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INDICE

INTRODUZIONE………………………………………………………….........3

CAPITOLO 1 DOMINIQUE FERNANDEZ, VITA E OPERE

1.1 La vita di Dominique Fernandez………………………………………………6

1.2 Porfirio et Constance: Dominique Fernandez e il suo rapporto con il padre..…7

1.3 La psicanalisi………………………………………………………………...17

1.4 Le roman familial e la figura della madre……………………………………20

1.5 L’omosessualità……………………………………………………………..23

1.6 L’Italia………………………………………………………………………27

1.6.1 La letteratura italiana…………………………………………………28

1.6.2 I personaggi italiani……………………………………………………29

1.7 Napoli…………………………………………………………………...…...30

CAPITOLO 2 LA STORIA DEI CASTRATI

2.1 Castrati: mito e morale……………………………………………………….39

2.2 Nascita, successo e declino…………………………………………………..44

2.3 La voce perfetta di un corpo maschile mutilato………………………………48

2.4 Il palcoscenico dei castrati…………………………………………………...50

2.5 I castrati, vittime della categorizzazione dei Lumi…………………………...52

1

CAPITOLO 3 PORPORINO OU LES MYSTÈRES DE NAPLES

3.1 Nota del curatore…………………………………………………………….56

3.2 San Donato…………………………………………………………………..58

3.3 Les Pauvres de Jésus-Christ………………………………………………….60

3.4 Naples…………………………………………………………………….....63

3.5 Porporino ou les mystères de Naples tra due culture………………………...67

CONCLUSIONE…………………………………………………………….....77

BIBLIOGRAFIA………………………………………………………………79

2

INTRODUZIONE l’analisi del libro

Il presente lavoro di tesi ha come obiettivo Porporino ou

les mystères de Naples, pubblicato il 3 settembre 1974. Nello specifico viene

mostrato come diversi livelli di cultura possano coesistere ed interagire tra loro.

Nello specifico, in Porporino ou les mystères de Naples, possiamo osservare il

percorso biografico di Vincenzo del Prato, successivamente chiamato Porporino,

al termine del quale il protagonista rifletterà sulla sua identità e sulla sua funzione,

evocando diversi aspetti, che si fondono tra loro.

Porporino, allievo della scuola dei castrati dei Poveri di Gesù Cristo a

Napoli, trascorre la sua infanzia a San Donato, un villaggio di campagna segnato

da un’estrema povertà e da credenze e costumi arcaici. La civiltà alla quale

appartiene per le sue origini costituisce il substrato degli altri stadi della sua

elaborazione mentale e culturale.

integrate culture di diversa “natura”: popolare, da un lato,

Nel racconto sono

“alta” dall’altro. Sebbene appartengano ad ambiti diversi, sono entrambe legittime

nel testo e degne di esprimersi. Se il narratore è inizialmente istruito da quella più

“arcaica”, ha saputo in seguito ottenere grandi profitti dall’insegnamento della

cultura “alta”, fornitagli dalle istituzioni napoletane che gli hanno assicurato una

della storia, dei miti dell’antichità,

degna istruzione: conoscenza della letteratura,

ma anche della grande musica del suo tempo, conoscenza che ha sviluppato grazie

alla frequentazione di saloni, di personaggi colti ed eruditi della nobiltà napoletana

e di personalità di passaggio come il giovane Mozart.

Eliminare la cultura popolare a favore di uso esclusivo di quella “alta”

significare senza dubbio perdere la veridicità della rappresentazione di questi

giovani castrati venduti dai loro genitori a delle istituzioni musicali napoletane e

che, una volta strappati dalla miseria del loro nucleo familiare, erano ancora

imbevuti delle credenze arcaiche del loro villaggio natale, di cui Porporino non

smise di servirsene per comprendere il mondo e pensare al suo stato.

3

Questa tensione tra due culture, questa compresenza rivela un profondo

desiderio dell’uomo all’unità, un desiderio di congiungere nella profondità di se

stesso tutte le divisioni duali, tutte le necessità selettive e quindi invalidanti, un

che altera e uccide. Un’eternità

desiderio di eternità, di non soccombere al tempo

che si prova a conquistare con la castrazione che rende immutabile nel tempo la

giovinezza di una voce. Una nuova espressione del mito greco dell’androgino si

riflette nelle pratiche arcaiche di San Donato e nel ruolo importante dei castrati nel

mondo dell’opera lirica. Un’aspirazione alla totalità indivisa dei sessi stabilisce

una parentela misteriosa tra le cerimonie dell’opera e i costumi osservati dal

giovane Porporino nel suo villaggio natale alle tradizioni secolari.

E da questo punto di vista, Napoli gioca un ruolo cruciale nella

comprensione profonda di tal fenomeno. Non costituisce solamente il quadro

splendido di un’azione appassionante, non è semplicemente la città dove si è

sviluppato questo fenomeno, ma è anche il luogo privilegiato dove può essere

chiarito il mistero di questo profondo desiderio di unità, di eternità e di assoluto

che anima l’umanità da secoli.

Napoli è un crogiuolo di culture e, come la configurazione stessa del suo

urbanismo rende visibile, una sovrapposizione di differenti strati culturali, dai più

arcaici e pagani, dai più sedimentari, ai più innovativi e prossimi all’epoca in cui

vive Porporino.

Il lavoro sarà realizzato attraverso una suddivisione in tre capitoli.

Nel primo capitolo si analizzano la vita e le opere di Dominique Fernandez.

Viene preso in esame l’universo familiare nel quale è cresciuto che si rileva di

un’importanza primordiale per la comprensione della sua vita, della sua vocazione

di scrittore e della sua opera. Si analizza la figura assente del padre e quella

autoritaria che hanno la loro corrispondenza nel romanzo; e la sua omosessualità,

che introduce quella tensione sopracitata e che trova nel castrato il suo maggior

esponente. Nel secondo capitolo approfondiamo il tema dei castrati, partendo dalle

motivazioni che hanno spinto Dominique Fernandez a ricercare il motivo della loro

esistenza e le ragioni della loro scomparsa. È importante conoscere il periodo

4

storico in cui questo fenomeno si sviluppa e le conseguenze che ne derivano, tra

cui l’indeterminatezza del genere che provoca in Porporino una crisi interiore

generata dalla ricerca personale d’identità. Nel terzo capitolo si arriva nello

specifico all’oggetto della tesi. Viene analizzata l’opera di Dominique Fernandez,

Porporino ou les mystères de Naples. Si parte dalla spiegazione della trama, dei

personaggi, fino ad arrivare allo stile, alle tematiche e all’intenzione dell’autore.

L’obiettivo di questo capitolo è quello di fornire un’analisi accurata delle culture

che vengono integrate nel racconto e come coesistono ed interagiscono tra loro.

L’elaborato, in questo modo, mira ad esaminare la tensione che scaturisce

culture nell’interno

tra due del romanzo, in quello della società napoletana e nei

riguardi dei giovani castrati. 5

1 Dominique Fernandez, vita e opere.

1.1 La vita di Dominique Fernandez “mère

Dominique Fernandez nacque a Parigi nel 1929, da una auvergnate

et janséniste” 1 , Liliane Chomette, professoressa di lettere, nata a Saint-Anthème

il 1 aprile 1901, e morta a Parigi il 17 maggio 1985 e da un “père

(Puy-de-Dȏme)

sensuel et dissipé”

2 , Ramon Fernandez, scrittore francese di origine messicana e

3

collaborazionista , al quale dedica nel 2009 il suo libro Ramon. Durante il suo

all’“Académie Dominique Fernandez

discorso di insediamento française”, tiene

un’accorata difesa del padre, la cui reputazione fu compromessa dalla

collaborazione con il regime di Pétain. Presto la coppia si separa e Fernandez

apprende a vivere una doppia vita. Durante la guerra, trascorre la settimana con la

”4

madre “gaulliste e visita la domenica il padre “collaborateur” 5 , con il quale

6

giocava a bridge senza avere il coraggio di parlargli .

Allievo del liceo Buffon, successivamente entra al secondo anno di

preparazione al concorso per le “Grands Ècoles” di indirizzo letterario al

prestigioso liceo Louis-le-Grand (studiando con impegno il greco e il latino) che

dell’École

apre le porte Normale Supérieure (classe 1950).

Ottenuta “l’agrégation d’Italien” (concorso pubblico del Ministero della

Pubblica Istruzione) nel 1955, viene nominato, due anni più tardi, professore

all’Istituto francese di Napoli. I suoi corsi sono sospesi dalle autorità francesi dopo

lo scandalo di una conferenza dedicata al comunismo e all’erotismo di Roger

Vailland. Nel 1968 è nominato professore di italiano all’università di Rennes.

1 Jérôme Garcin, Dictionnaire amoureux des écrivains contemporains de langue français par eux-mêmes,

“FERNANDEZ Dominique”, p. 220.

Mille et Une Nuits, Paris, 2004,

2 Ivi, p. 221. Du père à l’épée, “Libération”, 12 dicembre 2007.

3 Édouard Launet,

Ezine, “Les Nouvelles Littéraires”, 25 novembre 1974. (Introduzione a

4 Jean-Louis Porporino ou les

mystères de Naples, Grasset, Paris, 2005.)

5 Ibidem.

Intervista rilasciata da Antoine Perraud, “Télérama”, n°2144, 13 febbraio 1991. Dominique Fernandez

6

confessa a proposito dei suoi rapporti con il padre: “Mon père ne s’intéressait pas aux enfants. Il portait

son attention sur les gens accomplis, avec une tête déjà faite. Il me regardait à peine. Je ne comptais

vraiment pas pour lui, à part pour jouer au bridge de temps à autre”.

6

Dominique Fernandez trascorre le sue giornate dividendosi tra il suo lavoro

di professore di letteratura italiana, e la redazione dei suoi libri e dei suoi articoli

“La – –, “L’Express”,

per Quinzaine littéraire” in qualità di italianista la rivista

svizzera d’arte e cultura “Artpassions” “Le

e Nouvel Observateur”. L’écorce des

Nel 1959, anno della pubblicazione del suo primo romanzo,

pierres, inizia la sua collaborazione con Bernard Privat per le edizioni Grasset. Nel

L’Échec

1968 ottiene il titolo di Dottore di ricerca in Lettere con la tesi de Pavese.

Nel 1974, riceve il Premio Médicis per Porporino ou les Mystères de

Naples. Nel 1982, per il suo romanzo basato sulla vita di Pasolini, Dans la main

de l’ange, ottiene il Prix Goncourt, il più prestigioso dei premi letterari in Francia.

membro del comitato d’onore della

Diviene anche Maison Internationale des

Poètes et des Écrivains di Saint-Malo.

L’8 marzo 2007, a anni, viene eletto all’Académie française

settantasette

nel seggio rimasto vuoto dopo il decesso del professor Jean Bernard. Fu accolto

“Le il 9 marzo

sotto la Cupola il 13 dicembre 2007 da Pierre-Jeans Rémy. Monde”,

2007, scrive:

Auteur prolifique (une quarantine de titres), romancier, essayiste,

polémiste, traducteur, grand voyageur, amoureux de l’Europe – passionné

par l’Italie et la Russie -, éditeur (chez Grasset, où il a publié la majorité

de ses livres), critique littéraire (aujourd’hui au “Nouvel Observateur”),

Dominique Fernandez a été elu jeudi 8 mars à l’Académie française au

fauteuil qu’occupait le professeur Jean Bernard mort le 17 avril 2006, au

7

premier tour, par 21 voix sur 31 votants.

“Le Monde”, 9 marzo 2007.

7 Josyane Savigneau, Dominique Fernandez, nouvel immortel,

7

1.2 Porfirio et Constance: Dominique Fernandez e il suo rapporto con il

padre Padre assente, Ramon Fernandez è il personaggio mancante nella vita di

che l’ha sempre turbato e di cui cerca di

Dominique Fernandez. Personaggio

comprendere le attitudini, di analizzarle, di fare luce. Anche nei primi romanzi

dell’autore, il problema dell’assenza del padre, di questa mancanza di un modello

maschile per gli eroi che ci dipinge è molto presente. Jean (L’Aube), ad esempio,

si lamenta e rimpiange che i contatti con il padre avvengano solo in sogno. Si

accontenta di spiare questo affascinante personaggio, di cui non parla mai, e che,

come il padre di Fernandez, appare in casa “qu’en coup de vent” 8 :

Lui, je ne le voyais jamais, ni en cas occasions ni ailleurs. Ma tante évitait

de prononcer son nom. Je ne le connaissais que par ses dépouilles qui

flottaient au séchoir de la cuisine et que j’allais, en cachette, regarger et

9

palper.

Sono resti che alimentano la sua immaginazione avida di conoscenza e

popolano i suoi sogni quotidiani con questo personaggio quasi mitico al quale

attribuisce giovinezza e charme:

Dans mes rêves, mon oncle me poursuivait. Il entrait dans ma chambre,

de ma tante. “Viens, viens, nous partirons pour

profitant du sommeil

l’autre bout du monde”. Des monnaies rutilantes ruisselaient de ses

paumes. Je fermais les yeux, j’allongeais le bras. Ma tante le saissait au

passage. Je rouvrais les yeux. Mon oncle avait disparu. Ma tante me

regardait. Je me serrais contre elle. Mon oncle, alors, nous rejoignait. Ils

se disputaient pour m’avoir. Je me réveillais en sursaut. Et la nuit

Intervista rilasciata da Jérôme Garcin, “L’Événement du Jeudi”, 9-15

8 gennaio 1992.

L’Aube,

9 Dominique Fernandez, Grasset, Paris, 2003, p. 21.

8

s’achevait, que je cherchais encore, terré sous mes couvertures, le calme

10

pour dormir.

Questo racconto ci mostra già tutte le problematiche legate al personaggio

del padre assente, la relazione mancata è immaginata dal bambino come qualcosa

di fantastico che turba la pace interiore dell’eroe. Il silenzio che si crea intorno alla

figura del padre aumenta la curiosità di Jean così come quella degli altri eroi

(David, John, Étienne, Stéphane). È la curiosità di Dominique Fernandez nei

confronti di suo padre che alimenta l’opera romanzesca dove si può vedere, punto

i suoi problemi di un’infanzia divisa

per punto, le sue preoccupazioni, i suoi dubbi,

tra l’amore per una madre che fa di tutto affinché lui sia felice e l’amore verso un

padre che non conosce bene ma che desidererebbe conoscere profondamente.

L’immagine doppia del padre non fa che accrescere questa curiosità, questo

bisogno di sapere e di comprendere:

J’ai eu 16 ans le 25 août 1944. Mes parents étaient divorcés, j’avais donc

peu vu mon père, sinon le dimanche pendant la guerre, où il offrait le

visage d’un homme très préoccupé. Je le savais prestigeux et j’en au eu la

confirmation depuis: songer qu’il n’y a pas d’essai, de correspondance, ou

de journal de l’époque qui ne le désignent comme l’un des hommes les

plus intelligents de son temps.

Mais à la Libération, il était frappé d’opprobre. Je vivais chez ma mère,

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/03 Letteratura francese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher y.petrone di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura francese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Disegni Silvia.
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