Valentina l’altra metà
Girotti dell’essere
Anno scolastico 2011/2012 esame di Stato
Liceo scientifico A. Roiti classe 5E
L’altra metà dell’essere
VALENTINA GIROTTI Classe 5E Esame di Stato 2012
Indice
1. FILOSOFIA 6
1.1 SIGMUND FREUD 6
1.1.1 La realtà dell’inconscio e i modi per accedere a esso.....................7
1.1.2 I sogni............................................................................................. 8
1.1.3 La teoria della sessualità e il complesso edipico.............................8
1.1.4 La scomposizione psicoanalitica della personalità........................10
2. ITALIANO 11
2.1 LUIGI PIRANDELLO 11
2.1.1 La cultura letteraria.......................................................................12
2.2 IL FU MATTIA PASCAL 14
2.2.1 Narratore....................................................................................... 15
2.2.2 Tipologia testuale..........................................................................15
2.2.3 Tempo............................................................................................ 16
2.2.4 Durata........................................................................................... 16
2.2.5 Spazio........................................................................................... 17
2.2.6 Tecniche narrative.........................................................................17
2.2.7 Stile e lessico................................................................................ 18
2.2.8 Personaggi.................................................................................... 18
2.2.9 I temi............................................................................................. 22
3. ENGLISH 27
3.1 ROBERT LOUIS STEVENSON 27
3.2 The strange case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde 28
3.2.1 The origin of the novel..................................................................28
3.2.2 The plot......................................................................................... 28
3.2.3 The main theme of this novel: the conflictual relation between the two opposite sides of human mind.................................................28
3.2.4 The double nature of the setting...................................................29
3.2.5 Good and evil................................................................................30
3.2.6 Interpretation of the novel............................................................31
3.2.7 A multi-narrative technique...........................................................31
4. FRANÇAIS 33
L’altra metà dell’essere
VALENTINA GIROTTI Classe 5E Esame di Stato 2012
4.1 GUY DE MAUPASSANT 33
4.2 LE HORLA 34
4.2.1 Un conte fantastique.....................................................................34
4.2.2 Résumé et étude du personnage principal ...................................34
Résumé de la première version 34
Résumé de la deuxième version 35
4.2.3 Les personnages...........................................................................36
4.2.4 Les thèmes.................................................................................... 38
4.2.5 Les techniques..............................................................................38
5. STORIA 40
5.1 Crisi dell’identità personale nei reduci della Grande guerra 40
6. ATTUALIZZAZIONE DEL CONCETTO DI ALTER EGO 47
Introduzione
Se si ricerca il termine “doppio” in un dizionario o in un’enciclopedia, troveremo scritto: “costituito da due cose identiche […] moltiplicato per due […] raddoppiato” ma anche “falso, finto, infido”.
Il termine “doppio” dunque può assumere molteplici significati e se prendiamo in considerazione i casi in cui si decide di trattare apertamente questo tema, troveremo una moltitudine di opere. Infatti, il doppio nei suoi aspetti più diffusi può essere considerato come l’esistenza di un individuo in due o più mondi alternativi tra loro, come l’esistenza di persone identiche tra loro oppure come Alter Ego.
“Alter ego” dal latino “altro io” indica qualcosa come altro da sé, un’altra personalità o identità o un altro modo di essere dell’uomo.
L’Alter ego talvolta rappresenta le paure, i desideri o i sentimenti che sono nascosti nel nostro Io, ma che possono inconsapevolmente mostrarsi nei momenti più critici.
L’Alter-ego può arrivare a disgregare l’Io originale sino a distruggerlo.
L’uomo è sempre stato affascinato da se stesso ed ha affrontato, più o meno consciamente, più o meno esplicitamente, l’analisi di sé, o meglio dei suoi “sé”, già in tempi antichissimi.
Non è un caso che in ogni cultura, civiltà, popolo, l’Ombra, il Sosia, lo Specchio - intesi come proiezione autonoma del nostro io – abbiano sempre rappresentato il magico, infuso un alone di paura e mistero di sé.
Basti pensare allo stesso termine latino “imago,inis”, il cui significato non è solo legato alla sfera visiva, ottica, ma anche alla “parvenza”; difatti, la parola “imago” può essere tradotta come “eco, visione, sogno, apparizione”, con evidente allusione alla sfera del magico, al sortilegio, all’amore per se stessi.
Si consideri ancora il terrore di non riuscire a vedere la propria immagine riflessa nello specchio, segno di malvagità, di demoniaco.
Appare evidente che il tema del doppio altro non è che un “apologo sulla condizione umana”, da sempre dilaniata tra Bene e Male, rettitudine e corruzione, ingenuità e conoscenza.
Tutto e' un'illusione,
e un'illusione
e' una piccola parte di niente
creata da noi
per trovare una scusa
all'incubo che si vive.
Anonimo
Filosofia
1. Sigmund Freud
Sigmund Freud nacque a Freiberg nel 1856 da una famiglia di origini ebraiche.
Si laureò in medicina nel 1881 e per un po’ di tempo studiò anatomia cerebrale, mentre, per guadagnarsi da vivere si dedicava alle malattie nervose.
Si recò a Parigi, dove prese la cattedra sulle malattie nervose.
Era molto attratto dalle idee di Charcot che pensava che l’isteria dipendesse da alterazioni psicologiche che potevano essere curate attraverso la suggestione, e che su un soggetto normale tramite l’ipnosi si potesse provocare l’isteria.
Nel 1889 Freud si recò a Nancy, dove assistette agli esperimenti di Bernhein sui malati dell’ospedale psichiatrico.
Nel 1894, una volta tornato a Vienna, scrisse insieme a Breuer su un caso d’isteria curato dallo stesso Breuer.
Nel 1895 sempre insieme a Breuer pubblicò “Studi sull’isterismo” dove i due studiosi sostenevano che il malato d’isteria poteva essere curato con l’ipnosi, rifacendosi alle asserzioni di Charcot.
Freud e Breuer inoltre sostenevano che bisognava anche portare alla luce i fatti che il soggetto aveva rimosso e che gli avevano procurato l’isteria.
Da questo punto in poi Freud portò avanti la sua teoria analitica e psicoanalitica con la pubblicazione di “Totem e Tabù”, “L’Io e L’Es” e “Casi clinici”.
In seguito fu costretto a emigrare dall’Austria in Inghilterra per avvento del regime fascista che perseguitava gli ebrei, e anche se lui non era praticante, le sue origini ebraiche lo mettevano in pericolo.
Morì di cancro alla mascella nel 1939, dopo vari interventi chirurgici, quando alla fine rifiutò qualsiasi tipo di analgesico per mantenere la sua mente vigile.
1.1.1 La realtà dell’inconscio e i modi per accedere a esso
La psicoanalisi, oltre ad essere una pratica clinica che mira alla guarigione di chi soffre di nevrosi, è anche la scienza dell’inconscio.
L’inconscio è caratterizzato dalla sostanziale autonomia e irriducibilità alla coscienza, che anzi, ne è condizionata e che non può conoscerlo in sé, proprio perché esso non emerge al livello conscio.
Freud divide l’inconscio in due zone. La prima comprende l’insieme dei ricordi che, pur essendo momentaneamente inconsci, possono, in virtù di uno sforzo, divenire consci. Tale è il preconscio. La seconda zona comprende quegli elementi psichici stabilmente inconsci che sono mantenuti tali da una forza specifica-la rimozione-che può essere superata solo in virtù di tecniche apposite.
A compiere la rimozione è l’Io stesso, incosciente attività di rimozione che esso svolge e anche della resistenza che oppone al recupero dei contenuti rimossi.
Per curare la nevrosi, fondamentale è la determinazione di un metodo capace di decifrare l’inconscio, per far riaffiorare il rimosso.
Il lavoro prende le mosse da sintomi che sono segni di una malattia psichica.
Occorre condurre il paziente a rinunciare alle sue rimozioni e a sostituirle con reazioni corrispondenti a uno stato di maturità psichica, per aiutarlo a liberarsi dai sintomi.
Il metodo utilizzato è quello delle associazioni libere. Il paziente è invitato a comunicare quali rappresentazioni tenda ad associare a un certo particolare.
Esso è centrato sul rapporto tra l’analista e il paziente. Compito dell’analista è vincere le resistenze del paziente ad affrontare i contenuti rimossi a effettuare, insieme con lui, l’analisi di tali contenuti.
Questo metodo presenta tuttavia notevoli difficoltà, che solo lo sforzo solidale del paziente e dello psicoterapeuta sono in grado di superare. Tutto deve essere messo al servizio della cura, compreso quel fenomeno tipico che è il transfert o translazione, ossia il trasferimento, sulla persona del medico, di stati d’animo ambivalenti (di amore e di odio) provati dal paziente durante l’infanzia nei confronti delle figure genitoriali.
1.1.2 I sogni
Una delle vie che conducono all’inconscio è rappresentata dai sogni. Il sogno è il prodotto dell’attività psichica di chi dorme.
Freud vede nei fenomeni onirici «la via regia che porta alla conoscenza dell’inconscio nella vita psichica». Egli ritiene infatti che i sogni siano “l’appagamento (camuffato) di un desiderio (rimosso)”.
L’analisi mostra due livelli del sogno: il contenuto manifesto (la scena onirica, così come è vissuta dal soggetto) e quello latente (l’insieme delle tendenze che danno luogo alla scena onirica).
Il contenuto manifesto dei sogni è nient’altro che la forma elaborata e travestita in cui si presentano i desideri latenti.
Questo “travestimento” avviene in due modi:
- Tramite la condensazione: in un personaggio sognato si ha una sovrapposizione di immagini aventi un punto centrale comune.
- Attraverso lo spostamento: l’intensità psichica delle idee latenti si trasferisce su immagini e idee che nel sogno sembrano poco rilevanti.
Grazie all’analisi è possibile risalire dal sogno manifesto al contenuto latente smontando il sogno nei suoi particolari.
1.1.3 La teoria della sessualità e il complesso edipico
La teoria freudiana attribuisce alla sessualità un ruolo centrale nella vita psichica.
Prima di Freud la sessualità era sostanzialmente identificata con la «genitalità», ossia con il congiungimento con un individuo di sesso opposto, ai fini della procreazione.
Freud ampliò il concetto di sessualità, sino a vedervi un’energia suscettibile di dirigersi verso le mete più diverse e in grado di investire gli oggetti più disparati: energia che Freud denominò libido.
Freud elaborò un’originale dottrina della sessualità infantile. Demolendo il pregiudizio secondo cui la sessualità apparterrebbe solo all’età adulta e respingendo la mistificante immagine del bambino come sorta di “angioletto asessuato”, Freud giunse a definire il piccolo uomo come un “essere perverso polimorfo”, ossia come un individuo capace di perseguire il piacere indipendentemente da scopi riproduttivi e mediante i più svariati organi corporei.
In particolare, Freud sostiene che lo sviluppo psicosessuale del soggetto avviene attraverso tre fasi, ognuna delle quali appare caratterizzata da una specifica zona erogena: fase orale, anale e genitale.
Connesso alla sessualità infantile è il cosiddetto complesso di Edipo, che consiste in un attaccamento “libidico” verso il genitore del sesso opposto e in un atteggiamento ambivalente verso il genitore di egual sesso.
1.1.4 La scomposizione psicoanalitica della personalità
Freud afferma che la psiche è un’unità complessa costituita da un certo numero di sistemi, dotati di funzioni diverse e disposti in un certo ordine gli uni rispetto agli altri. La prima topica psicologica distingue tre sistemi: il conscio (Es), il preconscio (Pcs) e l’inconscio (Ucs). La seconda topica distingue tre istanze: l’Es, l’Io e il Super-Io.
L’Es è la forza impersonale e caotica della personalità. È il luogo delle pulsioni e matrice originaria della psiche; qui non vigono leggi della coscienza o della logica, l’Es non conosce né il bene né il male ma obbedisce solo al principio del piacere.
Il Super-io è ciò che comunemente si chiama coscienza morale, in altre parole l’insieme delle proibizioni che sono state instillate all’uomo nei primi anni di vita e che poi lo accompagnano sempre, anche in forma inconsapevole.
L’Io è la parte organizzata della personalità; è il punto di mediazione e di scontro tra l’Es e il Super-Io, il luogo in cui si dovrebbe affermare un equilibrio tra queste due forze, tramite opportuni “compromessi”.
Il tipo di rapporto fra l’Io e i suoi “padroni” rappresenta un fondamentale criterio di distinzione fra “normalità” e “nevrosi”. Nell’individuo normale l’Io riesce abbastanza bene a padroneggiare la situazione. E fornisce, agendo sulla realtà, parziali soddisfazioni all’Es, senza violare in forma clamorosa gli imperativi e le proibizioni che provengono dal Super-io.
Ma se da un lato le esigenze dell’Es sono eccessive, o se il Super-io è troppo debole, o invece troppo rigoroso, allora queste soluzioni pacifiche non sono più possibili. Può in tal caso accadere che l’Es abbia il sopravvento e travolga un Super-io troppo debole, e l’Io è condotto allora a comportamenti asociali e proibiti.
Oppure può accadere che il Super-io troppo rigido provochi la rimozione, o altri processi di difesa; le istanze dell’Es divenute inconsce si manifestano allora con sintomi nevrotici.
Italiano
2. Luigi Pirandello
Luigi Pirandello nacque il 28 giugno 1867. Il padre era stato garibaldino e dirigeva miniere di zolfo ad Agrigento.
Il rapporto con il padre è conflittuale a causa della personalità brusca del genitore e delle sue continue avventure extra-coniugali.
Si laurea a Bohn, dove discute una tesi di carattere linguistico sul dialetto di Agrigento.
Tornato a Roma, si dedica alla letteratura e al teatro, ma anche alla carriera di professore universitario e crea alla rivista “Ariel” che si oppone al misticismo, al simbolismo e all’estetismo.
Nel 1894 sposa Maria Antonietta Portulano su pressione della famiglia; la dote della moglie è investita dal padre di Luigi nelle miniere di zolfo, e quando, nel 1903, un allagamento fa perdere il capitale investito, le conseguenze per Pirandello sono molteplici: da un lato, la moglie è colpita da una paralisi, che minerà per sempre il già instabile equilibrio psichico, e dall’altro deve impegnarsi in lezioni private, e collaborazioni giornalistiche, per far fronte alle spese familiari.
Con “Il fu Mattia Pascal” la produzione letteraria subisce una svolta ed elabora la poetica dell’umorismo.
Nel 1924 si iscrive al partito fascista, ma dopo un primo momento di entusiasmo, arrivano le delusioni e i risentimenti. Intanto, l’appoggio di Mussolini, gli consente di creare la Compagnia del Teatro d’arte a Roma. Prima attrice è Marta Abba, cui Pirandello si lega sentimentalmente.
Chiusa l’esperienza del Teatro d’Arte e deluso dal fascismo si trasferisce all’estero.
Nel 1934 riceve il premio Nobel per la letteratura.
Nel 1936 è colto da una polmonite e muore a Roma; per sua volontà non ci furono né funerali di Stato, né onoranze pubbliche, ma le sue ceneri furono portate ad Agrigento e una rozza pietra fu posta ai piedi di un pino nella contrada, dove nacque.
2.1.1 La cultura letteraria
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- Filosofia: Sigmund Freud (la psicoanalisi);
- Italiano: Luigi Pirandello (Il fu Mattia Pascal);
- Inglese: Robert Louis Stevenson (The Strange Case of Dr Jekyll and Mr Hyde);
- Francese: Guy de Maupassant (Le Horla);
- Storia: Crisi d'identità nei reduci di guerra;