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Nome Cognome

Classe

Nati per leggere

Presentazione

PCTO

Nati per leggere: l'associazione

Nasce il 6 novembre programma nazionale garantisce ai bambini opera a livello promossa da ACP, AIB,

1999; di promozione alla uno sviluppo nazionale e ha CSB.

Lettura nell'infanzia cognitivo, contribuito a creare

Sin dalla nascita; emozionale e progetti simili nei

Relazionale; paesi europei ed

Extraeuropei;

Il volontario NpL

Chi è?

  • È una persona che rappresenta NpL come programma di comunità e si impegna nel sostenere la lettura per i più piccoli;
  • Può essere un insegnante o un educatore, un operatore culturale, un impiegato, uno studente, un genitore o un parente.

Il volontario NpL

Che cosa fa?

  • Sensibilizza gli adulti e offre informazioni;
  • Crea un'atmosfera favorevole all'interazione;
  • Seleziona i libri da leggere;
  • Mostra ai genitori come leggere efficacemente;
  • Aggiorna le proprie conoscenze.

Formazione presso Biblioteca F. Basaglia su catalogazione, voce, postura e

La mia comportamento.

La mia esperienza

La mia esperienza

  • Lettura presso Studio pediatrico Via di Torrevecchia, 467;
  • Lettura presso Scuola dell'infanzia L.L. Besso;
  • Lettura presso Casa Circondariale Femminile di Roma Rebibbia.
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Sintesi

PCTO - Nati per Leggere

Tra tutti i percorsi di alternanza scuola-lavoro che ho svolto nel triennio, quello che più mi ha coinvolta è stato il progetto di “Nati per Leggere” a causa della sua particolarità. Fin da piccola ho visto il suo logo negli studi pediatrici in cui mi recavo e finalmente mi si è presentata l’occasione di conoscere ciò che c’è dietro:

NpL è una campagna italiana nata nel 1999, che vuole promuovere un momento intimo quale è la lettura sin dalla nascita, con il fine di regalare al bambino momenti importanti per il suo sviluppo intellettivo, linguistico, affettivo e relazionale.

Come ho già detto è un progetto nato in Italia che opera a livello nazionale, che ha contribuito alla creazione di progetti simili nei Paesi appartenenti all’Unione Europea e con il tempo si è esteso anche a livello mondiale. Inoltre, questa iniziativa è stata ed è tuttora sostenuta da vari promotori, come l’Associazione Culturale Pediatri, l’Associazione Italiana Biblioteche e il Centro per la Salute del Bambino.

Il ruolo del volontario

Il ruolo che ho svolto in questo progetto è quello di volontario, ossia quello di una figura che rappresenta il programma NpL e che ha deciso liberamente di dedicare del tempo alla promozione della lettura verso i bambini in età prescolare. Solitamente chi ricopre questo ruolo è già una figura professionale, come un insegnante o un educatore, ma talvolta può essere anche uno studente come me, un genitore o un nonno.

Come volontario si deve adempiere a dei compiti, tra cui la sensibilizzazione degli adulti sull’importanza della lettura nei primi anni di vita, la creazione di un’atmosfera rilassata e tranquilla per favorire l’ascolto, la selezione dei libri da usare soprattutto in base all’età, offrire ai genitori i mezzi e informazioni per leggere efficacemente, ma un volontario deve anche aggiornare le proprie conoscenze.

La formazione presso la Biblioteca Basaglia

La mia esperienza è iniziata con la formazione presso la Biblioteca Basaglia, durante la quale ci è stato insegnato come riconoscere le tipologie di libro adatte in base alla catalogazione: ad esempio questo simbolo indica un albo illustrato, questo fiabe e favole, questo poesie e filastrocche e questo i primi libri.

Oltre a questi ci sono stati mostrati diversi libri per bambini con esigenze specifiche, quali possono essere libri per la dislessia, libri scritti in braille o libri in simboli per bambini affetti da autismo. Dunque, ci hanno dato consigli su come modulare la voce in base al racconto e alle tematiche che affronta, o su come tenere in mano i libri quando si è da soli a leggere piuttosto che in due, ma anche sul comportamento da adottare nel caso in cui siano presenti bambini poco interessati o molto vivaci.

La seconda parte della mia esperienza è stata “svolta sul campo”, ossia l’ho attuata in vari luoghi che ospitano questa iniziativa come studi pediatrici, reparti ospedalieri o scuole.

La prima esperienza pratica

La mia prima esperienza pratica si è svolta presso un ambulatorio pediatrico di via Torrevecchia. È stato difficoltoso poiché io e la mia compagna non eravamo pronte ad affrontare un ambiente così dispersivo e vasto dal punto di vista dell’età, perciò precedentemente ci siamo dovute munire di libri molto generici che spaziavano da primi mesi ai 12 anni di età ed è stato piuttosto complicato riuscire ad attirare l’attenzione che era continuamente interrotta dalle visite o dall’arrivo di nuovi bambini, alcuni dei quali molto timidi e necessitavano di essere invogliati e introdotti agli altri.

L’esperienza nell’asilo del quartiere Ottavia

Io e la mia compagna di classe abbiamo avuto la possibilità di proseguire quest’attività e l’anno successivo abbiamo affrontato un’esperienza più duratura nel tempo in un asilo del quartiere Ottavia, durante la quale abbiamo stretto un legame con i bambini che abbiamo intrattenuto.

È stata nettamente diversa dall’episodio nello studio pediatrico poiché non trattandosi di un momento sporadico, bensì di incontri ripetuti nell’arco di alcuni mesi, i bambini erano più partecipi e abbiamo riscontrato che aspettavano con ansia e gioia il momento della lettura. Conoscendoli, abbiamo anche iniziato a selezionare libri più mirati alle loro esigenze, la loro età e le loro paure: ad esempio, abbiamo trattato attraverso i libri tematiche riguardanti la paura del buio, che abbiamo visto appartenere solo a pochi bambini, ma che avrebbe potuto coinvolgere tutta la collettività.

La realtà del carcere di Rebibbia

In ultimo, mi sono avvicinata ad una realtà che non mi era assolutamente familiare e che è stata molto intensa dal punto di vista emotivo, ossia quella del carcere di Rebibbia, di cui vorrei parlare sotto altri aspetti nel percorso di cittadinanza e costituzione.

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