Il culto dell’apparire
Chiara D’Addato
III D
a.s. 2010-2011
Fin dall’antichità è sempre stata attribuita molta importanza al modo in cui ci si presenta, si «appare».
Molte donne, ma anche molti uomini, spendevano parecchio tempo nel prepararsi e nel curare ogni minimo dettaglio della loro figura prima di mostrarsi agli altri. Questo succede anche oggi: basti pensare al fatto che, in media, un giornalista o una qualsiasi persona che debba apparire sul grande schermo, prima di andare in onda, viene sottoposta a una seduta di trucco per circa 20 minuti.
L’immagine che si dà di sé viene da sempre sfruttata con grande attenzione, perché la memoria visiva è lo strumento più efficace per memorizzare informazioni: un’immagine forte colpisce con maggior facilità.
Le facce del potere
Sono quei personaggi che utilizzano la loro immagine come strumento di potere o di propaganda, espressione del carisma di singoli individui che sono diventati icone o simboli del loro tempo, rappresentazione di un potere istituzionale o di un modello sociale.
- Diventati icone o simboli del loro tempo.
- Rappresentazione di un potere istituzionale o di un modello sociale.
I ritratti degli uomini politici
Tra i ritratti più famosi di uomini politici nell’antichità spiccano quelli di Plutarco. Nelle Vite Parallele (Оι compone una serie di βίοι παράλληλοι), biografie di uomini celebri, riunite in coppie per mostrare vizi o virtù morali comuni ad entrambi. Plutarco è convinto che l’esempio delle vite degli uomini virtuosi concorre a rendere tali anche i lettori.
Cesare
Immagine mirata al desiderio di gloria.
Evidenziare non tanto in che modo si conquistò il consenso popolare, ma come usò il potere che gli fu concesso.
«Come dunque i pittori colgono le somiglianze dei soggetti dal volto e dall’espressione degli occhi, nei quali si avverte il carattere, e pochissimo si curano delle altre parti, così mi si conceda di interessarmi di più di quelli che sono i segni dell’animo, e mediante essi rappresentare la vita di ciascuno, lasciando ad altri la trattazione delle grandi contese» (Vita di Pericle, 1).
Pericle
In che egli compiaceva e premiava i soldati valorosi e partecipava ad azioni rischiose senza curarsi del pericolo.
Debole resistenza fisica: «era esile di corporatura, bianco e tenero di carnagione, soggetto a emicranie e ad attacchi epilettici».
Uomo integro, dai valori incorruttibili, racchiude in sé tutte le doti che un uomo di Stato moderno dovrebbe avere: pragmatismo, onestà, abilità politica, bontà straordinaria.
Passione.
Evocazione delle virtù: equilibrio, semplicità, ambizione, calma, pazienza, serenità del grande statista.
«Quando si trattava d’onore bisognava cedere ai potenti, ma e si trattava di necessità bisognava privilegiare i più deboli».
Augusto e la moneta
- La monetazione augustea è un esempio straordinario di come l’immagine possa essere sfruttata; infatti Augusto, dopo aver conquistato dei territori, emetteva nuove monete con la costante raffigurazione dell’imperatore.
- Ne è un esempio la provincia romana dell’Egitto, che fu istituita nel 30 a.C. da Augusto, in seguito alla conquista del paese e alle morti di Cleopatra e Cesarione; l’Egitto divenne parte dell’Impero romano, in qualità di provincia imperiale (fu anzi la prima provincia imperiale propriamente detta) governata da un prefetto scelto dall’Imperatore nell’ordine equestre: il praefectus Alexandreae et Aegypti.
Dritto: CAESAR COS VI, testa di Augusto verso destra.
Rovescio: AEGYPTO CAPTA, un coccodrillo con la bocca aperta verso destra.
Datazione: 29-27 a.C., dopo la vittoria di Azio.
L’immagine come strumento di propaganda
Alcune delle figure che meglio seppero sfruttare la loro immagine sono i dittatori degli anni ‘30, Benito Mussolini e Adolf Hitler che, preoccupandosi del loro aspetto esteriore, riuscirono a ottenere maggiori consensi.
La propaganda fu la loro arma vincente.
Fino al 1939 Joseph Goebbels fu il capo dell’Ufficio della Propaganda e collaboratore di Hitler. Scopo primario dell’ufficio della propaganda era quello di
Italiano:
Gabriele D'Annunzio
Storia:
Augusto; i regimi dittatoriali degli anni '30
Latino:
Cena Trimalchionis di Petronio; Ovidio; Tacito; La morte di Seneca;
Greco:
Le vite parallele di Plutarco
Arte:
La Pop-Art; David e la morte di Marat