Estratto del documento

Introduzione: le motivazioni di questa scelta

La morale è sempre stata oggetto di riflessioni da parte dell’umanità: anche le fiabe di ogni epoca cercano di proporre modelli di comportamento semplici ed accessibili, rivolgendosi soprattutto ai bambini.

In epoca moderna Walt Disney, con i suoi cartoni, ha trovato il mezzo ideale per far comprendere quanto siano attuali gli autori di racconti del passato e quanto la nuova pedagogia abbia riscoperto la narrazione come strumento educativo in una società fortemente modernizzata.

Così, ispirandosi a svariati scrittori, l’animatore statunitense è riuscito a forgiare la condotta delle nuove generazioni.

“Peter Pan”,

Una favola come con i suoi protagonisti, le loro avventure e i luoghi incantati ha appassionato sia grandi che piccini.

Questo affascinante personaggio simile ad un folletto, che rappresenta con orgoglio il mito dell’eterna giovinezza, è un eroe perfetto per incarnare il compagno fedele di giochi dei bambini ed animare il loro mondo incantato della fantasia.

Non sempre si riesce a comprendere perché non si possa restare piccoli e James “Peter Pan”,

Matthew Barrie, autore del romanzo sembra aver compreso a pieno questo interrogativo che tormenta ogni uomo ed è riuscito a creare un personaggio che mostra la parte incapace di crescere presente in ognuno di noi, che, purtroppo, troppo spesso viene dimenticata.

La maturità rappresenta per me la frontiera tra il mondo degli adolescenti ed il mondo degli adulti; mi sono perciò resa conto che questa sarebbe stata l’ultima buona occasione per riscoprirmi bambina.

Così ho deciso, attraverso l’utilizzo di strumenti acquisiti con il tempo e anche grazie al mio percorso scolastico, di dare una mia interpretazione di uno dei cartoni Disney con cui sono cresciuta e in cui mi immedesimo ancora oggi, immaginando di poter vedere finalmente la famosa “Isola che non c’è”.

Ho sempre sognato di diventare una piccola Trilli o un Bimbo Sperduto e di poter volare; ed anche oggi, quando mi capita di guardare la luna piena e le nuvole che l’attraversano, mi ritrovo a cercare con lo sguardo un galeone che mai fluttuerà davanti a me.

Spesso vorrei poter fermare il tempo e come Peter Pan rimanere per sempre ragazza.

Ora è però definitivamente arrivato il momento di diventare “grande”, così come scelgono di fare Wendy e i suoi fratellini, tenendo nel cuore il dolce ricordo di un’avventura che non si ripeterà mai più.

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La simbologia del racconto

Il personaggio di Peter Pan è il risultato della fusione di due figure.

Il nome stesso aiuta a individuarle: Pan è la divinità greca, mentre Peter rappresenta il fratello di Barrie, David, morto a quattordici anni in un incidente di pattinaggio sul ghiaccio, ancora bambino.

Egli stesso scrisse: «Ho creato Peter Pan strofinando violentemente insieme due stecchi, come fanno i selvaggi che producono una fiamma. Questo è Peter Pan, la scintilla scoppiata».

Per la mitologia greca Pan era figlio di Ermes e della ninfa Penelope, che lo rifiutò appena nato a causa del suo aspetto: infatti Pan aveva zampe caprine, corna sulla fronte, una lunga barba ed era peloso in tutto il corpo.

Ermes fece crescere il figlio in Arcadia, in mezzo alla natura, lo stesso paesaggio in cui vive il Peter di Barrie.

Qui si invaghì della ninfa Siringa, che però non ricambiava il suo amore.

Nel corso di un inseguimento, ormai raggiunta da Pan, la fanciulla si trasformò in canne palustri: mentre il fauno abbracciava le canne, il suo respiro provocò un suono piacevole e da qui nacque l’idea di legarne insieme alcune di diverse lunghezze creando così una zampogna, suonata anche nel cartone.

Il dio Pan si diverte a spaventare i viandanti emettendo voci strane e producendo rumori inaspettati: da qui Barrie prese l’idea che Peter fosse un abile imitatore di voci e di versi animali, come quello del gallo, ricorrente nel cartone.

Infine Pan era un pastore, così come Peter è la guida dei Bimbi Sperduti.

Nella fiaba Peter Pan visita la famiglia Darling poiché tutti i suoi componenti, a parte il capofamiglia, credono fortemente in lui.

Mr Darling attraverso il suo comportamento rivela che i valori che considera prioritari sono solo fittizi e la sua immaturità viene colta anche dai bambini.

I caratteri dei due coniugi sono molto diversi, non hanno gli stessi desideri, infatti si trovano più volte a litigare riguardo l’educazione dei figli: secondo l’uomo Mrs Darling dovrebbe smettere di raccontare ai bambini favole su Peter Pan, giudicate da lui inutili.

2

Mr Darling: Wendy, non ti avevo ordinato di non raccontare più frottole ai tuoi fratelli?!

Wendy: Frottole?!

Mr Darling: Frottolissime! Capitan Mancino, prete Pane!

Wendy: Peter Pan, papà!

Mr Darling: Pan... O Pane... È la stessa cosa!

Le avventure di Peter Pan

Luske H., (Peter Pan), USA, 1953

La situazione tra i due si risolve alla fine, quando Mr Darling vede le nuvole a forma di veliero, che gli ricordano la sua infanzia felice.

L'incontro di Peter con i tre bambini avviene quando il primo deve recuperare la sua ombra, catturata da Nana, il cane-bambinaia della famiglia Darling.

Quando i ragazzi si svegliano e vedono il protagonista delle favole raccontategli dalla madre, il loro primo pensiero va all'Isola che non c'è: sono impazienti di visitarla per vedere com'è realmente fatta, di combattere contro i pirati e gli indiani e di giocare con le sirene.

Peter accetta di portarli con loro; il ragazzo spera infatti di poter ingrossare le file dei suoi compagni di gioco e di poter trovare in Wendy, la più grande dei ragazzi Darling, una mamma che si prenda cura di lui e dei bimbi sperduti, anche raccontando fiabe, per avere insomma qualcuno che gli dia conforto e che gli faccia compagnia.

Wendy è l’emblema della bambina vittoriana la cui massima aspirazione è sposarsi, possibilmente con Peter, e dedicare ogni minuto del proprio tempo alla famiglia e alla casa.

Prendendo come modello la madre, sa che il suo dovere sarà quello di difendere le scelte del marito, anche se non le condividerà.

Wendy a dieci anni sa già mandare avanti una casa e sull'Isola che non c'è si occuperà di Peter e dei Bambini Sperduti, rimboccandogli le coperte, raccontandogli favole, insegnando loro le buone maniere e cercando di portarli sempre sulla giusta via.

Barrie ambienta il racconto sull'Isola che non c’è, il prodotto della fantasia di ogni bambino, la concretizzazione dei suoi sogni, un luogo piacevole e confortevole.

L’isola viene rappresentata come un luogo molto colorato, abitato da selvaggi e circondato da barriere coralline, in cui vivono le sirene, e al largo delle quali è ancorato il vascello pirata di Capitan Uncino e della sua ciurma.

Qui le avventure si nascondono in ogni angolo, così da poterle vivere senza noiose interruzioni e potersi divertire sempre.

Uncino, il capitano dei pirati, è nemico di Peter Pan, vuole catturarlo e ucciderlo per un torto subito in passato: Uncino vuole infatti vendicare il taglio della propria mano sinistra da parte del ragazzo, gettata poi ad un coccodrillo, che ora lo insegue per avere il resto del suo corpo.

Infatti il carattere di ferro del pirata lo abbandona solo quando sente il ticchettio dell’orologio che annuncia l'imminente arrivo dell'animale.

Questo è l’episodio che Peter non potrà mai dimenticare, forse perché rappresenta la sua vittoria sugli adulti.

Uncino sembra essere la proiezione di Mr Darling: entrambi sono adulti ma infantili nel loro comportamento, riescono a ottenere ubbidienza da chi li circonda solo con il terrore, non sapendosi guadagnare il loro rispetto, a volte anche risultando buffi.

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Capitan Uncino: Maledetto Peter Pan! Ah, se solo riuscissi a scovare la sua lurida tana! Ma dove sta? Eh? La laguna delle sirene? No, l'abbiamo frugata tutta, anche il covo dei cannibali. Ah, qui! No, no... Questo è territorio indiano... Aspetta... I pellerossa conoscono l'isola meglio che di me, e del mio vascello... Ah! Ho trovato!

Spugna: Buondì, capitano!

Capitan Uncino: Ci siamo! Giglio Tigrato!

Spugna: Gi-Gi-Giglio Tigrato, capitano?

Capitan Uncino: La figlia del gran capo indiano! Lei saprà dov'è Peter...

Spugna: Ma - Ma - Ma - Ma acconsentirà a dircelo?

Capitan Uncino: Oh, a noi non mancano i mezzi di persuasione... Lasciami pensare... L'olio bollente... La pece... Il solletico!

Le avventure di Peter Pan

Luske H., (Peter Pan), USA, 1953

Il messaggio che Barrie vuole trasmettere ai suoi lettori è quindi quello dell’importanza del conservare una piccola parte infantile di sé, anche nell’ineluttabilità della crescita.

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Pascoli: il fanciullino

«Non smettete mai di sognare, solo chi sogna può volare!»

Sebbene il ritorno all'innocenza sia considerato un mito, per di più dannoso, molti poeti, tra cui Pascoli, hanno identificato il periodo dell’infanzia con l'autenticità umana.

Pascoli (1855 – 1912) era convinto della presenza di un “fanciullino” nascosto nell’animo di ogni uomo, la cui voce, durante la fanciullezza, è unita alla nostra.

In età adulta la vita in società ne soffoca il suono; perciò il momento veramente poetico è quello dell’infanzia.

Di fatto il fanciullo vede tutto per la prima volta, con meraviglia; scopre la poesia che c’è nelle cose, queste stesse gli rivelano il loro sorriso, le loro lacrime.

Il poeta non ha bisogno di creare nulla di nuovo, deve solamente scoprire quello che c'è in natura: si può quindi parlare di un carattere intuitivo della poesia.

Pascoli “Il fanciullino”.

esprime la sua poetica in un suo scritto intitolato

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Sintesi

Collegamenti

Afferrare una stella, tesina

  • Italiano - Il fanciullino di G. Pascoli
  • Pedagogia - La funzione della narrazione
  • Filosofia - Le tre metamorfosi di F. Nietzsche
  • Psicologia - La neotenia psichica
  • Sociologia - I bamboccioni
  • Musica - "L'isola che non c'è", E. Bennato
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