Uno sguardo sull’adulto attraverso gli occhi del bambino
Introduzione
- Come lo sguardo del bambino può gettar luce sul mondo dell’adulto?
- Ho scelto questa prospettiva dopo aver letto il libro di Antoine Saint-Exupery “Il piccolo principe”, dove ho scoperto un bambino che ragiona, pensa, spera, sogna, soffre, crede e, soprattutto, pone domande.
- Lo sguardo infantile permette di superare gli ostacoli che la mente adulta crea alla comprensione e alla conoscenza, mantenendo la freschezza delle emozioni.
- Anche Pascoli nella prosa “Il fanciullino” ha eletto l’infanzia come voce del poeta, l’unico in grado di continuare a farlo parlare suscitando emozioni ormai sopite.
- Il rapporto tra adulto e fanciullo è altresì esplicitato da Charles Dickens in Oliver Twist.
- Da queste letture e dagli studi pedagogici legati in particolare a Montessori e Freire mi è nata una domanda: Come il bambino vede l’adulto?
- Per rispondervi ho effettuato alcune interviste ai bambini della scuola D. Carretti e ho analizzato i loro disegni.
Durante questo percorso ho avuto la possibilità di fare un’esperienza osservativa ed educativa nella scuola materna “Don Carretti”, dove ho potuto fare una piccola intervista a bambini di 5 anni e raccogliere dei loro disegni.
L’intervista si è basata su quattro domande:
- Chi sono i grandi?
- Che differenza c’è tra un grande e un bambino?
- Perché è meglio essere un grande?
- Perché è meglio essere un bambino?
Inoltre ho raccolto dei disegni che hanno fatto sull’adulto e li ho analizzati con l’aiuto di una psicologa che mi ha aiutato a capire, i sentimenti, le paure e i pensieri che hanno i nostri bambini sulla figura dell’adulto.
Michela
- “Mio papà è un adulto perché mi fa fare le capriole in aria”.
- “Gli adulti possono essere tristi perché si preoccupano dei bambini”.
- “È meglio essere un adulto perché quando nasce un bambino gli adulti gli possono fare le coccole”.
- “È meglio essere un bambino perché quando arriva Babbo Natale puoi ricevere dei regali”.
L’adulto di Michela si presenta con braccia lunghe e grandi che rappresentano la voglia di comunicare e di abbracciare.
Michela tuttavia disegna una bocca rossa e ben marcata perché la definisce come luogo di amore e tenerezza.
Dunque per essa gli adulti sono fonte di protezione, sempre pronti ad accogliere e aiutare.
- Italiano: Giovanni Pascoli (I due orfani);
- Inglese: Charles Dickens (Oliver Twist);
- Pedagogia: Maria Montessori, Paulo Freire.