Università della Calabria
Dipartimento di Studi Umanistici
Corso di Laurea Magistrale in Filologia Moderna (LM-14)
La penna e la lotta in Alba de Céspedes:
l’importanza della pratica della scrittura nella lotta
femminista
Relatore Candidato
Prof.ssa Margherita Ganeri Annarita Bianco
Matricola: 256450
Correlatore
Prof. Ivan Pupo
Anno Accademico 2024 / 2025
Alla mia famiglia, quella di sangue e quella per scelta
1
Indice
............................................................................................................... 3
Introduzione
Capitolo 1 “dimenticata” .................. 6
Alba de Céspedes: vita e opere di una scrittrice quasi
1.1 Dalla parte di Alba: una vita in un romanzo ................................................. 6
«Cuba
1.2 è la mia patria»: ...................................................... 18
Con gran amor
1.3 Alba partigiana: tra Radio Bari e «Mercurio» ............................................. 24
1.4 «Gli altri hanno una strada, io ho la mia strada»:
all’editore Mondadori e gli anni francesi ............................................ 45
le lettere
Capitolo 2 .............................................. 54
Alba de Céspedes: scrivere di donne, per le donne
2.1 la vita delle donne sullo sfondo
Nessuno torna indietro:
del fascismo e della Resistenza ......................................................................... 54
2.2 la solitudine di un matrimonio...................................... 71
Dalla parte di lei:
2.3 la gabbia familiare e la scrittura come auto
Quaderno proibito:
rivendicazione femminile .................................................................................. 87
L’anima degli altri,
2.4 alla scoperta
Invito a pranzo, Prima e dopo:
dei racconti dimenticati ................................................................................ 101
2.5 la sessualizzazione del corpo femminile e il
La bambolona:
gioco delle apparenze ................................................................................... 129
Capitolo 3
Il valore della pratica della scrittura nella lotta femminista: l’esempio di Carla
....................................................................................................................... 140
Lonzi
3.1 La figura di Carla Lonzi nel panorama femminista degli
anni 70: l’approdo a un femminismo radicale con Manifesto di
.......................................................... 140
e
Rivolta Femminile Sputiamo su Hegel
3.2 Il ruolo della scrittura e il genere diaristico in Taci, anzi parla
analogie con
Diario di una femminista 1972-1977: Quaderno
di Alba de Céspedes ........................................................................... 149
proibito ............................................................................................................. 164
Conclusione ........................................................................................ 166
Bibliografia e Sitografia 2
Introduzione –
È ormai palpabile la necessità divenuta sempre più impellente riguardante
– di restituire dignità alle opere e all’operato
tutti i campi del sapere e non solo
delle donne. Dopo anni di oscurantismo e indifferenza, la rivalsa femminile
entra a far parte della più ampia e globale esigenza di riconoscere merito a tutte
quelle donne che hanno saputo imporre la propria esistenza attraverso le loro
azioni e le loro parole. Questo lavoro si inscrive all’interno di tale obiettivo,
poiché mira a gettare luce sulla vita e il contributo letterario di una scrittrice del
Novecento - Alba de Céspedes -, la quale ha immeritatamente subito per lunghi
anni un trattamento marginale, al punto da divenire una letterata che i più
definiscono “dimenticata”. Tale contributo, invece, mira a evidenziare la
pregnanza intellettuale di de Céspedes, la quale ha saputo autodeterminarsi con
le armi del sapere e della scrittura. Infatti, attraverso la penna, l’autrice ha preso
parte alle lotte più importanti del suo tempo: la lotta contro il fascismo,
l’impegno partigiano della Resistenza, la lotta per l’emancipazione e il
riconoscimento del ruolo della donna nella società. Per tale ragione,
l’importanza di Alba de Céspedes non afferisce esclusivamente alla dimensione
riguarda e coinvolge in maniera significativa l’ambito
della letteratura, ma
sociopolitico. Il lavoro di tesi si suddivide in tre capitoli, ognuno dei quali
approfondisce un aspetto in particolare della vita e delle opere della letterata,
con l’obbiettivo di evidenziarne le peculiarità e i punti di contatto con
l’ambiente femminista, con il quale Alba de Céspedes non ha mai avuto esplicite
corrispondenze. All’interno del primo capitolo, si svolge una panoramica - che
–
si fa man mano sempre più approfondita sulla vita e le opere di Alba de
Céspedes, nonché sul suo prezioso contributo sociale e politico. Infatti, il
capitolo inizia con una sorta di inquadramento dall’alto, nel quale si delineano
i tratti fondamentali della sua esistenza, per poi trattare specifici ambiti della
l’incompiutezza del romanzo/summa l’impegno
stessa: Con gran amor,
partigiano di de Céspedes attraverso Radio Bari, Radio Napoli e la fondazione
della sua rivista dal titolo «Mercurio», i rapporti con l’editore Mondadori –
e artistico dell’autrice ai suoi
esemplificativi del grande valore intellettuale
3
e il successivo spostamento all’interno dell’ambiente francese, dove
tempi -
resterà fino alla sua morte. Nel secondo capitolo, l’attenzione si volge verso le
opere letterarie dell’autrice, quelle ritenute essenziali alla comprensione, non
soltanto della sua poetica, ma della sua concezione “femminista”. L’ordine -
–
attraverso il quale esse vengono affrontate è prevalentemente quello
cronologico di pubblicazione. Dunque, il capitolo inizia con l’approfondimento
contenutistico del romanzo considerato alla base della
Nessuno torna indietro,
progressiva maturazione intellettuale e concettuale di de Céspedes, per quanto
riguarda temi e motivi riportati al suo interno. Vi è, a seguire, il romanzo Dalla
nel quale la lotta per il riconoscimento dei diritti delle donne diviene
parte di lei,
dirompente: esemplificativo è il finale del romanzo, dalle tinte estreme e
barocche. Ancora a seguire, vi è il romanzo/diario nel quale
Quaderno proibito,
l’autodeterminazione femminile si fa, al contempo, più matura e più amara. Le
L’anima degli altri
due raccolte di racconti intitolate e si
Invito a pranzo
rendono fondamentali per rintracciare i prodromi delle tematiche presenti nei
grandi romanzi, mentre il romanzo breve porta a compimento
Prima e dopo
l’immaginario filo rosso della lotta femminista di de Céspedes, non senza
approdi dolceamari. In conclusione, si approfondisce il romanzo La bambolona,
considerato un romanzo per temi e toni utilizzati al suo interno,
sui generis
all’interno del quale si getta luce non soltanto su aspetti tipicamente femministi,
ma anche su tematiche riguardanti il contesto sociale dell’Italia del secondo
dopoguerra. Il terzo capitolo si connota per un taglio maggiormente
–
sperimentale, poiché si propone di istituire un parallelismo fondato
sull’importanza del ruolo della scrittura negli ambienti femministi – tra la
scrittura tipicamente militante di una femminista che si riconosce come tale,
Carla Lonzi, e quella di Alba de Céspedes, la quale non si è mai definita
femminista. Il parallelismo trae spunto da una lettura ravvicinata del diario di
Lonzi dal titolo e, in contemporanea, del romanzo sottoforma
Taci, anzi parla
di diario di Alba de Céspedes, Lo scopo di tale parallelismo
Quaderno proibito.
– –
è dimostrare quanto oltre ogni affermazione la scrittura decespediana abbia
avuto un ruolo militante sotto molteplici punti di vista. Al fine di giungere a
dimostrare tale aspetto del lavoro intellettuale della scrittrice, affinché si
–
rendesse manifesta la sua importanza a livello sociale e, conseguentemente,
4
l’ingiustizia della sua immotivata relegazione – ci si è avvalsi di opere e scritti
l’impiego esclusivo del femminile non è casuale e sarà
di critiche e studiose, -
oggetto di discussione all’interno delle conclusioni - le quali hanno saputo
mettere in rilievo tutti gli aspetti fondamentali a restituire un quadro completo
della personalità di Alba de Céspedes. 5
Capitolo 1
Alba de Céspedes: vita e opere di una scrittrice quasi
“dimenticata ”
1.1 Dalla parte di Alba: una vita in un romanzo
Milena Milani, una delle tante scrittrici poliedriche che la storia ha sepolto, nel
ricordare Alba de Céspedes la definiva attraverso queste parole: «era alta,
sottile, molto elegante, aveva una signorilità innata e ignorava completamente i
pettegolezzi». Tale descrizione è ben poca cosa rispetto all’influenza che Alba
de Céspedes ebbe nella produzione letteraria nazionale ed internazionale,
profondamente segnata dai moti storici del tempo, primi fra tutti il fascismo e
la Resistenza. Se oggi chiedessimo a un lettore di media cultura cosa conosca
delle opere di Alba, nonché della sua personalità, probabilmente resteremmo
privi di qualsivoglia notizia rilevante. E se decidessimo di limitarci alle sole
ricerche online, scopriremmo istantaneamente che di Alba de Céspedes si parla
come di un’autrice quasi “dimenticata”, dunque di un’autrice della quale nel
corso del tempo è andato progressivamente calando il riconoscimento a livello
collettivo. Ma poiché molto spesso ciò che viene taciuto, urla e scalpita molto
di più di quanto non faccia ciò che è pubblicamente affermato, saranno le stesse
pagine degli scritti decespediani a spiegare (probabilmente) il perché di tale
silenzio. Prima di conoscere Alba come autrice, è necessario conoscere Alba
come donna, e quindi Alba come bimba, madre, figlia, compagna: è necessario
collocarla, insomma, su un piano esistenziale ben preciso e contestualizzato. Un
valido supporto nella ricostruzione della vita di Alba de Céspedes viene offerto
dal libro di Michela Monferrini, intitolato che getta una
Dalla parte di Alba,
luce particolare sul tema, in quanto Monferrini non si limita a portare avanti
un’opera documentaristica e asettica, ma la infarcisce di un taglio romanzesco
attraverso il quale finzione e realtà si fondono e si confondono, restituendoci un
– “eroicizzato” – dell’autrice, ma non per questo meno vero. Da
quadro quasi
chi viene messa al mondo la piccola Alba? Da quale ambiente viene formata,
quali sono gli input che riceve fin da piccola? Leggendo le pagine di Dalla parte
colpisce un particolare, che probabilmente i benpensanti di oggigiorno
di Alba 6
reputerebbero poco consono rispetto alla visione standardizzata che si detiene
di famiglia e ancor più di genitore. Infatti, la piccola Alba cresce insieme alla
zia Maria, della quale Monferrini scrive: «la zia non sembrava la sorella della
mamma. […] Ma soprattutto, al contrario della mamma, era una donna
indipendente da suo marito». Il rapporto viscerale tra i genitori - dalla quale la
piccola Alba sembra essere esclusa - è una costante del libro. Alba nasce nel
marzo del 1911 da Carlos Manuel de Céspedes y Quesada, che nel 1908 giunge
in Italia assieme alla madre Anita in veste di ministro plenipotenziario di Cuba,
e da Laura Bertini Alessandri, proveniente da una nota famiglia borghese di
1
Roma e allora formalmente moglie del conte Emanuele Sarmiento . Ottenuto il
per seguire Carlos a
divorzio dal conte, Laura lascia immediatamente l’Italia
Cuba e la piccola Alba viene accudita dalle zie Maria e Gloria. L’assenza di un
nucleo familiare sistematicamente presente e la presenza con un ambiente tutto
femminile la influenza fin dai prodromi nella sua crescita e formazione: «era
felice di dormire nella stanza in fondo al corridoio, nella casa di via Lucrezio
Caro 67 […] nella quale abitava da quando i suoi avevano lasciato Roma, e lei.
[…] Anche quando i genitori tornavano a occupare la stanza in fondo al
alla sua […] l’argomento principale era la
corridoio attigua il raccolto
zafra,
delle canne.». Alba cresce in una famiglia politicamente impegnata, in lotta per
l’emancipazione e la rivoluzione di Cuba, tanto che per un breve periodo il
padre Carlos Manuel sarebbe diventato anche Presidente. Fin da piccola, Alba
ascolta dal padre storie su Cuba, sullo stato dei suoi discendenti e il sogno di
raggiungere Cuba (sia in modo materiale che ideale) sarà una costante nella vita
di de Céspedes. Appena quindicenne, nel 1926, Alba sposa a Parigi il conte
cadetto Giuseppe Antamoro: è un giovane prestante e legato per famiglia alla
2
storia del Vaticano . Da tale unione, Alba mette al mondo un figlio, Franco,
detto Franzi; tuttavia, il rapporto con il marito appare fin da subito
insoddisfacente per Alba. Intanto, il padre di Alba subisce un duro colpo, poiché
si dimette da segretario di stato a Cuba per restare a Parigi con la moglie, e
1 M. Monferrini, Ponte alle Grazie, Milano, 2023, p.25.
Dalla parte di Alba,
2 Ivi, p.37. 7
apprende la notizia di un forte uragano che ha colpito lo stato insulare in
concomitanza alle nozze di Alba. In merito alle sue doti di scrittrice, Alba fin
da piccola dà prova di sé, sostenuta dalla zia Maria, la quale le regala un
quaderno da poter utilizzare come diario segreto da far leggere ai genitori, una
volta tornati. Tuttavia, Alba sfrutta il regalo per scrivere le sue prime poesie,
che vengono percepite fin da subito come una sorta di rivelazione profetica,
sulla scia del nonno paterno, anch’egli poeta.
«Di che parla?», aveva chiesto lui prima ancora di leggerla,
con il quaderno già tra le mani. «Di donne povere che si
stancano di lavorare tanto», aveva risposto, poi le era venuto
[…]
spontaneo giustificarsi: «Papà, scusa, non lo farò più».
«Pobrecita, ma tu lo farai sempre». Da allora,
pobre nina mia,
non aveva mai più smesso di scrivere, e molti anni, molti
quaderni, diari e romanzi dopo, si sarebbe stupita nel
considerare quanto di sé avesse già rivelato all’età di sei anni:
la sua frequentazione della notte, l’interesse per la vita delle
3
donne e dei bambini erano già lì.
Gli anni Trenta rappresentano una svolta per la giovane Alba, poiché da quel
momento in poi ella matura la decisione di tramutare la sua passione per la
scrittura in un vero e proprio mestiere, che possa consentirle di vivere e di
crescere suo figlio Franzi. Il matrimonio con Antamoro naufraga, e Alba lascia
il tetto coniugale in via Tirso per trasferirsi nel Pensionato Ravasco, alle Figlie
4
dei Sacri Cuori di Gesù e Maria . Nel pensionato, ha modo di conoscere ed
entrare in contatto con le altre ragazze che lo abitano e conoscere le loro storie
e i loro segreti. È probabilmente il secondo approccio al mondo femminile che
vive in maniera autentica e totalizzante, dopo la crescita assieme alla zia Maria.
Ivi, pp.59-60.
3 Ivi, p.61.
4 8
Dalle storie di vita di queste ragazze vedrà la luce il romanzo Nessuno Torna
nel quale Alba trasfigura la concretezza realistica della vita in
Indietro,
personaggi letterari. Sono questi gli anni in cui inizia ad essere invisa al partito
fascista: viene infatti improvvisamente arrestata e reclusa alle Mantellate,
carcere sorto in un convento di ex suore, probabilmente a causa di una serie di
intercettazioni nelle quali si esprimeva in modo critico nei confronti della
Grazie all’intercessione di
5
decisione del regime di combattere in Abissinia .
Carlos Manuel, riuscirà a uscire di prigione. Monferrini si premura di indagare
l’animo di Alba in questo periodo di fervore letterario (bisogna ricordare che
nella sua ricostruzione della vita della scrittrice un apporto fondamentale le fu
offerto proprio dal figlio di Alba), le sue preoccupazioni di donna e di madre, la
quale, per inseguire il proprio sogno in ambito lavorativo, tralascia di accudire
il bambino come dovrebbe, ma nello stesso tempo riconosce di non provare
nessun senso di colpa. per l’editore
Nel 1939 viene pubblicato il romanzo Nessuno torna indietro
Mondadori, sodalizio che durerà per tutta la vita, non senza crepe e
voluta […] come Alba pensava che solo nell’amore
incomprensioni: «l’aveva
si potesse, […] e quell’incredibile occasione di riuscire nella scrittura proprio
dell’amore aveva preso il posto.» Il 1939 è anche l’anno del grande dolore, il
6 .
primo causato dalla perdita dell’amato padre Carlos Manuel, il suo più grande
sostenitore, che la costringe a partire e recarsi a Cuba. Quella permanenza a
Cuba fa sì che Alba inizi a nutrire una sorta di vagheggiamento mistico nei
confronti delle sue radici, come se Cuba fosse per lei da sempre l’approdo
ultimo del suo essere donna e scrittrice (non è un caso che il romanzo per il
quale lavorerà tutta la vita, e che tuttavia sarà lasciato incompiuto, sarà proprio
summa della sua vita e della storia di Cuba).
Con gran amor,
Ivi, p.67.
5 Ivi, p.100.
6 9
Soltanto due mesi prima, a Sestriere, aveva creduto che il
silenzio fosse il miglior alleato della sua scrittura, e invece,
durante quel pranzo, scopriva all’improvviso che il
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