Corso di Laurea in Economia e Gestione Aziendale
Indirizzo in Tecniche di Analisi per l'Impresa e il
Management
Tesi di Laurea in
Macroeconomia
La Relazione tra Inflazione e Disoccupazione:
lo Studio della Curva di Phillips
RELATORE CANDIDATO
Arianna Vitali
PROF.
Guido Traficante MATR. NUM 18023
Anno accademico 2022-2023 1
2
A mamma e papà
Grazie.
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4
Indice
Introduzione ........................................................................................................... 7
CAPITOLO I: PHILLIPS E LA FORMULAZIONE DELLA CURVA .......... 9
1.1 La pubblicazione del 1958 e i dati raccolti da Phillips ................................ 9
1.2 La curva di domanda e offerta aggregata ................................................... 18
1.3 La curva di Phillips a partire dalla curva di offerta aggregata ................. 26
CAPITOLO II: LA CURVA DI PHILLIPS NEI PREZZI .............................. 28
2.1 L’ inflazione ................................................................................................. 28
2.2 Le cause dell’inflazione ............................................................................. 31
2.2.1 La neutralità della moneta ................................................................ 36
CAPITOLO III: L’EVOLUZIONE DELLA CURVA NEL TEMPO ............. 39
3.1 La prima formulazione della curva di Phillips ........................................... 39
3.2 La rivisitazione della curva e la critica di Friedman ................................. 40
3.2.1 Il tasso naturale di disoccupazione ................................................... 44
3.3 La teoria delle aspettative razionali ........................................................... 47
3.3.1 La critica di Robert Lucas e Thomas Sargent ................................. 49
Conclusioni ........................................................................................................... 51
Bibliografia .......................................................................................................... 53
Sitografia .............................................................................................................. 53
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6
Introduzione
La teoria della curva di Phillips, introdotta per la prima volta dall’economista Alban
William Phillips, rappresenta un fondamento essenziale nel campo
macroeconomico. Questa curva ha suscitato notevole interesse e dibattito,
divenendo rapidamente un punto di riferimento per la formulazione delle politiche
economiche in molti paesi. Ha contribuito in modo significativo alla comprensione
delle dinamiche macroeconomiche. Il presente lavoro ha l’obiettivo di esplorare nel
dettaglio la storia, la formulazione e l’evoluzione della curva di Phillips nel corso
del tempo, suddividendo l’analisi in tre capitoli chiave.
Nel primo capitolo, l’attenzione sarà dedicata alla pubblicazione del 1958 e ai dati
raccolti da Phillips, ponendo le basi per la comprensione e lo sviluppo della sua
curva. Inoltre, saranno analizzati i concetti di domanda ed offerta aggregata,
riconoscendo il loro ruolo cruciale nella sua formulazione. Passando al secondo
capitolo dell’elaborato, ci si concentrerà sul tema dell’inflazione, compreso il suo
significato e i metodi di misurazione. Esaminando le sue cause, sarà possibile
approfondire un concetto chiave della “teoria quantitativa della moneta”. Infine, nel
terzo ed ultimo capitolo, si esplorerà l’evoluzione della curva di Phillips nel corso
del tempo, partendo dalla sua prima formulazione ed analizzando come sia stata
rivisitata e criticata negli anni, con particolare riferimento alle critiche avanzate da
Milton Friedman, Robert Lucas e Thomas Sargent. Contestualmente, verrà
approfondito anche il concetto di tasso naturale di disoccupazione e di aspettative
razionali.
L’obiettivo complessivo di questo lavoro è fornire una panoramica, pressoché
completa, della teoria della curva di Phillips, evidenziando le principali tappe della
sua evoluzione e le critiche che ne hanno segnato il percorso. 7
8
CAPITOLO I
PHILLIPS E LA FORMULAZIONE DELLA CURVA
1.1 La pubblicazione del 1958 e i dati raccolti da Phillips
La prima dimostrazione all’avanguardia in grado di mettere in luce una correlazione
negativa tra il tasso di disoccupazione e l’andamento dell’inflazione, è attribuibile
all’economista A.William Phillips, noto studioso neozelandese. Tale Phillips
pubblicò, nel 1958, un articolo nella rivista “Economica” intitolato “La relazione
tra disoccupazione e il tasso di variazione dei salari monetari nel Regno Unito 1861-
1957”, testo che da quel momento in poi, divenne noto come “La Curva di Phillips”.
Il lavoro di Phillips ha rappresentato un contributo decisamente significativo alla
macroeconomia: l’obiettivo che l’economista si era preposto infatti, era quello di
esplorare la relazione tra il tasso di crescita dei salari ed il tasso di disoccupazione
nel Regno Unito, avvalendosi esclusivamente dell’utilizzo di dati empirici anziché
di una teoria economica preesistente. Questa sua analisi ha ricoperto un lungo
periodo, precisamente dal 1861 al 1958, ed ha coinvolto l’esaminazione di dati
storici relativi alle due variabili oggetto di indagine. Esaminando il lavoro di
Phillips si evince come, successivamente, quest’ultimo metta in evidenza
l’importanza dell’anno 1862 all’interno della sua ricerca. Quest’anno rappresenta
un punto cruciale in quanto, l’incremento del 12,5% dei prezzi delle importazioni
verificatosi in un solo anno potrebbe aver innescato un processo di interazione
graduale tra i prezzi ed i salari. Tuttavia, si esclude dalla relazione (tra il tasso di
crescita dei salari ed il tasso di disoccupazione nel Regno Unito) l’effetto dei periodi
in cui si è verificato un rapido aumento dei prezzi delle importazioni,
concentrandosi invece sulla dinamica tra il mercato del lavoro ed i tassi salariali
monetari. Infatti, l’obiettivo è quello di stimare in maniera quantitativa la presente
relazione in periodi specifici di interesse:
• 1861-1913
• 1913-1948 9
• 1948-1957
Nello specifico:
• 1861-1913: il presente diagramma a dispersione mostra il tasso di variazione
dei salari e della percentuale di disoccupazione negli anni dal 1861 al 1913. In
questo intervallo temporale, si sono verificati sei cicli e ½ economici abbastanza
regolari, con una durata media di circa otto anni. Ogni punto nel grafico
rappresenta un anno, mentre l’andamento medio delle tariffe dei salari monetari
è riflesso sull’asse verticale e la media della disoccupazione nel corso dell’anno
è indicata sull’asse orizzontale.
Figura n.1 - Trade-off salari nominali inglesi e disoccupazione. Testo “The Relation between
Unemployment and the Rate of Change of Money Wage Rates in the United Kingdom, 1861–
1957.” Economica, Vol 25, Phillips
Il tasso di variazione dei salari è stato derivato a partire dall’indice dei tassi
1
salariali orari , dove, per calcolare il tasso di variazione nel 1861, è stata
utilizzata metà della differenza tra l’indice del 1862 e l’indice del 1860, espressa
come percentuale dell’indice del 1861. Lo stesso procedimento è stato poi
applicato a tutti gli altri anni considerati. Nella figura 1, le croci rappresentano
i valori medi del tasso di variazione dei salari e della percentuale di
disoccupazione in anni in cui la disoccupazione si trovava in diversi intervalli
(dal 0% all’11%). Dato che ogni intervallo comprende anni in cui la
1 Sviluppato da Phelps Brown e Sheila Hopkins 10
disoccupazione tendeva ad aumentare ed anni in cui diminuiva, questa media
riesce a compensare l’effetto delle fluttuazioni della disoccupazione sul tasso di
variazione dei salari. Pertanto, ogni croce fornisce un’approssimazione del tasso
di variazione dei salari associato al livello di disoccupazione indicato,
considerando una situazione in cui la disoccupazione rimanesse costante a quel
2
livello. Successivamente, è stata adattata una curva a questi dati per effettuare
un’analisi attraverso il metodo dei minimi quadrati ed ha la seguente equazione:
! 3
! + " = #$
") # % $
4 log (! + = log + log
Nell’equazione in cui “y” rappresenta il tasso di variazione dei tassi salariali e
“x” è la percentuale di disoccupazione, le costanti “b” e “c” sono state calcolate
utilizzando il metodo dei minimi quadrati, utilizzando i valori di “y” e “x”
associati alle croci nei quattro intervalli compresi tra lo 0% e il 5% di
disoccupazione. Al contrario, la costante “"” è stata determinata
sperimentalmente, adottando un approccio basato su tentativi, in modo da far si
che la curva si avvicinasse il più possibile alle altre due croci relative agli
intervalli tra il 5% e l'11% di disoccupazione.
Di conseguenza, sostituendo i dati all’equazione precedente, la curva assume la
seguente forma: −1∗394
" ∗ ∗
+ 0 900 = 9 368$
∗ ∗ $
log (" + 0 900) = 0,984 − 1 394 log 5
• 1913- 1948: Durante il periodo che va dal 1913 al 1920, sono state utilizzate le
stesse serie di dati precedentemente adoperate per l’analisi del periodo dal 1861
al 1913. Tuttavia, nel lasso di tempo che va dal 1921 al 1948, si è fatto ricorso
all’indice dei salari orari fornito dal Ministero del Lavoro alla fine di ogni anno,
utilizzando la variazione percentuale di quest’indice come indicatore del tasso
2 Questa curva sarà ripetuta per confronto in diagrammi successivi
3 L’apice “e” rappresenta la funzione esponenziale.
4 Matematicamente parlando per eliminare l’esponenziale si utilizza la funzione logaritmo, proprio
come nel caso in esame.
5 Questa equazione, meglio nota come Curva di Phillips, è stata poi successivamente verificata da
molteplici modelli matematici. 11
medio di variazione dei tassi salariali per ciascun anno. Per il periodo compreso
tra il 1921 ed il 1945, i dati relativi alla percentuale di disoccupazione nel Regno
Unito, sono stati estratti dalle registrazioni del Ministero del Lavoro e, in
maniera antitetica, le informazioni sulla disoccupazione sono state prelevate
dagli Annali statistici pubblicati dall’Organizzazione internazionale del lavoro.
Questo secondo periodo esaminato da Phillips è caratterizzato dalla
concomitanza dei due conflitti mondiali e da ulteriori avvenimenti storici di
grande rilevanza che hanno lasciato un’impronta consistente sull’evoluzione
dell’economia. Tale periodo è stato infatti caratterizzato dall’assenza di
stabilità, in netto contrasto con il periodo precedentemente esaminato.
Figura n.2 - La curva dal 1913 al 1948. Testo “The Relation between Unemployment and the
Rate of Change of Money Wage Rates in the United Kingdom, 1861–1957.” Economica, Vol
25, Phillips
Infatti, come mostrato dal presente grafico, nel 1914 c’è stato un aumento
significativo della disoccupazione (causato proprio dall’inizio della guerra). 12
Mediante l’utilizzo del grafico a dispersione (Figura 2), è possibile esaminare
quanto appena detto, mettendo in evidenza gli effetti delle grandi guerre sui
livelli di retribuzione e sull’occupazione in determinati intervalli temporali,
come segue:
- 1915-1918: durante questo periodo, la disoccupazione registrò livelli
contenuti mentre i salari aumentarono in modo significativo. In questo lasso
temporale, anche il costo della vita stava aumentando rapidamente e, perciò,
si cominciò a diffondere l’adozione di accordi formali per gli aggiustamenti
automatici dei tassi salariali in base alla variazione dei costi della vita.
Successivamente, la smobilitazione portò ad un aumento della
disoccupazione nel 1919 ma i tassi salariali continuarono ad aumentare
costantemente fino al 1920 (probabilmente a causa dell’aumento dei prezzi
delle importazioni) anno in cui raggiunsero il loro picco.
- 1923-1929: durante questi anni invece, si verificò un’inversione di
tendenza: nel 1921 e 1922, si osservò una significativa riduzione dei tassi
salariali accompagnata da un marcato aumento del tasso di disoccupazione.
In generale, nel periodo appena considerato, non si registrarono
cambiamenti significativi né nei prezzi delle importazioni, né nei costi della
vita. Tra il 1923 ed il 1924, nonostante un tasso di disoccupazione
inizialmente elevato, si osservò un calo di quest’ultimo e,
contemporaneamente, i tassi salariali (sebbene dimostrarono una leggera
diminuzione nel 1923) aumentarono nuovamente dell’1,3% nel 1924.
- 1929-1937: in questo periodo, la relazione tra le variazioni salariali e la
disoccupazione, segue l’andamento dei cicli nel periodo compreso tra il
1861 ed il 1913, ad eccezione di un decisamente più elevato livello di
disoccupazione per tutto il periodo. Difatti, il 24 ottobre 1929 ha segnato
l’inizio di un periodo oscuro nella storia economica degli U.S.A. e del
mondo intero: la Grande Depressione. Questo drammatico evento è stato
scatenato dal crollo della Borsa di Wall Street, e le conseguenze sono state
devastanti, portando ad una profonda contrazione della domanda e della
produzione aggiunta per l’intero decennio successivo. Un aspetto
13
particolarmente coinvolgente di questo periodo è stato l’aumento
significativo del tasso di disoccupazione, che raggiunse il suo picco più alto
(pari al 22%) nel 1933. Tuttavia, nel 1934 si è verificata una leggera ripresa,
specialmente grazie alle politiche economiche messe in atto dal presidente
Franklin D. Roosevelt, meglio note come “New Deal”. Uno degli aspetti
chiave del “New Deal” riguardava la gestione del debito bellico dei paesi
alleati nei confronti degli Stati Uniti durante la Prima Guerra Mondiale. Gli
U.S.A. infatti adottarono un approccio meno severo verso i loro debitori,
tramite lo sviluppo piani di rimborso a lungo termine con tassi di interesse
contenuti ed, in alcuni casi, persino cancellando parte del debito stesso.
Ecco perché questa politica ha contribuito in modo significativo alla ripresa
economica. Successivamente, tra il 1934 ed il 1939, l’Inghilterra ha
sperimentato un costante declino del tasso di disoccupazione,
accompagnato da un contestuale aumento dei salari.
Nel 1935, l’indice del costo della vita si innalzò del 3,1%, nel 1936 del 3%
e nel 1937 addirittura del 5,2%.
- 1940-1948: durante questi anni, subito dopo lo scoppio della Seconda
Guerra Mondiale, si è manifestata una condizione identica a quella del
periodo compreso tra il 1915 ed il 1919. I salari erano aumentati, sebbene in
modo meno significativo rispetto alla Prima Guerra Mondiale, mentre il
tasso di disoccupazione si era ridotto al di sotto del 4%.
Nonostante la curva adattata al periodo 1861-1913 non corrisponda esattamente
ai dati del secondo periodo esaminato (1913-1948), è evidente una notevole
somiglianza tra i dati. Escludendo alcuni anni (in particolare il 1921, il 1922 ed
il 1940), i risultati degli studi finora condotti sembrano rafforzare la presenza di
una relazione costante tra i tassi salariali nominali ed il tasso di disoccupazione.
Tuttavia, resta da valutare se questa connessione si conferma anche nell’ultimo
periodo. 14
• 1948-1957
Figura n.3 - Grafico 1948-1957. Testo “The Relation between Unemployment and the
Rate of Change of Money Wage Rates in the United Kingdom, 1861–1957.” Economica,
6
Vol 25 , Phillips
Durante questo periodo, la disoccupazione nel Regno Unito è stata costantemente
superiore di circa lo 0,1% rispetto a quella Britannica e, come fonte di dati, è stato
utilizzato l’indice dei tassi salariali settimanali, pubblicato mensilmente nella
Gazzetta del Ministero del Lavoro. Contestualmente, per valutare il tasso medio di
variazione dei tassi salariali monetari durante ciascun anno solare, è stata presa in
considerazione la variazione dell’indice dei tassi salariali settimanali.
Nel 1947 si è verificata una brusca crescita dei prezzi delle importazioni, la quale
ha provocato un significativo aumento dei prezzi al dettaglio nell’anno successivo.
Questo aumento dei prezzi ha stimolato gli aumenti salariali durante il 1948 ma,
questa tendenza, è stata poi frenata dalla politica di restrizione salariale introdotta
7
da Sir Strafford Cripps nella primavera del 1948, proprio per mitigare l’inflazione.
6 Dalla figura n.3 si può notare come il punto del 1950 si trovi molto vicino alla curva adattata ai
dati del 1861-1913 e che, contestualmente, i punti dal 1953 al 1957 si adattano attorno a questa
curva.
7 Sir Stafford Cripps realizzò una politica di svalutazione della sterlina riuscendo a risanare il saldo
commerciale Inglese. 15
Successivamente, nel 1949, a causa della politica di moderazione salariale, gli
aumenti dei salari erano particolarmente bassi infatti, nella Gazzetta del Settembre
1957, si evidenzia una diminuzione dello 0,2% nei dati relativi agli anni 1948 e
1949, seguita da una riduzione media annua di circa lo 0,004% nel periodo
compreso tra il 1950 ed il 1957.
Figura n.4 - Curva adattata da Phillips. Testo “The Relation between Unemployment and
the Rate of Change of Money Wage Rates in the United Kingdom, 1861–1957.”
8
Economica, Vol 25 , Phillips
Tuttavia, nel 1950 e 1951, si è verificato un rapido aumento dei prezzi delle
importazioni, che a sua volta ha causato un significativo aumento dei prezzi al
dettaglio negli anni 1951-1952. Questo aumento dei prezzi ha portato ad un
incremento notevole dei costi di vita a tal punto da superare quanto previsto dalla
domanda di lavoro, andando contro le previsioni basa
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