Donne, lavoro e discriminazione di genere
Sociologia generale - Scienze della comunicazione
Emilia Brundu, matricola 66017 - A.A. 2020-2021
Indice
1 La discriminazione di genere
Una violenza mimetizzata
2-3 Le teorie
L’idea di una differenza naturale e biologica
La socializzazione di genere e il pensiero dei funzionalisti
Il femminismo
Connell e l’ordine di genere
Goldthorpe e la posizione della donna come riflesso di quella del marito
4-7 Il mondo del lavoro per la donna
I numeri nel mondo
La situazione in Europa
8-11 Esercizio di ricerca
Perché le interviste?
Prima intervista
Seconda intervista
11 Considerazioni finali
12 Bibliografia e sitografia
Donne, lavoro e discriminazione di genere Emilia Brundu - 30/35/66017
La discriminazione di genere
Comunemente, si crede che genere e sesso siano sinonimi. Se così fosse, non
esisterebbero la distinzione tra le caratteristiche dettate da biologia e anatomia e la
costruzione sociale e culturale riguardante le distinzioni tra uomo e donna. Per esempio,
non si spiegherebbe il perché gli individui intersessuali vengano considerati o un uomo o
una donna (non entrambi). La distinzione tra uomo e donna è fondata sulla norma
sessuata: un individuo intersessuale la vìola, quindi la sua condizione viene considerata
come patologica. Il genere è una costruzione sociale e culturale, mentre il sesso
corrisponde alle caratteristiche dettate da biologia e anatomia.
La disuguaglianza , in generale, è l’accesso differenziato alle risorse e alle ricompense
sociali. L’esistenza di una distinzione basata sul genere implica lo sviluppo di
stratificazioni sociali : da queste nascono le disuguaglianze tra il genere maschile e il
genere femminile. Per esempio, in una società patriarcale, l’uomo ha una posizione di
dominio rispetto alla donna, radicata nell’organizzazione della società: l’uomo si occupa
del lavoro in ambito pubblico, mentre la donna si occupa del lavoro domestico privato.
Le disuguaglianze basate sul genere sono riprodotte nella società in ogni ambito. A livello
di struttura esiste disuguaglianza nel mondo del lavoro, nel carico della cura, nel gap
salariale e nel cosiddetto “soffitto di cristallo” . A livello di cultura , invece, la
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disuguaglianza si concretizza negli stereotipi, nel giudizio morale e nei ruoli di genere.
Una violenza mimetizzata
Il contesto di discriminazione di genere porta alla violenza maschile sulle donne (non solo
fisica) e alla conseguente legittimazione della violenza. A questo punto molte persone
potrebbero pensare che possa essere considerata violenza solo quella fisica, quella
comunemente condannata che spesso si presenta all’interno delle mura domestiche. Si
ignora il fatto che la violenza possa essere anche strutturale , cioè riprodotta in contesti
pubblici e quotidiani. Si parla, in questi casi, di violenza sistemica , in quanto esistono
diversi tipi di violenza dovuti alla dimensione sistemica del sessismo. Si tratta di una
violenza invisibile, trasparente, mimetizzata e, per questo, c’è chi non si sente coinvolto o
responsabile. Essere violenti, in questo senso, non significa necessariamente prendere
parte a episodi di violenza evidente e fisica: chi non riconosce l’esistenza di privilegi
dettati dalla differenza tra generi a livello sociale rafforza, a suo modo, la disuguaglianza.
Soffitto di cristallo: espressione metaforica per indicare una situazione in cui l’avanzamento di carriera è
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impedito dalla discriminazione e da ostacoli di natura sociale, culturale o psicologica.
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Donne, lavoro e discriminazione di genere Emilia Brundu - 30/35/66017
Le teorie
Attorno alle differenze di genere si sono create diverse scuole di pensiero sul motivo della
loro esistenza e sopravvivenza nella società.
L’idea di una differenza naturale e biologica
L’idea di una differenza basata sulla biologia , quindi naturale, è stata fortemente
criticata, in quanto non è possibile analizzare la disuguaglianza tra generi senza
considerare l’ interazione sociale nella definizione del comportamento umano. Chi
sostiene questa idea porta vari esempi per sostenere il fondamento biologico delle
differenze: un esempio è che, in quasi tutte le culture antiche, l’uomo e solo l’uomo
partecipava alla caccia e alla guerra.
La socializzazione di genere e il pensiero dei funzionalisti
I sociologi funzionalisti, insieme ad altri, spiegano le differenze basate sul genere a partire
dall’apprendimento dei ruoli di genere che avviene nell’ambito di diverse agenzie, come
la famiglia, la scuola o il luogo di lavoro.
Talcott Parsons (1902-1979), in quanto sociologo funzionalista, ritiene che le differenze di
genere siano funzionali all’equilibrio della divisione del lavoro all’interno della famiglia.
Mentre il ruolo del genere femminile risulta espressivo , in quanto è utile a garantire
sicurezza e affetto ai figli, quello del genere maschile risulta strumentale e garantisce il
sostentamento economico della famiglia. Da questo punto di vista, si può, quindi, notare
come l’uomo operi nell’ambito pubblico , mentre la donna svolge le proprie funzioni
nell’ambito privato , all’interno delle mura domestiche. Questa complementarità tra ruoli
permetterebbe, secondo Parsons, il funzionamento equilibrato della società.
Questa teoria è stata e continua a essere fortemente criticata soprattutto per il fatto che la
socializzazione di genere non può essere vista come una programmazione culturale, in
quanto i diversi agenti coinvolti nella creazione di una concezione relativa ai generi e ai
ruoli possono essere in contrasto tra loro e l’individuo può modificare le aspettative
sociali legate ai ruoli sessuali. 2
Donne, lavoro e discriminazione di genere Emilia Brundu - 30/35/66017
Il femminismo
Il femminismo non ha solamente prodotto dei contributi teorici per spiegare le
disuguaglianze, ma ha anche tentato di formulare programmi per il loro superamento .
Tra le principali forme di femminismo si possono distinguere il femminismo liberale e
quello radicale. Quello liberale cerca di analizzare i singoli fattori che contribuiscono alla
formazione di disuguaglianze e si concentra sulla promozione delle pari opportunità. Il
femminismo radicale, invece, crede che esista una dominazione di tipo sistematico degli
uomini nei confronti delle donne, portata avanti da una società di tipo patriarcale:
l’uguaglianza si può risolvere radicalmente solo col rovesciamento totale di tale sistema.
Connell e l’ordine di genere
Raewyn Connell (1944) ha lavorato sul concetto di ordine di genere . L’ordine di genere è
l’insieme delle pratiche e delle relazioni sociali che definiscono le varie forme della
maschilità e della femminilità. Questo ordine &egra
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