Scuola di studi umanistici della formazione
Corso di Laurea in Progettazione e Gestione di Eventi e Imprese dell’Arte e dello Spettacolo
Anno Accademico 2024/2025
L’inclusione della disabilità nelle imprese di tipo artistico 2
Sommario
- Introduzione.................................................................. 6
- Capitolo 1....................................................................... 8
- Arte, resilienza e inclusione ......................................... 9
- 1.1. L'arte come espressione di resilienza e creatività nelle disabilità...........................................................................9
- 1.2. L'arte come voce della diversità: riflessioni su disabilità e inclusione........................................................................18
- Capitolo 2...................................................................... 27
- L’arte come ponte. Superare le barriere attraverso l’arte............................................................................. 27
- 2.1. L’arte come mediazione tra individuo e realtà.................27
- 2.2. Studi e ricerche che dimostrano quanto sia possibile superare le barriere tramite l’arte......................................38
- Capitolo 3...................................................................... 51
- L’inclusione della disabilità nel mondo del lavoro a livello artistico........................................................... 52
- 3.1. La disabilità nel contesto storico 3.................................52
- 3.2. Il Disability Manager: ruolo e responsabilità nell'inclusione sociale e culturale......................................59
- Conclusione.................................................................. 69
Conclusione
L’arte, ha dimostrato di essere mezzo di straordinaria potenza per il superamento delle barriere culturali o sociali. Leggere e studiare storie reali di coloro che la disabilità l’hanno vissuta in prima persona, aiuta ad aprire gli occhi e conduce verso un accantonamento dei pregiudizi. La consapevolezza che tra i personaggi più importanti della storia mondiale a livello artistico in generale vi siano dei soggetti con disabilità porta attenzione verso la potenza dell’essere umano e allo sviluppo delle sue capacità. Storie spesso sconosciute, sono testimonianza che un handicap non è un limite, la creatività e il talento possono affiorare anche nei contesti di maggiore difficoltà. ................................. 70
Osservare persone che hanno dedicato la loro intera arte alla disabilità dando vita a progetti inclusivi è estremamente illuminante. Bisogna combattere quella paura infondata verso il diverso, vedendolo al contrario come parte integrante dell’esperienza umana. ................................................ 70
La fantasia e l’immaginazione, due tratti distintivi nell’ambiente artistico, permettono di vedere la realtà e riscriverla esternando tutte le emozioni più profonde, senza arrivare ad un isolamento, superando tutte quelle barriere imposte dalla disabilità. ...................................................................... 70
L’educazione attraverso l’arte è di fondamentale importanza anche per la crescita dell’individuo come tale, sono esse vero e proprio strumento di conoscenza morale. L’arte permette di dare origine ad una sensibilità che porta ad uno stile di vita autentico, fornendo uno sviluppo integrale dell’individuo. .............................................................. 70
Il percorso verso l’inclusione in Italia è stato estremamente tortuoso, caratterizzato da molteplici difficoltà. Ad oggi finalmente si sta arrivando a una considerazione della disabilità in quanto caratteristica e tratto distintivo di un soggetto e non più come un “deficit”, non precludendo a questa categoria di persone di percorrere un percorso di vita pari a quello di ogni altro individuo............................................................. 704
L’ambito legislativo ha visto un lento ma progressivo passaggio in materia di inclusione sociale a partire dal Novecento, riconoscendo alle persone disabili una dignità. Senza dubbio sono già stati fatti molti passi avanti, ma è un percorso ancora molto lungo e necessita di un continuo impegno, monitoraggio e aggiornamento da parte della collettività nazionale. ..................................... 70
Figure come quella del Disability Manager sono indispensabili, il loro ruolo è cruciale sulla strada dell’inclusione. Rappresenta una garanzia di parità di diritti, in un mondo che è sempre in continua evoluzione, dove spesso, stare al passo risulta complicato.................................................................... 70
Credo dunque che arrivare ad una completa integrazione delle persone con disabilità all’interno della nostra società sia possibile. Il vero e proprio percorso per da fare per giungere a questo traguardo è quello che deve essere messo in pratica da coloro che nella disabilità non vedono altro che una mancanza............................................................... 70
Bisogna continuare a combattere l’isolamento, il distaccamento dalla realtà e i dislivelli in merito ai diritti, sanciti dal sentimento di rifiuto verso il diverso.......................................................................... 71
Il costante stato di paura nella visualizzazione del futuro che questi soggetti vivono ogni giorno è macabro e debilitante, tutti meritano di sognare una carriera, una famiglia e una vita serena, pari a quella di ogni altra persona. ..................................... 71
Con una citazione ho aperto e con una citazione intendo concludere sia la mia tesi che il mio intero percorso universitario:.............................................. 71
“Gli esseri umani vivono un tempo troppo corto per rendersi conto dei cambiamenti culturali. Noi siamo come dei piccoli insetti che vivono solo poche ore. La metà di noi crede che non esista la notte e l’altra metà è certa che non esista un qualcosa come il giorno. Ma noi abbiamo il vantaggio delle nostre immaginazioni e possiamo usarle per spingerci al di là dei limiti della nostra breve esperienza” (Slater, 1992).............................................................................. 71
Bibliografia
- “Disabilità. Esprimersi con l’arte.- Simona Barberi, 5 un’esperienza di inclusione condivisa”, Milano, StreetLib, 2023.............................................................. 71
- “Capire il modello sociale della- Colin Barnes, disabilità”, Madrid, Intersticios Revista Sociológica de Pensamiento Crítico, 2008 ....................................... 71
- “L’inclusione lavorativa delle persone- Mario Bottà, con disabilità. Metodi e strumenti per l’accompagnamento, l’inserimento, la valutazione”, Trento, Erickson, 2024.................................................. 72
- “Disabilità e- Fabio Comunello, Marzia Settin, bellezza. Generare significato nella relazione con l’altro”, Trento, Erickson, 2021 .................................. 72
- “Attraverso l’arte, percorsi- Cecilia De Carli, filosofici ed esperienze educative”, Milano, Vita e Pensiero, 2013 ............................................................... 72
- “L’arte non evolve, l’universo di- Gabriele Guercio, Gino De Dominicis”, Monza, Johan&Levi, 2015 .............. 72
- “Quale- Roberto Mederghini, Enrico Valtellina, disabilità? Culture, modelli e processi di inclusione”, Milano, FrancoAngeli, 2016 ......................................... 72
- Teresa Megale, approfondimento sul tema dei “freaks”, Corso di Storia del Teatro Contemporaneo, PROGEAS, Università degli Studi di Firenze, 2023 ....... 72
- “Disability- Corrado Roncallo, Mariacarla Sbolci, Manager. Gestire la disabilità sul luogo di lavoro”, Milano, Ferrarisinibaldi, 2011 ..................................... 72
Sitografia
Sitografia: .................................................................... 72
Introduzione
Introduzione 6
In un ambiente in continuo progresso un interesse maggiore dovrebbe andare proprio a quella categoria di persone che per ragioni temporanee o immutabili si trovano inserite in un contesto di disabilità.
Parliamo di tutti quei soggetti che nascono con qualche patologia, chi a seguito di un avvenimento traumatico o di una diagnosi inaspettata si trova a dover adattare il proprio stile di vita a condizioni non volute per scelta personale.
Ed è proprio intorno a questo argomento che si sviluppa la mia tesi, l’inserimento delle persone con invalidità in una società con pari opportunità è di vitale importanza.
Nei prossimi capitoli affronteremo diverse tematiche che dimostrano che un coinvolgimento a livello sia lavorativo che personale in quello che è l’ambito artistico di un soggetto con handicap è estremamente positivo per il diretto interessato, ma anche per tutti coloro che lo circondano sia a livello lavorativo che personale.
Questo è un argomento che a livello personale mi sta molto a cuore, io in primis ho affrontato diagnosi complesse che non hanno fatto altro che offuscarmi la mente e condurmi ad un isolamento, e non poche volte ho fatto i conti con l’idea che non ogni contesto lavorativo sarebbe disposto ad affrontare e garantire tutte le mie necessità.
Nei capitoli a venire affronteremo la disabilità in contesto artistico secondo molteplici punti di vista. Partendo dal concetto che le persone con disabilità sono in prima persona capaci di esternare un talento, analizzeremo infatti artisti mondiali che possedevano una o più disabilità psichiche o motorie. Ci sposteremo poi verso coloro che hanno fatto della disabilità la loro arte, pionieri dell’integrazione, artisti che hanno coinvolto persone con handicap nei loro grandi progetti. Affacciandoci al secondo capitolo analizzeremo sulla base di due testi la disabilità vista da un punto prettamente filosofico, analizzando il pensiero che vi è dietro ad essa, arrivando poi a visualizzare dei veri e propri studi che dimostrano quanto sia effettivamente possibile superare le barriere mentali tramite l’arte.
In conclusione tratteremo tutte quelle normative che hanno sancito i diritti per le persone con disabilità in Italia, e le figure indispensabili per il loro inserimento nel contesto lavorativo.
L’obiettivo della mia ricerca è quello di far aprire gli occhi su elementi che 7 non sono di fantasia, è possibile un'Italia inclusiva, manca però la consapevolezza nei cittadini di questo paese.
Voglio aprire il mio lavoro con una citazione di Neil Marcus, nella speranza 1 che contribuisca ad attivare un processo introspettivo: “La disabilità non è una coraggiosa lotta o "il coraggio di affrontare le avversità". La disabilità è un'arte. È un modo ingegnoso di vivere.”
Capitolo 1
1 La disabilità non è una coraggiosa lotta o "il coraggio di affrontare le avversità". La disabilità è un'arte. È un modo ingegnoso di vivere. Neil Marcus, 2008, discorso tenuto durante un incontro con l’Università del New South Wales. (Consultato nell’ottobre 2024) 8
Arte, resilienza e inclusione
1.1. L'arte come espressione di resilienza e creatività nelle disabilità
Da sempre l’arte va a rappresentare uno strumento di espressione estremamente potente, è in grado di raccontare storie e trasmettere emozioni, ma è essa stessa un campo in cui le barriere fisiche e mentali possono essere superate.
Roberta Scorranese, giornalista della sezione eventi culturali del “Corriere della Sera”, ha fatto un'importante riflessione in un articolo intitolato 2 “Annibale Carracci, il genio che morì di tristezza”: “Forse non tutti sanno che… che la disabilità nel mondo della pittura è tutt’altro che un’eccezione. A prescindere da quelle difficoltà mentali che nel pensare comune vanno sotto la locuzione di “follia”, intesa come sinonimo di genialità e di cui il massimo esponente è probabilmente considerato Vincent Van Gogh (1853- 1890) artista tanto geniale quanto incompreso, diventato famoso dopo la sua morte, ha lasciato oltre 900 dipinti e 1000 disegni oltre ai vari schizzi e appunti, esiste tutta una serie di celebrità del pennello con deficit fra i più impensabili. Non che necessariamente la disabilità dia luogo al capolavoro, ma il capolavoro non sfugge all’abilità della persona disabile.”
L’arte stessa è una forma di trasmissione che supera la semplice idea di rappresentazione estetica, funge da veicolo per esplorare e esternare le emozioni, il dolore e l’estrema complessità dell’esperienza umana. La disabilità spesso viene vista come una limitazione, diventando in molti casi un'importante risorsa per una riflessione profonda e per la creazione di opere che sfidano le convenzioni estetiche e culturali.
La disabilità è stata, per vari artisti, una possibilità di reinventare il loro linguaggio creativo, rendendo le difficoltà umane una nuova e profonda forma 2 Forse non tutti sanno che… che la disabilità nel mondo della pittura è tutt’altro che un’eccezione. A prescindere da quelle difficoltà mentali che nel pensare comune vanno sotto la locuzione di “follia”, intesa come sinonimo di genialità e di cui il massimo esponente è probabilmente considerato Vincent Van Gogh (1853- 1890) artista tanto geniale quanto incompreso, diventato famoso dopo la sua morte, ha lasciato oltre 900 dipinti e 1000 disegni oltre ai vari schizzi e appunti, esiste tutta una serie di celebrità del pennello con deficit fra i più impensabili. Non che necessariamente la disabilità dia luogo al capolavoro, ma il capolavoro non sfugge all’abilità della persona disabile. Roberta Scorrranese, Articolo del Corriere della Sera, “Annibale Carracci, il genio che morì di tristezza”, 2015. (Consultato nell’ottobre 2024) 9 di espressione.
Vi sono però anche molti artisti che la disabilità l’hanno vissuta in prima persona, rendendo i loro stessi limiti un punto fondamentale di un genio che ha fatto la storia.
Michelangelo Buonarroti (1475-1564) fu un artista eclettico, non solo un grande pittore e scultore, ma abile anche nelle vesti di architetto e poeta. È un magnate dell’arte, la sua vita però non comprende solo le vesti del genio, ma anche quelle di un essere umano con profonde difficoltà psicologiche. Le sue lettere raccontano di un uomo che viveva in un costante limbo tra la sua ambizione e il suo tormento interiore. Michelangelo non era affetto da una disabilità fisica dichiarata, alcuni studiosi hanno suggerito che soffrisse però di un disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), tale disturbo è caratterizzato dalla presenza di comportamenti compulsivi o di pensieri ossessivi, che possono dunque andare a interferire con la quotidianità del soggetto che ne è affetto, nel caso del Buonarroti andava a influenzare il suo approccio sia alla vita che all’arte.
La visione della bellezza ideale e della perfezione formale di Michelangelo, definibile come maniacale, lo portò ad una frustrazione cronica che si tramutava in malesseri fisici e psicologici. Il profondo isolamento in cui viveva, accompagnata dalla mancanza di un supporto psicologico e dall’ossessione per la propria opera lo spingevano a nascondersi nella pittura e nella scultura, in un modo che oggi potrebbe essere visto come un tentativo di autoterapia.
Un esempio emblematico della tensione psicologica di Michelangelo si trova nella sua opera più celebre, la Cappella Sistina costruita tra il 1475 e il 1481, nell’epoca di Papa Sisto IV della Rovere. L’opera è dedicata a Maria Assunta in Cielo, è la principale cappella del Palazzo apostolico. Il ciclo di affreschi può condurre all’idea di una battaglia tra la luce e l’ombra, riflesso delle lotte interiori dell’artista stesso. Nella Cappella Sistina spesso le figure sono contorte, come se cercassero di liberarsi da una condizione psicologica, più che fisica, concetto che va ad anticipare le esplorazioni moderne della psicologia dell’arte.
Per la maggior parte della sua vita Michelangelo ha cercato di trasformare il proprio dolore in arte, così da trascendere i limiti fisici ed emotivi. La sua 10 capacità di esprimere i conflitti interiore per mezzo di pittura e scultura gli ha dunque permesso di creare alcune delle opere più potenti della storia dell’arte, come David (Scultura in marmo realizzata da Michelangelo Buonarroti tra il 1501 e il 1504, conservata nella Galleria dell’Accademia a Fire
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