Capitolo 1. La sindrome di Asperger: un'analisi approfondita
1.1 Definizione e caratteristiche principali della sindrome
La sindrome di Asperger è una condizione che fa parte dello Spettro Autistico, caratterizzata da peculiari modalità di interazione sociale, comportamenti ripetitivi e interessi specifici. Questo disturbo prende il nome dallo psichiatra austriaco Hans Asperger, che lo descrisse per la prima volta nel 1944. Tuttavia, la sindrome di Asperger è stata ufficialmente riconosciuta solo negli anni '90 e, fino ad allora, molte persone con questa condizione venivano spesso mal diagnosticate o non diagnosticate affatto.
Inizialmente, si discuteva dei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo (abbreviati in PDD), un termine introdotto nel 1943 da Leo Kanner per descrivere un gruppo di bambini con gravi compromissioni nel comportamento sociale, nella comunicazione e nel linguaggio, oltre a manifestare interessi ristretti e ripetitivi. Questo concetto ha preso forma come una categoria separata, distinta dalla "psicosi" o dalla "schizofrenia".
Attualmente, l'acronimo PDD è incluso nel DSM-IV1 (APA, 2000) e indica un insieme di disturbi neuropsichiatrici che emergono nei primi anni di vita. Questi includono il disturbo autistico, il disturbo di Asperger, il disturbo disintegrativo della fanciullezza (o disturbo di Heller), il disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato e la sindrome di Rett.
Con l'introduzione del DSM-5, questi sottotipi sono stati raccolti in una categoria unificata chiamata "Disturbi dello Spettro Autistico" (Aggio, 2012). La principale innovazione di questa versione è stata quella di considerare la sindrome di Asperger non più come un disturbo separato, ma di incorporarla all'interno dello spettro autistico. Questa scelta di adottare un termine unico per diverse categorie, come spiega Attwood (2006), risponde alle preferenze dei professionisti della salute mentale e degli accademici.
1 Il DSM è un manuale statistico e diagnostico dei disturbi mentali, è un testo redatto da una commissione di esperti nominata dall'APA Associazione Americana degli Psichiatri. Elenca le definizioni dei disturbi mentali che incontrano il consenso degli psichiatri e della comunità scientifica internazionale.
Capitolo 1. La sindrome di Asperger: un'analisi approfondita
1.1 Definizione e caratteristiche principali della sindrome
La sindrome di Asperger è una condizione che fa parte dello Spettro Autistico, caratterizzata da peculiari modalità di interazione sociale, comportamenti ripetitivi e interessi specifici. Questo disturbo prende il nome dallo psichiatra austriaco Hans Asperger, che lo descrisse per la prima volta nel 1944. Tuttavia, la sindrome di Asperger è stata ufficialmente riconosciuta solo negli anni '90 e, fino ad allora, molte persone con questa condizione venivano spesso mal diagnosticate o non diagnosticate affatto.
Inizialmente, si discuteva dei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo (abbreviati in PDD), un termine introdotto nel 1943 da Leo Kanner per descrivere un gruppo di bambini con gravi compromissioni nel comportamento sociale, nella comunicazione e nel linguaggio, oltre a manifestare interessi ristretti e ripetitivi. Questo concetto ha preso forma come una categoria separata, distinta dalla "psicosi" o dalla "schizofrenia".
Attualmente, l'acronimo PDD è incluso nel DSM-IV1 (APA, 2000) e indica un insieme di disturbi neuropsichiatrici che emergono nei primi anni di vita. Questi includono il disturbo autistico, il disturbo di Asperger, il disturbo disintegrativo della fanciullezza (o disturbo di Heller), il disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato e la sindrome di Rett.
Con l'introduzione del DSM-5, questi sottotipi sono stati raccolti in una categoria unificata chiamata "Disturbi dello Spettro Autistico" (Aggio, 2012). La principale innovazione di questa versione è stata quella di considerare la sindrome di Asperger non più come un disturbo separato, ma di incorporarla all'interno dello spettro autistico. Questa scelta di adottare un termine unico per diverse categorie, come spiega Attwood (2006), risponde alle preferenze dei professionisti della salute mentale e degli accademici.
1 Il DSM è un manuale statistico e diagnostico dei disturbi mentali, è un testo redatto da una commissione di esperti nominata dall'APA Associazione Americana degli Psichiatri. Elenca le definizioni dei disturbi mentali che incontrano il consenso degli psichiatri e della comunità scientifica internazionale in tutto il mondo.
Recentemente, l'American Society of Human Genetics (ASHG) ha condotto una significativa ricerca sull'autismo. I ricercatori hanno identificato 102 geni correlati all'autismo, di cui 52 sono strettamente legati ai disturbi dello spettro autistico, mentre altri 47 sono associati a disabilità intellettive e sviluppo neurologico, che possono anche includere l'autismo. I restanti tre geni sembrano essere collegati sia alle disabilità intellettive che all'autismo.2 Questi risultati sono cruciali poiché forniscono
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Tesi di laurea specializzazione tfa IX ciclo sulla sindrome di Asperger
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Tesi TFA Sostegno - Deficit di Attenzione nelle persone autistiche
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Tesi: elaborato finale
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Tesi di Laurea