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Introduzione

Questo lavoro non ha la pretesa di descrivere il fenomeno del bilinguismo in maniera esaustiva, ma si pone il fine di dare un’inquadratura di tale fenomeno linguistico per soffermarsi su uno specifico meccanismo tipico dell’espressione verbale degli individui bilingui: il code switching e il code mixing. Il fine della ricerca è indagare le relazioni fra i fenomeni di code-switching e le teorie riguardanti queste tematiche.

Primo capitolo

Il bilinguismo come fenomeno multiculturale

Il primo capitolo vuole esporre le teorie riguardanti il bilinguismo come fenomeno multiculturale in espansione nelle moderne società, viene descritto secondo i parametri di età di acquisizione delle due lingue, di padronanza linguistica, di ambienti in cui è avvenuta l’acquisizione dei due o più codici linguistici e della frequenza con la quale le lingue conosciute vengono abitualmente utilizzate e il conseguente ricorso al code switching in date occasioni.

La seconda parte del primo capitolo definisce degli accenni riguardanti gli atteggiamenti linguistici.

Fenomeni di commutazione di codice

Il secondo capitolo si concentra su un argomento più specifico nell’ambito degli studi sul bilinguismo, quello dei fenomeni di commutazione di codice; riportando le due definizioni di code switching e di code mixing. Tali caratteristiche definiscono la particolare collocazione di questi due fenomeni all’interno degli enunciati. Il code switching è spesso associato ad altri fenomeni simili: come il prestito e il calco.

Teorie di diversi linguisti

Il terzo capitolo definisce le teorie di diversi linguisti che si sono posti quesiti diversi riguardanti il code switching.

Il bilinguismo

Il bilinguismo è un tema che sta acquistando sempre più rilievo in questo mondo in cui le distanze si accorciano e le culture si trovano, si incontrano e si fondono. Il bilinguismo ha conosciuto nel tempo periodi di sventura, essendo considerato persino causa di disturbi del linguaggio.

Sulla definizione di bilinguismo gli esperti non si trovano d’accordo e si oscilla tra rigide definizioni secondo cui i bilingui possiedono un livello equivalente in entrambe le lingue come fossero la somma di due monolingui, a quella in base alla quale bilingue è chiunque sia in grado di esprimersi in più di una lingua. Livello di conoscenza della lingua, età di apprendimento, frequenza d’uso sono tutti fattori variabili che non renderebbero però una persona meno bilingue di un’altra.

Sociolinguistica

Per meglio comprendere lo studio che verterà sul bilinguismo, è importante descrivere prima il significato della sociolinguistica. La sociolinguistica si occupa dell’interazione tra fatti di lingua e fattori di natura sociale in particolare l’organizzazione sociale di gruppi di parlanti. Vi sono diversi aspetti che comprendono lo studio delle lingue in contatto, da quelli di tipo sociolinguistico a quelli più rigorosamente linguistici che si incentrano sugli effetti che il contatto fra le lingue provoca sui sistemi linguistici stessi.

Weinreich, autore “classico” degli studi sul contatto e sull’interferenza linguistica, afferma che “il luogo dove le lingue entrano in contatto non è un luogo geografico, bensì l’individuo bilingue”. Attraverso Bloomfield il quale affermava che il bilinguismo era “il risultato dell’aggiunta di una lingua perfettamente appresa alla propria lingua materna”, Weinreich si discostò da questa affermazione dicendo che “un uguale, elevata competenza in entrambi i sistemi linguistici era piuttosto rara”.

Esistono inoltre due correnti di pensiero diverse a tal riguardo: la prima ritiene che il bilinguismo presuppone uguale competenza in entrambi i sistemi e la seconda ritiene che ci possono essere anche gradi diversi di competenza tra i vari sistemi. Altre sì esiste una distinzione tra bilinguismo produttivo o attivo e bilinguismo ricettivo o passivo.

Abilità linguistiche

  • Comprensione scritta.
  • Produzione scritta.
  • Comprensione orale.
  • Produzione orale.

La sola abilità che implica la capacità di sola comprensione della lingua è definita passiva, mentre l'attitudine che racchiude la capacità di produrre nuovi enunciati è definita attiva. Una distinzione presente all’interno del bilinguismo è quella che la divide in primario che si instaura quando i due sistemi linguistici sono acquisiti tramite apprendimento spontaneo mentre il bilinguismo secondario si fissa tramite un processo di istruzione formale.

Bilinguismo additivo e sottrattivo

Invece si parla di bilinguismo additivo e sottrattivo quando nel primo caso il nuovo sistema linguistico si aggiunge a uno preesistente mentre nel secondo caso la conoscenza di nuovi sistemi linguistici comporta la perdita di quelli già conosciuti. A questo punto, Weinreich nella sua opera “Languages in contact” ci offre una rappresentazione di diversi tipi di “segni bilingui” sulla base di una distinzione tra bilinguismo coordinante, composto, subordinante.

Tipi di bilinguismo

Per quanto riguarda il bilinguismo coordinante, ci si trova dinanzi a due sistemi linguistici appresi in periodi diversi dell’esistenza o in contesti nettamente diversi. Il bilinguismo composto invece l’abbiamo quando i due sistemi linguistici sono completamente fusi l’uno con l’altro per cui ad esempio per un significante inglese si associa sempre e solo un significante italiano che sfocia in un’unica rappresentazione mentale. Infine nel bilinguismo subordinante abbiamo appunto la subordinazione di un sistema linguistico sull’altro in cui i significati dei segni della seconda lingua non si riferiscono a referenti veri e propri ma a segni equivalenti della lingua già conosciuta che possono essere definiti “metasegni”: a due significati corrisponde un solo significato al quale si può accedere solo attraverso la lingua dominante.

Dominanza linguistica

Si riteneva che la lingua dominante fosse quella che il parlante era in grado di utilizzare più velocemente, con minore necessità di sforzo o riflessione. In seguito l’attenzione viene rivolta ai domini, ovvero sulle classi di situazioni nelle quali ciascuna delle lingue a disposizione del parlante viene utilizzata. La distribuzione delle lingue nei diversi domini d’uso dà luogo a quella che Weinreich chiama “configurazione di dominanza”.

Acquisizione della competenza bilingue

Per quanto riguarda l’acquisizione di una competenza bilingue è possibile affermare che nella maggior parte dei casi, l’acquisizione spontanea oppure l’apprendimento guidato servono entrambe per perfezionare le competenze della lingua materna e apprendere meglio una seconda lingua. L’apprendimento di una seconda lingua non sembra essere influenzato da particolari fattori ostacolanti. Infatti basterebbero dei dati input (possibilità di essere esposti alla lingua che si desidera apprendere) e una motivazione in misura adeguata per apprendere con successo una lingua seconda, in qualsiasi soggetto con quoziente intellettivo nella norma.

Motivazione nell'apprendimento delle lingue

È possibile fare una distinzione tra motivazione strumentale che ci permette di apprendere solo le abilità strettamente necessarie ai fini della sopravvivenza e della comunicazione essenziale, e una motivazione di tipo integrativo caratteristica di chi si immerge nella nuova lingua e nella cultura che essa veicola con l’intenzione di integrarsi e di farla propria nel migliore modo possibile. Se invece vi è l’instaurarsi di una motivazione strumentale, avremo quella che chiamiamo fossilizzazione per cui il processo di apprendimento si arresta prima di essere portato a termine.

Padronanza linguistica nel Novecento

Durante il Novecento è stato osservato come la capacità di avere la padronanza mono o plurilingue influisca sull'apprendimento e utilizzo delle lingue. Il bilinguismo, infatti, può essere visto come un arricchimento culturale e cognitivo per l'individuo, piuttosto che un ostacolo o un disturbo.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Nikoazrael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di glottologia e linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Perta Carmela.
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