Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione
Corso di laurea in Scienze della Comunicazione
Classe n. L-20
I processi di scelta della scuola secondaria di secondo grado: orientamento e disuguaglianze
Un’indagine sociologica qualitativa
Candidato: Eleonora Venturini
Relatore: Chiar.ma Prof.ssa Micol Pizzolati
Matricola n. 1049863
Anno Accademico 2020/2021
Indice
- Introduzione ...................................................................................................... 3
- Capitolo 1 - Transizioni scolastiche, orientamento e riproduzioni delle disuguaglianze sociali ........................................................................................................ 5
- 1.1 Le transizioni scolastiche ...................................................................... 6
- 1.2 I fattori che condizionano le scelte nelle transizioni scolastiche ............ 7
- 1.3 Le disuguaglianze di istruzione nella scelta della scuola secondaria superiore ................................................................................................................ 14
- 1.4 L’orientamento scolastico ..................................................................... 17
- 1.5 Il consiglio di orientamento ................................................................. 24
- 1.6 La scelta della scuola superiore .......................................................... 29
- Capitolo 2 - Teorie della riproduzione sociale attraverso l’educazione ................... 31
- 2.1 La teoria del capitale culturale ............................................................. 31
- 2.2 La teoria della scelta razionale ............................................................. 34
- 2.3 La teoria della centralità dell’insegnante ............................................... 38
- 2.3.1 Le teorie dell’etichettamento e le precognizioni degli insegnanti ........ 39
- 2.3.2 L’effetto Rosenthal ........................................................................... 41
- Capitolo 3 - Metodologie di ricerca utilizzate durante l’indagine qualitativa ......... 44
- 3.1 L’ipotesi di ricerca ............................................................................... 44
- 3.2 La domanda di ricerca .......................................................................... 44
- 3.3 La teoria ecologica ............................................................................... 45
- 3.4 Il metodo qualitativo ............................................................................. 46
- 3.5 L’intervista semi strutturata ................................................................. 46
- 3.6 Le domande di indagine aperte ............................................................ 47
- Capitolo 4 - L’indagine qualitativa e l’analisi dei dati raccolti ................................ 48
- 4.1 La scelta del campione ......................................................................... 48
- 4.2 Le narrazioni degli studenti ................................................................... 49
- Conclusioni .......................................................................................................... 56
- Appendice 1 ......................................................................................................... 58
- Domande di indagine aperte utilizzate per il gruppo 1 ................................ 58
- Narrazioni degli studenti del gruppo 1 ......................................................... 59
- Appendice 2 ......................................................................................................... 61
- Domande dell’intervista semi strutturata utilizzate per il gruppo 2 .............. 61
- Interviste semi strutturate agli studenti del gruppo 2 ................................... 62
- Ringraziamenti .................................................................................................... 68
- Bibliografia .......................................................................................................... 69
Introduzione
Nel lavoro qui presentato vengono affrontati i complessi fenomeni legati alle transizioni scolastiche e alle riproduzioni delle disuguaglianze sociali; questi, richiedono interventi immediati al fine di evitare conseguenze a livello economico e sociale, dovuti all’insuccesso scolastico.
Nel sistema scolastico italiano, il passaggio dal primo al secondo ciclo della scuola superiore è uno snodo cruciale, che concorre alla definizione di differenti destini formativi sulla base di caratteristiche sociali ed economiche degli studenti. Durante questa fase risulta chiaro quanto il peso delle provenienze sociali incida sulle scelte di indirizzo al termine della scuola media, rappresentando un ostacolo al tentativo di rendere uguali le opportunità scolastiche.
Attraverso l’analisi dei diversi processi che entrano in gioco durante le transizioni formative, si è cercato di comprendere quali siano le pratiche maggiormente utilizzate dagli insegnanti per orientare i propri allievi e i fattori che influenzano le scelte del percorso formativo degli studenti.
Nel primo capitolo viene affrontata la questione delle transizioni scolastiche, considerate come uno dei momenti più delicati nella vita dello studente, durante le quali entrano in gioco diversi fattori: tra questi sono stati esaminati gli aspetti individuali, familiari e sociali, fino ad arrivare a quelli scolastici e ambientali. Successivamente sono stati indagati i motivi per cui, le variabili che caratterizzano le risorse culturali ed economiche a cui gli studenti possono accedere, possono portare a destini formativi diseguali.
Nel secondo capitolo sono state descritte le principali teorie della riproduzione sociale tramite l’istruzione, quali la teoria del capitale culturale di Bourdieu e Passeron, l’approccio della scelta razionale di Boudon, Goldthorpe e Breen, oltre alle diverse teorie della centralità degli insegnanti.
Il terzo capitolo illustra la metodologia di ricerca utilizzata durante lo svolgimento dell’indagine qualitativa, a partire dall’ipotesi che sottende una stretta relazione tra l’orientamento praticato dai docenti e la scelta effettuata dagli studenti. Inoltre, è stata delineata la domanda di ricerca e infine descritti i metodi e le diverse tecniche utilizzate per lo svolgimento della stessa.
Nell’ultimo capitolo è stata data voce agli studenti intervistati: attraverso l’elaborazione delle interviste e delle narrazioni da loro prodotte si è provato a mettere in luce il ruolo della scuola e delle famiglie nella definizione delle traiettorie di studio degli studenti.
Capitolo 1 - Transizioni scolastiche, orientamento e riproduzioni delle disuguaglianze sociali
Le transizioni scolastiche rappresentano un argomento di grande rilevanza e sono diventate oggetto di studio da parte di diversi ambiti (Calidoni et al., 2014, p. 7), in particolare sotto il punto di vista sociologico questo tema è stato studiato in relazione alle disuguaglianze sociali. Questa connessione è, probabilmente, dovuta al forte condizionamento che le differenze di performance scolastiche hanno sulla scelta di proseguimento degli studi. Nonostante tale ipotesi sia stata il caposaldo di diverse ricerche non esiste ancora un’unica interpretazione sui motivi di questa stretta connessione (Calidoni et al., 2014, p. 18).
Il tema dell’orientamento, negli ultimi anni, è divenuto di cruciale importanza, in particolar modo per chi fa parte del mondo della scuola. Infatti, la sua importante funzione viene descritta in diversi documenti ministeriali, nei Piani per l’Offerta Formativa di ogni scuola e nei corsi di aggiornamento degli insegnanti.
L’orientamento viene presentato come uno strumento fondamentale nella lotta contro la dispersione scolastica, come un metodo per ottimizzare la didattica, per migliorare la capacità di scelta e di autoanalisi degli individui, per ridurre la divergenza tra profili scolastici e profili richiesti dal mercato del lavoro.
Il documento governativo La Buona Scuola indica gli snodi di passaggio come uno dei principali punti deboli del nostro sistema scolastico. In particolare, si afferma che “in entrata nelle superiori, dove si addensa gran parte della dispersione scolastica, i ragazzi scontano l’incompleto orientamento, la necessità di riadattarsi a contesti e metodi diversi e un’offerta formativa che non sempre risponde alle loro attese di discipline pratiche.” (Romito, 2016, p. 10)
Quando si parla di transizioni scolastiche è necessario esaminare il tema delle disuguaglianze. Infatti, in Italia, sia la qualità dell’esperienza formativa che i destini lavorativi e sociali degli studenti dipendono dalla scelta della scuola superiore. Occorre, quindi, considerare gli orizzonti culturali e sociali che è in grado di aprire l’attività di orientamento scolastico nella transizione dalle scuole medie a quelle superiori. Inoltre, si deve considerare il ruolo che le pratiche di orientamento scolastico possono avere nell’indirizzare gli studenti verso destini sociali diseguali (Romito, 2016, p. 11).
1.1 Le transizioni scolastiche
Il concetto di transizione viene definito dall’Ufficio Internazionale per il Lavoro, nell’86a Sessione della Conferenza Internazionale del Lavoro tenutasi a Ginevra il 18 giugno 1998, come “processo di orientamento sociale, [...] centrale per l’integrazione nella società”. Indica, inoltre, il dovere di aiutare i giovani a “individuare i propri obiettivi e ad identificare il ruolo che vogliono occupare nella società [...]” (Lucchesi, 2018, p. 80).
Le transizioni verso una nuova scuola possono creare stress e disagio agli studenti a causa dei numerosi cambiamenti di vita che comportano. Le transizioni scolastiche vengono considerate come situazioni potenziali di crisi che possono rendere gli individui vulnerabili in presenza di condizioni problematiche (Zeidner e Endler, 1996 citati in Pedditzi et al., 2016, p. 3).
Il passaggio dalla scuola secondaria di primo grado a quella di secondo grado avviene in una fase precoce della vita degli studenti e non permette loro di effettuare delle scelte realistiche e mature circa il proprio futuro. Tale transizione implica, quindi, una scelta e richiede un adattamento a un nuovo contesto scolastico. L’inserimento in una nuova scuola rappresenta per gli studenti un’occasione per accertare le proprie capacità e per confermare di essere all’altezza delle nuove richieste (Guichard e Huteau, 2003, citati in Pedditzi et al., 2016, p. 3).
I cambiamenti dovuti al nuovo ambiente educativo possono essere di natura istituzionale, possono interessare la dimensione interpersonale (le reti sociali con i pari, le nuove modalità di interazione con gli insegnanti) ovvero possono riguardare aspetti didattici (nuovi stili di insegnamento e pratiche di valutazione, la richiesta di un maggior impegno cognitivo nello studio di nuove materie, ecc.). Questi mutamenti richiedono una modificazione talmente profonda dei comportamenti e dei ruoli da esigere un adeguato sostegno e una certa flessibilità da parte del contesto scolastico per non compromettere l’esito del processo di adattamento (Scalera & Alivernini, 2010, p. 57).
1.2 I fattori che condizionano le scelte nelle transizioni scolastiche
I ricercatori hanno iniziato, solo nell’ultimo decennio, ad analizzare l’impatto dei fattori contestuali sulle capacità degli studenti di negoziare le richieste associate alle transizioni sistemiche (Eccles & Midgley, 1989, citati in Lucchesi, 2018, p. 81).
Nell’analisi di una transizione occorre esaminare il processo da diversi punti di vista. Da una prospettiva ecologica, un nuovo ciclo scolastico implica, oltre alla partecipazione dello studente alle attività del nuovo ambiente educativo, anche una serie di altri partecipanti, incluse le famiglie e gli insegnanti (Van Laere et al., 2015, citato in Lucchesi, 2018, p. 81).
Le transizioni dipendono anche dalla natura delle relazioni e della comunicazione fra tutti i partecipanti coinvolti, senza dimenticare le amicizie, le relazioni tra pari e quelle con l’insegnante.
Generalmente, per valutare il successo di una transizione viene presa in considerazione la prontezza scolastica, intesa come capacità di ottenere buone performance, ma questo indicatore si è dimostrato poco utile nell’analisi del grado di integrazione e del successo nella vita scolastica (La Paro & Pianta, 2003, citato in Lucchesi, 2018, p. 81).
Diverse ricerche confermano che la capacità di ottenere buone performance non dipende unicamente dalle doti dello studente, ma riflette anche l’ambiente in cui i ragazzi si trovano (Nolat et al., 2009, citato in Lucchesi, 2018, p. 81).
Secondo il modello ecologico dello sviluppo umano di Bronfenbrenner e Morris (2006) “la transizione e l’ingresso a scuola hanno luogo in un ambiente definito da molti fattori, ovvero gli studenti, la scuola, la composizione delle classi, la famiglia e tutti i fattori legati alla comunità e al territorio”.
Questi studi mettono in evidenza la necessità di considerare che i processi di transizione possono iniziare prima e continuare per alcuni mesi dopo l’avvenuto ingresso nella nuova realtà scolastica. Per tale motivo, si parla di processi e non di momenti di cambiamento (Lucchesi, 2018, p. 81).
In base alla teoria dello sviluppo ecologico di Bronfenbrenner (2006), si può notare un adattamento costante e progressivo tra un essere umano attivo in fase di crescita e le mutevoli proprietà delle situazioni ambientali in cui l’individuo si trova a vivere ed è possibile individuare vari fattori che intervengono nei processi di transizione connessi alle scelte formative (Lucchesi, 2018, p. 81).
Il primo fattore da tenere in considerazione è costituito dall’insieme degli elementi di cui l’individuo dispone in un determinato momento della sua esperienza di vita, si tratta quindi di requisiti di auto-percezione e di percezione dell’ambiente significativo per l’individuo (famiglia e gruppo dei pari) i quali portano alla strutturazione di una data immagine di sé e visione del mondo.
Una ricerca di Keith Topping del 2011 sul passaggio dalla scuola primaria alla secondaria ha dimostrato che per gli studenti la transizione interessa maggiormente il livello socio-emotivo e riguarda le relazioni con i pari, i livelli di autostima e le reti di sostegno esterno che possono servire come fattori di protezione. Inoltre, è stato constatato che la transizione è un periodo delicato che causa ansia negli studenti, con conseguente diminuzione di autostima, di motivazione allo studio, di frequenza scolastica e di senso di realizzazione personale.
In base all’analisi svolta da Madjar e Chohat nel 2016 negli studenti dopo una transizione scolastica viene fortemente coinvolta la loro capacità di adattamento e di risposta alle nuove aspettative dell’ambiente scolastico da una prospettiva didattica e sociale. Dalle ricerche risulta che gli studenti con maggior confidenza dell’instaurare relazioni sociali con i pari e con i docenti, hanno più probabilità di impegnarsi nei compiti accademici, in quanto meno preoccupati rispetto alla socializzazione.
Quindi è possibile assumere che, nel momento in cui gli aspetti sociali diventano preminenti e stimolanti subito dopo una transizione, gli studenti più fiduciosi nell’affrontare queste situazioni sapranno adattarsi in modo migliore in altri campi, al contrario, per coloro che presentano insicurezze nelle capacità sociali, gli sforzi per ottenere e mantenere queste relazioni possono portare a una diminuzione nell’impegno didattico (Lucchesi, 2018, p. 82).
Un altro fattore importante che può consentire di dedurre il successo di transizione scolastica è l’influenza della famiglia.
Diversi studi affermano che la difficoltà di transizione, ad un livello di istruzione superiore, è maggiore per gli studenti provenienti da famiglie in condizioni di povertà o appartenenti a minoranze etniche, in particolare nei casi in cui i ragazzi non siano supportati dalla famiglia nelle difficoltà scolastiche (Anderson et al., 2000; Newman et al., 2000; Topping, 2011 citati in Lucchesi, 2018, p. 83). Esistono tre forme di supporto educativo che i genitori possono mettere in atto nei confronti della scuola dei propri figli: il loro livello d’interesse e partecipazione al processo di scolarizzazione, la misura in cui riescono a integrare il processo di apprendimento del figlio con attività educative e il grado in cui parlano con i figli di argomenti inerenti alla scuola (Rice, 1997 citato in Lucchesi, 2018, p. 83).
Lo studio di Pietsh e Stubble del 2007 ha constatato che i ragazzi provenienti da famiglie più istruite hanno più probabilità di affrontare una transizione scolastica in modo funzionale, all’opposto dei figli provenienti da famiglie con status socioeconomico inferiore, i quali hanno minori probabilità di successo (Lucchesi, 2018, p. 83).
Inoltre, è stato messo in luce il ruolo prevalente delle madri nei risultati accademici, esse risultano, infatti, essere menzionate più spesso dagli studenti tra le persone supportive nelle fasi di transizione (Newman et al., 2000, citato in Lucchesi, 2018, p. 83).
Diversi studi recenti hanno riscontrato la forte influenza dei pari nelle transizioni scolastiche e il conseguente successo formativo. In particolare, nel passaggio dalla scuola secondaria di primo grado alla secondaria di secondo grado, il rapporto con i pari assume un’importanza determinante in...
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