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Khanty

Introduzione e collocazione geografica

I Khanty (nella più antica letteratura Ostiachi) sono un gruppo indigeno ugrico che chiama se stesso Khanti Khande, Kantek. Parenti più stretti dei Mansi e degli Ungheresi, essi vivono nel nord-ovest della Siberia, nel Circondario autonomo dei Khanty-Mansi, una regione russa storicamente conosciuta come Yugra (o Jugra), assieme ai Mansi. Più precisamente, la loro collocazione è ad est dei Mansi, tra i bacini dei fiumi Ob e Irtyš, estendendosi per 1500 km dal Vasjugan, affluente dell’Ob, fino all’estuario dell’Ob.

I villaggi khanty sono principalmente situati nelle valli fluviali (Vakh, Kazym, Agan, Salym, Yugan ed altri); i più settentrionali raggiungono l’estuario del fiume Ob, dove sfocia nell’Oceano Artico. I Khanty abitano una regione di vaste paludi: la palude del Vasjugan, per esempio, coprendo 54 000 km, è persino più estesa dell’intero territorio della Repubblica Estone. Nel Circondario autonomo la lingua khanty e la lingua mansi sono riconosciute ufficialmente insieme al Russo.

Demografia e territorio

Nel censimento del 2010, 30 943 persone si sono identificate come Khanty (nel 2002 il censimento ufficiale russo aveva registrato 28 678 ostiachi auto-identificatisi come appartenenti a tale gruppo etnico, dunque possiamo notare un lieve aumento). Di questi, 26 694 erano residenti nell’oblast’ di Tjumen’, che è la terza regione in Russia per superficie, estendendosi dal confine con il Kazakistan fin oltre il circolo polare artico. L’oblast’ racchiude entro i suoi confini due Circondari autonomi, quello dei Khanty-Mansi e quello di Jamalia (Jamalo-Nenec); il capoluogo dell’oblast’ è Tjumen’, che con oltre 500 000 abitanti ne è la città più popolosa.

Tra i 26 694 residenti nell’oblast’ di Tjumen’ possiamo distinguere: 17 128 residenti nel Circondario autonomo dei Khanty-Mansi, 8 760 nella penisola Yamal (Circondario autonomo Jamalo-Nenec), 873 nell’oblast’ di Tomsk, 88 nella Repubblica dei Komi.

Il territorio di Jugra

Come accennato, con il termine Jugra si intende una regione storica dell’Eurasia settentrionale, situata tra il fiume Pečora ed il confine settentrionale degli Urali, in parte corrispondente all’attuale Circondario autonomo dei Khanty-Mansi. Il Circondario autonomo dei Khanty-Mansi - Jugra si estende per poco più di mezzo milione di chilometri quadrati nella Siberia occidentale.

Il territorio digrada dolcemente dalle propaggini orientali della catena dei monti Urali verso il golfo dell’Ob, fino al vasto bassopiano della Siberia occidentale, del quale occupa la parte centrale. Si tratta di un territorio pressoché completamente pianeggiante, abraso per millenni dall'azione dei ghiacciai che hanno a più riprese occupato la zona.

I principali fiumi che attraversano il Circondario sono l'Ob (il più importante fiume della Siberia occidentale) e il suo maggiore affluente, l'Irtyš, che porta invece le acque di una vasta sezione della Siberia meridionale e dell'Asia centrale. Fra i loro affluenti, i maggiori che interessano il territorio del Circondario sono il Vach, il Tromʙëgan e il Ljamin, dalla destra, il Bol'šoj Jugan e il Bol'šoj Salym dalla sinistra (i nomi di questi fiumi sono tutti rintracciabili nei diversi dialetti khanty). Tutti i fiumi, considerate le caratteristiche climatiche e la piattezza geomorfologica, hanno abbondanti portate d'acqua ad inizio estate (subito dopo il disgelo) e correnti molto lente, con frequentissimi impaludamenti.

Clima

Il clima di tutta la regione è temperato freddo, continentale, con inverni molto freddi e prolungati e brevi estati umide e moderatamente calde. L’inverno si protrae per circa sei mesi, producendo strati di neve di 2 metri. L’estate è invece caratterizzata da inondazioni: i fiumi Ob, Irtyš e i loro affluenti danno origine a vaste distese d’acqua.

Le temperature medie mensili oscillano tra i -18 e i -23 °C in gennaio, tra i 16 e i 20 °C in luglio; nel capoluogo Chanty-Mansijsk (Tjumen’) le temperature medie vanno dai -20 °C di gennaio ai 18 °C di luglio. Le precipitazioni atmosferiche sono piuttosto scarse quantitativamente, e sono maggiormente presenti nell’umida estate che durante l'inverno, piuttosto secco.

La forma vegetazionale diffusa nel territorio è la taiga, la foresta boreale, costituita da pini, abeti rossi, betulle e larici siberiani e caratterizzata da suoli freddi, acidi e poco produttivi. Che si tratti di altopiani o di pianure, parte del territorio è coperto da vaste paludi costellate di muschio, torba, carice e pino palustre.

Popolazione e lingua

I risultati dei censimenti mostrano il numero dei Khanty come segue:

  • Anno 1840: 16 247
  • Anno 1868: 17 149 (98% parlanti nativi)
  • Anno 1897: 19 663
  • Anno 1911: 18 591
  • Anno 1926: 22 170 (84% parlanti nativi)
  • Anno 1939: 18 500
  • Anno 1959: 19 410 (77% parlanti nativi)
  • Anno 1970: 21 138 (68.9% parlanti nativi)
  • Anno 1979: 20 934 (67.8% parlanti nativi)
  • Anno 1989: 22 521 (60.5% parlanti nativi)

La popolazione dei Khanty è rimasta relativamente stabile ma il consistente declino nell’uso della loro madre lingua indica un processo di transizione alla lingua russa. Le cifre dei censimenti, tuttavia, sono un po’ ingannevoli in quanto non forniscono alcuna idea circa la percentuale che i Khanty rappresentassero della popolazione totale. Nel Distretto Autonomo (Circondario autonomo) Khanty-Mansi il numero totale di abitanti è aumentato di ben 11 volte durante gli ultimi cinquant’anni, mentre la percentuale di Khanty tra la popolazione è costantemente diminuita (9,2% nel 1959, ma solo 1,8% nel 1989). Eppure, se nel 1989 i Khanty costituivano l’1,8% della popolazione, dopo il 1989 il loro numero ha cominciato ad aumentare: nel 2002 i Khanty contavano circa 30 000 unità.

Tuttavia il reinsediamento causato dalle industrie di petrolio e gas in via di sviluppo ha provocato uno sparpagliamento dei Khanty sul territorio, e le attività industriali e la migrazione crescente hanno pericolosamente saturato ed inquinato lo spazio vitale dei Khanty sia fisicamente che mentalmente (vd. I Khanty ad oggi).

Lingua khanty

La lingua dei Khanty è una delle lingue ugrofinniche, compresa assieme con il mansi e con l’ungherese nel gruppo delle lingue ugriche, e, più in particolare, insieme con il mansi nel sottogruppo obugrico. Per i Khanti, la lingua Mansi è la più intimamente affine alla propria. Le lingue Khanty e Mansi hanno iniziato a differenziarsi dalla loro comune protolingua, l’Obugrico, approssimativamente nel XIII secolo.

Per via dell’area assai vasta e della popolazione assai disseminata, la lingua Khanty è nota per la sua frammentazione dialettale. I due principali gruppi di dialetti sono quello occidentale e quello orientale (secondo la classificazione del database Glottolog). Il gruppo dei dialetti occidentali comprende: a) il dialetto Obdorsk; b) il dialetto del fiume Ob; c) il dialetto del fiume Irtyš. Il gruppo dei dialetti orientali comprende: a) il Surgut; b) i dialetti Vakh-Vasjugan. Ci sono 13 vernacoli.

Secondo un’altra classificazione (ELP: Endangered Languages Project) vi sarebbero una decina di dialetti, riconducibili ai sottogruppi meridionale, settentrionale ed orientale. Trovando un punto d’incontro tra le due classificazioni, il settentrionale e il meridionale rientrerebbero nel Khanty occidentale, che si contrappone a quello orientale.

Contatti linguistici e vulnerabilità

Circa il 30-40% delle radici nelle lingue obugriche sono in comune. Come risultato di differenti contatti linguistici la lingua khanty ha acquisito abbondanti prestiti dal Sirieno (komi) (circa 350), dal Tataro (circa 200), dal Nenec e dal Russo. Le prime parole russe furono prese in prestito prima del XX secolo, perciò sono state completamente assimilate. Invece, i recenti prestiti russi hanno, più o meno, conservato la loro forma originale a causa dell’attuale diffusa situazione di bilinguismo tra i Khanty. L’influsso di questi nella lingua è illimitato.

È una delle lingue della Russia più vicine all’estinzione! L’uso di questa lingua nella vita quotidiana del popolo khanty si è ridotto. La lingua khanty è usata dalle generazioni più anziane, compresa dalla generazione dei genitori, ma non impiegata nella comunicazione con i bambini. La lingua nativa della maggior parte delle persone khanty è il russo.

In generale i Khanty sono bilingue, oppure non parlano affatto la lingua khanty. Sebbene sia spesso considerato come un’unica lingua, il Khanty risulterebbe in realtà, come abbiamo visto, essere un gruppo di tre conglomerati di dialetti (settentrionale, meridionale e orientale), tra di essi poco comprensibili, che possono essere considerati come lingue individuali.

L’assenza di una lingua khanty unitaria, in favore dell’esistenza di numerosi dialetti, non fa che rendere più difficile la sopravvivenza di questa lingua (o di queste lingue). Più in particolare, come indicato dall’Endangered Languages Project, la situazione attuale sarebbe la seguente:

  • Khanty settentrionale: classificato dall’ELP come a rischio (threatened) (circa 10 000 parlanti). Comprende dialetti come:
    • Khanty di Obdorsk o Salexard
    • Khanty del medio Ob (Ob medio, Šerkaly)
    • Khanty del Kazym
    • Khanty di Berëzovo (Synia, Šuryškary, Muži, Sygva, Berëzovo)
  • Khanty meridionale: classificato dall’ELP come dormiente (dormant). Comprende dialetti come:
    • Khanty di transizione o dell’Ob (Nizjam, Keuš)
    • Khanty meridionale proprio:
      • Khanty del Konda (Česnakovo, Kamenskija, Krasnojarsk)
      • Khanty della Dem’janka (superiore, mediano e inferiore)
      • Khanty dell’Irtyš (Fili, Košelovo, Sogom, Cingala)
  • Khanty orientale: classificato dall’ELP come criticamente in via d’estinzione (critically endangered) (circa 480 parlanti). Comprende dialetti come:
    • Khanty del Salym
    • Khanty di Surgut (Pim, Malyj Jugan, Tremjugan, Surgut, Jugan, Likrisovskoe)
    • Khanty orientale proprio (Verxne Kalymsk, Vartvoskoe, Vakh e Vasjugan)

Ancor più nel dettaglio seguono i dati raccolti dal database Glottolog:

  • Khanty di Obdorsk (Khanty occidentale): In via di language shift (shifting) 7
  • Khanty Kazym-Berëzovo Šuryškary (Khanty occidentale): In via di language shift (shifting) 7
  • Khanty meridionale (Khanty occidentale): Estinto (extinct) 10
  • Khanty Surgut (Khanty orientale): Quasi estinto (nearly extinct) 8b
  • Khanty Vakh-Vasjugan (Khanty orientale): Quasi estinto (nearly extinct) 8b

Alcune caratteristiche linguistiche

  • Come caratteristiche del khanty nel seno della famiglia ugrofinnica ricordiamo:
    • L’esito l, λ, t e i per *s del protougrofinnico → per esempio, λan, tòn, ian ‘tendine’ (cfr. finnico suone-, mordvino san, ungherese ín); lol, λîλ, tît, iol ‘braccio, grembo’ (cfr. finnico syle-, lappone di Svezia salla, ungherese öl).
    • I dialetti khanty presentano una coniugazione soggettiva (indefinita) ed oggettiva (definita) come l’ungherese e il mansi;
    • Fra le caratteristiche dei singoli dialetti è interessante accennare:
      • Alla t e d del khanty meridionale corrispondono nel khanty settentrionale l e ḻ → per esempio, in khanty settentrionale ḻou, ḻovi, mentre in khanty meridionale tau, tav ‘cavallo’ (vd. ungherese ló); in khanty settentrionale lu, mentre in khanty meridionale teu, tu ‘egli/ella’ (vd. ungherese ő, lappone di Svezia son);
      • I dialetti orientali o surgutici hanno per caratteristiche uno speciale λ, ḻ, che corrisponde a t e d dei dialetti meridionali, e χ alla fine di parole che negli altri dialetti escono in vocale → per esempio al khanty settentrionale ḻou e meridionale tau ‘cavallo’, già citato, nel surgutico meridionale corrisponde la forma ḻauχ e nel surgutico settentrionale ḻoχ;
      • La caratteristica principale del khanty meridionale è la presenza di t e d che corrispondono a l e ḻ e (ɨ) degli altri dialetti. Questo mutamento così importante e caratteristico non è però molto antico e risale a poco più di un secolo.

Denominazione ed etimologia

L’autodesignazione è hantõ per i Khanty occidentali e kantõk per i loro parenti orientali (che significa ‘uomo’). Il termine nativo per la lingua è hantõ jasõng. È opinione comune che il nome sia associato con il fiume Konda. Il precedente e più diffuso Ostiachi (che significa “persone dal fiume Ob”) era usato dai Komi, che erano occasionalmente guide per le truppe russe nella regione del fiume Ob. Il nome Ostiachi si diffuse poi in altre lingue tramite il russo.

Le cronache russe non facevano alcuna differenza all’interno delle popolazioni obugriche fino al XX secolo. La designazione siriena (komi) jögra ‘Khanty’ è divenuta jugra in russo: i Khanty sono apparsi nelle cronache e nei resoconti di viaggio russi per la prima volta nell’XI secolo, quando ebbero i primi contatti con i cacciatori e con i mercanti russi. Più in particolare, il primo riferimento ai popoli jugra risale al 1096 da parte di G. Rogovich da Novgorod. Difatti nell’XI secolo il termine jugra si applicò a numerose tribù della regione, ognuna delle quali aveva una propria autonomia ed un proprio capo. La prima volta che i Khanty furono menzionati separatamente in documentazioni scritte fu nel 1572, e ci si riferì a loro come ‘Ostiachi’. L’autodesignazione Khanty fu ufficialmente riconosciuta all’inizio degli anni ‘30.

Storia

I Khanty a.C.

Nei secoli del II millennio a.C. i territori tra i fiumi Kama ed Irtyš erano la casa di una popolazione parlante Protouralico, che aveva contatti con parlanti protoindoeuropei da sud. Gli abitanti di queste aree erano di origine europea, sebbene i Khanty siano in maniera predominante uralici. Questa popolazione dei boschi è l’antenata degli odierni abitanti obugrici dei Trans-Urali. Alcuni credono che gli antenati dei Khanty siano la preistorica Cultura di Andronovo (sviluppatasi dal 2000 al 1200 a.C. in Asia Centrale e nella Siberia meridionale). Altri ricercatori sostengono invece che il popolo Khanty si sia originato nelle steppe del sud degli Urali e che poi sia migrato verso nord nella collocazione attuale attorno al 500 d.C.

I Khanty d.C.

A tal proposito, si presuppone che durante il primo millennio d.C. gli antenati delle popolazioni obugriche abbiano lasciato le regioni dei fiumi Pečora e Vyčegda, attraversato i monti Urali e raggiunto le rive del basso Ob, nel nord-ovest della Siberia. Due fratrie, ovvero due ceppi familiari distinti, denominati Mos (in altre fonti mon’t’) e Por, di cui tutti i membri erano tra loro consanguinei, abitarono i territori settentrionali. È stato in alternativa suggerito che i Por fossero un antico popolo locale che solo successivamente fu assimilato dai Mor (tribù composte da Khanty, Mansi e Ungari).

Dunque i Khanty e i Mansi erano originariamente suddivisi in tribù che consistevano in raggruppamenti territoriali locali. Ogni individuo, indipendentemente dalla tribù, apparteneva ad una delle due fratrie ed avrebbe dovuto sposarsi con un individuo appartenente all’altra fratria. Ogni fratria si costituiva di diversi clan, ognuno con il nome o i nomi di un antenato o di un antico eroe, ognuno con un segno o marchio che identificasse le proprietà del clan, con un’organizzazione interna, dei culti ancestrali ed un luogo sacro. Questa struttura di differenti ceppi familiari fu poi sostituita dall’istituzione di veri e propri clan patrilineari, con a capo un proprio leader che contrattasse con i russi.

Fra clan e clan i rapporti erano molto scarsi e solo durante le lotte sostenute, in origine contro i Samoiedi (principalmente i Nenec), poi contro i Tatari, infine contro i Russi, si ebbe una maggiore unità. Come i Mansi e i Samoiedi, i Khanty praticavano la scotennatura del nemico abbattuto e le loro leggende parlano anche di scene di cannibalismo durante le quali veniva mangiato il cuore dei nemici uccisi.

Narrazione khanty

Tra i Khanty si narra che essi fossero fuggitivi durante il “Sacro Diluvio”, giunti nella loro dimora attuale durante l’Era Glaciale. Si narra inoltre che, al loro arrivo, i Khanty dovettero combattere per il predominio sul territorio contro i Nenec, che abitavano il luogo già precedentemente. Venne così un periodo di guerra parallelamente al quale i Khanty acquisirono gradualmente il controllo della terra. Questi ultimi non avevano renne, le antiche leggende raccontano piuttosto come questi animali fossero al...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/19 Filologia ugro-finnica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher saraluigiatomassetti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di filologia ugro-finnica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Rózsavölgyi Edit.
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