Guerra fredda
Nel 1945, dopo la fine della seconda guerra mondiale, iniziò la Guerra fredda, fra
USA e URSS. La guerra fredda non era altro che uno stato di continua tensione fra
queste due potenze, che non giunse in realtà mai ad un vero scontro armato, ma si
manifestò attraverso minacce, accuse, insulti e provocazioni reciproche. Si concluse
definitivamente solo agli inizi degli anni Novanta, quando l’URSS si dissolse. Oggi
sappiamo che lo scontro non si svolse mai alla pari fra USA e URSS e che fin dall’inizio
gli USA ebbero più peso e più forza e che il mondo non corse mai un vero rischio di
guerra.
Nel corso della guerra fredda le due superpotenze continuarono a rinnovare
ininterrottamente i propri arsenali militari nello sforzo di assicurarsi una schiacciante
superiorità sugli avversari. Questa incessante corsa agli armamenti fece aumentare
vertiginosamente le spese dei due stati.
All’interno dell’URSS si aggravò la repressione contro gli oppositori politici, che
vennero inviati a migliaia nei gulag, vennero rafforzati i controlli polizieschi sui cittadini
e i mezzi di comunicazione esaltarono fino all’ossessione i pregi e la superiorità del
regime socialista.
Anche negli Stati Uniti la paura nata con la guerra fredda creò un clima di intolleranza
e di sospetto e iniziò così una cosiddetta “caccia alle streghe”, una persecuzione
contro coloro che venivano sospettati di essere comunisti, anche ingiustamente e senza
motivo.
Nel corso della guerra fredda ci furono vari periodi di crisi. Le più gravi furono quelle
di Berlino e di Cuba.
Nel 1961 fra i due settori in cui era divisa Berlino, le autorità fecero costruire un
muro che separò per quasi trent’anni Berlino Est da Berlino Ovest. Lo scopo di quel
muro era impedire che gli abitanti di Berlino Est fuggissero nel più ricco occidente. Il
muro di Berlino, col suo filo spinato, le torrette di guardia ed i poliziotti armati pronti
a sparare contro i fuggiaschi, divenne il simbolo più significativo della guerra fredda e
migliaia furono le persone che morirono nel tentativo di scavalcarlo.
Ancora più seria fu l’anno successivo la crisi di Cuba. Nel 1959 Fidel Castro, un giovane
rivoluzionario, aveva rovesciato una dittatura militare sostenuta dagli USA. Per
indebolire il governo di Castro, gli Stati Uniti appoggiarono un tentativo di sbarco di
controrivoluzionari cubani nell’isola. Ma la spedizione fallì e Castro proclamò a Cuba
una repubblica socialista, accettando la protezione militare dell’URSS, che nel 1962
installò nell’isola basi missilistiche: una seria minaccia per i vicini Stati Uniti.
Questi ultimi reagirono ponendo intorno a Cuba un blocco navale. Per qualche giorno il
mondo visse con il fiato sospeso, nel terrore di una guerra nucleare, ma alla fine il buon
senso prevalse ed i Sovietici smantellarono le basi ed in cambio gli Stati Uniti si
impegnarono a rispettare l’indipendenza cubana.
Età del benessere
Proprio in questi anni, è in progresso una forte “rivoluzione” a livello sociale. Si sta
infatti sviluppando la società dei consumi. Quando la gente è povera, i pochi soldi a
disposizione sono utilizzati per le necessità primarie. Ma in questo periodo un numero
sempre maggiore di persone ebbe a disposizione denaro sufficiente per procurarsi
anche beni di consumo durevoli, come elettrodomestici, automobili, oggetti di
arredamento, attrezzi per lo sport e tutti quei beni e servizi che un tempo erano
considerati un lusso riservato a pochi e che ora stavano diventando comodità alla
portata di gran parte della popolazione. La società dei consumi è un fenomeno che
continua ancora oggi. Essa si basa su due pilastri:
- La produzione in serie di grandi quantità di merci;
- La pubblicità, che spinge ad acquistare.
Il possesso di beni diventò così prestigio sociale e perciò apparve naturale sostituire
sempre più rapidamente gli oggetti posseduti con altri più nuovi e alla moda. Nei paesi
industrializzati ci si avviava già verso quella espansione esasperata dei consumi che è
detta consumismo.
Negli USA, l’unico paese uscito dalla guerra più forte e più ricco, la popolazione poté
godere per prima dei vantaggi offerti dall’età dei consumi. Già nel 1957 l’81% delle
famiglie possedeva la TV, il 96% aveva un frigorifero, l’89% la lavatrice e quasi tutti
possedevano un’automobile. La pubblicità, il cinema, la televisione contribuivano a
diffondere il modello di vita americano.
Razzismo in America
Tuttavia, neanche nella ricca America il benessere era alla portata di tutti, in
particolare ne erano escluse le minoranze, come i neri, che rimanevano oggetto di
pregiudizi e spesso subivano violenze, perché considerati inferiori. In molti stati del
sud inoltre, era ancora presente la segregazione razziale ed il contatto fra bianchi e
neri era evitato, i neri non potevano frequentare le scuole e luoghi pubblici, vivevano in
dei quartieri-ghetto, poveri ed isolati.
Verso la fine degli anni ’50 esplose un movimento di rivolta dei neri, che chiedevano la
loro integrazione nella società e uno dei leader di questo movimento fu Martin Luther King. Egli seppe trasformare la protesta in una battaglia pacifica e fu proprio grazie a
questa scelta non violenta che le rivendicazioni dei neri ebbero grande risonanza e
ottennero l’appoggio dell’opinione pubblica mondiale e di gran parte di quella
americana.
Materie e argomenti
- Storia - Guerra fredda, età del benessere
- Italiano - Elsa Morante
- Geografia - Kenya
- Educazione fisica - Atletica leggera
- Storia dell'arte - Pop Art
- Musica - The Beatles
- Inglese - Biografia di Marilyn Monroe (corretta da professoressa)