Università degli studi di Catania
Corso di laurea triennale in Scienze Farmaceutiche Applicate
Curriculum in Scienze Erboristiche e dei Prodotti Nutraceutici
Argomento: Cancro colorato del Platano
Studentessa: Martina Macrì
Anno accademico 2018/19
Indice
- Generalità ................................................................................................................................................................ 2
- Storia della malattia e importanza economica ........................................................................................................ 2
- Sintomi .................................................................................................................................................................... 2
- Diagnosi…………………………………………………………………………………………………………...3
- Biologia del patogeno ............................................................................................................................................. 3
- Lotta preventiva ...................................................................................................................................................... 4
- Lotta obbligatoria………………………………………………………………………………………………….4
- Reimpianti……………………………………………………………………………………………………….. 9
- Miglioramento genetico………………………………………………………………………………………….10
- Bibliografia…..…………………………………………………………………………………………………. 10
Pagina 1
Generalità
Il “cancro colorato del Platano” è causato dal fungo ascomicete Ceratocystis platani (J.M. Walter) Engelbr & T.C. Harr (=Ceratocystis fimbriata Ellis et Halstead f.sp. platani Walter), il cui ospite è appunto il genere Platanus, in particolare il P. occidentalis, originario dell’America settentrionale, il P. orientalis originario delle zone medio asiatiche (1) e il P. acerifolia, un ibrido delle due specie precedenti, molto diffuso in Italia. (3)
Notizie storiche e importanza economica
La malattia è apparsa per la prima volta nel 1926 in New Jersey; progressivamente si estese in varie zone della fascia orientale degli USA fino ad arrivare in Europa; in Italia si manifestò per la prima volta nel 1954 in Campania, in particolare a Caserta, dove ha completamente distrutto le piante secolari che costituivano l'alberatura monumentale del viale di accesso alla Reggia della città (1). Solo dagli anni '70 si registrò una forte espansione dell'infezione in altre regioni e precisamente in Toscana (Forte dei Marmi), Veneto e Liguria.
Si ipotizza che il patogeno, dagli USA, sia stato introdotto in Europa durante o dopo la Seconda Guerra Mondiale a causa di legname infetto usato per l’imballaggio di armi o materiale logistico. Il platano è una pianta monumentale, usata il più delle volte per scopi ornamentali, che si incontrano in parchi, viali o giardini ed è, inoltre, molto usata anche nelle strade urbane, in quanto particolarmente resistente allo smog (3) ed in molte città europee, come Parigi, Londra e Berlino, fornisce ombra e un notevole valore estetico, come nel caso del Canal du Midi, che collega Tolosa alla costa mediterranea in Francia, appartenente al patrimonio dell’UNESCO che attrae un gran numero di turisti (5).
Inoltre, quando la secolare vita del Platano giunge al termine, questo offre un legname di colore bianco rossastro e bianco giallognolo utilizzato per varie finalità: il suo legno è duro ma contemporaneamente facile da lavorare e viene utilizzato per la produzione di mobili che richiedono lavori d’intaglio mentre i rami e i tronchi di antichi platani, invece, sono ampiamente utilizzati per il riscaldamento poiché hanno un’elevata potenzialità nel produrre calore e carbone (3).
Da un punto di vista ambientale il “cancro colorato del Platano” ha un impatto molto rilevante, in quanto il patogeno che ne causa la malattia è capace di disperdersi ed uccidere gli alberi molto velocemente causando gravi perdite di alberi urbani e la diffusione della malattia al di fuori della città mettendo a rischio la sopravvivenza di questa specie.
Sintomi
I sintomi si manifestano sulla chioma e sul tronco. Sulla chioma si avranno due decorsi: uno acuto o di tipo apoplettico che si manifesta nei mesi più caldi, nel momento della crisi idrica, e si ha un improvviso disseccamento di alcune branche o dell’intera chioma le cui foglie possono rimanere attaccate ai rami già morti; l’altro decorso è di tipo cronico e più lento (circa 2-3 anni) e consiste in un progressivo deperimento con foglie ingiallite, ritardo vegetativo e sviluppo stentato.
Nel tronco, quando il patogeno vi si giunge, si evidenziano zone necrotiche, estese in senso longitudinale; a causa della velocità di avanzamento del patogeno, non presentano al
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