Università degli Studi di Roma "Tor Vergata"
Facoltà di Economia
_________________________________________________________________________
Corso di laurea in Economia dei Mercati e degli Intermediari Finanziari
Tesi di laurea
La messa a fattor comune delle diverse iniziative di educazione finanziaria
Il Relatore Il laureando
Chiar.mo Prof. Umberto Filotto Daniele Di Ianni
_________________________________________________________________________
Anno accademico 2014/2015
Indice
- Introduzione…………………………………………………………………………..…………1
- Capitolo 1 Financial Education: un’esigenza sempre più forte....................................................3
- 1. Benefici dell’Educazione
- 1.1. Finanziaria.......................................................................6
- 1.2. Aspetti critici della disciplina……………………………………………………….…11
- L’Educazione
- 1.3. Finanziaria: obbligo o possibilità?.................................................16
- Capitolo 2 L’esperienza estera:
- 2. Alcuni Paesi a confronto………...………………………………212.1. Canada…………………………………………………………………………………24
- 2.2. Stati Uniti………………………………………………………………………………39
- 2.3. Regno Unito……………………………………………………………………………54
- 2.4. Irlanda…………………………………………………….................................70
- 2.5. Australia………………………………………………………………..…………84
- Capitolo 3
- 3. La situazione italiana……………………………………………………….……101
- 3.1. Il livello di cultura finanziaria in Italia…………………………………………………101
- 3.2. Il progetto di monitoraggio sulle iniziative di Educazione Finanziaria………...…106
- 3.3. Le principali esperienze e iniziative………………………………………………..……114
- Possibili linee guida da seguire per il futuro e conclusioni…………………………...…139
- Ringraziamenti………………………………………………………………...………148
- Appendice………………………………………………………………………...……149
- Bibliografia…………………………………………………………………………....150
- Sitografia…………………………………………………………………………...…153
Ai miei genitori
Introduzione
La crescente esigenza di costruire cittadini finanziariamente consapevoli è stata scatenata, in un numero molto alto di Paesi, da diversi fattori come lo sviluppo dei mercati finanziari e i cambiamenti demografici, economici e politici. L’allungamento della durata media della vita, gli interventi ai regimi pensionistici e l’aumentata complessità dei prodotti finanziari sono solo alcuni degli elementi che richiedono la crescita delle competenze dei singoli individui in materia finanziaria. I cittadini che non possiedono concetti finanziari almeno sufficienti sono gli stessi che non pianificano la pensione, che contraggono debiti al alto tasso di interesse e che non risparmiano.
Creare una domanda da parte di consumatori consapevoli, oltre ad effettuare scelte migliori per loro stessi, incoraggia gli intermediari a sviluppare nuovi prodotti e servizi che siano adeguati al livello di conoscenze dei richiedenti, migliorando la qualità e l’efficienza del sistema. In tal senso, le iniziative di Educazione Finanziaria possono portare benefici sia per gli individui sia per la società nel suo insieme.
La crisi economica mondiale non ha portato modifiche sostanziali nei comportamenti dei cittadini, né tantomeno ha stimolato l’interesse verso i temi finanziari di tutti i giorni. Già queste brevi considerazioni (che riprenderemo abbondantemente durante il presente lavoro) ci fanno riflettere sull’importanza dell’implementazione di programmi di Educazione Finanziaria efficaci su tutto il territorio. Queste sono le principali ragioni che ci hanno spinto a riservare particolare attenzione al tema.
L’idea è quella di costruire un lavoro che racchiuda le principali esperienze e iniziative nazionali ed estere in maniera chiara e strutturata così da poterne fare un confronto e tracciare delle possibili linee guida future. Le questioni a cui vogliamo dare soluzione, prima di discutere le migliori strategie da seguire per il futuro, sono: riuscire a collocare l’Educazione Finanziaria tra obbligo e possibilità, ovvero, se ammettiamo che trasmettere la materia è vantaggioso e non reca danni a nessuno, possiamo trovarci d’accordo sull’idea che apprendere la materia debba essere necessariamente un diritto di tutti, possiamo, però, dire che debba essere anche un obbligo? In seguito, ci chiediamo quale sia la situazione dei Paesi che maggiormente si sono interessati al tema e quale la situazione nel contesto italiano; a tal proposito, si cercheranno i progetti di maggior successo nel mondo e in Italia.
Nel Capitolo I si ritiene indispensabile trovare le ragioni dell’importanza dell’Educazione Finanziaria, sottolineando i benefici che la disciplina può apportare all’individuo e alla società. Sempre in questo capitolo, si illustrano gli aspetti critici, non ultimo quello di riuscire a posizionare l’Educazione Finanziaria tra obbligo e/o possibilità.
1
Una volta argomentata l’importanza dell’Educazione Finanziaria, nel Capitolo II si descrivono le caratteristiche delle esperienze dei Paesi esteri soffermandoci su quelli che per primi, o maggiormente, si sono dedicati a questa causa: Canada, Stati Uniti, Regno Unito, Irlanda e Australia. Questa discussione porterà ad avere importanti spunti per il caso italiano nel presente e nel futuro.
Infatti, il Capitolo III, dopo un’attenta lettura del grado di cultura e alfabetizzazione finanziaria del Paese, spiega il processo di monitoraggio delle iniziative di cittadinanza economica effettuato sul territorio italiano condotto dalla Fondazione Rosselli. Tale progetto di mappatura dei programmi di alfabetizzazione finanziaria ci permetterà di evidenziare al meglio le esperienze italiane e confrontarle con il contesto internazionale per estrapolare le migliori linee guida da seguire per il futuro.
Per poter spiegare al meglio la struttura e le caratteristiche di ciascuna iniziativa e rendere il lavoro una fedele rappresentazione delle realtà di Educazione Finanziaria, abbiamo voluto toccare in prima persona tutti quei progetti usufruibili dai singoli utenti. In tal modo, ho provato e studiato personalmente numerosi test di autovalutazione per mettere alla prova le proprie competenze in materia finanziaria, giochi online per bambini e per ragazzi, simulatori virtuali per adulti che aiutano a comprendere la propria situazione finanziaria e debitoria o valutare la capacità di contrarre mutui e estinguere debiti, serie televisive educative, pagine di volumi e manuali di alfabetizzazione finanziaria, video di finanza comportamentale, spettacoli teatrali disponibili su Internet, applicazioni per dispositivi mobili, risorse web innovative e persino fiabe per bambini.
La stesura della tesi si è svolta in parallelo con il lavoro al quale sto tuttora lavorando poiché ancora in corso di esecuzione, il progetto di monitoraggio guidato dalla Fondazione Rosselli in collaborazione con Feduf, Museo del Risparmio, Mef, Miur, Banca d’Italia, Ivass, Consob e Covip. Il modesto contributo che sto apportando per la realizzazione di un report che sia di aiuto al raggiungimento di un percorso comune di cittadinanza economica, mi ha permesso di attingere a fonti nuove e riservato la possibilità di partecipare ad una modalità del tutto innovativa di monitoraggio delle esperienze di alfabetizzazione finanziaria del Paese.
2
Capitolo 1
Financial Education: un’esigenza sempre più forte
Il crescente interesse verso l’Educazione Finanziaria è stato dimostrato da numerose istituzioni internazionali le quali condividono il pensiero e la concreta attuazione di una maggiore diffusione della disciplina a tutti i livelli.
Tra questi organismi troviamo l’OCSE1, l’istituzione che per prima si è dedicata al tema, che, nel 2005, dichiara:
“l’educazione finanziaria è un pilastro fondamentale per la stabilità dei mercati finanziari”2.
L’ECOFIN3, nelle conclusioni del Comunicato dell’8 Maggio 20074, invita tutti i Paesi membri a intensificare significativamente gli sforzi volti alla sensibilizzazione delle famiglie sulla necessità di ricevere informazione e istruzione in materia finanziaria, così da migliorare la loro preparazione e accrescere, allo stesso tempo, la tutela degli investitori, anche in termini di trasparenza5.
Occorre evidenziare come siano numerosi gli interventi di personalità e istituzioni di portata globale ed europea ancora prima del 2008. Interventi che si sono inevitabilmente intensificati con l’arrivo della Crisi Finanziaria. Sebbene possa essere discutibile l’attribuzione dell’origine della crisi all’ignoranza comune in termini finanziari, difficilmente possiamo negare che uno dei fattori che ha maggiormente contribuito all’acquisto dei mutui subprime da parte dei cittadini americani sia stata proprio la mancanza di conoscenze e competenze in ambito finanziario. Una maggiore comprensione delle caratteristiche del prodotto avrebbe certamente portato i consumatori a fare scelte più consapevoli, più alla portata delle proprie facoltà.
L’OCSE è un’organizzazione internazionale1 (Organisation for Economic Co-operation and Development) di studi internazionali con sede a Parigi. Tra gli obiettivi dell’istituzione sono da ritrovarsi una maggiore integrazione e cooperazione economica e finanziaria tra gli stati membri.
Per approfondimenti a riguardo si veda la pubblicazione del 10 Novembre 2005 relativa a “Improving Financial Literacy” al seguente link http://www.oecd.org/finance/financial-education/improvingfinancialliteracyanalysisofissuesandpolicies.htm.2
L’ECOFIN è il Consiglio dell’Unione Europea con sede a Bruxelles3 (Economic and Financial Affairs Council) per la formazione Economia e Finanza composto principalmente dai ministri dell’economia e delle finanze degli stati membri.
L’intero Comunicato Stampa è disponibile on line al link http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/it/ecofin/94276.pdf.4
È bene aggiungere che tale “sollecito” si rivolge soprattutto al problema dell’invecchiamento della popolazione e quindi alla sensibilizzazione in tema di pensioni integrative. Come avremo modo di ricordare più volte nel corso di questo lavoro, l’Educazione finanziaria è una materia vasta che racchiude in se diversi temi, tra questi, la pianificazione finanziaria.5
3
Carlos Trias Pintò, relatore sul parere del CESE nel 2011 sull’Educazione Finanziaria,6 traccia un ottimo quadro delle direttive da seguire in materia, in particolare, sostenendo che: “…L’Educazione Finanziaria è, in definitiva, un aspetto fondamentale per preservare la fiducia nel sistema finanziario ed esercitare un consumo responsabile dei prodotti finanziari.”7
Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, sempre nel 2011, in uno dei suoi discorsi alla Nazione,8 dichiara ancora una volta l’impegno del governo americano verso i temi della protezione dei consumatori e della diffusione della cultura finanziaria:
“La capacità del popolo americano di costruire un futuro sicuro per se stessi e per le loro famiglie richiede la conoscenza di un sistema finanziario sempre più complesso. Poiché ci stiamo riprendendo dalla peggiore crisi economica di tutti i tempi. È più importante che mai essere a conoscenza delle conseguenze delle nostre decisioni finanziarie”.
Potremmo citare altre decine e decine di conferenze, eventi e istituzioni dedicate esclusivamente a queste tematiche. Tematiche che investono sia i Paesi sviluppati sia quelli in via di sviluppo per via della mancanza dell’Educazione Finanziaria di base. Tuttavia, le citazioni sopra esposte ci lasciano già comprendere il crescente interesse verso l’Educazione Finanziaria.
Il CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo)6 è un organo dell’Unione Europea, con sede a Bruxelles, le cui funzioni sono da ritrovare principalmente in mansioni di tipo consultivo su iniziativa delle maggiori istituzioni dell’Unione Europea (quali la Commissione Europea e il Parlamento Europeo) e compiti consultivi di auto-iniziativa. Le materie trattate sono molteplici, tra queste troviamo anche la tutela del consumatore.
“Educazione Finanziaria e consumo responsabile” (2011) CESE, Bruxelles. Torneremo più volte su tale parere d’iniziativa.7
Il discorso del Presidente Obama a cui facciamo riferimento è relativo alla proclamazione del mese di Aprile 2011 quale “National Financial Literacy Month”. È possibile leggere il discorso integrale al link http://www.whitehouse.gov/the-press-office/2011/03/31/presidential-proclamation-national-financial-literacy-month.8
4
Il perché dell’esponenziale attenzione data al tema lo si può ritrovare nella dinamica evolutiva dei mercati e dei relativi strumenti: aumenta sempre di più il numero e la complessità dei prodotti finanziari sul mercato, nuovi fornitori di prodotti, nuovi contratti disponibili. Inoltre, l’avvento di Internet ha cambiato le modalità con le quali ci si interfaccia con il mondo finanziario. Il tutto in un contesto sempre più globalizzato in cui la crisi ha sgretolato i rapporti di fiducia tra consumatori e istituzioni finanziarie (e tra le istituzioni stesse). Questo ha messo in luce come la trasparenza delle istituzioni finanziarie non sia ancora percepita come sufficiente dai consumatori.
In effetti, il consumatore, nel corso della sua vita, è chiamato a prendere decisioni finanziarie più o meno importanti che influenzeranno in maniera positiva o negativa il suo futuro finanziario. Tali decisioni, se prese senza una formazione adatta, potranno avere un impatto anche catastrofico sul proprio portafoglio e sul proprio tenore di vita.
Questa formazione va sotto il nome di Educazione Finanziaria che è appunto lo strumento per aumentare l’alfabetizzazione finanziaria dei consumatori così da poterne incrementare le competenze in materia al fine di trasformare queste stesse competenze in abilità. Abilità che porteranno al benessere finanziario. Infatti, un soggetto viene considerato finanziariamente evoluto nel momento in cui è in grado di fare scelte consapevoli nelle decisioni finanziarie9.
Ma quali sono queste decisioni finanziarie? Quali sono effettivamente i vantaggi che queste scelte apportano al cittadino e al sistema, se prese in maniera finanziariamente consapevole? E ancora, vi sono pareri contrari sull’efficacia dell’Educazione Finanziaria quale strumento per migliorare la qualità di vita degli individui e della società nel suo complesso? A queste domande tenteremo di dare delle risposte nei prossimi capitoli relativi ai benefici e agli aspetti critici della disciplina.
Una delle definizioni più condivise di Educazione Finanziaria è quella data dall’OCSE (2005): “the process by which financial consumers/investors improve their understanding of financial products, concepts and risks and, through information, instruction and/or objective advice, develop the skills and confidence to become more aware of financial risks and opportunities, to make informed choices, to know where to go for help, and to take other effective actions to improve their financial well-being”. Il documento integrale “Recommendation on Principles and Good Practices for Financial Education and Awareness” è disponibile come riferimento alla definizione.9
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti su messa a terra
-
Soggettività neoliberale e gioco d'azzardo legale: la fragilità messa a valore
-
Tesi - Sistemi di distribuzione dell'energia elettrica e tecniche di messa a terra
-
Messa a punto di metodi diagnostici in real time PCR per malattie delle piante da Oomiceti del genere Phytophthora