Estratto del documento

Il minore e la devianza

Alma Mater Studiorum – Università di Bologna

Corso di laurea triennale in Servizio Sociale

Tesi di Laurea in Metodi e Tecniche del Servizio Sociale

Candidato: Asya Citera

Relatore: Prof.ssa Teresa Raffaella Sirimarco

Appello IV

Sessione Anno Accademico 2020/2021

Indice

  • Introduzione pag. 2
  • 1 Chi sono gli adolescenti e quali difficoltà incontrano pag. 5
  • 1.1 Processi educativi ed involutivi pag. 9
  • 1 Teorie sociologiche e influenza della micro-macro società pag.13
  • 2.1 Scuola classica pag.18
  • 2.2 Scuola positiva pag.21
  • 2.3 Teoria della subcultura pag.23
  • 2.4 Teoria relazionale pag.25
  • 2 Capacità di intendere e volere dal punto di vista sociologico e giuridico pag.27
  • 3.1 Dalla trasgressione alla sanzione formale e informale pag.30
  • 3.2 Il processo penale a carico del minore pag.32
  • 4 Misure cautelari pag.38
  • 4.1 La messa alla prova pag.42
  • 4.2 Il tempo libero dei minori pag.44
  • 4.3 L’importanza della famiglia e del gruppo dei pari pag.47
  • Conclusione pag.51
  • Bibliografia pag.53
  • Sitografia pag.53
  • Ringraziamenti pag.55

1

Introduzione

Ho sempre pensato che, tra tutte le fasi della vita, l’adolescenza fosse una delle più complicate. Questa riflessione mi ha portato a scegliere come tema della mia tesi triennale il rapporto tra il minore e la trasgressione, ovvero l’atto deviante.

Questo elaborato si pone l’obiettivo di evidenziare quali sono i fattori personali, familiari e sociali che portano il minore ad assumere una condotta anti-sociale e quindi sanzionabile, non solo socialmente ma anche penalmente.

Nel primo capitolo si definisce cos’è l’adolescenza, quali sono gli ostacoli soggettivi e oggettivi. Viene riconosciuto come un periodo fisiologico di transizione molto complesso e delicato in cui avvengono trasformazioni fisiche, psichiche, emotive e relazionali a volte laceranti.

Anche i genitori sono costretti a rimettere in discussione gli assetti rassicuranti raggiunti nel passato, che affondano le radici nei valori e nelle aspettative della famiglia di appartenenza.

Per molti è impossibile accettare che il figlio cresca: individuazione e separazione sono i due principali compiti e processi evolutivi che riguardano l'adolescente e il suo nucleo familiare.

Può accadere che la nuova identità del ragazzo non risulti conforme alle norme sociali e che venga considerata come personalità deviante.

L’adolescente, durante questo delicato periodo di vita, può presentare disagi di diverso tipo: disturbi dell’alimentazione, difficoltà nella sfera sessuale, impedimento scolastico, e altri.

Quando il sentimento di frustrazione e inadeguatezza non viene ascoltato né analizzato dalle figure di riferimento del minore, e in generale dalla società, il ragazzo può attuare atti devianti per manifestare il proprio risentimento verso una realtà diversa dalle aspettative.

Vi è poi un altro fattore che incide sulla risposta anti-sociale del minore: l’immaturità cerebrale, che ha come conseguenza una risposta emozionale errata.

Nel secondo capitolo si evidenziano le differenze di pensiero tra le principali scuole sociologiche.

La scuola di Chicago sostiene che le organizzazioni sociali sono le responsabili della delinquenza, e viene data importanza ai luoghi di svago, dove i bambini, oltre a socializzare, rimangono anche lontani dalle gang.

La scuola classica, invece, utilizza un approccio strutturalista: ha interesse verso il sistema giudiziario e su come le leggi influenzino i cambiamenti sociali; non si concentra quindi sui comportamenti criminali.

In contrapposizione a questa corrente, vi è la scuola positiva: i comportamenti umani sono influenzati da fattori sociali, quindi esterni all’individuo.

La teoria delle subculture, invece, affronta il tema della genesi dei comportamenti criminali e infine, la sociologia relazionale sostiene che la società è formata da relazioni sociali che devono essere concepite non come una realtà accidentale, secondaria o derivata da altre entità, ma come realtà sui generis.

Nel terzo capitolo si affronta come, dal punto di vista sociologico e giuridico, sia di fondamentale importanza che il minore risulti capace di intendere e di volere per essere sottoposto ad un processo: viene qui analizzato il concetto di imputabilità, con la differenza tra minore di 14 anni e adolescente con un’età compresa tra i 14 e i 18 anni.

La capacità di intendere e volere è sovrapponibile alla capacità di agire e poggia su coscienza, razionalità e volontà e distingue quindi gli individui che sono in grado di prendere una decisione, seppur discutibile, da coloro i quali evidentemente non ne sono in grado.

Di conseguenza, la persona incapace di intendere e di volere non è imputabile, ossia non risponde delle conseguenze del reato da lui commesso a meno che lo stato della sua incapacità non derivi da una sua colpa.

Sempre nel terzo capitolo si definisce, inoltre, il concetto di trasgressione. L’atto trasgressivo attuato dall’adolescente risulta, entro i limiti sociali e normativi, comprensibile e funzionale alla crescita personale: il problema sorge quando diventa un tratto patologico della personalità del minore, tanto che va incontro a sanzioni formali e informali.

Le sanzioni sono modi per imporre il rispetto delle norme sociali, fondamentali per vivere in una società non dominata dal caos.

Si traccia, infine, un excursus storico e normativo sulla condizione e la percezione del minore deviante, e su come si è arrivati alla creazione del processo penale minorile odierno regolato dal D.P.R 488/88.

Negli anni Trenta, poiché si valorizzavano le componenti intellettive e volitive del comportamento, predominava un’azione correttiva della coscienza e della volontà, basata su sistemi chiusi e fortemente disciplinari. In tal senso, l’art. 25 della legge istitutiva del Tribunale per i Minori, prevedeva l’internamento in un riformatorio.

Negli anni Cinquanta, lo sviluppo degli studi psicologici, psichiatrici e sociologici porta ad indagare le vicende personali e familiari del soggetto alla ricerca delle cause della condotta posta in essere, venendo così ad interpretare il comportamento irregolare del minore come sintomo di un disagio personale la cui azione di recupero punta sulla ricostruzione dell’affettività del soggetto.

Verso la fine degli anni Sessanta, viene rilevata l’eccessiva separazione tra osservazione e trattamento cui consegue l’apertura degli istituti dando maggiore sviluppo all’osservazione compiuta in libertà dal servizio sociale. In base a quanto detto, si decide il trasferimento, ancor oggi esistente, di tutte le funzioni rieducative e recuperative agli enti locali e ai loro servizi.

L’obiettivo diviene quello di tutelare i processi educativi in atto del minore, puntando alla sua responsabilizzazione, ma contemporaneamente ad un processo di rieducazione in linea con i singoli bisogni del soggetto.

Nel quarto capitolo si analizzano le misure cautelari, richieste dal PM e disposte con decreto dal Giudice che decide sulla base della relazione stilata dai servizi minorili e dai risultati degli accertamenti sulla personalità del minore.

Le prescrizioni in libertà consistono nell'imposizione al minore di obblighi inerenti lo studio, il lavoro, ogni altra attività utile al suo percorso educativo.

La permanenza in casa, invece, consiste nell'obbligo di rimanere presso la propria abitazione o presso altro luogo di privata dimora. La misura può essere integrata con altre prescrizioni come limitazione e/o divieto della facoltà del minore di comunicare con persone diverse da quelle con lui coabitanti. Tuttavia, il Giudice può anche consentire al minore di allontanarsi dalla propria abitazione o da altro luogo di privata dimora per andare a scuola e seguire un corso formativo.

Si può prevedere anche il collocamento in comunità: per comunità pubblica si intende quella direttamente organizzata dai Centri per la Giustizia Minorile o in collaborazione con gli Enti Pubblici; dicasi, invece, comunità autorizzata, quella frutto di accordi tra i centri per la Giustizia Minorile e le strutture che operano nel campo adolescenziale riconosciute dalla Regione Competente. La misura consiste nel ricovero del minore in una struttura pubblica o autorizzata allo scopo di impedirgli la libera circolazione e garantirgli una vigilanza continuativa.

Infine, vi è la custodia cautelare in carcere e si può procedere alla carcerazione preventiva nei confronti del minore solo laddove si proceda per reati puniti con la pena dell'ergastolo o con la reclusione non inferiore ad anni 9. L'unica eccezione è costituita dalla violazione del collocamento in comunità. In tale caso, è sufficiente che si proceda per un reato punito con la reclusione non inferiore ad anni 5.

È stata evidenziata la modalità della messa alla prova, procedimento per i minorenni introdotto con il D.P.R. 448/1988.

L’art. 28 dichiara che "Il giudice, sentite le parti, può disporre con ordinanza la sospensione del processo quando ritiene di dover valutare la personalità del minorenne all'esito della prova disposta a norma del comma 2. Il processo è sospeso per un periodo non superiore a tre anni quando si procede per reati per i quali è prevista la pena dell'ergastolo o della reclusione non inferiore nel massimo a dodici anni; negli altri casi, per un periodo non superiore a un anno. Durante tale periodo è sospeso il corso della prescrizione. Con l'ordinanza di sospensione il giudice affida il minorenne ai servizi minorili dell'amministrazione della giustizia per lo svolgimento, anche in collaborazione con i servizi locali, delle opportune attività di osservazione, trattamento e sostegno. Con il medesimo provvedimento il giudice può impartire prescrizioni dirette a riparare le conseguenze del reato e a promuovere la conciliazione del minorenne con la persona offesa dal reato. Contro l'ordinanza possono ricorrere per cassazione il pubblico ministero, l'imputato e il suo difensore. La sospensione non può essere disposta se l'imputato chiede il giudizio abbreviato o il giudizio immediato. La sospensione è revocata in caso di ripetute e gravi trasgressioni alle prescrizioni imposte".

Nel quarto capitolo, inoltre, si enunciano diversi autori che sottolineano l’importanza del tempo libero e della gestione di esso. In generale, si può affermare che i ragazzi necessitino sia di incontrare i loro coetanei, sia di partecipare ad attività formative e ricreative poiché entrambe hanno la funzione di offrire supporto sociale, amicizia, intimità e contatti.

Infine, si è sottolineato il ruolo fondamentale della famiglia e del gruppo dei pari.

Una famiglia è un sistema organizzato in modo da essere il nucleo alla base della società. Questo significa che si tratta di una collettività governata da norme, valori e orientamenti comportamentali, ma anche da gerarchie e ruoli familiari che danno a ogni suo membro una specifica collocazione. E tutto questo si riflette sulla società.

Il modo in cui i membri della famiglia si relazionano tra di loro definisce il modo in cui essi si rapportano con il resto della società. D’altra parte i pari non hanno un ruolo meno rilevante: la loro presenza è necessaria per la definizione della personalità del minore, sia in una accezione positiva, che negativa.

4

Capitolo 1

Chi sono gli adolescenti e quali difficoltà incontrano

L'adolescenza è il periodo di vita che va dall'inizio della pubertà (13/14 anni) a 18 anni, e l'identità, durante questa fase, subisce una serie di cambiamenti che portano la persona verso due obiettivi: raggiungere la propria autonomia e la propria indipendenza, indispensabili per immergersi nella vita adulta.

1James Marcia, attraverso la sua teoria sull'identità adolescenziale, ha cercato di far luce su questo processo suggerendo quattro status di identità, preceduti dalla presenza di una delle due circostanze di seguito riportate: avere o non aver attraversato una crisi di identità, avere o non aver assunto impegni professionali, ideologici o personali.

La crisi di identità nasce quando il ragazzo prende coscienza delle tante alternative presenti negli ambiti della sua vita e questo lo può portare ad essere confuso su se stesso e su cosa vorrebbe essere, soprattutto se si ritrova a dover scegliere da solo.

Risulta complicato anche aderire ad uno schema di principi e valori in un’epoca nella quale, come descrive Umberto Galimberti, vi è la negazione di ogni valore, concetto chiamato da Nietzsche "il più inquietante fra tutti gli ospiti".

Finiscono sullo sfondo, corrosi dal nichilismo, i concetti di individuo, identità, libertà, senso, ma anche quelli di natura, etica, politica, religione, storia, tutti concetti di cui si è nutrita l'età pretecnologica. Chi più sconta la sostanziale assenza di futuro che caratterizza l'età della tecnica, questa da noi vissuta ora, sono i giovani, contagiati da una progressiva e sempre più profonda insicurezza, condannati a una deriva dell'esistere che coincide con il loro assistere allo scorrere della vita in terza persona.

La teoria sull'identità adolescenziale

Marcia evidenzia come primo stadio della sua teoria la confusione dell’identità caratterizzata da un adolescente che non ha adottato ancora alcun impegno o sta esplorando le alternative che gli si presentano.

In questo periodo l'adolescente non si preoccupa della sua identità, ma si tratta di una fase transitoria, poiché il ragazzo sarà costretto comunque a svilupparla. Di seguito troviamo la fase moratoria: l’adolescente ha subito una crisi di identità, ma non ha ancora assunto impegni di alcun tipo. È un momento pericoloso perché, se l'adolescente ha una scarsa autostima, questo può portarlo a comportamenti devianti.

Il terzo stadio è chiamato identità del successo, fase in cui l'adolescente ha superato quella precedente e ha assunto alcuni impegni ideologici, professionali e personali. Dopo la crisi vissuta nella fase precedente ed aver esplorato le alternative possibili, l'individuo ha scelto il percorso che vuole seguire per continuare a svilupparsi come persona. Questo porta alla costruzione dell’identità e ad avere un'idea di come è la stessa e la persona si sentirà sicura di sé e mostrerà un atteggiamento positivo sia dal punto di vista comportamentale che personale.

Se la crisi di identità non viene vissuta, la costruzione avverrà non attraverso l’esplorazione delle alternative, ma seguendo i consigli o le linee guida di un adulto.

Le persone che si trovano in questo stato mostrano una soluzione migliore di quelle che sono in fase moratoria o diffusa; questa fase è l’ultima ed è detta identità ipotecaria.

1 James E. Marcia è uno psicologo clinico e dello sviluppo che ha insegnato alla Simon Fraser University della British Columbia, Canada e alla State University di New York a Buffalo, nello stato di New York. Marcia è forse meglio conosciuto per le sue estese ricerche e scritti sullo sviluppo psicologico, con un'attenzione specifica focalizzata sullo sviluppo psicosociale dell'adolescente e sullo sviluppo dell'identità durante la vita. - Wikipedia

3 Friedrich Wilhelm Nietzsche (Röcken, 15 ottobre 1844-Weimar, 25 agosto 1900) è stato un filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco. Sosteneva che i grandi valori della cultura occidentale, quali la verità, la scienza, il progresso, la religione, dovessero essere smascherati nella loro mancanza di fondamento e nella loro natura di mera finzione. Riteneva che nell'uomo ci fosse una sostanziale paura verso la creatività della vita e la volontà di potenza, che produceva valori collettivi sotto la cui giurisdizione la vita viene disciplinata, regolata, schematizzata. - Wikipedia

2 U. Galimberti, L’ospite inquietante – il nichilismo e i giovani, Feltrinelli, 2008

5

Identità personale e cambiamento

È importante comprendere come l'identità personale non sia qualcosa di unitario e non sia un processo irrevocabile. Dicendo che non è unitario, intendiamo che questo processo può verificarsi a ritmi diversi nei vari aspetti della nostra identità. Ad esempio, il soggetto può assumere alcuni impegni che determinano la sua identità professionale, ma in relazione alla sua identità politica, si trova in un periodo di moratoria.

Inoltre, non è irrevocabile, poiché frutto di un processo dinamico di andata e ritorno. Ciò significa che dopo aver raggiunto un'identità di successo, la persona può ritrovarsi in una nuova crisi di identità, che porta a un'identità diversa dalla precedente.

Questo succede perché gli esseri umani sono in continuo, inevitabile, non sempre consapevole, cambiamento e in adolescenza la metamorfosi è il tema principale.

Il mutamento parte dal corpo ma investe tutta la persona negli aspetti emotivi, cognitivi e sociali; il corpo ad un certo punto, senza preavvisi, si mette in moto e si trasforma dando il via allo sviluppo cognitivo, affettivo e anche sessuale. Questo cambiamento si colloca generalmente intorno agli 11-13 anni per le femmine e ai 12-14 per i maschi.

Il corpo dell’adolescente cambia continuamente e in maniera disarmonica, compare l’acne, la prima peluria e lo sviluppo degli organi sessuali e i concomitanti cambiamenti ormonali concludono questa vera e propria esplosione che giustifica vissuti di smarrimento e confusione sia per l’adolescente che per chi gli sta

Anteprima
Vedrai una selezione di 13 pagine su 56
Il minore e la devianza Pag. 1 Il minore e la devianza Pag. 2
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Il minore e la devianza Pag. 6
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Il minore e la devianza Pag. 11
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Il minore e la devianza Pag. 16
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Il minore e la devianza Pag. 21
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Il minore e la devianza Pag. 26
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Il minore e la devianza Pag. 31
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Il minore e la devianza Pag. 36
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Il minore e la devianza Pag. 41
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Il minore e la devianza Pag. 46
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Il minore e la devianza Pag. 51
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Il minore e la devianza Pag. 56
1 su 56
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/17 Diritto penale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher asya.c di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto penale minorile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Sirimarco Mario.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community