Dediche e ringraziamenti
Ai miei genitori e a mia zia, a chi mi è stato vicino e a chi voglio bene, a te che non ci sei più, a voi che siete punti di forza e mai di debolezza. A., E., F., L., R., S.
Ringrazio la Prof.ssa Proto Maria per la passione trasmessami nell'insegnamento delle materie da lei insegnate e per il suo impegno e la sua disponibilità nel seguirmi durante il percorso di laurea.
Indice
- Introduzione 5
- Prima parte: La Green Energy quale strategia per la sostenibilità ambientale. Il rapporto dell’uomo con l’ambiente. 1. 6
- Un passo verso l’ambiente: la sostenibilità ambientale. 2. 7
- Green Energy: un legame stretto con la sostenibilità. 3. 9
- Seconda parte: Il ruolo delle risorse idriche per la sostenibilità energetica. L’acqua: l’oro blu. 1. 11
- Energia idroelettrica: uno sguardo al passato. 2. 13
- Idroelettrico: tra presente e futuro. 3. 14
- Conclusioni 19
- Bibliografia 20
Introduzione
Il rapporto dell’uomo con l’ambiente, inizialmente pacifico e di rispetto, col passare del tempo si è tramutato in un rapporto conflittuale. Nonostante in passato, ripetutamente, siano stati lanciati accorati appelli per avviare un’inversione di tendenza, questi sono rimasti inascoltati fino alla metà del secolo scorso. Attualmente, l’impegno delle diverse Nazioni ha portato all’emissione di numerosi provvedimenti che permetteranno di ricreare, o almeno cercare di ricreare, gli equilibri rotti, con la consapevolezza che molti dei danni provocati non saranno sanabili.
In conseguenza dei suddetti provvedimenti, si è originato un orientamento verso l’utilizzo delle risorse naturali, usate fin da sempre dall’uomo e pian piano sfruttate al di là dei loro limiti naturali con l’avvento delle innovazioni. Con l’utilizzo delle risorse e con una ricerca mirata all’adozione di tecnologie sempre più “efficienti” da un punto di vista tecnico, si è dato inizio a un cammino, che dovrà essere ripensato in chiave sostenibile, ma che porterà a dei risultati importanti per l’uomo.
Dal Sole, al vento, al calore della Terra, ognuno di questi elementi viene utilizzato per creare nuove fonti di energia. L’acqua, elemento che insieme con l’aria è vitale per l’uomo, elemento preponderante sulla Terra, ha visto il suo impiego per la produzione di energia fin dalla Rivoluzione Industriale, anche se il suo ruolo fondamentale si è accresciuto solo nell’ultimo secolo.
Gli argomenti trattati nei capitoli seguenti riguardano la sostenibilità, la Green Energy e in particolare l’acqua, o meglio il suo utilizzo come fonte per produrre energia utile alle attività antropiche. I suddetti argomenti, strettamente collegati fra loro, sono i protagonisti di un legame esistente da tempi remoti che, nonostante sia stato dimenticato per un periodo di tempo lungo, è tornato alla ribalta con soluzioni innovative.
La strada è stata tracciata, ora è compito dell’uomo seguirla durante il suo cammino verso le generazioni future.
Prima parte
La Green Energy quale strategia per la sostenibilità ambientale
L’uomo è riuscito a creare un rapporto con l’ambiente, da sempre in cui hanno avuto luogo tutte le sue attività. Inizialmente, il rapporto uomo-ambiente era equilibrato, in quanto, esisteva un legame di rispetto ambientale dovuto al fatto che l’ambiente venisse visto come un “serbatoio” di risorse, da cui egli poteva attingere risorse destinate alle sue attività e al sostentamento. Il fatto stesso che le risorse venissero utilizzate, sia lavorandole che non, comportava la produzione di rifiuti, che ritornavano a far parte dell’ambiente.
La loro quantità generata era metabolizzabile dallo stesso, perché i danni non erano visibili, in quanto esigui poiché l’ambiente riusciva ad “assorbire” le scorie che l’uomo immetteva al suo interno. Il rapporto, quindi, che con esso si era instaurato, era di rispetto dei cicli naturali.
Con la prima Rivoluzione Industriale, le cose cambiarono notevolmente, poiché con la nascita delle prime industrie e con un uso massiccio di risorse non rinnovabili, l’ambiente iniziò a subire i primi danni, soprattutto per la produzione di scorie, le quali erano immesse al suo interno in misura nettamente spropositata.
In un primo momento, ci furono tentativi, seppur minimi e con risultati deludenti, di salvaguardia dell’ambiente attraverso divieti e norme; in corrispondenza dei primi problemi, iniziarono a sorgere numerose correnti di pensiero su ciò che sarebbe accaduto all’uomo e all’ambiente, se i ritmi di produzione di beni e di scorie fossero rimasti tali o addirittura aumentati notevolmente. Queste correnti non furono sempre accolte con favore dall’opinione pubblica, un esempio su tutti il pensiero di T.R. Malthus, il quale paventava l’ipotesi di un’insufficienza di risorse per le future generazioni, che crescevano secondo una legge esponenziale, rispetto alle risorse, le quali crescevano e continuano a crescere in maniera minore secondo una legge lineare.
In conclusione, si sarebbero dovuti aspettare gli anni della seconda metà del Novecento, per vedere un nuovo e più elevato interessamento alla questione ambientale. Esempi importanti di questo nuovo interessamento sono alcune pubblicazioni come: “Primavera silenziosa” di Rachel Carson del 1962 e “Il cerchio da chiudere” di Barry Commoner del 1972, oltre ai numerosi interventi svolti a livello mondiale, da cui sono scaturiti i 26 principi fissati nell’incontro di Stoccolma, la Dichiarazione di Rio sull’ambiente e lo sviluppo del 1992, l’Agenda 21, la Dichiarazione dei principi per la gestione sostenibile delle foreste, la Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, la Convenzione quadro sulla Biodiversità e il Protocollo di Kyoto. Queste sopra elencate sono delle iniziative importanti e alcuni vincolanti per regolare il rapporto tra uomo e ambiente e, ancor più, per far sì che questo venga valorizzato e protetto.
Un passo verso l’ambiente: la sostenibilità ambientale
Per sostenibilità si intende la caratteristica di un processo o di uno stato che può essere mantenuto ad un certo livello in modo definitivo. Il termine sostenibilità è stato usato per la prima volta nei lavori elaborati dal Club di Roma. Questi scritti sono pervenuti in un periodo in cui le risorse presenti in natura venivano utilizzate in maniera eccessiva, con la principale conseguenza del rapido avvicinamento al loro depauperamento.
All’interno di questi elaborati, però, il termine sostenibilità non era riferito al solo ambito ambientale; infatti, era preso in considerazione dai paesi sviluppati, dove è presente, da lungo tempo, un’elevata attività industriale, in cui i problemi principali erano l’inquinamento e il consumo eccessivo di risorse necessarie per le varie attività umane. Il discorso cambierebbe se si prendessero in esame i paesi in via di sviluppo, dove i problemi collegati alla sostenibilità riguardano le condizioni di vita della popolazione.
È grazie ai lavori effettuati dalla Commissione Brundtland che viene instaurato un collegamento tra il termine sostenibilità e l’ambito ambientale. Si definisce sostenibilità ambientale, l’equilibrio del soddisfacimento dei bisogni delle attuali generazioni, senza compromettere la capacità di soddisfazione dei bisogni delle generazioni future. È necessario ampliare maggiormente questa definizione, per meglio collegarsi all’ambito ambientale, considerando come bisogni ineludibili proteggere la longevità dei sistemi (climatico, agricolo, forestale, industriale e della pesca) con cui l’uomo si relaziona, in virtù del fatto che le attività antropiche vanno a ripercuotersi sulla stessa.
Ultimamente, si è notato come il ritmo con cui vengono consumate le risorse non sia più sostenibile, in quanto quelle non rinnovabili si avvicinano velocemente al loro esaurimento, mentre quelle rinnovabili, non solo non sono in grado di rigenerarsi in quanto consumate in quantità superiore alla loro capacità di rigenerazione ma, a causa dell’inquinamento, tendono progressivamente a deteriorarsi con gravi conseguenze per l’ambiente. Di conseguenza, non bisogna solo limitarsi all’aspetto ambientale, bensì è necessario considerare anche quello economico, in quanto una situazione come quella attuale, in assenza di un’imminente inversione di tendenza, avrà delle ripercussioni anche economiche, poiché si potrebbe verificare non solo una contrazione dello sviluppo, ma si rischierebbe altresì di andare incontro ad una sua fase di stallo.
Numerose sono le cause che hanno portato ad un uso sconsiderato delle risorse naturali. Esse sono da ricercare nelle numerose scoperte tecnologiche e nel consumismo sfrenato, che hanno portato l’uomo ad allontanarsi sempre di più dall’ecosistema, senza considerare i danni che man mano stavano producendo. Per porre rimedio a questa situazione, diventata sempre più grave, vi è bisogno di un piano chiaro e preciso, che vada a colpire tutte le cause che hanno condotto all’insostenibilità ambientale.
Le prime misure, o meglio, il primo approccio al problema, con relativa presa di coscienza della situazione, si è avuto con l’Earth Summit di Stoccolma, tenutosi nel 1972, dove sono stati fissati 26 principi riguardanti quelle che sono le responsabilità dell’uomo in relazione all’ambiente globale. Successivamente, vi è stato l’intervento della Commissione Brundtland (1987), che oltre a dare una definizione di sostenibilità ambientale, ha dato un contributo sul rapporto che deve esistere tra la crescita economica e le risorse, in quanto la crescita deve essere realizzata tenendo conto di quelli che sono gli equilibri naturali odierni e futuri. Inoltre, è stato introdotto il concetto di ciclo chiuso, secondo cui il ciclo produttivo del prodotto deve concludersi con il riciclo delle scorie, evitando che la maggior parte di esse vengano disperse nell’ambiente inquinandolo.
Da questi primi “interventi”, si può evincere come il cammino, intrapreso a livello globale, sia quello di cambiare l’ottica dell’uomo nel momento in cui produce i beni e i servizi. La produzione deve essere sostenibile, quindi bisogna utilizzare le risorse naturali, rispettando i tempi di riproduzione delle stesse, realizzando prodotti che non abbiano un forte impatto sull’ambiente e cercando di riciclare le scorie che vengono realizzate nel ciclo di produzione.
La sostenibilità ruota su quattro componenti:
- Sostenibilità economica, con cui si intende la capacità di generare reddito e lavoro per il sostentamento della popolazione;
- Sostenibilità sociale, con la quale viene intesa la capacità di generare benessere, che dev’essere distribuito equamente tra la popolazione senza distinzioni di classe e genere.
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