le forme artistiche devono creare accelerazione e dinamismo col essere stravolte dal movimento;
  • Cadono i confini tra le arti ed acquista valore il gesto, l’evento, l’esperienza;
  • Ricercarono lo choc al posto delle pacatezze dei processi razionali;
  • L’arte è volontà di dominio, espressione dell’energia dei forti contro l’inerzia dei deboli: questa energia si traduce nell’esaltazione delle conquiste della natura, l’esaltazione della forza, del piacere, della guerra.

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Ma la sua aggressiva e violenta spinta innovatrice finì per essere affascinata dalla tendenza imperialistica della grande borghesia industriale italiana, come nella nostra esaltazione Futurista delle guerre e nell’adesione della maggior parte dei Futuristi al Fascismo.

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Italiano

Marinetti e il manifesto dei Futuristi (1909)

  • Il fondatore del Futurismo ed autore del “manifesto” è Filippo Tommaso Marinetti; Marinetti pubblica il “manifesto” sul giornale francese “Figaro” nel 1909; ecco alcuni punti del programma:

“Non v’è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro […]”

“[…] Il tempo e lo spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell’assoluto poiché abbiamo già creato l’eterna velocità onnipotente.”

  • L’ideologia che ispira il “manifesto” è un insieme di celebrazione di energia aggressiva ed irrazionale e glorificazione della violenza, ricavata da una lettura “di parte” (soprattutto della destra) di vari autori, tra i quali soprattutto Nietzsche.
  • Dal punto di vista dello stile, la poesia di Marinetti è caratterizzata da:
  • Abolizione della sintassi, della punteggiatura, degli avverbi e degli aggettivi qualificativi;
  • Invenzione dello “stile analogico”, in cui le parole e le onomatopee vengono messe insieme “in libertà”, senza troppi nessi logici (coniugazioni ecc…);

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La poesia futurista viene definita da Marinetti “parolibera”, e l’esempio più famoso è il poema “Tang Tumb Tumb” (1914), in cui il poeta sperimenta pure nuove soluzioni grafiche nella stampa del testo, sottolineando così l’annullamento dei confini tra arte letteraria e figurativa.

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Storia dell’arte

Futurismo nelle arti figurative

I criteri dell’arte futurista sono:

1. Simultaneità della visione

Gli eventi vanno rappresentati nella complessità del loro svolgersi e non più in una prospettiva univoca ed unitaria come insegnava il cubismo;

2. Sintesi tra visione ottica (percezione) e visione mentale (comprensione)

Bisogna rappresentare sia la percezione diretta (oculare) dell’oggetto e del suo movimento, istante per istante, sia la percezione della memoria che ricorda configurazioni e movimenti appena passati e già non più in essere.

3. Compenetrazione dinamica

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Sintesi

Materie e argomenti

  • Italiano: Filippo Tommaso Marinetti (Il manifesto futurista)

  • Arte: il Futurismo nelle arti figurative (Umberto Boccioni)

  • Storia: i totalitarismi (Italia e Germania)

  • Filosofia: Friedrich Nietzsche

  • Matematica: la derivata

  • Scienze: il sistema muscolare

  • Inglese: Oscar Wilde

  • Ed. visiva: il movimento del corpo

  • Ed. fisica: i giochi olimpici

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