UNIVERSITÀ TELEMATICA INTERNAZIONALE
UNINETTUNO
FACOLTÀ DI ECONOMIA E DIRITTO
C.L. IN ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE
ELABORATO FINALE
In Economia Applicata
Titolo
L’andamento settoriale e la resilienza economica delle PMI italiane nel
periodo post-Covid, con un’analisi comparata tra il settore manifatturiero e
quello dei servizi
RELATORE CANDIDATO
Prof.ssa Meleo Linda Andrea Micheli
ANNO ACCADEMICO 2024-2025
2 “ E finalmente eccoci qui, ai titoli di coda di una laurea che, apparentemente, anni fa sembrava
impossibile.
È stato un percorso lungo, difficile, e una continua ricerca di me stesso.
Ora posso dirlo: ce l’ho fatta. Alla faccia di tutti coloro che non avrebbero puntato nemmeno un
centesimo su di me.
Ma adesso è il momento di dare i meriti a chi davvero li merita.
Alla mia famiglia, un grazie speciale per esserci sempre stati, per avermi sopportato e supportato
anche quando le cose non sembravano andare per il verso giusto e, soprattutto, per aver sempre
creduto in me.
So che un grazie non basterà mai, ma vi devo tutto. Davvero.
Un grazie di cuore anche ai miei amici, che tra un sorriso e una birra hanno spesso saputo
alleggerire i momenti di tensione e preoccupazione.
E, nonostante tutto, un grazie anche a tutte le persone che magari con il tempo ho perso, ma che in
un modo o nell’altro sono state parti fondamentali di questo percorso e di questi frastagliati anni di
università ". Indice Tesi
Introduzione ....................................................................pag. 6–8
Capitolo 1 – Le PMI italiane nel contesto economico ............................. pag. 9–13
1.1 Definizione e caratteristiche delle PMI .....................................pag. 9
1.2
1.3 Il ruolo delle PMI nell’economia italiana ...................................pag. 10
1.3 Specificità territoriali e settoriali .......................................pag. 11
1.4 Bergamo e la Lombardia come ecosistema produttivo ...........................pag. 12
Capitolo 2 – L’impatto della pandemia Covid-19 sull’economia italiana ...........
pag. 14–24
2.1 La crisi sanitaria ed economica: uno shock senza precedenti .................pag. 14
2.2 Effetti immediati sulle PMI .................................................pag. 17
2.3 Misure di sostegno pubblico (decreti, agevolazioni, moratorie) ..............pag. 20
2.4 Differenze territoriali nell’impatto ........................................pag. 23
Capitolo 3 – La resilienza economica delle PMI ..................................pag. 25–36
3.1 Concetto di resilienza economica ............................................pag. 25
3.2 Indicatori di resilienza: liquidità, occupazione, innovazione ...............pag. 29
3.3 Strategie di adattamento delle PMI ..........................................pag. 32
3.4 Ruolo della digitalizzazione e dell’innovazione organizzativa ...............pag. 35
Capitolo 4 – Analisi comparata: settore manifatturiero vs settore dei servizi ...pag. 37–53
4.1 Caratteristiche strutturali dei due settori .................................pag. 37
4.2 Performance economiche a confronto (2020–2023) ..............................pag. 40
4.3 Punti di forza e criticità di ciascun settore ...............................pag. 45
4.4 Dinamiche di ripresa e prospettive future ...................................pag. 49
Capitolo 5 – Casi studio: il territorio bergamasco ..............................pag. 54-67
5.1 Il contesto bergamasco: tra manifattura e servizi ...........................pag. 54
5.2 Caso studio 1: Fassi Gru S.p.A. (manifatturiero) – innovazione e resilienza industriale pag. 58
5.3 Caso studio 2: TenarisDalmine Academy (servizi) – formazione e adattamento dei modelli
erogativi pag. 62
5.4 Confronto tra i due casi studio e lezioni apprese ...........................pag. 64
Conclusioni .....................................................................pag. 68-69
Bibliografia e Sitografia .......................................................pag. 70-73
Introduzione
Contesto e motivazioni della ricerca
Le piccole e medie imprese (PMI) costituiscono da sempre la spina dorsale dell’economia italiana,
rappresentando oltre il 90% del tessuto imprenditoriale nazionale e contribuendo in maniera
significativa alla creazione di occupazione, al sostegno della competitività e alla produzione di
valore aggiunto. La loro centralità non si limita alla dimensione numerica, ma riguarda anche il
ruolo qualitativo che svolgono: esse rappresentano un presidio di innovazione, flessibilità e
vicinanza al territorio, mantenendo vivo il tessuto socio-economico italiano e garantendo coesione
anche in fasi di forte instabilità.
La pandemia da Covid-19 ha tuttavia rappresentato uno shock senza precedenti, capace di
interrompere bruscamente equilibri consolidati e di mettere a dura prova la stabilità e la capacità di
adattamento delle imprese. A partire dai primi mesi del 2020, le misure di contenimento introdotte
dal Governo hanno imposto la chiusura forzata di numerose attività, determinando un crollo
improvviso della domanda, interruzioni nelle catene globali del valore e una forte pressione sulla
liquidità aziendale. Per le PMI, spesso caratterizzate da risorse finanziarie limitate e strutture
organizzative snelle, lo shock si è tradotto in difficoltà di approvvigionamento, calo delle entrate,
gestione complessa dell’occupazione e ridefinizione forzata dei modelli di business.
Il periodo post-pandemico ha evidenziato dinamiche eterogenee a seconda dei settori produttivi,
facendo emergere traiettorie di crisi e ripresa profondamente diverse. La manifattura ha dovuto
fronteggiare problematiche legate soprattutto alla rottura delle catene di fornitura internazionali, alla
scarsità di materie prime e al vertiginoso aumento dei costi energetici, elementi che hanno inciso
direttamente sulla produttività e sulla competitività internazionale delle imprese. Il settore dei
servizi, al contrario, è stato maggiormente penalizzato dalla drastica contrazione dei consumi, dalle
restrizioni alla mobilità e dalla sospensione delle attività legate al turismo, alla ristorazione e al
commercio al dettaglio, con conseguenze pesantissime in termini di perdita di fatturato e
occupazione.
In questo quadro complesso, risulta centrale indagare il grado di resilienza economica delle PMI
italiane, intesa come capacità di resistere allo shock, adattarsi alle nuove condizioni e intraprendere
percorsi di rinnovamento. La resilienza non è stata uniforme, ma ha assunto forme differenti a
seconda della struttura settoriale, delle dimensioni aziendali e della collocazione territoriale.
La scelta di focalizzare l’analisi comparata sui settori manifatturiero e dei servizi, con particolare
attenzione al territorio bergamasco, trova motivazione sia nella rilevanza economica e produttiva di
quest’area, sia nella sua valenza simbolica. La provincia di Bergamo, infatti, rappresenta uno dei
principali poli industriali e di servizi della Lombardia, nonché uno dei territori maggiormente colpiti
dalla prima ondata della pandemia, divenendo emblema della fragilità e, al tempo stesso, della
capacità di reazione del sistema produttivo italiano.
Studiare i percorsi di ripresa e le strategie adottate dalle PMI dopo il Covid-19 permette dunque non
solo di comprendere meglio le dinamiche economiche recenti, ma anche di trarre indicazioni utili
per la definizione di politiche industriali e di supporto mirate, oltre che di fornire strumenti di
riflessione e orientamento per la gestione d’impresa in contesti di crisi e incertezza.
6 Obiettivi e domande di ricerca
L’elaborato si pone l’obiettivo di analizzare in maniera approfondita l’andamento delle piccole e
medie imprese italiane nel periodo successivo alla pandemia da Covid-19, con particolare
attenzione al tema della resilienza economica e alle differenze emerse tra il settore manifatturiero e
quello dei servizi.
La scelta di focalizzarsi sulle PMI non è casuale: esse costituiscono il cuore pulsante del sistema
produttivo nazionale e, proprio per la loro struttura snella e la limitata disponibilità di risorse, sono
state tra gli attori economici più esposti agli effetti della crisi sanitaria ed economica. Tuttavia, le
PMI hanno spesso dimostrato anche una notevole capacità di adattamento e innovazione, adottando
strategie mirate a garantire la continuità aziendale, ridisegnando processi interni e, in alcuni casi,
cogliendo nuove opportunità di mercato. Analizzare le modalità con cui queste imprese hanno
reagito significa quindi comprendere non solo la dimensione della vulnerabilità, ma anche i percorsi
di trasformazione che possono rappresentare una base solida per la crescita futura.
Gli obiettivi specifici del lavoro possono essere sintetizzati come segue:
1. Ricostruire il ruolo delle PMI nell’economia italiana, analizzandone il peso in termini di
occupazione, valore aggiunto e presenza territoriale, con particolare attenzione alle
caratteristiche strutturali che le contraddistinguono.
2. Esaminare gli effetti della pandemia sulle PMI italiane, distinguendo tra le conseguenze di
breve periodo (chiusure forzate, calo immediato della domanda, blocco delle forniture) e
quelle di medio periodo (cambiamenti strutturali nella domanda, accelerazione della
digitalizzazione, nuove modalità di lavoro e organizzazione).
3. Definire e applicare il concetto di resilienza economica al contesto delle PMI, individuando
gli indicatori più significativi (liquidità, capacità occupazionale, innovazione tecnologica,
apertura ai mercati esteri) e valutando come essi abbiano influito sul percorso di ripresa.
4. Mettere a confronto i due settori oggetto di analisi, manifatturiero e servizi, evidenziando
differenze e similitudini nei processi di adattamento e nelle performance economiche del
periodo 2020–2023.
5. Approfondire il caso del territorio bergamasco, attraverso lo studio di realtà aziendali
significative, al fine di osservare concretamente strategie di resilienza e comprendere come
un contesto locale fortemente colpito dalla pandemia sia riuscito a intraprendere percorsi di
rilancio.
Da questi obiettivi derivano alcune domande di ricerca, che costituiscono la guida teorico-
metodologica dell’elaborato:
In che misura la pandemia da Covid-19 ha inciso sulle PMI italiane e quali differenze
• emergono tra il comparto manifatturiero e quello dei servizi? Questa prima domanda mira a
quantificare e qualificare l’impatto della crisi, osservando le peculiarità settoriali e le
modalità con cui i due comparti hanno subito e affrontato lo shock.
Quali strategie hanno adottato le PMI per rafforzare la propria resilienza economica e
• organizzativa? Qui l’attenzione si concentra sui comportamenti concreti delle imprese: dalla
digitalizzazione all’innovazione di prodotto, dalle politiche di gestione della forza lavoro
alle alleanze di filiera.
Quali lezioni possono essere tratte dai casi studio bergamaschi in termini di resilienza e
• adattamento? Attraverso l’analisi di due realtà rappresentative, l’obiettivo è comprendere se
e come le esperienze locali possano essere generalizzate e offrire spunti utili per altre
imprese italiane, delineando linee guida e buone pratiche per affrontare crisi future. 7
L’elaborato si propone dunque di coniugare la prospettiva generale – fondata su dati statistici e
macroeconomici – con quella particolare, rappresentata da esperienze concrete sul territorio. In tal
modo, la ricerca intende offrire un contributo utile non solo in termini accademici, ma anche pratici,
per manager, imprenditori e policy makers chiamati a rafforzare la resilienza del sistema produttivo
italiano.
Metodologia utilizzata
Per rispondere agli obiettivi e alle domande di ricerca, lo studio adotta un approccio misto, che
combina analisi quantitativa e qualitativa, integrando osservazioni di carattere macroeconomico con
approfondimenti micro basati su casi aziendali concreti.
Da un lato, la ricerca si avvale di fonti statistiche ufficiali e dati secondari provenienti da istituzioni
nazionali e internazionali, quali ISTAT, Banca d’Italia, Unioncamere ed Eurostat. L’analisi di
questi dati consente di osservare l’andamento economico generale delle PMI nel periodo 2020–
2023, mettendo in evidenza indicatori chiave come il fatturato, l’occupazione, gli investimenti,
Infine, la ricerca si avvale di un approccio interpretativo e riflessivo, volto a collegare i dati
quantitativi e i risultati dei casi studio con la letteratura economica e manageriale esistente. Questo
consente di identificare linee guida generali, buone pratiche e possibili indicazioni per politiche
industriali e di supporto alle PMI, garantendo un valore sia teorico sia pratico all’analisi.
8 Capitolo 1 – Le PMI italiane nel contesto
economico
1.1 Definizione e caratteristiche delle PMI
Le Piccole e Medie Imprese (PMI) rappresentano una categoria di imprese definita a livello
europeo dalla Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione Europea. Secondo tale
normativa, rientrano nella categoria delle PMI le imprese che impiegano meno di 250
dipendenti e che registrano un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro o un totale
di bilancio fino a 43 milioni di euro. All’interno di questa categoria si distinguono le
microimprese (meno di 10 dipendenti e fatturato o bilancio non superiore a 2 milioni di
euro) e le piccole imprese (meno di 50 dipendenti e un fatturato o bilancio non superiore a
10 milioni di euro).
Questa definizione non è soltanto un esercizio statistico: rappresenta un criterio
fondamentale per stabilire quali aziende possono accedere a programmi di finanziamento,
agevolazioni fiscali e misure di sostegno sia a livello comunitario sia a livello nazionale. Le
PMI sono quindi al centro delle politiche di sviluppo, essendo considerate il motore della
crescita e della coesione sociale.
Dal punto di vista delle caratteristiche, le PMI si distinguono dalle grandi imprese per alcune
peculiarità. La prima è la flessibilità organizzativa: con strutture gerarchiche ridotte, le
decisioni possono essere prese con maggiore rapidità e la capacità di adattamento ai
mutamenti di mercato risulta più immediata. Un’altra caratteristica è la forte
specializzazione, spesso legata a nicchie di mercato che richiedono competenze specifiche.
Non meno importante è il radicamento territoriale, che porta queste imprese a mantenere un
legame stretto con la comunità locale, valorizzandone le tradizioni e le competenze.
Tuttavia, le PMI presentano anche limiti strutturali: la difficoltà di accesso al credito, una
minore patrimonializzazione rispetto alle grandi imprese e i costi elevati legati alla
burocrazia e alla conformità normativa. Nonostante ciò, esse continuano a rappresentare la
spina dorsale dell’economia italiana ed europea, garantendo occupazione, innovazione e
coesione territoriale.
1.2 Il ruolo delle PMI nell’economia italiana
Le PMI svolgono un ruolo cruciale nell’economia italiana. Rappresentano oltre il 99% delle
imprese attive e impiegano più del 75% della forza lavoro nazionale. Questo dato mette in
evidenza non solo la loro diffusione capillare, ma anche la loro funzione sociale: senza le
PMI, l’Italia non sarebbe in grado di garantire lo stesso livello di occupazione e di coesione
economica. 9
Dal punto di vista settoriale, le PMI sono particolarmente attive nei comparti che costituiscono
il cosiddetto Made in Italy: moda, design, agroalimentare, artigianato e manifattura. In questi
ambiti, le PMI hanno costruito nel tempo un vantaggio competitivo basato sulla qualità, sulla
creatività e sull’innovazione. Sono proprio queste imprese, spesso a conduzione familiare, ad
aver reso il marchio Italia riconosciuto e apprezzato a livello mondiale.
Grafico 1 Fonte: Elaborazione su dati ISTAT e Unioncamere, 2024
Oltre al contributo economico e occupazionale, le PMI italiane rappresentano anche un
elemento di resilienza. Durante le fasi di crisi economica, la loro capacità di adattarsi
rapidamente e di riorganizzare la produzione ha consentito di attenuare gli effetti negativi a
livello nazionale. Tuttavia, non mancano le sfide: la globalizzazione ha reso i mercati
più competitivi, e la transizione digitale ed ecologica richiede investimenti significativi che
non tutte le PMI sono in grado di sostenere.
Per questo motivo, il ruolo delle politiche pubbliche è fondamentale. Strumenti come il Piano
Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e i fondi europei mirano a sostenere la
digitalizzazione, l’innovazione e la sostenibilità delle PMI, rafforzandone la competitività
internazionale e garantendo che possano continuare a rappresentare un pilastro del sistema
economico italiano.
1.3 Specificità territoriali e settoriali
Una delle peculiarità del sistema produttivo italiano è la presenza dei distretti industriali,
ovvero sistemi locali di imprese specializzate in settori complementari e interconnessi. Questo
modello organizzativo ha consentito alle PMI di ottenere economie di scala, di condividere
conoscenze e competenze e di accrescere la competitività internazionale. Esempi emblematici
di distretti industriali sono quello del tessile in Toscana, della ceramica in Emilia-Romagna e
dell’arredamento in Veneto.
10 Le specificità settoriali delle PMI italiane si riflettono anche nella capacità di valorizzare
tradizioni artigianali e territoriali. In molti casi, queste imprese hanno costruito un’identità
unica che le rende competitive nonostante le ridotte dimensioni. Il radicamento locale
consente inoltre di mantenere un legame diretto con le comunità e di generare valore aggiunto
a livello regionale.
Dal punto di vista settoriale, le PMI sono presenti in quasi tutti i comparti produttivi, ma
hanno una concentrazione particolare nell
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