Istituto d’istruzione superiore
Le meraviglie di Alice
Relazione di: Rachele Careddu
5°B liceo scientifico
Indice
Introduzione. . . . . . . . . . . Pag. 4
Capitolo primo . . . . Pag. 8
Nella tana del coniglio . . . . . . Pag.
L’esperimento dell’ascensore
12 . . . . . . . . . . . . Pag.
La forza di Coriolis
13 Capitolo secondo
. . . . . . . . . . . . . Pag.
Un tè di matti
14 Capitolo terzo
. . . . . . . . . . . . Pag.
Humpty Dumpty 2
Le Meraviglie di Alice 3
Nessuna storiella fa ridere se non la si capisce; e a volte una spiegazione è necessaria. In questo caso ci troviamo davanti a un genere di nonsenso (nonsense) curioso e complicato, scritto per lettori britannici di un altro secolo, se non per i soli residenti di Oxford. Benché il nonsense venga spesso inteso come mancanza di senso, in realtà esso è solo negazione di senso, e presuppone dunque la sua presenza.
Talvolta questo fraintendimento nasce dalla difficoltà di traduzione, in cui molti giochi di parole si perdono e tale è il risultato: insensato o demenziale. Satira della società, rivolta contro la ragione, specchio dell’infanzia che giudica il mondo degli adulti, saga dell’inconscio, storia di un incubo e Bibbia dell’assurdo.
Il gioco intellettuale del reverendo Lewis Carroll ha soggiogato, con il suo fascino misterioso eppure semplicissimo, decine di generazioni. 4
I fratelli Tweedle
«<<E’ solo il Re Rosso che russa, vieni a vederlo!>> esclamarono i fratelli, e presa ciascuno una mano di Alice, la guidarono dove il Re dormiva. <<In questo momento sta sognando>> disse Tweedledee (Pincopanco); <<secondo te cosa sogna?>>.
Alice disse <<Questo non può dirlo nessuno>>. <<Ma sogna te!>> esclamò Tweedledee, battendo trionfante le mani. <<E se smettesse di sognarti, dove credi che saresti?>> <<Dove sono ora, naturalmente>> disse Alice.
<<Macché, tu non saresti più in nessun posto. Tu non sei che una specie di cosa nel suo sogno! Se quel Re lì si svegliasse, tu ti spegneresti, proprio come una candela!>>»
(Tweedledum e Tweedledee, Attraverso lo specchio, capitolo IV) «una sorta di cosa» nella mente di Dio. Discussione molto interessante da un punto di vista filosofico, 5
Vescovo Berkeley, secondo cui ogni oggetto materiale, noi compresi, non è che fosse appunto il non saper “una sorta di cosa” nella distinguere il sogno dalla mente di Dio. Discussione realtà.
Spesso sogniamo senza il minimo sospetto di irrealtà: il sogno ha il suo mondo, ed è spesso realistico quanto l’altro. Una strana
ma se non fosse esposto in modo umoristico, lo troveremmo troppo doloroso. La storia di Alice è tutta un sogno. Non sarà un sogno la vita stessa?
Domanda: quando sogniamo e, come spesso avviene, ne abbiamo la vaga coscienza e cerchiamo di svegliarci, non diciamo e facciamo cose che nella vita da svegli sarebbero folli?
Non possiamo allora definire talvolta la follia come l’incapacità di distinguere la vita vigile da quella dei dormienti? La pazzia è infatti una costante che si ritrova in molti dei personaggi in cui 6
conseguenza dei sogni paralleli di Alice e del Re Rosso. Alice sogna il Re, che a sua volta sogna Alice, la quale sogna il Re e così via, come due specchi l’uno di fronte all’altro, oppure come un’assurda vignetta di Saul Steinberg con una signora grassa che fa il ritratto ad una signora magra che a sua volta sta facendo il ritratto alla signora grassa che ritrae la signora magra, e così via.
“Alice nel Paese delle Meraviglie” termina proprio con il motivo del sogno nel sogno. Infatti la sorella di Alice, sentito il fantasioso racconto della piccola, sogna del sogno di Alice: chi ha sognato?
Si immagini una scena tra due personaggi; ciascuno afferma di stare dormendo e di stare sognando l’altro: sarebbe praticamente impossibile risalire alla verità, in quanto potrebbero sognare contemporaneamente oppure essere l’uno nel 7 sogno dell’altro che lo
Nella tana del coniglio (Alice, capitolo I)
«Per un po’ la tana si prolungava come una galleria, ma a un certo punto sprofondava all’improvviso, tanto all’improvviso che Alice non ebbe neanche un momento per pensare a fermarsi; e si trovò a precipitare giù per quello che pareva un pozzo profondo.
O il pozzo era assai profondo, o la sua caduta assai lenta: il fatto è che Alice ebbe tutto il tempo, precipitando, di guardarsi intorno e di chiedersi cos’altro le sarebbe accaduto a questo punto.
Dapprima cercò di guardare in basso e di distinguere la sua destinazione, ma era troppo buio per vedere nulla; allora guardò le pareti del pozzo, e notò che queste erano piene di credenze e scaffali; qua e là vide appesi quadri e carte geografiche.
Prese al passaggio un vasetto da uno scaffale. L’etichetta diceva MARMELLATA DI ARANCE, ma con sua grande delusione il vasetto era vuoto; Alice non volle lasciarlo cadere, per paura di ammazzare qualcuno sotto, e fece in modo di posarlo sopra una credenza, sempre durante la caduta. […]
<<Mi domando se non finirò per attraversare la Terra da una parte all’altra! Sarà buffo sbucare fuori fra la gente che va in giro a testa in giù.>>» 8
La caduta sottoterra per entrare in un mondo incantato è stata utilizzata da molti scrittori di fantasie per bambini.
Naturalmente in una normale condizione di caduta libera Alice non avrebbe potuto né lasciar cadere il vasetto, poiché esso, secondo logica, sarebbe rimasto sospeso davanti a lei, né riposizionarlo su di uno scaffale, in quanto lo avrebbe impedito la velocità della caduta.
In un altro romanzo (Sylvie e Bruno, capitolo VIII) l’autore descrive la difficoltà di prendere il tè dentro una casa che cade o che viene violentemente tirata verso il basso; anticipando per qualche verso l’esperimento ideale in cui Einstein si servì della caduta di un ascensore immaginario per spiegare certi aspetti della teoria della relatività.
Al tempo ci si domandava spesso cosa accadrebbe a chi cadesse in un buco che arrivasse dritto al centro della Terra per proseguire poi fino al buco del polo opposto. 9
Molti famosi pensatori ne avevano discusso; Galileo Galilei, nel Dialogo dei Massimi Sistemi, aveva dato la risposta corretta: il corpo cadrebbe con velocità crescente ma accelerazione decrescente fino a raggiungere il centro della Terra (dove l’accelerazione sarebbe nulla).
Successivamente diminuirebbe la velocità, aumentando invece la decelerazione, fino a raggiungere l’apertura dell’altra estremità.
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Ho utilizzato le conoscenze acquisite durante il 5° anno per cimentarmi nell'analisi di questo capolavoro della letteratura inglese, pertanto non è detto che vi siano espliciti riferimenti alle materie che mi sono servite. Fisica, filosofia, matematica e cultura popolare; ho cercato di amalgamarle per bene.