A. S. 2012/2013
Apparenza e realtà
Federica Rinella
5 Liceo Classico
Motivazione
Crescendo ho potuto osservare la società che mi circonda e ho appreso che per molte persone tutto ciò che ha reale valore è come appariamo. Siamo abituati a vivere immersi nell’apparenza credendo che essa sia la realtà. Mi sono quindi chiesta se questa dicotomia fosse anche nel passato.
La Realtà è tutto ciò che esiste, che si può osservare tangibilmente.
Studiando le materie che via via negli anni mi venivano proposte ho potuto riscontrare una continua presenza della contrapposizione tra apparenza e realtà; dai molti autori latini che per paura degli imperatori scrivevano bene di questi; a Pirandello che ha scritto “Ma quale finzione, realtà! Realtà, signori, realtà!”, o ancora quegli scrittori che celavano i propri commenti ai regimi dietro finte storie di animali.
L’Apparenza è tutto ciò che appare ma può anche non essere.
Dopo diverse ricerche ho appreso che questa stessa “doppia realtà” è sempre stata presente nella storia dell’uomo ed è forse in lui connaturata in quanto costituito da anima e corpo.
Apparenza e realtà
“Il mondo come volontà e rappresentazione” Schopenhauer, La gaia scienza Nietzsche, Alcesti Euripide, “La teoria dell’anakyklosis” Polibio, Il fu Mattia Pascal Pirandello, Il proemio del Bellum civile Lucano, Il circolo culturale di Nerone, Tacito, Annales, XIV, 16, “Osservare le stelle è come guardare indietro nel tempo..” Antoine de Saint-Exupéry, Pane e castagne De Gregori, Il paradosso dei gemelli, Escher, Il piccolo principe.
“La propaganda non deve servire la verità..” Hitler.
“La realtà non è mai come la si vede” Magritte.
“Colui che cerca con curiosità scopre che questo di per sé è una meraviglia” Escher.
“Tutti gli animali sono uguali ma alcuni animali sono più uguali degli altri”
George Orwell
La fattoria degli animali
Il totalitarismo di Stalin
1924 Morte di Lenin, scontro tra Stalin e Trotskij.
Regime stalinista 1927-1953.
I piani quinquennali
Risollevarono l’economia dell’URSS.
Le purghe staliniane
Eliminare tutti gli oppositori interni o esterni al partito.
La propaganda di Hitler
La propaganda non deve servire la verità, specialmente perché questa potrebbe favorire l’avversario.
Adolf Hitler
La propaganda servì per limitare il libero pensiero, manipolando le coscienze con false promesse e ingannando le masse.
Joseph Goebbels
Prima della guerra lo scopo era:
- Affermare l’ideale di grandezza della Germania e del popolo ariano.
- Diffondere l’odio contro gli ebrei.
- Indurre i tedeschi alla più totale devozione e fiducia nel Führer.
La radio divenne la voce ufficiale dello stato.
Con lo scoppio della guerra l’unico obiettivo era quello di esaltare lo spirito di coraggio e sacrificio di ogni tedesco per la vittoria finale.
Apparenza e realtà
“Il mondo come volontà e rappresentazione” Schopenhauer, La gaia scienza Nietzsche, Alcesti Euripide, “La teoria dell’anakyklosis” Polibio, Il fu Mattia Pascal Pirandello, Il totalitarismo di Stalin, Novembre di Pascoli, la propaganda di Hitler, Il proemio del Bellum civile Lucano, Il circolo culturale di Nerone, Tacito, Annales, XIV, 16, “Osservare le stelle è come guardare indietro nel tempo..” Antoine de Saint-Exupéry, Pane e castagne De Gregori, Il paradosso dei gemelli, Escher, Il piccolo principe.
“La realtà non è mai come la si vede” Magritte.
“Colui che cerca con curiosità scopre che questo di per sé è una meraviglia” Escher.
Novembre
Tre endecasillabi
Un quinario
Gèmmea l’aria, il sole così chiaro
Che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l’odorino amaro
senti nel cuore…
Apparenza
Biancospino
Specifica nomenclatura botanica
Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
Di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno. Verso spezzato da numerose pause
Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. E’ l’estate,
fredda, dei morti. Giovanni Pascoli
Realtà
Estate di San Martino
Morte
Il simbolismo di Pascoli
Pascoli tende a dire le cose non come sono, ma come le sente.
Le campane
Suonano per lo più per evocare un’atmosfera di sogno, per accendere la memoria felice dell’infanzia. La mia sera.
Salta la gerarchia fra gli oggetti.
La realtà è soggettiva.
Il nido
Pascoli raffigura il nido come un luogo accogliente dove il padre ha il compito di procurare il cibo e la madre quello di custodire il luogo. È strettamente legato al desiderio di Pascoli di ricostruire il proprio nido familiare.
Culla
È il luogo dove il bambino si addormenta tranquillo in braccio alla mamma dimenticando ogni insicurezza, anche se fuori c’è tempesta. La capinera.
I fiori
Pascoli preferisce i fiori fuori stagione per suggerire un’idea di precarietà, di vita che illusoriamente può fiorire, nel deserto invernale.
Gli uccelli
Il canto degli uccelli viene reso dal Pascoli col frequente ricorso all’onomatopea, è quasi il tentativo di creare un linguaggio sopra-umano che annuncia un sapere misterioso.
Dialogo con i morti
È il tentativo di vivificare il passato, di ridare vita a chi non c’è più.
L’uccello notturno
La civetta e l’assiuolo, col suo prolungato chiù, diviene presagio di morte.
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Storia
- Il totalitarismo di Stalin
- La propaganda di Hitler
Italiano
- Il simbolismo di Pascoli
- Il sentimento del contrario in Pirandello
Latino
- Il proemio del bellum civile: elogio reale o fittizio di Nerone
- La visione antica e nuova di Nerone
Scienze
- Magnitudine apparente e assoluta
- I vulcani tra distruzione e fertilità
Fisica
- I miraggi
- Il paradosso dei gemelli
Storia dell'arte
- Magritte
- Escher
Greco
- Alcesti: un sacrificio compiuto "per amore"?
- Polibio: la storiografia
Filosofia
- Schopenhauer: il velo di Maya
- Nietzsche: la morte di Dio