A p m
Lice nel paese delle meraviglie
Il costante equilibrio tra sogno e realtà Esame di Stato
D’Abbiero Debora VC LST
A.s. 2011/2012
Ci sono libri che ci affascinano sin da bambini, ma di cui non si è in grado immediatamente di coglierne i significati più profondi. Solo con il maturare dell’età e una attenta e critica lettura, ci si rende conto di quanti nessi logici e segreti si nascondono al di là di essi.
Il libro di cui tratterò è “Alice nel paese delle meraviglie”, che nella sua prima pubblicazione del 1865, venne considerato nient’altro che un’opera di fantasia per bambini, dunque etichettato come letteratura d’infanzia.
Attraverso varie ricerche ho potuto constatare quante svariate riletture ne siano state invece fatte nel corso della storia che va dalla sua nascita ai giorni nostri.
Infatti la storia può essere considerata un’attenta satira della società vittoriana, basata su una rigida morale, oppure può procedere secondo una lettura psicoanalitica ispirata al filosofo Freud, il quale diede la sua prima interpretazione sui sogni.
Ma può essere letta anche in chiave fisico-matematica. Si noti che Carroll oltre ad essere uno scrittore, era anche un matematico nonché un fotografo.
Alice è una bambina che per sfuggire alla noiosa e statica realtà del suo tempo si rifugia nei sogni, dove incontra personaggi buffi e bizzarri, in un mondo del tutto surreale, il paese delle meraviglie, in cui ogni bambina sognerebbe di vivere.
L’infanzia infatti rappresenta l’unico periodo della vita in cui l’uomo rimane senza parole nella contemplazione del mondo e in cui si ha una vera e propria libertà che permette di affidare, senza alcun limite, se stesso alla fantasia, al sogno e all’illusione.
La storia indica un viaggio interiore che prende luogo nei sogni di Alice, da cui emergerà più matura e consapevole. 2
Il sogno
Il sogno è una produzione psichica che ha luogo durante il sonno ed è caratterizzata da emozioni, percezioni e pensieri relativi a persone, situazioni o oggetti generalmente vissuti dal sognatore come reali e solo più raramente accompagnati dalla consapevolezza della loro irrealtà.
Nei sogni le caratteristiche dell’esperienza cosciente diurna sono notevolmente alterate. Lo spazio e il tempo sono irreali, cioè il soggetto può essere contemporaneamente in due posti diversi, e insieme attore e spettatore della medesima scena.
Queste caratteristiche rendono conto della difficoltà di tradurre il sogno nel linguaggio logico-discorsivo dell’esperienza diurna, come pure della necessità di ricorrere, a tale scopo, all’operazione definita da Freud «elaborazione secondaria», che consiste nella ristrutturazione del sogno in forma comprensibile e consequenziale.
Sognare è un’attività notturna ma anche diurna e a volte è senza sosta: si parla talvolta di sognare ad occhi aperti, di lasciarsi andare al potere suggestivo dell’immaginazione e della fantasia.
Quando stiamo per passare dalla veglia al sonno, le finestre aperte sul mondo esterno cominciano a chiudersi lasciando spazio all’apertura di quelle interiori.
È in questo dolce transitare nel confine tra due mondi che le sensazioni interne si amplificano e si liberano le catene associative. La mente comincia a vagare tra immagini veloci frutto della fantasia.
L’ingresso nel mondo dei sogni è qualcosa che sperimentiamo quotidianamente, pur senza accorgerci, molto spesso, di quanto di meraviglioso c’è dietro. 3
Se ci chiudono
“E
la porta dei sogni,
siamo già morti.”
Roberto Benigni 4
Alice in Wonderland
5
6
Ted Alicd book nas cofsiddrdd lflslal for ted tigd bdcalsd diffdrdftlm frog ceildrdf’s books, it ead fo
apparent
didactic purpose and contained no explicit moral.
In the 20 th century, however, it began to be appreciated not only
as ceildrdf’s classic blt as gajor litdrarm afd heilosoheical nork,
exploring the limits of logic and fantasy. Alice in wonderland has
no real plot in terms of the traditional novel but it follows a
dream-like logic as Alice, the protagonist, falls asleep and dreams
of falling down a rabbit hole into which she has pursued a white rabbit
she had seen in the garden. She emerges in a surreal illogical world whose
nature and laws constantly change. Alice too begins to change, her body growing or shrinking
depending on what she eats or drinks. In this world Alice meets a series of fantastic talking animals
and other characters, including the white rabbit, the mad hatter, the march hare, the duchess, a mouse, 7
a caterpillar, and a vanishing Cheshire cat. The characters are part of the political message hidden by
Carroll in this story for children.
The Queen of Hearts, for example, represents the British monarchy, and in general all the nobility;
the Hatter and March Hare represent the parties of the nobility, rich in useless discussions;
cards, without thickness represent the nobles of the English society, subjected to the sovereign
and are fearful of his judgment
Each of these characters appears to question the logic of nearly everything she says or does while
they speak and act according to a bizarre invented logic. So Alice seems to have forgotten
everything she ever learned in school. In this wonderland there are no rules.
A particular aspect of this book is the representation of the body. In particular Alice’s body is constantly mutating
into bizarre shapes and sizes.
If Alice learns anything during the course of narrative, it is the ability to adjust and manipulate
her bodm’s size according to her wishes. This manipulation contradicts the idea of temporal
growth into adulthood. The book ends with the elder sistdr’s melancholic reflection on the
relationship of ceildeood’s dreams to reality, imagining the real Alice as a grown woman telling
her own children the tale of Alice in wonderland.
The book can be considered Alice’s process of maturation and at the same time a 19 th century
parody of Victorian socidtm’s moral conventions. The duchess who claims there is a moral in
everything can be seen as a caricature of the moralizing tendencies of Victorian pedagogy. While
the logic of the queen’s court in which the punishment comes before the offence evokes the
cruelty and injustice of Victorian law in which the accused party was often already regarded as a 8
criminal before his guilt had been proved.
Oltre l’orizzonte del mondo conosciuto
Oltre l’orizzonte del mondo conosciuto esistono terre inesplorate a cui giungono soprattutto adolescenti e bambini che, inconsciamente, si lasciano trasportare dai loro sensi e dalle loro emozioni, ritrovando luoghi e storie che offrono ristoro alla loro sete di meraviglia e riuscendo dunque ad allontanarsi dalla realtà e a soddisfare in modo autentico il bisogno di sogno e la ricerca di senso.
Il meravigliarsi dinanzi alla semplicità delle cose, dinanzi a ciò che è nascosto dietro alla realtà è uno degli elementi caratterizzanti la tenera età, in cui risulta semplice illudersi dell’esistenza di un qualcosa di magico, di soprannaturale, che permette finalmente la realizzazione dei propri sogni. 9
delle fonti a cui il sogno
“Una
attinge per la sua attività
riproduttiva elementi in parte non
ricordati né utilizzati dall’attività
psichica dello stato di veglia, è la
vita infantile.” Sigmund Freud 10
G:
Giovanni Pascoli: Il fanciullino
Come accennato nell’introduzione, i protagonisti dei viaggi immaginari sono soprattutto i giovani, dotati di un’immaginazione la quale più delle volte gli adulti rinunciano.
La protagonista della storia è Alice, una bambina che sta per affacciarsi al mondo dell’adolescenza. Alice sogna un mondo che non esiste, un mondo in cui sa che ogni cosa è possibile: un mondo suo, che ella stessa nomina il “Paese delle meraviglie”.
Ed è proprio nel sognare questo mondo che la bambina dà spazio all’immaginazione e alla fantasia.
È grazie al suo atteggiamento da sognatrice, al suo credere in ciò che in realtà non esiste, che la si può paragonare a ciò che secondo Pascoli è dentro di noi da sempre.
Alice infatti è il “fanciullino” di Pascoli. 11
La personalità di Giovanni Pascoli è molto complessa e si riflette in una produzione articolata che va da liriche autobiografiche a quelle a sfondo politico.
Inoltre segue completamente la lezione del Decadentismo, esprimendo soprattutto con la raccolta Myricae il suo simbolismo e la sua visione del mondo.
L’immagine del poeta è rafforzata principalmente dalla poetica del fanciullino.
Si tratta di un insieme di idee in parte in polemica con la tradizione italiana, in parte esprimenti la concezione della poesia e dei mezzi dei quali si deve servire per perseguire il suo fine.
L’idea di Pascoli è che per essere veramente poeti occorre recuperare quella condizione di animo che è tipica dei fanciulli, basata sull’assenza di malizia, sull’innocenza, sulla purezza e sulla capacità di meravigliarsi dinanzi alle piccole cose.
Il fanciullino è colui che: “ha paura del buio, perché al buio vede o crede di vedere, che piange e ride senza perché di cose che sfuggono ai nostri sensi e alla nostra ragione… Egli è l’Adamo che mette il nome a tutto ciò che vede e sente…”
Il poeta è quel fanciullino presente in un cantuccio dell’anima di ognuno di noi, un fanciullino che rimane piccolo anche quando noi cresciamo, un fanciullino che conserva la sensibilità dell’infanzia, che ignora l’esistenza della ragione e guarda al mondo con gli occhi della fantasia, con l’atteggiamento di innocente stupore di chi scopre le cose per la prima volta.
Secondo Pascoli esistono due età poetiche: la fanciullezza e la vecchiaia. La seconda sa dire, ma la prima sa vedere.
Da qui il rifiuto dell’età virile dell’uomo vista come età offuscata dall’eros e da tensioni conflittuali. 12
Il poeta è colui che si fa simile a un fanciullino nello scoprire con ingenuità quello che le cose suggeriscono.
In ognuno di noi dorme un fanciullino: il poeta è colui che invece riesce a svegliarlo.
L’atteggiamento del poeta è quello proprio del fanciullino: stupore e meraviglia, curiosità, capacità di dare nomi alle cose con simboli e metafore per scoprirne il significato nascosto, capacità di assimilare tra loro il piccolo e il grande.
Alice rappresenta proprio il fanciullino di cui Pascoli parla. Alice desidera un altro punto di vista, un paese delle meraviglie dove tutto è rovesciato, dove il piccolo e il grande si invertono e si corrispondono.
Nella poesia di Pascoli ritroviamo molti caratteri del Decadentismo: la sfiducia nei valori della storia e della tradizione, l’individualismo esasperato, la solitudine, l’infanzia sentita come la sola età felice della vita e come rifugio dagli affanni dell’esistenza, l’uso di un linguaggio nuovo e originale.
Egli rifiuta infatti gli schemi metrici della poesia tradizionale e utilizza un linguaggio fatto di vocaboli tratti dalla vita quotidiana e dal dialetto accostati a termini letterari; mira inoltre a ottenere un’intensa musicalità dei versi anche con l’uso frequente di onomatopee.
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- Italiano: Il fanciullino di Pascoli
- Inglese: Descrizione dell'opera
- Storia: Adolf Hitler
- Filosofia: Freud e l'interpretazione dei sogni
- Biologia: I funghi
- Chimica: Fermentazione alcolica dei lieviti
- Fisica: Il paradosso dei gemelli