Indice
Cap 1: Circolo FE.NA.PI. Principe di Piemonte
1.1 Struttura
1.2 Breve profilo storico della FENAPI
1.3 Incontro
1.4 Tipica giornata
Cap 2: La figura dell’operatore amministratore di sostegno
2.1 Amministratore di sostegno e motivi di riforma
2.2 Soggetti a cui spetta la tutela e avvio del procedimento
2.3 Richiesta di nomina e revoca
2.4 Doveri dell’amministratore di sostegno
2.5 Responsabilità dell’amministratore di sostegno
Cap 3: Attività svolte durante il volontariato
3.1 Compilazione modello ISEE
3.2 Compilazione Bonus Bebè
3.3 Compilazione Bonus gas e luce
3.4 Compilazione 730
3.5 Compilazione Carta REI
Cap 4: Concetti acquisiti durante il volontariato e risposta a una situazione d’aiuto
4.1 Concetto di povertà
4.2 Processo d’aiuto
4.3 Concetto di handicap
4.4 Come leggere il verbale di handicap
4.5 La condizione riconosciuta
4.6 Agevolazione 1
4.7 Chi è l’invalido civile
4.8 Documenti da allegare alla domanda
4.9 Assegno d’invalidità e incompetenza
Cap 1: Circolo FE.NA.PI. Principe di Piemonte di Maria Cristina e Raimondo Burrascano
Via Napoli n. 121, CAP 98124 Messina
1.1 Struttura
Centro Caf assistenza fiscale FENAPI Srl di Maria Cristina e Raimondo Burrascano, sito in Via Napoli n. 121 a Messina, è una struttura che sorge al centro della città, a pochi passi da scuole, supermercati, tabacchino, parrucchieri, bar, mercati alimentari, pasticcerie… È composta da due stanze, di cui una adibita per ricevere gli utenti e l’altra che funge da archivio.
È il centro di assistenza fiscale che opera nel settore dell’assistenza fiscale rivolta a tutti i dipendenti pubblici, privati e pensionati, per adempiere agli obblighi della dichiarazione dei redditi, Mod. 730, Mod. ISEE, Mod. Unico, Richiesta Bonus Energia e Gas, Pensioni INPS, Invalidità… e altri documenti in materia fiscale.
Opera nel modo migliore attraverso un’assistenza di qualità, professionalità e cordialità.
L’obiettivo che si prefigge è principalmente la tutela dei diritti e lo sviluppo delle condizioni culturali, morali, professionali, giuridiche ed economiche.
1.2 Breve profilo storico della FENAPI
La Federazione Nazionale Autonoma Piccoli Imprenditori è un’organizzazione di categoria senza fini di lucro. La FENAPI è stata costituita il 12 gennaio 1992 su iniziativa di un gruppo di giovani imprenditori e lavoratori autonomi dei diversi settori economico-produttivi.
Il progetto FENAPI nasce per sostenere la piccola impresa che in Italia subisce spesso scelte indirizzate a favore dei grandi gruppi economico-finanziari, pur essendo il principale motore dello sviluppo economico e produttivo: l’esigenza immediata è stata quella di creare un blocco sociale formato da lavoratori autonomi e microimprese.
L’obiettivo politico-associativo della Federazione è il riconoscimento della figura del piccolo imprenditore quale categoria trasversalmente intesa, a prescindere dal settore economico in cui opera: Artigiani, Commercianti, Pescatori, Piccola Industria e Coltivatori Diretti sono caratterizzati e accomunati dalla loro dimensione organizzativa ed economica, che li distingue dagli altri ambiti “piccoli” imprenditoriali e industriali in quanto per necessità o scelta.
Nella “piccoli” globalizzazione dei mercati la scelta di rimanere deve essere garantita mediante strumenti consoni al raggiungimento di obiettivi ben precisi.
Il 18 novembre 1997 è stato celebrato il II Congresso Nazionale, a seguito del quale la FENAPI ha allargato i propri orizzonti associativi puntando ad aggregare il mondo del lavoro atipico e tutte le figure professionali per le quali non sono previsti appositi Albi e Ordini Professionali.
Dal 1997 la Federazione, guidata da un gruppo di giovani messinesi, si è estesa in tutta Italia, perdendo i connotati di associazione prettamente meridionale, e ha avviato un progetto di relazioni sindacali e industriali che ha condotto l’Associazione alla firma del suo primo contratto collettivo nazionale di lavoro, valido per alcune categorie di imprenditori e lavoratori autonomi in agricoltura.
Il 15 e 16 dicembre 2012 è stato celebrato il III Congresso Nazionale, nel quale è stato approvato il nuovo Statuto FENAPI, che fissa le linee guida della nuova organizzazione della FENAPI e degli Enti dalla stessa promossi e/o costituiti.
L’organizzazione territoriale della FENAPI si articola in: Sedi regionali, Sedi provinciali, Sedi zonali, Sedi comunali.
Gli organi della Federazione, a livello nazionale, sono: Congresso Nazionale, Consiglio Direttivo Nazionale, Ufficio di Presidenza Nazionale, Direttore Generale, Collegio dei Probiviri, Collegio Nazionale dei Revisori dei Conti, Consiglio Tecnico Nazionale, Segretari Nazionali di Comparto.
L’obiettivo della FENAPI è, principalmente, la tutela dei diritti e lo sviluppo delle condizioni culturali, morali, professionali, giuridiche ed economiche degli associati attraverso:
- Rappresentanza sindacale degli associati e tutela dei loro interessi nelle sedi competenti;
- Rappresentanza e tutela delle Piccole Imprese nei rapporti con le istituzioni pubbliche e private, la pubblica amministrazione, le organizzazioni politiche, sociali ed economiche;
- Orientamento, formazione e aggiornamento professionale di quanti operano nella Piccola Impresa;
- Promozione e assistenza alla costituzione di cooperative, consorzi e associazioni di produttori;
- Promozione e assistenza alla nascita di nuove piccole imprese con azioni specifiche, anche nel quadro degli appositi programmi U.E.;
- Realizzazione di studi e progetti di fattibilità per l’avvio di imprese, con particolare riferimento all’imprenditorialità giovanile;
- Assistenza fiscale, amministrativa e giuridica delle imprese associate;
- Assistenza sociale, previdenziale e sanitaria a favore degli associati, dei loro familiari e dei dipendenti attraverso il suo Ente di Patronato;
- Assistenza alle imprese associate per la presentazione di domande di contributi e finanziamenti, anche previsti da disposizioni comunitarie, alle autorità competenti;
- Organizzazione di iniziative atte a innovare e sviluppare le imprese associate, a potenziare la loro produttività e a favorire il collocamento dei loro prodotti e servizi sui mercati;
- Assistenza alle imprese associate per gli adempimenti relativi al controllo di qualità e sicurezza nei luoghi di lavoro.
1.3 Incontro
Il volontariato presso il Circolo FE.NA.PI. ebbe inizio un po’ per caso: un giorno mi trovai a far compagnia a mia sorella, che doveva consegnare dei documenti presso tale struttura, così mi trovai a parlare con il responsabile dello sportello. Dopo aver spiegato il mio percorso di studi ed essendoci bisogno di personale per il volontariato, mi propose di farlo, con il detto che, dopo aver valutato e letto il mio curriculum, mi avrebbe fatto sapere.
Successivamente fui contattata e fissata la data di inizio, il 01-09-2016, mi presentai. Da subito si è instaurato un rapporto di fiducia ed empatia.
Il primo giorno ricordo che, dopo essermi stata spiegata la struttura e i compiti, mi fu sottolineata l’importanza di far firmare sempre all’utente il consenso al trattamento dei dati personali, di scrivere il nome e cognome con motivazione della presenza dell’utente nel registro, soprattutto di prestare molta attenzione e verificare la validità dei documenti, di non dimenticare di far firmare le varie documentazioni e di consegnare al contribuente una copia della dichiarazione elaborata.
1.4 Tipica giornata
La tipica giornata di lavoro cominciava alle 08:30 e terminava alle 14:00, poi riprendeva alle 16:00 e terminava alle 19:30. Tutti i giorni c’era molta affluenza di persone, che variava dai lavoratori ai disoccupati, dagli stranieri ai pensionati.
Solitamente guardavo il diario delle comunicazioni e iniziavo da subito a contattare i vari utenti per confermare appuntamenti o disdirli e prenderne di nuovi. Sistemavo i vari fascicoli in ordine alfabetico e, per agevolarmi il lavoro, ordinavo i moduli e, se necessario, ne stampavo altri per evitare di far aspettare l’utente.
Ero efficace nel dare informazioni, sempre cordiale e disposta all’ascolto; assicuravo che il lavoro venisse svolto in modo efficiente e cordiale, ma soprattutto cercavo sempre di fornire informazioni più dettagliate possibili, in quanto mi documentavo.
Anche se non era molto semplice trattare con stranieri per via del linguaggio diverso, sono riuscita a farlo con parole semplici e chiare acquisite durante gli studi di lingua straniera.
Cap 2: Figura dell’amministratore di sostegno
2.1 Amministratore di sostegno e motivi della riforma
L’amministratore di sostegno è un istituto dell’ordinamento giuridico italiano, disciplinato dal codice civile, la cui funzione è quella di affiancare il soggetto privo in tutto o in parte di autonomia, con la minore limitazione possibile della capacità di agire.
La figura è stata introdotta con la legge 9 gennaio 2004 n. 6.
Il legislatore italiano ha rivisto la materia delle limitazioni relative alla capacità di agire delle persone e, in luogo della già privilegiata tutela del patrimonio, della famiglia e dei creditori dei soggetti affetti da disabilità, ha stabilito che colui che, privo in tutto o in parte di autonomia per effetto di un’infermità fisica o psichica, si trovi nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi, ha diritto di essere coadiuvato da un amministratore di sostegno nominato dal giudice tutelare che, sulla base delle concrete esigenze dell’ausilio, disporrà, per gli atti o per le categorie di atti per i quali si ravvisi l’opportunità del sostegno, la sostituzione ovvero la mera assistenza della persona che non sia in grado di darvi autonoma esecuzione.
2.2 Soggetti a cui spetta la tutela e soggetti che possono avviare il procedimento
Il nuovo art. 404 del codice civile, così come modificato dalla succitata normativa, ha introdotto nell’ordinamento italiano una misura alternativa alla pronuncia di interdizione e inabilitazione, di cui può beneficiare una persona che, a causa di un’infermità o per una menomazione fisica o psichica, si trova nell’impossibilità, anche parziale o temporale, di provvedere ai propri interessi.
Tale menomazione non deve essere talmente grave da essere interdetto o inabilitato.
Alcuni esempi di soggetti a cui può riferirsi l’applicazione di tale istituto sono:
- Soggetti disabili;
- Alcolisti;
- Tossicodipendenti;
- Soggetti colpiti da ictus cerebrale.
Scopo della legge è quello di coadiuvare tali persone mediante un amministratore che dia loro sostegno al fine di affrontare problemi concreti come: acquistare, vendere, affittare un appartamento o investire somme di denaro.
L’amministratore di sostegno è nominato dal giudice con decreto; il decreto deve indicare l’atto per il quale è richiesta l’assistenza dell’amministratore.
La richiesta della nomina dell’amministratore di sostegno può essere fatta dallo stesso soggetto a cui si riferirebbe l’amministrazione.
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Il più alto grado di civiltà di una nazione
Il più alto grado di civiltà di una nazione viene manifestato quando i valori dell’uguaglianza e della giustizia sociale si applicano con naturalezza e senza discriminazione anche ai membri che, per vivere più diverse. Vivono in situazioni economiche, fisiche e sociali svantaggiate.
Gli strumenti con cui uno Stato garantisce e concretizza questi valori e i conseguenti diritti sono le leggi emanate dal Parlamento: esse definiscono le condizioni per essere titolari dei diritti e stabiliscono le modalità per ottenere l’applicazione degli stessi.
La Costituzione Italiana e la Legge 104/92, legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate, garantisce il pieno rispetto della dignità umana ed i diritti di autonomia, pari diritti agli stessi diritti fondamentali degli altri cittadini e libertà in ogni ambiente: scuola, lavoro, famiglia e società.
In questo mio lavoro di tesi, ho deciso di trattare il tema sul processo d’aiuto nel servizio sociale, ponendo maggiore attenzione sui disagi economici e sulla tutela delle persone diversamente abili. Il mondo della disabilità ha vissuto profonde trasformazioni in epoca contemporanea, a partire dagli anni settanta del XX secolo, ha preso corpo un’azione di rinnovamento dei servizi e degli interventi a favore del disabile.
Motivazione scelta
L’incidenza di disabilità sia fisica che mentale, oggi è più comune di quanto si possa credere:
L’handicap può essere stato causato da una malattia, dall'invecchiamento o da un incidente e altre cause, può essere momentaneo o permanente.
Persone affette da disabilità hanno bisogno di sentirsi capiti, incoraggiati, sostenuti.
Assicurarsi che un disabile abbia una qualità della vita buona è molto importante, non solo perché è un essere umano, ma perché la sua dignità e il suo benessere sociale non devono subire pregiudizi proprio per questo stato.
Secondo me, ciò di cui la persona ha bisogno varierà sempre a seconda delle sfide che affronta, pertanto, voglio essere preparata per soddisfare a pieno i loro bisogni.
Conclusione
L’amministratore di sostegno è la risposta ad una situazione patologica in cui la persona interessata non è più in grado di far fronte alle proprie necessità, e provvedere alla cura dei propri interessi, a causa di una sopraggiunta menomazione fisica e/o psichica.
È la risposta ad un bisogno della persona e serve a sostenerla, aiutarla nel porre in essere tutte quelle scelte, attività aventi cura giuridica alle quali non riesce a provvedere in autonomia.
Credo in questa nuova figura che possa consentire alle persone in difficoltà, prive di reti familiari forti, di evitare emarginazione e di essere valorizzate nelle capacità e nelle risorse personali ancora presenti.
Mi sento motivata a mettermi in relazione, a comprendere necessità, ad attivare opportuni servizi e reti di supporto ad affiancare un utente nella gestione del patrimonio.
L’obiettivo sarebbe far conoscere la figura dell’Amministratore di Sostegno, i contesti e le reti di riferimento; offrire una panoramica delle differenti dimensioni che caratterizzano questa figura (giuridica, relazionale, sociale, socio-sanitaria); migliorare le competenze di base per svolgere il ruolo dell'AdS; offrire aiuto con rispetto e personalità, ma soprattutto con onestà.