U S B A M
NIVERSITÀ DEGLI TUDI DI ARI LDO ORO
DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE, PSICOLOGIA,
COMUNICAZIONE
CORSO DI LAUREA IN
SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE
D.M. 270/04
T
ESI DI LAUREA IN
PSICOLOGIA DINAMICA
I DIVERSI VOLTI DI NARCISO
TEORIE A CONFRONTO SUL NARCISISMO
Relatrice: Laureanda:
Prof.ssa Claudia P
Matricola:
Anno Accademico 2021-2022
“ Alla mia famiglia,
per il vostro sostegno,
per essere stati la mia bussola ed il mio porto sicuro,
SEMPRE.”
INDICE
INTRODUZIONE ........................................................................................................... 5
CAPITOLO 1. Origine del termine e del concetto di narcisismo ................................... 8
1.1 Il mito greco di Narciso ........................................................................................ 8
1.2 Il narcisismo secondo il modello pulsionale classico di Freud ............................... 9
Freud: “Introduzione
1.3 al Narcisismo” .................................................................. 13
1.4 Strategie di accomodamento sul narcisismo ........................................................ 16
Ritorno a Freud: Lacan e lo stadio dell’Immaginario
1.5 .......................................... 20
CAPITOLO 2. Il narcisismo attraverso la teorizzazione psicodinamica ..................... 24
2.1 La dinamica narcisistico-relazionale secondo la teoria delle relazioni oggettuali ... 24
2.2 Il narcisismo nella visione di Melanie Klein .......................................................... 24
2.3 Il narcisismo e il Falso Sé di Winnicott............................................................... 26
2.4 Il narcisismo grandioso di Kernberg ................................................................... 28
2.5 Il narcisismo distruttivo di Rosenfeld ................................................................. 34
2.6 Il narcisismo nella Psicologia del Sé di Heinz Kohut .......................................... 35
L’eterno dibattito Kohut-Kernberg
2.7 ..................................................................... 40
Il narcisismo nell’era post-moderna
CAPITOLO 3. ..................................................... 44
3.1 Narcisismo Overt e Covert ................................................................................. 44
3.2 I sei sottotipi del narcisismo di Theodore Millon ................................................ 46
“Il narcisismo. L’identità rinnegata” di Alexander Lowen
3.3 .................................. 48
3.4 Il narcisista inconsapevole/narcisista ipervigile di Glen O. Gabbard ................... 51
3.5 Attaccamento e narcisismo, una prospettiva illuminante. .................................... 56
CONCLUSIONI ........................................................................................................... 63
BIBLIOGRAFIA .......................................................................................................... 66
INTRODUZIONE
Attraverso questo mio lavoro di tesi ho voluto approfondire un tema molto attuale e
controverso: il narcisismo. In particolar modo, partendo dalla mitologia con Ovidio ed il suo
racconto di Narciso, ho cercato di addentrarmi sempre più in quello che infine si è palesato
come un quadro dipinto da diversi autori, ognuno con la propria visione e la propria tecnica,
tanto da dare a questo quadro più di un volto: i mille volti di Narciso.
Il termine Narcisismo fa la sua prima apparizione in campo psichiatrico, con lo psichiatra
tedesco H. H. Ellis che con il termine narcissus-like, fa rifermento particolare alla
masturbazione ed a quei casi in cui viene assunto come oggetto sessuale la persona stessa.
Successivamente, nell’anno 1899, il termine viene ripreso dallo psichiatra e criminologo H.
Näcke, il quale lo utilizzerà in riferimento alle perversioni sessuali.
In entrambi i riferimenti però, non vi è particolare attinenza con il significato attuale e
sicuramente più esteso che il termine Narcisismo ha acquisito nel tempo.
Spesso quando si parla di Narcisismo, argomento che negli ultimi anni sembra aver
1
riacceso nuovamente i dibattiti , si tende a confonderlo erroneamente con la patologia e
quindi ad adoperare un uso fuorviante del termine. Risulta necessario dunque, prima di
addentrarsi nel dettaglio della tematica affrontata, delineare in pochi e chiari passaggi cosa
s’intende per narcisismo e cosa invece per disturbo narcisistico della personalità.
Il concetto di ‘narcisismo’ in psicologia è utilizzato per descrivere il sano amor proprio,
cioè il normale amore per sé stessi, una forte autostima, un autentico concetto di sé ed una
capacità di resilienza emotiva.
Si ritiene invece che il suo malfunzionamento possa giocare un ruolo centrale nell’origine
di molte patologie psichiatriche. Il ‘disturbo narcisistico della personalità’ è dunque una
manifestazione patologica di alcuni tratti del narcisismo, ad oggi riconosciuto nel DSM-V
(Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, APA, 2013) inserito tra i Disturbi
della Personalità (II asse) ed avente un quadro sintomatologico a sé stante. Il Disturbo
Narcisistico di Personalità (DNP) sarebbe caratterizzato da tre aspetti principali: la
grandiosità, la necessità di ammirazione e la mancanza di empatia. Tali caratteristiche insieme
ad altre elencate integralmente nel manuale, devono essere pervasive, persistenti e
patologiche.
1 Nel 2013 il gruppo di lavoro per il DSM-5 si riunì per sviluppare i criteri per il cosiddetto "disturbo
narcisistico di personalità" e ne propose addirittura la cancellazione dal manuale a causa della sua vaghezza
concettuale. Di qui l’impegno e la richiesta a gran voce da parte di molti psicologi affinché al contrario vi
rimanesse, anzi, si arricchisse anche dai nuovi risultati empirici. 5
Il presente lavoro parte dunque dall’esigenza di delineare un inquadramento teorico
delle principali teorie sul narcisismo, a partire dal modello pulsionale classico di Sigmund
Freud il quale, nel suo primo saggio sul narcisismo del 1914 (Introduzione al narcisismo),
nella quale l’Io rappresenta l’oggetto
pone lo stadio narcisistico come una fase della libido,
il soddisfacimento delle proprie pulsioni e vi è dunque, un’indifferenza per il
principale per
mondo esterno. Questa fase corrisponde a quello che Freud identificherà come “narcisismo
primario”. Vedremo anche che nel corso degli anni, a seguito di alcune critiche mosse alla sua
teoria, congiuntamente alle nuove scoperte offertegli dalla clinica, egli inizierà una sorta di
rimaneggiamenti dei suoi concetti, facilmente riscontrabili per esempio nella sua opera Al di
là del principio di piacere del 1920. Chi invece ritornerà e terrà fede in qualche modo alla sua
visione dell’Io,
teoria, in particolar modo alla sarà Jaques Lacan, il quale introducendo lo
stadio dell’Immaginario, affronterà il tema del narcisismo ponendolo a metà strada tra
l’identificazione con l’Io stesso e il risultato di una dinamica relazionale oggettuale spiegata
successivamente grazie alla Kleine.
In seguito il focus si sposta lungo un continuum delle principali teorie psicodinamiche
del primo ‘900 che analizzeranno la questione del narcisismo da diversi punti di vista
partendo, come vedremo, dalla teoria delle relazioni oggettuali che supera la concezione
freudiana, approdando a nuove concettualizzazioni nelle quali primaria diventa la relazione:
concetto avallato da Melanie Kleine nel saggio “Note su alcuni meccanismi schizoidi” (1946).
Grazie agli approfondimenti delle diverse teorie formulate da vari psicoanalisti ci si potrà
render conto di cosa abbia potuto portare, per esempio, Rosenfeld a parlare di un “narcisismo
distruttivo”, o Kernberg a definire il “narcisismo grandioso” e, sempre a proposito di
Kernberg, sarà interessante comprendere quanti e quali meccanismi di narcisismo entrano in
gioco invece in un legame di coppia; o ancora Winnicott e la sua netta distinzione tra “Vero”
e “Falso Sé”. Tra i maggiori esponenti sul tema approfondiremo inoltre la teoria dello
che, con la sua ‘Psicologia del Sé’, definisce lo stato
psicoanalista statunitense Heinz Kohut
narcisistico della mente come un investimento libidico del Sé che non ha caratteristiche
patologiche, ma rappresenta un tentativo di affrontare quelle situazioni maturative irregolari
che inevitabilmente si verificano nello sviluppo infantile.
Infine ho ritenuto opportuno concludere questo quadro generale esaminando ed
analizzando come la visione del concetto di narcisismo si sia evoluta fino ai giorni nostri:
quali sono le novità, quali i nuovi metodi di indagine e quale la posizione dei presenti autori
sul tema. Dall’analisi del saggio “Two faces of Narcissism” di Paul Wink, risultano già
lampanti le prime novità; si inizierà infatti a considerare anche un nuovo volto del narcisismo,
6
quello covert o a riconoscerne addirittura sei diverse classificazioni come vedremo con
Millon. Illuminante risulta essere anche la lettura di Alexander Lowen, “Il narcisismo.
L’identità rinnegata”, in quanto l’autore ci accompagnerà verso un nuovo modo di considerare
l’origine del disturbo narcisistico nella prima infanzia, ovvero considerando l’ipotesi che
occorresse cercare qualcosa che i genitori avessero fatto al bambino piuttosto che basarsi
soltanto sulle mancanze esperite. Egli individuerà diversi gradi di disturbi e di perdita del Sé e
distinguerà cinque tipi di turbe narcisistiche differenziandole e classificandole per
caratteristiche e per gravità. Analizzeremo anche il pensiero e la teoria di Gabbard, il quale
all’interno del DSM-V,
parte movendo una critica al riduzionismo utilizzato nel descrivere un
disturbo di così ampia portata, in soltanto nove criteri; egli infatti, come i suoi colleghi
analizzerà due diverse tipologie di narcisista: l’inconsapevole e l’ipervigile.
di Bowlby, e grazie alle nuove
In ultima analisi, grazie alla teoria dell’attaccamento
scoperte apportate dall’Infant Resarch, potremo addentrarci nel connubio
attaccamento/narcisismo ed evidenziare le diverse implicazioni esistenti ad oggi tra la teoria
dell’attaccamento e l’insorgere di un disturbo narcisistico.
Tale elaborato si propone dunque di ricercare, analizzare e differenziare le diverse teorie
che nel corso del tempo si sono raccolte attorno ad un tema così ampio ed affascinante come il
Narcisismo e di comprenderne i contorni dello scenario teorico attuale. 7
PRIMO CAPITOLO
ORIGINE DEL TERMINE E DEL CONCETTO DI NARCISISMO
“Narciso vivrà fino a tarda età, purché non conosca mai se stesso”.
(Publio Ovidio Nasone, Metamorfosi)
( Michelangelo Merisi da Caravaggio: Narciso, 1594-1596.)
1.1 Il mito greco di Narciso
nelle Metamorfosi di Ovidio che si racconta, come solo la magia e l’eleganza della
È
mitologia sanno fare, della figura e delle vicende del giovane Narciso.
Figlio del dio Censo e della ninfa Lirope, secondo la leggenda, Narciso era un giovane di
straordinaria bellezza, amato e ammirato da chiunque incrociasse la sua strada.
Sua madre, Lirope, volle consultare l’indovino Tiresia per predire quale sarebbe stato il
destino del suo amato figlio. La risposta che ricevette fu però alquanto ambigua, ovvero il
8
giovane Narciso sarebbe vissuto finché non si fosse mai conosciuto. Il significato della
profezia però non tardò a spiegarsi.
Un dì Narciso, amante della caccia, percorreva i sentieri di un bosco quando in uno di
questi si imbatté nella ninfa Eco, la quale si innamorò follemente di lui, ma dopo essersi
lanciata in un abbraccio, venne respinta e allontanata da Narciso, il quale non volle
corrispondere il suo amore ritenendosi troppo affascinante e bello per potersi accompagnare
con una semplice ninfa. Eco soffrì terribilmente per questo amore non corrisposto, fino a
struggersi di dolore e perdendo le sue forze invocando invano Narciso; di lei ne restò solo la
voce, fino a spegnersi pian piano.
Fu allora che Nèmesi, dea della giustizia e della vendetta, mossa a pietà per la
infelicissima ninfa, decise di vendicarla. Guidò dunque Narciso sulle sponde di un fiume le
cui acque limpide gli rimandavano come in uno specchio, l'immagine di lui riflesso e della sua
bellezza: Narciso, vinto dall'ammirazione per l'immagine riflessa di se stesso, se ne innamorò
perdutamente al punto di volerla raggiungere, così cadde e annegò nelle acque del fiume.
Ecco quindi avverarsi le parole sibilline di Tiresia: Narciso muore consumato dal più vano e
ridicolo amore, mutato dalla dea vendicatrice nel fiore che ancora oggi conserva il suo nome.
1.2 Il narcisismo secondo il modello pulsionale classico di Freud
Prima di addentraci nello specifico della teoria pulsionale di Freud, è utile sapere che egli
utilizzò il concetto di narcisismo in diverse sue opere, e nel corso degli anni è interessante
osservare come la sua idea si sia evoluta. La prima volta che Freud utilizza il termine
narcisismo è in una riunione della Società psicoanalitica, a Vienna il 10 novembre 1909, e lo
farà per indicare uno stadio intermedio necessario fra l’autoerotismo infantile e l’amore
propriamente oggettuale. Il narcisismo viene dunque inteso come il porre la propria persona
ad oggetto amato. Per quanto riguarda invece la prima apparizione del termine narcisismo
avviene in una nota, aggiunta nel primo saggio dei “Tre saggi sulla teoria sessuale” (1905) e
riguarda le aberrazioni sessuali al paragrafo “oggetto sessuale degli invertiti”. In questa nota
si legge testualmente: “Finora la psicoanalisi non ha potuto chiarire completamente l’origine
dell’inversione, ma ha scoperto il meccanismo psichico della sua genesi [...]. In tutti i casi
studiati abbiamo costatato che le persone in seguito invertite attraversano negli anni
vera e propria una fase di fissazione intensa ma breve sulla donna (perlopiù la
dell’infanzia
madre); dopo averla superata si identificano con la donna e assumono sé stessi come oggetto
sessuale, vale a dire, partendo dal narcisismo, cercano uomini giovani e simili alla loro
persona che li vogliano amare come li ha amati la loro madre. Inoltre abbiamo trovato con
9
frequenza che individui pretesi invertiti non erano affatto insensibili all’attrattiva femminile,
bensì proseguendo l’eccitamento provocato dalla donna lo trasponevano su oggetto maschile.
Così ripetevano per tutta la vita il meccanismo dal quale era sorta la loro inversione. Il
desiderio ossessivo di un uomo si rivelava condizionato dalla loro continua “fuga dalla
donna” 2 (Freud S., 1905a, p. 457)
Inizialmente, quindi, Freud pone il narcisismo in stretta relazione con la perversione, in
dell’oggetto d’amore; successivamente egli riprende questa
particolare con la scelta
definizione in “Un d’infanzia Vinci” nel 1910. In quest’opera
ricordo di Leonardo Da risulta
ancora più evidente come il soggetto rimuova l’amore nei confronti della madre, mettendo se
stesso al suo posto ovvero identificandosi con la stessa madre per poi scegliere come oggetto
d’amore qualcuno simile a sé, percorrendo nuovamente la fase di autoerotismo e diventando
omosessuale.
Successivamente il tema del narcisismo verrà ripreso in “Totem e tabù: alcune
nevrotici” In quest’occasione
concordanze nella vita psichica dei selvaggi e dei (1912-1913).
però non avrà più un carattere strettamente patologico, anzi verrà indicato come
approfondiremo più avanti, come uno stadio nello sviluppo della libido del soggetto. In
quest’opera lo stadio dell’autoerotismo viene suddiviso in due diversi sotto-stadi: quello
dell’autoerotismo vero e proprio e quello narcisistico. In quest’ultimo, definito anche stadio
intermedio, le pulsioni trovano un primo oggetto, anche se questo non è ancora esterno bensì è
ricoperto dall’Io stesso; da questo se ne deduce che le pulsioni dell’Io e le pulsioni libidiche
sono ancora distinte e dunque ci ritroviamo di fronte ad un’organizzazione narcisistica,
non
alla quale secondo Freud, non si rinuncerà mai interamente nel corso della vita, anzi una parte
di questa libido permarrà sempre nell’Io.
Freud fa un importante osservazione e parallelismo sugli stadi dello sviluppo libidico e le
diverse fasi che la concezione del mondo ha attraversato, e quindi: il narcisismo
corrisponderebbe alla fase animistica, l’identificazione nei propri genitori del primo oggetto
religiosa, mentre la successiva ricerca dell’oggetto esterno nel mondo, alla
esterno alla fase
fase scientifica. Nel 1913 quindi il narcisismo entra a far parte dello sviluppo psichico
“normale” dell’individuo perdendo il suo aspetto prettamente patologico trattato invece nei
“Tre saggi sulla teoria sessuale”(1905) e “Un ricordo d’infanzia di Leonardo Da
Vinci”(1910).
Freud considera dapprima l’omosessualità come un arresto dello sviluppo psicosessuale. Nel corso degli
2
anni però egli cambia più volte teoria, ed elenca una serie di possibili motivazioni inconsce alla base del mancato
completamento dello sviluppo, tra cui la fissazione alla madre, una scelta oggettuale narcisistica, l’incapacità di
tollerare l’assenza del pene nella donna, la soggezione o la paura nei confronti del padre (Freud, 1921) 10
La teoria delle pulsioni diventa con Freud, a partire dal 1905, colonna portante della
teoria psicoanalitica e ruota attorno all’assunto fon
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Laicità dello Stato e diritto di culto in diversi ordinamenti a confronto
-
Il matrimonio e i diversi riti
-
Abitazioni caratteristiche delle diversi correnti, Storia architettura
-
Fuel cell (caratteristiche e diversi tipi di celle)