Master di I livello "Infermieristica forense"
La procedura obbligatoria di mediazione finalizzata alla conciliazione nelle controversie civili di risarcimento del danno da "responsabilità medica"
Prof. Leonardo Bugiolacchi
I principali reati a carico dell’infermiere
Tutor: Dott.ssa Fabiola Orlandi
Candidata: Flavia Calò
Matricola: 089869
Data: 14/02/2024
Indice
- Introduzione....................................................................3
- Capitolo 1. Il reato..........................................................6
- 1.1 Discriminanti....................................................................................8
- Capitolo 2. I principali reati a carico degli infermieri........................................................................................ 10
- 2.1 L’esercizio abusivo della professione................................................10
- 2.3 La somministrazione di farmaci guasti o imperfetti...........................11
- 2.4 Omicidio colposo.............................................................................11
- 2.5 Rivelazione del segreto professionale – Rivelazione di segreto d’ufficio............................................................................................................ 12
- Bibliografia....................................................................14
Introduzione
A partire dagli anni Novanta, per effetto di una serie di provvedimenti legislativi, sono radicalmente mutati gli aspetti essenziali delle professioni sanitarie, anche sulla spinta di sempre maggiori richieste da parte delle figure professionali coinvolte. È infatti definitivamente tramontata la figura dell’ausiliario, risultando in tal modo superata la suddivisione anacronistica delle professioni sanitarie tra principali (medico, veterinario, farmacista e odontoiatra) e ausiliarie (infermiere, assistente sanitario, ostetrica).
Nello specifico, per la professione infermieristica le novità di portata storica sono rappresentate dall’emanazione del profilo professionale, dall’abrogazione del mansionario e dalla riforma del ciclo di studi con introduzione dei corsi di laurea e dei corsi di formazione post-base. A seguito di queste riforme l’infermiere ha definitivamente abbandonato il ruolo di sanitario ausiliario, che lo aveva confinato in una posizione subalterna e deresponsabilizzata, e viene liberato dai vincoli restrittivi e riduttivi indicati dal mansionario.
In passato, la funzione del personale infermieristico consisteva nel fornire ausilio al medico, su sua richiesta e indicazione, nella cura del paziente e le attività che l’infermiere era autorizzato a compiere erano elencate in modo rigido e tassativo nel mansionario. Egli, altro non era che un mero esecutore di compiti affidatigli da altri e inseriti in un processo non proprio, basato su conoscenze trasmesse da altri e per la sola parte da questi ritenuta necessaria.
Il rinnovamento e l’evoluzione della professione infermieristica hanno inizio con l’emanazione del relativo profilo professionale, approvato con decreto ministeriale 14 settembre 1994, n. 739, in cui l’infermiere è definito come il responsabile dell’assistenza generale infermieristica, che comprende attività di prevenzione, cura, palliazione e riabilitazione. Nell’esercizio di tali attività si riscontrano, così, due livelli operativi: uno autonomo derivante dalle nuove competenze assegnate e uno collaborante con la figura del medico.
Un ulteriore passo avanti nel riconoscimento della figura professionale dell’infermiere è rappresentato dalla legge 26 febbraio 1999, n. 42 che ha soppresso la definizione di ausiliario e ha espressamente abrogato il mansionario. Il vecchio mansionario viene sostituito da tre criteri guida: il profilo professionale, la formazione ricevuta attraverso i corsi di base e post-base e il codice deontologico.
Risulta, inoltre, fondamentale la legge 10 agosto 2000, n. 251, che oltre a prevedere l’istituzione della dirigenza infermieristica, ribadisce ancora meglio il carattere di autonomia, attraverso il riconoscimento alla categoria della funzione di pianificazione in ordine agli obiettivi di assistenza, e dunque l’organizzazione della propria attività, che rappresenta una conquista di non scarso rilievo.
Contestualmente all’evoluzione della figura professionale sono stati attivati in ambito universitario specifici corsi di laurea e post-laurea (master) con lo scopo di assicurare al ‘nuovo infermiere’ l’adeguata preparazione. Il risultato del lungo processo normativo iniziato a partire dagli anni Novanta consegna agli infermieri la responsabilità del processo assistenziale, riconosce l’autonomia decisionale, richiede competenza e capacità di lavoro interdisciplinare.
L’infermiere è oggi responsabile dell’assistenza generale infermieristica che lui stesso decide di assicurare di volta in volta alla persona, attivando quegli interventi assistenziali che la situazione concreta richiede: in altri termini, la tipologia degli interventi assistenziali non è imposta da una fonte esterna (com’era il mansionario), ma è decisa in via autonoma dall’infermiere.
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