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Corso di Laurea Triennale in Lingue e Letterature Straniere

Classe L-11 – Lauree in Lingue e Culture Moderne

Lo spagnolo andino peruviano: un’analisi sociolinguistica

Relatore: Prof.ssa Paola Mancosu

Elaborato finale di: Francesca Pezzi

Matr. 966382

Anno accademico 2022-2023

Indice

Resumen .................................................................................................................................... 4

Introduzione ............................................................................................................................. 2

1. Concetti chiave di sociolinguistica ................................................................................... 4

1.1. La sociolinguistica: le nozioni principali ................................................................. 4

1.1.1. Il concetto di variazione ....................................................................................... 4

1.1.2. Le varietà di una lingua ....................................................................................... 6

1.2. Il contatto tra lingue .................................................................................................. 8

1.2.1. Le forme di contatto: bilinguismo e diglossia ...................................................... 8

1.2.2. Le conseguenze del contatto tra lingue .............................................................. 10

2. Il profilo sociolinguistico del Perù ................................................................................. 14

2.1. La varietà linguistica del Perù ................................................................................... 14

2.1.1. Le lingue indigene .................................................................................................. 16

2.1.2. La vitalità delle lingue indigene ............................................................................. 18

2.2. Lo spagnolo del Perù ............................................................................................... 20

3. Storia e caratteristiche dello spagnolo andino peruviano .............................................. 26

3.1. La formazione dello spagnolo andino ........................................................................ 26

3.1.1. Il primo contatto tra spagnolo e lingue indigene ................................................... 26

3.1.2. La formazione della varietà andina ........................................................................ 28

3.2. Le caratteristiche dello spagnolo andino peruviano ................................................ 29

3.2.1. Il livello fonetico ..................................................................................................... 30

3.2.2. Il livello morfosintattico ......................................................................................... 32

3.2.3. Il livello pragmatico-discorsivo .............................................................................. 34

3.2.4. Il livello lessicale .................................................................................................... 35

4. Analisi del corpus “COREC” ............................................................................................ 38

4.1. Metodologia e corpus ................................................................................................... 38

4.2. Analisi del corpus “COREC” ..................................................................................... 39

4.2.1. Analisi morfosintattica .......................................................................................... 40

4.2.2. Analisi pragmatico-discorsiva ................................................................................ 41

4.2.3. Analisi lessicale ...................................................................................................... 42

4.2.4. Analisi fonetica ....................................................................................................... 44

4.2.5. Risultati ................................................................................................................... 45

Conclusioni ............................................................................................................................. 48

Bibliografia ............................................................................................................................. 50

Resumen

El objetivo de esta tesis es investigar las características del español andino de Perú, una variedad de contacto nacida del encuentro entre español y las principales lenguas indígenas andinas (quechua y aymara) ocurrido a partir del siglo XVI, con la conquista de América y de Perú.

En el primer capítulo, se presentan conceptos clave de la sociolingüística y luego se describe el perfil sociolingüístico de Perú, caracterizado por una multiplicidad de lenguas autóctonas que también han entrado en contacto con el español.

A continuación, se ofrece una explicación de la formación histórica del español andino, seguida por la exposición de las características lingüísticas.

Finalmente, en el último capítulo, se realiza un análisis descriptivo de los rasgos del español andino de un conjunto de entrevistas a hablantes bilingües quechua-español recopiladas en el corpus COREC (Corpus Oral de Referencia del Español en Contacto).

Como resultado, se ha mostrado la complejidad de los fenómenos de contacto presentes en las entrevistas analizadas.

A partir del análisis realizado, emerge la necesidad de estudios más profundizados y, sobre todo, dirigidos a áreas más circunscriptas del Perú, con el fin de una comprensión global de las dinámicas que producen el cambio lingüístico.

1

Introduzione

La seguente tesi presenta un’analisi dello spagnolo andino del Perù, una varietà nata dal contatto tra lo spagnolo e le principali lingue indigene della zona peruviana delle Ande, il quechua e l’aimara.

Dopo un iniziale quadro teorico sulla sociolinguistica, si descrive il profilo sociolinguistico del Perù, al fine di indagare la distribuzione dei parlanti di spagnolo e delle lingue indigene, le varietà di spagnolo presenti sul territorio peruviano, e le implicazioni politico-sociali che influiscono sul contesto linguistico.

Successivamente, si approfondisce la varietà andina nella sua formazione storica e nelle sue caratteristiche linguistiche.

Attualmente si possono trovare diversi studi sulla varietà andina, in molti dei quali si rimarca però la necessità di studi più approfonditi, che possano fornire maggiore chiarezza sulle caratteristiche linguistiche e la loro derivazione, nonché sui fattori sociolinguistici che influiscono sulla lingua spagnola in Perù.

Tra gli autori degli studi più importanti si possono citare: Rivarola (1986-1989), Zavala (1999), Cerrón-Palomino (2003), Palacios Alcaine (2001, 2008) ed Escobar (2016).

L’obiettivo generale del presente elaborato è quello di approfondire lo studio del contatto linguistico attraverso l’esempio concreto dello spagnolo andino, particolarmente interessante per la sua complessità e la sua storia.

L’ambito teorico in cui si situa questa tesi è quello della sociolinguistica, ovvero la disciplina che studia la relazione tra lingua e società.

Per questo motivo, nel primo capitolo, si delineano i principali concetti della sociolinguistica, di particolare utilità e importanza anche per la seguente tesi; si partirà dai concetti di variazione, variabile, varietà e variante, per poi ampliare la spiegazione al contatto tra lingue, attraverso l’illustrazione delle tematiche di bilinguismo e diglossia, e terminare osservando gli esiti concreti di tale contatto.

Nel secondo capitolo, si illustra il profilo sociolinguistico del Perù a partire dalla politica linguistica e dalla suddivisione geografica del territorio, concetti che hanno avuto un impatto sullo scenario linguistico della nazione.

Si procede con la descrizione delle lingue indigene presenti sul territorio peruviano e del loro stato di vitalità, per poi spostare il focus sulle varietà di spagnolo presenti in Perù e sulla percezione dei parlanti.

Nel terzo capitolo, ci si dedicherà interamente alla varietà andina, attraverso l’esplorazione della storia della sua nascita e l’indagine delle sue caratteristiche derivanti dal contatto

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linguistico.

Nel quarto capitolo, si realizza un’analisi descrittiva dei fenomeni di contatto presenti nei vari livelli linguistici (lessicale, morfosintattico, pragmatico-discorsivo e fonetico) di quattro interviste di parlanti bilingui quechua-spagnolo del Dipartimento di Cuzco presenti nel corpus COREC (Corpus Oral de Referencia del Español en Contacto).

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1. Concetti chiave di sociolinguistica

1.1. La sociolinguistica: le nozioni principali

La sociolinguistica è un ramo delle scienze del linguaggio che si occupa di indagare la relazione tra i fenomeni linguistici e la società in cui sono presenti.

La sociolinguistica si basa sulla visione di lingua come fenomeno sociale, e di conseguenza studia “cosa accade quando […] un sistema linguistico è calato nella realtà concreta degli usi che ne fanno i parlanti nelle loro interazioni verbali. […] Mette quindi in correlazione la lingua con la società e con gli usi linguistici delle persone” (Berruto e Cerruti, 2017).

La sociolinguistica moderna si è evoluta durante gli anni Sessanta del Novecento, in seguito a un gran numero di studi, che hanno consolidato le basi della disciplina e hanno dato il via a ricerche più approfondite in questo ambito.

Per lo sviluppo della sociolinguistica è stato di fondamentale importanza il contributo del linguista statunitense William Labov, con i suoi studi sulla dialettologia americana e sulla variazione linguistica (Labov 1994).

1.1.1. Il concetto di variazione

Gli usi linguistici di cui parlano i linguisti Berruto e Cerruti (2017) sono caratterizzati, oltre che da un mutamento continuo, da un’alternanza di forme linguistiche determinata da fattori1 vari e molteplici.

Tale alternanza è chiamata variazione, e si manifesta in tutti i livelli della lingua; il livello fonetico-fonologico, il livello morfo-sintattico, il livello lessicale e il livello pragmatico-discorsivo.

In linguistica vengono riconosciute quattro principali dimensioni di variazione: la variazione diatopica, dipendente dalla regione geografica, la variazione diacronica, determinata dal periodo storico, la variazione diastratica, originata dalle classi sociali, e la variazione diamesica, definita dal canale o mezzo di comunicazione.

In aggiunta a tali dimensioni fondamentali, è possibile riconoscere altri fattori extralinguistici che hanno

1 Francisco Moreno Fernández definisce la variazione sociolinguistica come “la alternancia de dos o más expresiones de un mismo elemento, cuando ésta no supone ningún tipo de alteración o cambio de naturaleza semántica y cuando se ve condicionada por factores lingüísticos y sociales” (2009: 39).

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conseguenza diretta sull’uso della lingua.

Nel suo libro Principios de sociolingüística y sociología del lenguaje (2009), Francisco Moreno Fernández riporta una serie di variabili sociali che “muestran una mayor capacidad de influencia sobre la variación lingüística”:

  • La variabile sesso/genere. La differenza dei due sessi si manifesta anche in campo linguistico;2 si riporta una maggiore tendenza femminile all’uso di forme inserite nella norma linguistica, possibilmente dovuto alle disuguaglianze sociali tra generi.
  • La variabile età. L’età influisce inevitabilmente sulle manifestazioni linguistiche, e possono riscontrarsi differenze evidenti per ogni fase della vita. Il processo di acquisizione linguistica è diviso in varie tappe, ognuna delle quali è influenzata da contesti sociali diversi; a partire dall’ambito prettamente familiare dei primi anni di vita, i parlanti si espongono gradualmente a circostanze sempre più ampie a livello relazionale. Ogni situazione contribuisce dunque in modo differente alla scelta degli usi linguistici da parte dei parlanti.
  • La variabile classe sociale. Sebbene siano di difficile circoscrizione, le classi sociali danno luogo ad un insieme di manifestazioni linguistiche che formano un socioletto. L’influenza della classe sociale sulla lingua varia notevolmente da nazione a nazione; nel caso dello spagnolo, a prescindere dalla classe sociale dei parlanti, la variabile geografica rimane predominante, così che è possibile riconoscere la provenienza dei parlanti anche ai due estremi della scala sociale.
  • La variabile livello di istruzione. Strettamente legata al fattore della classe sociale, la variazione basata sull’istruzione riflette principalmente il tipo di contatto dei parlanti con la norma linguistica. Spesso le classi più basse hanno meno accesso ad un livello linguistico più formale.
  • La variabile professione. La professione è un altro fattore strettamente connesso alla classe sociale; in gran parte dei casi, il prestigio lavorativo corrisponde ad un prestigio linguistico, o in alcuni casi lo richiede. Relativamente al prestigio sociale, Moreno Fernández ne offre una definizione: “proceso de concesión de estima y respeto hacia individuos o grupos que reúnen ciertas características y que lleva a la imitación de las conductas y creencias de esos individuos o grupos” (Moreno Fernandez 2009, 187). La norma linguistica è ritenuta dai parlanti la varietà più prestigiosa, e la deviazione da essa - un processo naturale e determinato dalle leggi interne

2 La norma linguistica si può intendere come “un insieme di regole, che riguardano tutti i livelli della lingua […], accettato da una comunità di parlanti e scriventi […] in un determinato periodo e contesto storico-culturale” (D’Achille 2011).

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alla lingua - risulta spesso discriminata e discriminante. Ad ogni modo, la percezione di prestigio non è uniforme all’interno di una comunità linguistica ed è sempre definita dall’intersezione delle diverse variabili.

  • La variabile provenienza. Questa variabile risulta estremamente importante nei casi di analisi linguistica di parlanti che hanno vissuto una migrazione, che sia essa interna o esterna alla nazione di provenienza. Infatti, i fenomeni di spostamento interni dalle zone rurali a quelle urbane, come verrà descritto più avanti per il caso peruviano, risultano interessanti a livello linguistico. Per quanto riguarda lo studio dei fenomeni linguistici delle grandi città, si tende ad analizzarne le manifestazioni per quartiere, dal momento che spesso si compongono di persone di provenienza analoga.
  • La variabile etnica. La “razza” e l’etnia sono classificazioni costruite socialmente delle popolazioni umane basate, rispettivamente, sulle differenze culturali e fenotipiche. Lo studio delle conseguenze linguistiche a riguardo risulta complicato, a partire dalla problematicità dei concetti di “razza” ed etnia.

1.1.2. Le varietà di una lingua

La variazione linguistica trova espressione nelle varietà di una lingua.

Berruto e Cerruti descrivono le varietà di una lingua come un insieme di forme linguistiche, ai vari livelli di analisi, che abbiano la stessa o analoga distribuzione sociale, cioè che cooccorrano (tendano a presentarsi insieme) in concomitanza con certe caratteristiche della società, dei suoi membri, e delle situazioni in cui questi si trovano ad agire, costituisce una ‘varietà di lingua’ (Berruto e Cerruti 2017, 283).

Le principali varietà linguistiche sono le lingue e i dialetti, assieme agli stili e ai registri.

La differenza tra lingua e dialetto si può riscontrare solamente tenendo in considerazione gli aspetti extralinguistici; se si analizzano linguisticamente, invece, non vi sono differenze.

I dialetti sono caratterizzati dall’assenza di una norma linguistica, che di conseguenza ne causa la

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frammentazione, e la loro estensione geografica è molto limitata.

Ciononostante, i parlanti si sentono parte di una comunità linguistica dialettale e riconoscono la relazione del loro dialetto con la lingua geograficamente e politicamente dominante.

Le varietà di una lingua non si riducono solamente alla dicotomia lingua-dialetto, bensì si diramano in una serie di sistemi linguistici distinti.

Moreno Fernández (2009, 94-96) riporta la proposta di classificazione di William Stewart, che si basa su quattro criteri: la standardizzazione della lingua, ossia la presenza di una norma che ne definisce la grammatica, l’autonomia, ovvero la caratteristica della lingua di essere un sistema indipendente e singolo, la storicità, che si riferisce ad uno sviluppo cronologico della lingua, e la vitalità, ovvero l’uso concreto della varietà.

La presenza o assenza di tali caratteristiche determina una varietà: nel caso del dialetto, si registra un’assenza di standardizzazione e di autonomia ma una presenza di storicità e di vitalità.

Tra le varietà definite da Stewart si trovano, ad esempio, la lingua standard, la lingua creola e la lingua pidgin, che verranno brevemente illustrate nel prossimo paragrafo (paragrafo 2 del Capitolo 1).

Un esempio di varietà, prendendo in considerazione la lingua spagnola, è lo spagnolo andino peruviano (v. capitoli successivi).

Altri due esempi di varietà, come già menzionato precedentemente, sono gli stili e i registri.

Se lo stile si riferisce all’uso linguistico adattato ad un contesto comunicativo, il registro riguarda invece l’utilizzo che si fa della lingua in situazioni concrete (Moreno Fernández 2009, 98-99).

Il regi

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/06 Lingua e letterature ispano-americane

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