Estratto del documento

Tesi di laurea in scienza politica

Tecnocrazia e populismo nell’Europa occidentale e in Italia

Relatore Chiar.mo Prof. Davide Angelucci

Candidato Dott. Luca Putzulu

A.A. 2023/2024

Indice

  • Introduzione .................................................................................................................................................... 2
  • Capitolo primo ................................................................................................................................................. 4
  • Tecnocrazia e populismo ................................................................................................................................. 4
  • Un inquadramento generale ......................................................................................................................... 4
  • 1. La democrazia: il potere del popolo ...................................................................................................................... 6
  • 2. Populismo e sovranismo .....................................................................................................................................12
  • 2.1 Il populismo ..........................................................................................................................................................14
  • 2.2 Il sovranismo ..................................................................................................................................................19
  • 3. La tecnocrazia ....................................................................................................................................................25
  • 4. Lo strumento: i partiti ........................................................................................................................................33
  • Capitolo secondo ........................................................................................................................................... 43
  • Il contesto dell’Europa occidentale ........................................................................................................... 43
  • 1. La crisi delle istituzioni e del processo di integrazione .........................................................................................43
  • 2. Il deficit democratico .........................................................................................................................................52
  • 3. L’esperienza francese ..........................................................................................................................................58
  • Capitolo terzo ................................................................................................................................................ 65
  • L’Italia: la terra promessa per populismo e tecnocrazia ......................................................................... 65
  • 1. Il crollo dello status quo ...................................................................................................................................65
  • 2. Il ventennio di Silvio Berlusconi e Forza Italia ....................................................................................................69
  • 3. Il caos dei governi tecnici ................................................................................................................................74
  • 4. Il cambio di rotta della Lega ...............................................................................................................................81
  • 5. L’exploit del Movimento 5 Stelle .........................................................................................................................85
  • 6. Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia ........................................................................................................................90
  • Conclusioni ..................................................................................................................................................... 95
  • Bibliografia ...................................................................................................................................................103

Introduzione

Il presente lavoro di tesi si propone l’obiettivo di trattare fenomeni complessi come la tecnocrazia e il populismo, analizzandoli in modo da allontanarli dall’astrattezza che li contraddistingue e calarli in un contesto più pratico.

Lo scritto è orientato a facilitare la comprensione, lungi dal voler essere un manuale didattico, di fenomeni che sono quanto mai attuali, ed è proprio sotto questa luce che lo scrivente analizzerà populismo e tecnocrazia.

Perché se è vero che tutti i lettori avranno senz’altro sentito questi termini, oppure hanno saputo dell’esistenza di un Governo guidato da Mario Draghi e che questo viene definito “tecnico” soprattutto dai mass-media, è vero anche che gli stessi lettori non sono probabilmente a conoscenza di cosa si nasconde, dal punto di vista teorico, dietro queste semplici parole.

Dunque l’obiettivo sarà quello di rispondere a domande come “cosa è un governo tecnico e perché viene chiamato così?” – “quando si può dire che un atteggiamento o un partito sono populisti?” – ancora – “cosa è il sovranismo?”.

Tutta questa analisi verrà svolta, senza ambizione di completezza ed esaustività, all’interno della cornice definitoria posta dal primo capitolo, dove si dirà cosa è la democrazia -che poi è il cardine attorno al quale questi fenomeni ruotano poiché ognuno di loro si accinge a proporsi, appena ne ha l’occasione, quale baluardo della democrazia stessa e del popolo- e da cosa questa è minacciata.

Verrà anche introdotta una breve analisi sul ruolo che i partiti politici hanno e avranno nello sviluppo di questi fenomeni.

Si tenterà di definire, dunque, la cornice tecnico-teorica all’interno della quale si svilupperanno i successivi due capitoli che avranno ad oggetto esperienze pratiche e casi di attualità della politica contemporanea che rappresentano fulgidi esempi di tecnocrazia e populismo.

Il lavoro si concluderà con un’analisi di fenomeni politici specifici che hanno coinvolto l’Italia degli ultimi decenni, fino all’attuale Governo della prima donna alla Presidenza del Consiglio: Giorgia Meloni. 3

Capitolo primo

Tecnocrazia e populismo. Un inquadramento generale

Il capitolo di apertura del presente lavoro di tesi si propone di fornire un’introduzione approfondita ai temi del populismo e della tecnocrazia, analizzando in modo critico le definizioni scientifico-politiche di concetti chiave come “tecnocrazia”, “populismo” e “sovranismo”.

È essenziale comprendere non solo il significato di questi termini, ma anche come interagiscono e si influenzano reciprocamente nel contesto politico contemporaneo.

Dopo aver chiarito queste definizioni, il capitolo proseguirà con un’analisi delle origini e degli sviluppi storici di queste manifestazioni, esaminando i fattori che hanno contribuito alla loro emergenza e al modo in cui hanno complicato la vita democratica in generale.

Un aspetto centrale da considerare è come queste dinamiche, nate in risposta a specifiche condizioni sociopolitiche, abbiano generato sfide significative per le istituzioni democratiche. L'interazione tra tecnocrazia e populismo, ad esempio, ha portato a un crescente scetticismo nei confronti delle élite politiche e a una domanda di maggiore partecipazione da parte dei cittadini. Questo capitolo esplorerà queste relazioni, illustrando come esse abbiano alimentato tensioni all'interno delle democrazie moderne.

Infine, l'attenzione si sposterà sul ruolo dei partiti politici nello sviluppo di tali fenomeni, ponendo interrogativi critici riguardo alla loro capacità di affrontare la crisi della democrazia. In particolare, si cercherà di capire se i partiti possano essere considerati come una parte della soluzione o se, al contrario, siano stati loro stessi a contribuire al deterioramento della fiducia nelle istituzioni. Questo capitolo lascerà dunque in sospeso una questione cruciale: “La soluzione al problema della crisi della democrazia può essere identificata nei partiti stessi?” 5

1. La democrazia: il potere del popolo

Il termine democrazia è polisemico, multiforme, soggettivo e interdisciplinare.

Nella storia dell’uomo si sono avuti molteplici esempi di stati democratici: noi oggi definiamo le nostre nazioni come tali, ma anche alla Repubblica romana, all'epoca, era attribuita la stessa natura.

Ecco, allora, affiorare la relatività della democrazia.

Il termine, invero, ha un significato suo proprio che deriva dal greco antico: ovvero popolo, e potere, δῆμος, κράτος, dunque “potere del popolo”. 1

L’unica granitica certezza riferita al concetto di democrazia è costituita dalla sua origine terminologica, ma per il resto tale nozione solleva interrogativi riguardo al significato reale del termine. Infatti, definendo etimologicamente la democrazia come il "governo del popolo", si sposta il baricentro del problema definitorio sulle astrazioni di "popolo" e "governo". Che cosa si intende, quindi, con “popolo” e quando si può dire che quest’ultimo eserciti il “governo”? 2.

Da tale prospettiva, la definizione di democrazia si complica ulteriormente, richiedendo un'analisi approfondita di tali concetti, altrettanto complessi. La locuzione "governo del popolo" evoca solo apparentemente un concetto semplice, dietro al quale, in realtà, sono celate molte ambiguità.

Il punto focale, essenzialmente, attiene alla definizione di "popolo", facendo con essa riferimento agli individui che ne fanno parte e lo compongono, alla forma di governo che, di volta in volta, gli viene attribuita e a come il popolo esercita concretamente il suo potere.

È indubbiamente meno complessa la definizione assegnata al termine "governo" 3. Questo, come si evince dall’etimologia stessa della parola, si riferisce all’atto di dirigere e guidare. In ambito giuridico il concetto esprime il potere esercitato dallo Stato-comunità con lo scopo di gestire la cosa pubblica: si tratta di quella sovranità popolare che si manifesta attraverso l’assunzione di decisioni condivise o, quantomeno, fondamentali per l'interesse della comunità.

Il problema cardine, ha, però, ad oggetto la definizione di "popolo", in quanto non se ne rinviene una nozione uniforme all'interno dei diversi modelli democratici 4.

Ogni sistema, infatti, attribuisce un significato differente ai concetti di partecipazione e inclusione, rivolgendosi a gruppi di individui non omogenei.

Nella democrazia rappresentativa e in quella diretta il "popolo" viene, generalmente, inteso come l'insieme dei cittadini residenti che sono in grado di esercitare i propri diritti politici 5. Invece, nelle forme di democrazia partecipativa e deliberativa, che hanno il dichiarato obiettivo di allargare la partecipazione, si va oltre la semplice appartenenza formale alla cittadinanza. Da ciò si deduce come il concetto di popolo possa spaziare da un'interpretazione ristretta, che include solo i cittadini e i soggetti equiparati, fino ad una visione più ampia, che abbraccia i residenti e tutte le persone interessate, anche se non qualificate giuridicamente, all'adozione delle decisioni pubbliche.

La democrazia, dunque, è una forma di organizzazione statale in cui la sovranità 6, pur con diverse modalità e limitazioni, ha origine e si manifesta attraverso il popolo.

F. Mercadante, Popolo (fil. dir.), in Enc. dir., Milano, 1985. 4

R. Bin – G. Pitruzzella, Diritto Costituzionale, Torino, 2016. 5

F. Mancuso, La legittimità della democrazia. Una nota di lettura, in Materiali per una storia della cultura giuridica, 2018. 6

Ed è proprio dal concetto di sovranità, e della sua relazione con il popolo, che si prenderanno le mosse per il prosieguo del lavoro.

In primis, è essenziale effettuare una breve digressione sul concetto di sovranità dal punto di vista storico-giuridico, ciò esclusivamente per dare uniformità al termine all’interno del presente lavoro di tesi.

Il concetto di sovranità è strettamente connesso alla formazione dello Stato moderno in Europa.

La sua origine si colloca nel periodo di disgregazione del sistema feudale, tra il XIV e il XV secolo, quando città e signori iniziarono a rivendicare il monopolio dell'uso della forza per governare i territori sotto il loro controllo 7. In questo contesto il potere statale si consolidava come unica autorità legittima per gestire i rapporti tra i cittadini.

Al contrario, l'idea di “sovranità popolare” emerge più tardi attraverso le teorie politiche di John Locke nel XVII 8 secolo e di Jean-Jacques Rousseau nel XVIII secolo.

Questa concezione trova la sua prima attuazione politica con la Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti del 1776, seguita, poi, dalla Rivoluzione francese, che interpretano i principi della sovranità del popolo come determinazione diretta dello stesso sulla vita pubblica.

A. Padoa-Schioppa, Storia del diritto in Europa, Milano, 2016. 7

Esposte rispettivamente nelle opere: “Two Treatises of Governmente” e “Il Contratto Sociale”. 8

Ancora, il termine "sovranità”, giuridicamente inteso, assume significati diversi a seconda del contesto: nell'ordinamento interno indica l'indipendenza e l'originalità di un sistema giuridico che non deve la sua validità ad un'autorità superiore, ma diviene la base per leggi e norme secondarie; in ambito internazionale, invece, la sovranità esprime la piena autonomia di uno Stato nel diritto internazionale, sancendo la sua capacità di agire liberamente sulla scena globale 9.

Da tali definizioni si evidenzia il polimorfismo e il relativismo del termine “sovranità” che, come visto, può avere diverse accezioni in base al contesto nel quale viene utilizzato.

In ultima analisi, se la democrazia è sovranità del popolo, e se la sovranità è lasciare che le decisioni, complessivamente intese, siano prese dal popolo, allora in definitiva la democrazia è l’esercizio del potere di autodeterminazione da parte del popolo stesso, senza nessun soggetto a sé sovraordinato 10. È chiaro, tuttavia, come questa definizione non sia calabile nel moderno stato di diritto. Oggi, infatti, la democrazia è intesa, piuttosto, come corrispondenza ai desideri del popolo, ma sempre garantendo il rispetto dei diritti fondamentali.

Uno Stato può essere definito autenticamente democratico solo quando, oltre a seguire la regola della maggioranza, assicura la protezione di determinati interessi considerati essenziali, sia in ambito politico che sociale 11. Questo equilibrio, che rappresenta l'essenza della democrazia, è anche il principio ispiratore della Costituzione italiana 12.

Tuttavia, il principale nodo critico del sistema democratico contemporaneo non è tanto il mantenimento dell’equilibrio tra volontà della maggioranza e diritti fondamentali, quanto piuttosto la crisi del modello rappresentativo, ossia la difficoltà di ottenere quel consenso popolare necessario ad esercitare compiutamente la democrazia, che i partiti tradizionali sembrano incapaci di attrarre 13.

P. Biscaretti Di Ruffìa, Democrazia, in Enc. dir., Milano, 1964. 10

O. Chessa, La democrazia maggioritaria nell’interpretazione costituzionale della forma di governo, in Dir. pubbl., 2004. 11

A. Morrone, Governo, opposizione e democrazia maggioritaria, Bologna, 2003. 12

In questo contesto, che sarà oggetto specifico dei paragrafi che seguono, la soluzione potrebbe rinvenirsi nella democrazia stessa che, grazie alla sua capacità di trasformarsi e adattarsi, può essere in grado di offrire gli strumenti necessari per riconquistare il consenso e rigenerare il sistema rappresentativo, restituendo vitalità ad un modello che sembra aver perso la sua “vis attractiva” originaria. È opportuno dar conto, però, che in dottrina alcuni autori dubitano che la democrazia abbia la forza e le risorse per rigenerarsi. 14

2. Populismo e sovranismo

“Quando sono d’accordo con le opinioni ragionevoli del popolo, quelle sono popolari. Quando non sono d’accordo, allora quelle sono populiste.” Emblematica frase del politologo francese Jean Leca su cosa sia il populismo.

Una vox populi che non sempre ha tutte le ragioni e tutte le soluzioni,

N. Urbinati, Dalla democrazia dei partiti al plebiscito dell’audience, in Parolechiave, 2012. 13

V. tra tanti: C. Crouch, Postdemocrazia, Bari, 2003; P. Rosanvallon, La controdemocrazia. La politica nell’era della sfiducia, Roma, 2012; D. Runciman, Come finisce la democrazia, Torino, 2019. 14

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LUk09A di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Unitelma Sapienza di Roma o del prof Angelucci Davide.
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