DIPARTIMENTO DI SCIENZE POLITICHE E SOCIALI
CORSO DI LAUREA IN
SCIENZE POLITICHE, SOCIALI E INTERNAZIONALI
POLITICHE MIGRATORIE IN ITALIA:
L’ASIMMETRIA TRA FRAMING SECURITARIO E
NECESSITÀ DEMOGRAFICO-OCCUPAZIONALI.
Tesi di laurea in Analisi delle Politiche Pubbliche
Relatore Presentata da
Prof.ssa Stefania Profeti Emanuele Grassi
Luglio 2026
Anno Accademico 2025/2026
Occorre (…) essere diffidenti con chi cerca di convincerci con strumenti diversi dalla
ragione (…). Poiché è difficile distinguere i profeti veri dai falsi, è bene avere in sospetto
tutti i profeti: è meglio rinunciare alle verità rivelate, anche se ci esaltano per la loro
semplicità e il loro splendore, anche se le troviamo comode perché si acquistano gratis. È
meglio accontentarsi di altre verità più modeste e meno entusiasmanti, quelle che si
conquistano faticosamente, a poco a poco e senza scorciatoie, con lo studio, la discussione e
il ragionamento, e che possono essere verificate e dimostrate.
- Primo Levi
Indice
Introduzione ………………………………………………………………………………….1
Capitolo 1. Il fenomeno migratorio: la teoria del framing e la realtà strutturale legata
all’immigrazione in Italia. ....................................................................................................... 3
1.1 La Teoria del Framing: come la definizione di un problema pubblico determina le
soluzioni adottate. .................................................................................................................. 4
1.2 L’evoluzione del quadro normativo dagli anni ‘90 ad oggi ............................................. 7
1.3 Criminalità reale contro percezione di insicurezza: l’impatto dello status giuridico dei
migranti. ............................................................................................................................... 11
1.4 Il ruolo dell'immigrazione tra demografia e lavoro: l’Inverno demografico e il fabbisogno
strutturale di manodopera. ................................................................................................... 15
Capitolo 2. L’evoluzione del framing Politico dal 2018 al 2022 ......................................... 19
2.1 La comunicazione istituzionale: analisi del frame politico attraverso i programmi
elettorali. .................................................................................................................................. 19
2.2 La comunicazione informale: analisi del frame politico attraverso la comunicazione
social. ................................................................................................................................... 24
2.3 Sintesi valutativa del framing: egemonia, istituzionalizzazione e subordinazione
d’agenda ............................................................................................................................... 31
Capitolo 3. L’impatto del framing sulle politiche migratorie: asimmetrie e riproduzione
dell’emergenza........................................................................................................................ 33
3.1 La sostenibilità dei sistemi di welfare tra declino demografico e rendimento fiscale
dell’immigrazione ................................................................................................................ 33
3.2 Il policy gap strutturale: i provvedimenti di sanatoria come stabilizzazione ex post della
forza lavoro .......................................................................................................................... 36
3.3 Gli outcomes delle politiche: come il frame securitario si autoalimenta. ...................... 38
Conclusioni: perché in Italia il dibattito ignora i dati demografici e del lavoro in favore
di quelli emergenziali. ............................................................................................................ 40
Bibliografia.............................................................................................................................. 43
Introduzione:
Il dibattito pubblico italiano intorno al fenomeno migratorio ha subito una rilevante evoluzione
nel corso degli ultimi trent'anni, passando da una posizione di relativa marginalità a pilastro
fondamentale, e risorsa elettoralmente remunerativa, della narrazione politica, in particolare
per i partiti della destra identitaria. Si tratta di una tendenza non circoscritta alla penisola, ma
che è in atto in gran parte del contesto occidentale, dall’Europa agli Stati Uniti. Di fronte a
questa centralità, sorge spontaneo domandarsi in che misura la rappresentazione politica
dell'immigrazione rispecchi l’effettiva realtà del fenomeno o se, al contrario, ci si trovi dinanzi
a una costruzione narrativa funzionale alla ricerca del consenso, che rischia di trascurare le
condizioni strutturali del Paese, su tutte il fabbisogno di manodopera e la crisi demografica.
L’interrogativo centrale della presente ricerca mira a indagare attraverso quali meccanismi il
framing migratorio delle principali forze politiche italiane abbia determinato la
marginalizzazione delle evidenze demografico-occupazionali, e in che misura l'egemonia del
paradigma securitario abbia influenzato la definizione delle politiche pubbliche.
Sotto il profilo metodologico, la ricerca adotta un approccio qualitativo basato sulla Teoria del
Framing, al fine di decostruire i meccanismi di rappresentazione e "inquadramento" della
questione migratoria. L’analisi comparativa si concentra sui partiti Lega, Fratelli d’Italia e
Partito Democratico, e si articola su due livelli: quello della comunicazione istituzionale,
attraverso lo studio del framing all’interno dei programmi elettorali, e quello della
comunicazione informale, mediante l’analisi della narrativa adottata dai leader di partito sui
social network. La scelta metodologica di integrare la comunicazione social accanto a quella
istituzionale trova la sua giustificazione nel fatto che, poiché la prima offre prospettive
focalizzate prevalentemente sulle proposte di policy dei singoli partiti, una sua omissione
comporterebbe il rischio di non considerare quella componente emotiva e di costruzione
identitaria di cui spesso il tema migratorio è oggetto. Il perimetro temporale della ricerca
abbraccia l’ultimo decennio, mentre l’analisi del framing viene condotta in corrispondenza
delle tornate elettorali del 2018 e del 2022. Tale delimitazione garantisce l’omogeneità delle
unità di analisi, essendo queste ultime le sole prodotte sotto il medesimo sistema elettorale
(Rosatellum). I risultati dell’analisi vengono, infine, incrociati con una disamina dei dati
statistici (ISTAT/EUROSTAT/Ministero dell’Interno...) legati a flussi, demografia e
occupazione, per indagare l’eventuale divergenza tra la realtà empirica e la sua narrazione
politica. 1
Nel Capitolo 1 verrà introdotta la Teoria del Framing, ripercorrendo l’evoluzione del quadro
normativo dagli anni ‘90 fino ad oggi, e verrà analizzato il “quadro empirico” del problema
nelle politiche migratorie in Italia, che il seguente elaborato individua nel fabbisogno strutturale
di manodopera e nella crisi demografica. Inoltre, verrà indagato il legame tra criminalità e
immigrazione, per comprendere se e in che misura il frame securitario tragga la sua fondatezza
dall’evidenza empirica. Nel Capitolo 2, dopo una breve descrizione della narrazione della
questione migratoria prima del 2018, si traccerà l’evoluzione del framing attraverso la
comparazione dei programmi elettorali e della comunicazione social di FdI, Lega e PD nelle
ultime due tornate elettorali (2018-2022). Contestualmente, si tenterà di indagare se il Partito
Democratico, pur storicamente incline a inquadrare l'immigrazione come una risorsa (secondo
il modello dell’integrazione ragionevole), abbia progressivamente adottato una retorica più
critica, in un tentativo strategico di arginare l'egemonia della destra sul tema. Nel Capitolo 3
l’analisi si focalizzerà sul concetto di policy gap, interpretato come la discrepanza tra retorica
utilizzata e prassi risultante dal framing adottato. Si cercherà di chiarire come l’inquadramento
securitario del fenomeno generi una tensione difficilmente conciliabile con le necessità del
sistema-paese, costringendo i governi a ricorrere alla pratica delle sanatorie e a regolarizzazioni
massicce per soddisfare le esigenze del mercato del lavoro, senza tuttavia smentire la
narrazione della chiusura. Verranno inoltre esaminati i meccanismi attraverso i quali il frame
securitario tende a riprodursi e ad auto-legittimarsi. L’elaborato si concluderà analizzando i
motivi per i quali la politica tenda a privilegiare sistematicamente la dimensione emergenziale,
subordinando i dati demografico-occupazionali alla tenuta del consenso narrativo.
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Capitolo 1. Il fenomeno migratorio: la teoria del framing e la realtà strutturale legata
all’immigrazione in Italia.
Per comprendere la rilevanza assunta dal fenomeno migratorio negli ultimi trentacinque anni,
è prioritario osservare l’entità della sua evoluzione quantitativa: a livello globale, il numero di
migranti internazionali è quasi raddoppiato, passando dai 153,9 milioni del 1990 ai circa 304
milioni del 2024. Se si circoscrive l’osservazione del dato all’Europa, si nota un trend del tutto
analogo, sebbene proporzionalmente meno accentuato, con uno stock che è passato dai 51,5
milioni del 1990 ai 94,1 milioni del 2024. In Italia, gli effetti di quella che sembra essere una
tendenza globale risultano decisamente più marcati: nello stesso arco temporale, il volume della
popolazione nata all’estero è passato da circa 1,5 milioni a 6,6 milioni (Migr. Data Portal),
evidenziando una trasformazione del tessuto sociale nazionale più accelerata rispetto alla media
mondiale. Tuttavia, se si rapporta il numero di stranieri alla popolazione totale, ci si accorge
che l’Italia è solamente quindicesima tra gli stati UE per incidenza della popolazione straniera
sul totale (EUROSTAT, 2023): questa considerazione è fondamentale per dedurre che, molto
spesso, l’evidenza statistica non si traduce necessariamente nella comprensione del fenomeno
nel dibattito pubblico. Infatti, nonostante i dati suggeriscano che ci si trovi di fronte a un
fenomeno apparentemente strutturale, la narrazione politica relativa all’immigrazione non ha
sempre rispecchiato questa evidenza, proponendo interpretazioni che nel tempo hanno
enfatizzato certi aspetti del problema piuttosto che altri, indirizzando inevitabilmente
l’opinione pubblica.
Concentrando l’attenzione su quest’ultima, si possono notare significative variazioni nella
considerazione dell’immigrazione quale tema prioritario degli italiani nel corso degli anni, non
sempre corrisposte da variazioni in termini reali del fenomeno. Fino al 2008, data in cui è stato
condotto un sondaggio da parte di Ipr Marketing, l’immigrazione occupava una posizione
molto bassa tra le priorità degli italiani (solo i 22% del campione la giudicò rilevante), per poi,
10 anni dopo, attestarsi al primo posto, indicata come priorità dal 71% del campione del
sondaggio dell’Eurobarometro, davanti a sviluppo economico e disoccupazione (Commissione
Europea, 2018). Più recentemente, i dati dell’Eurobarometro del 2025 mostrano una nuova
inversione, con il tema migratorio che cede il passo a istanze legate a inflazione e sicurezza
internazionale (Commissione Europea, 2025). Di fronte a tale instabilità della percezione
pubblica, emerge l'esigenza di indagare i meccanismi attraverso cui la comunicazione politica
costruisce e impone specifici significati alla realtà. A tal fine, il presente capitolo introduce il
3
concetto di Framing, fornendo le coordinate teoriche necessarie a decostruire il discorso
pubblico sull'immigrazione e a ricostruirne l’evoluzione cronologica nel contesto italiano.
1.1 La Teoria del Framing: come la definizione di un problema pubblico determina le
soluzioni adottate.
Se si vuole analizzare una politica pubblica, limitarsi all’osservazione di una legge o una
singola decisione può rivelarsi una scelta superficiale, perché il processo che porta alla nascita
di una politica pubblica parte da molto più lontano. Qualunque politica pubblica attraversa
diverse fasi (Agenda Setting, Formulazione, Decisione, Implementazione e Valutazione), per
questo la disciplina le inquadra più come processi che come singoli atti normativi, che partono
dal problema e arrivano al risultato. Quella che in questo paragrafo verrà introdotta come
Teoria del Framing può essere ricondotta alla prima fase del ciclo di policy, quella della
formazione dell’agenda.
Nel paragrafo precedente si è accennato al fatto che l’evidenza empirica non comporti
automaticamente la comprensione del fenomeno, e quindi un’identificazione dei problemi in
maniera oggettiva. Questo tipo di approccio, che prende il nome di approccio “costruttivista”
o “soggettivista”, può in realtà considerarsi relativamente recente. Prima degli anni Settanta
del Novecento, era particolarmente diffusa l’idea che i problemi pubblici fossero univocamente
identificabili analizzando la realtà empirica, misurandola e osservandola rigorosamente. Le
critiche all’approccio “oggettivista” traggono il proprio fondamento dall’assunto che i
problemi pubblici non siano “naturali”, ma socialmente costruiti, e quindi dipendano
fondamentalmente dalla percezione dei soggetti e dal loro inserimento in un determinato
contesto sociale. Secondo questa prospettiva, persino il “dato” perde la sua neutralità, perché
la scelta stessa di considerarne uno piuttosto che un altro tenderà a privilegiare fisiologicamente
una certa interpretazione dei fatti (Bobbio et al. 2017, 56-57).
Proprio questa idea che un problema non sia considerabile un’oggettiva disfunzione sociale ma
possa essere osservato da diverse prospettive, rappresenta la premessa principale della Teoria
del Framing. Il Framing (o inquadramento cognitivo) si riferisce al processo attraverso il quale
le persone sviluppano una particolare concettualizzazione di un problema o riorientano il loro
pensiero a riguardo (Chong e Druckman 2007, 104); si tratta quindi di una “cornice di
significato” all’interno della quale vengono interpretati i problemi pubblici, ne vengono definiti
gli aspetti, le implicazioni e le relative soluzioni. Poiché l’attore politico cerca di mobilitare gli
elettori a sostegno delle sue proposte di policy, l’imposizione di un frame diventa uno
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strumento potente per portare a riflettere questi ultimi su binari specifici, che favoriscono una
certa interpretazione relativa alle questioni politiche. Attraverso diversi frames è possibile
trasformare un medesimo fenomeno, come l'aumento della presenza straniera in un Paese, in
problemi pubblici di natura differente, spostando l'attenzione ora sulla minaccia alla sicurezza,
ora sulla necessità economica. Dal frame dominante dipenderanno, quindi, sia il grado di
attenzione ricevuta da un problema pubblico, sia le alternative tra le quali il policy-maker dovrà
scegliere la soluzione che ritiene più adatta. Ne consegue, dunque, che la definizione di un
problema pubblico si configura come il terreno di una competizione interpretativa, una “lotta”
tra frames, dalla quale emerge quello più convincente (che non è necessariamente quello la cui
pertinenza delle argomentazioni risulta più fondata), e attraverso cui le diverse forze politiche
cercano di imporre la propria narrazione per orientare e legittimare i processi decisionali.
Soprattutto nell’ambito delle politiche migratorie, il successo di un frame si intreccia con il
concetto di issue ownership, ovvero la tendenza degli elettori ad associare certe tematiche a
determinati partiti politici (Lefevere et al. 2015). Quando una forza politica riesce a
“possedere” un tema, come dimostra il caso della Lega nel binomio immigrazione-sicurezza,
essa finisce per definire i confini entro i quali anche gli avversari sono costretti a muoversi. Per
i partiti concorrenti, ignorare il frame dominante o tentare di ribaltarlo può significare esporsi
al rischio di apparire distanti dalle urgenze percepite dal corpo elettorale; di conseguenza,
l'adeguamento delle premesse del proprio discorso a quelle della narrazione dominante risulta
essere una scelta consapevole, volta all’inseguimento del consenso, che finisce però per
consolidare ulteriormente il frame egemone. Di questo aspetto verrà offerto un esempio
concreto nel capitolo successivo.
Nonostante l’evidente complessità nel quantificare l’effettiva capacità di un frame politico di
plasmare gli orientamenti dell’opinione pubblica nei confronti di un fenomeno, è possibile
rintracciare indicatori empirici che ne suggeriscono la pervasività. In questo senso, la Figura
1.1 offre una rappresentazione della polarizzazione interpretativa del fenomeno: confrontando
le priorità dichiarate dai diversi segmenti dell’elettorato, emerge una sostanziale divergenza tra
la salienza attribuita al tema migratorio da chi ha espresso il proprio voto per le forze di
Governo nel 2022 e quella attribuita dalla restante parte di elettorato.
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Fig. 1.1 Classifica delle priorità nazionali per sesso, fascia d’età, provenienza e voto dichiarato alle elezioni
2022 (Fonte: More in Common, 2025).
Secondo l’indagine dell’organizzazione internazionale More in Common, coloro che hanno
votato i partiti di Governo alle elezioni 2022 considerano il tema dell&
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