La Berlino degli anni Venti e Trenta. Il pensiero di Döblin nel romanzo Berlin Alexanderplatz
Dipartimento di scienze umanistiche S D S L L Struttura didattica speciale di lingue e letterature straniere C L T M L Corso di laurea triennale in mediazione linguistica e interculturale
Simona Morelli.
Relatore: Chiar.mo Prof.ssa Alessandra Schininà
Anno Accademico 2020-2021
A te nonna. So che saresti fiera di me.
Indice
- Abstract ................................................................................. 4
- Introduzione ....................................................................... 5
- Prima parte ........................................................................... 6
- La Berlino degli anni Venti e Trenta. ....................................... 6
- 1.1 Breve accenno storico su Berlino ...................................... 6
- 1.2 1920: la riforma che crea la Grande Berlino .................. 9
- 1.3 La repubblica di Weimar ................................................ 11
- 1.3.1 La seconda fase della Repubblica di Weimar ......... 15
- 1.3.2 Il collasso della Repubblica e l’avvento di Adolf Hitler .................................................................................... 16
- Seconda parte ................................................................... 20
- Il punto di vista dell’autore Alfred Döblin su Berlino. .......... 20
- 2.1 Biografia dell’autore ........................................................ 20
- 2.2 Berlin Alexanderplatz ...................................................... 22
- 2.2.1 Trama e stile del romanzo ......................................... 24
- 2.2.2 Il mondo berlinese narrato da Döblin ..................... 29
- 2.3 Berlino come grande metropoli ...................................... 31
- Conclusione ....................................................................... 36
- Bibliografia ....................................................................... 37
- Sitografia ........................................................................... 38
- Ringraziamenti ........................................................................... 39
Abstract
Il presente Saggio intende analizzare lo sviluppo storico della città di Berlino, soffermandosi in particolare sugli anni Venti e Trenta del Novecento che hanno caratterizzato la storia di questa capitale europea. Obiettivo primario del seguente lavoro è quello di evidenziare l’evoluzione politica e sociale della Repubblica di Weimar analizzando le innovazioni e le idee che furono al centro di cambiamenti rivoluzionari.
Nel clima sociale degli anni Venti, una personalità che si contraddistinse fu quella di Alfred Döblin che, soprattutto grazie al romanzo Berlin Alexanderplatz, si impose alla critica internazionale attraverso un linguaggio che univa l’audacia tecnica dell’espressionismo alla concreta indagine di questa grande metropoli.
Diese Diplomarbeit analysiert die historische Entwicklung Berlins. Sie konzentriert sie sich insbesondere auf die zwanziger und dreißiger Jahre des zwanzigsten Jahrhunderts, die die Geschichte dieser europäischen Hauptstadt geprägt haben. Das Hauptziel der folgenden Arbeit ist es, die Geschichte der Weimarer Republik und die Innovationen und Ideen die sie charakterisierten darzustellen.
Eine herausragende Persönlichkeit in diesem gesellschaftlichen Klima war Alfred Döblin, der vor allem durch den Roman Berlin Alexanderplatz sich der internationalen Kritik durch eine Sprache aufdrängte, die die Technik des Expressionismus mit der konkreten Untersuchung dieser großen Metropole verband.
Introduzione
Questo elaborato nasce dall’interesse verso questa bellissima Metropoli per un particolare periodo storico e come un romanzo metropolitano ne analizzi con estrema particolarità i dettagli.
L’analisi verterà sul contesto storico e sociale dapprima in via generica e dopo in ambito dettagliato attraverso la storia del protagonista del romanzo Berlin Alexanderplatz, che rappresenta l’essenza più realistica di quell’epoca.
Il lavoro risulta diviso in solo due parti ed è organizzato come segue.
La prima parte sarà interamente dedicata alla storia di Berlino, fino al 1920, l’anno simbolico per la formazione della “Grande Berlino”.
Tra i tremori delle due guerre mondiali, la Berlino degli anni Venti vivrà degli anni rivoluzionari attraverso lo spirito libero dell’era di Weimar. Verrà offerta quindi una panoramica generale degli accadimenti che hanno contrassegnato questa epoca storica, che va di pari passo, però, con fortissime tensioni ideologiche, insanabili instabilità politiche e insormontabili difficoltà economiche, che all’inizio degli anni Trenta decretano la fine brutale di questa epoca dorata spianando la strada al partito nazionalsocialista di Adolf Hitler.
La seconda parte osserva la Berlino ai tempi degli anni Venti e Trenta dal punto di vista dell’autore Alfred Döblin, così come appare nel famoso romanzo metropolitano Berlin Alexanderplatz. Tramite il racconto sulla vita del protagonista, l’attenzione sarà rivolta alle trasformazione della Berlino di quegli anni, facendo rivivere il clima di una città piena di tensioni, contraddizioni e frenesia.
L’intento di questo lavoro è quello di offrire un contributo ad approfondire il fascino di Berlino che, in perenne movimento e in continua trasformazione, diventerà una metropoli vibrante nel cuore dell’Europa.
Prima parte
La Berlino degli anni Venti e Trenta
Questo primo capitolo tratterà di una grande capitale e metropoli europea: Berlino, e nello specifico dagli anni Venti e Trenta. Andremo quindi ad analizzare cosa accadde negli immediati anni successivi alla Prima guerra mondiale, la legge che consentì alla formazione della Grande Berlino, gli anni d’oro di Berlino, e successivamente vedremo cosa è successo alla Germania durante la Repubblica di Weimar.
Infine, verrà analizzata come si arriva al morte di questa repubblica e l’ascesa di Hitler al potere.
1.1 Breve accenno storico su Berlino
Berlino è la città di maggiore rilevanza nonché anche capitale della Germania. È sede del governo tedesco ed è una delle città più popolose d’Europa.
Berlino è situata nella parte orientale della Germania, la sua superficie ha una vastità di 892 km2. Secondo delle fonti 1, molto probabilmente Berlino nacque nel XII secolo come città commerciale di origine slava, su un'isola della Sprea. In origine c'erano due città distinte: Berlino, a est del fiume, e Cölln, sull'isola.
Nel 1650, quando altre città come Parigi, Londra, Roma, Praga erano già delle capitali importanti, Berlino, nonostante fosse capoluogo della regione 2 Mark Brandenburg, era ancora una piccola città di provincia. Persino nella stessa Germania era quasi sconosciuta, avevano più notorietà altre città come ad esempio Norimberga, Colonia, Amburgo e Augusta.
Lo stimolo più importante venne dato dalla rapida ascesa della Prussia, che tra il 1650 e il 1800 divenne una delle più grandi potenze politiche e militari d’Europa, e Berlino ne diventa la capitale.
1 Härtel, Christian. Berlino. Una Breve Storia. Berlin-Ed, 2006.
2 La Marca di Brandeburgo o Margraviato di Brandeburgo è una regione storica situata nell'area dell'attuale Germania nord-orientale e Polonia occidentale
Berlino era comunque una città in continua crescita, ma il vero slancio avvenne solo nel 1871, ovvero quando diventa capitale della capitale dell'Impero tedesco di Guglielmo I; è lì che Berlino acquista veramente il titolo di una delle metropoli più importanti d’Europa.
Con l'inizio della Prima guerra mondiale, Berlino, sebbene non direttamente coinvolta nella guerra, rimase il centro nevralgico per la progettazione e la produzione di armamenti. Naturalmente, anche nella capitale si manifestavano problemi economici legati al tempo di guerra.
Negli anni che vanno dalla fine della Prima guerra mondiale fino alla Grande Depressione del ‘29, la Repubblica di Weimar conobbe un periodo di ricchezza e fermento culturale. Erano i gloriosi anni '20, ricordati come 3 Goldene Zwanziger. Questi anni coincisero con la sconfitta tedesca nella Grande Guerra ma anche con un periodo di grande espansione industriale e di un'insaziabile sete di modernità.
La Berlino degli anni '20 era un luogo all’avanguardia, glamour e affascinante. In questi anni di frenesia, tra un crocevia culturale, si visse uno sviluppo economico, artistico e intellettuale senza precedenti. Grazie agli aiuti economici concessi dagli americani e all’emanazione della legge Grande Berlino, la capitale divenne di fatto una gigantesca città-stato e assunse un ruolo centrale per artisti e creativi europei, grazie al boom del cinema e delle avanguardie espressioniste e moderniste.
L’atmosfera però non era però tutta rose e fiori; la capitale sopportava ancora le conseguenze della Prima guerra Mondiale e doveva fare i conti con molti problemi politici, economici e istituzionali.
Una Berlino di mille sfaccettature, compresi aspetti di sofferenza e violenza, costantemente alimentate dalla propaganda politica dell’odio che avrebbe poi messo le basi per l’avvento del nazismo.
“Ma il tutto viene spazzato via dall’ascesa di Hitler e dal regime nazista, la città infatti cambia totalmente volto e la sua mentalità liberale, innovativa e brillante, che era tutta la forza governativa della città, scompare sotto il sole di Berlino.” 4 Tutta la Germania risentì molto della grande crisi economica del 1929.
Nel 1933 ci fu l’incendio del Reichstag che fornì a Hitler il pretesto per prendere il potere; nello stesso anno sì dichiarò lo stato di emergenza, i diritti politici e civili fondamentali furono revocati e tutto il potere fu concentrato nelle mani del nuovo dittatore.
Berlino divenne la capitale del nazionalsocialismo.
Quando iniziò la Seconda guerra mondiale, l'entusiasmo per le strade di Berlino non era più quello che si era creato spontaneamente nel 1914.
Nel corso della guerra, i crimini contro gli ebrei si intensificarono ed essi furono costretti a lasciare i loro appartamenti e costretti a vivere in quartieri ghetto. A partire dall'ottobre 1941 furono deportati ad Auschwitz e in altri campi di sterminio. Molti ebrei berlinesi sopravvissero emigrando all’estero.
Fino all'8 maggio 1945, Berlino fu uno dei principali obiettivi dei bombardamenti alleati durante la Seconda guerra mondiale.
La città fu ridotta a un cumulo di macerie, divisa in quattro zone di occupazione: tre aree occidentali controllate da americani, francesi e britannici, e un'area orientale sotto il dominio sovietico. Berlino Est divenne la capitale della Repubblica Democratica Tedesca e Berlino Ovest era l'enclave della Repubblica Federale al di fuori della cortina di ferro.
L’inizio della Guerra Fredda si manifestò nel Blocco di Berlino Ovest da parte dei sovietici. In quegli anni migliaia di tedeschi dell’Est, non volendo sottostare al regime sovietico, fuggirono verso l’Ovest e perciò, il governo democratico tedesco per fermare questa emigrazione da parte dei propri cittadini decise di costruire, nel 1961, il Muro di Berlino. Nel novembre 1989 cadrà il muro di Berlino e la Germania verrà riunificata.
Sebbene tra molte controversie, Berlino divenne la capitale e la sede del governo della Repubblica federale di Germania, nonché una città-stato.
Negli ultimi anni la città ha attraversato una grave crisi economica dovuta alla mancanza di sussidi della Guerra Fredda, ma oggi si avvia a un deciso rilancio, soprattutto investendo nella regione orientale e posizionandosi come il più importante centro politico, culturale, scientifico al centro dell'Europa.
3 In italiano “dorati anni Venti”.
4 Lolli, Vittoria in “Il Mitte” In https://ilmitte.com/2021/02/berlino-anni-20-gli-anni-dorati-tra-art-deco-charleston-e-cabaret/ (data ultima consultazione 25/2/2022)
1.2 1920: la riforma che crea la Grande Berlino
Nuovi centri si svilupparono intorno alla Berlino storica.
Nella seconda metà del XIX secolo, oltre ai grandi insediamenti industriali, si crearono nuovi quartieri poiché la popolazione era in continua crescita. All'inizio del XX secolo, la maggior parte di queste aree, pur essendo strettamente legate alla città, non apparteneva alla città di Berlino.
Anche altre città e villaggi nei dintorni, alcuni dei quali sono stati fondati prima di Berlino, crebbero e presero parte al boom economico della capitale.
Infine, all'inizio del secolo, furono stabilite diverse aree residenziali, soprattutto nel sud-ovest di Berlino. I movimenti a sostegno della riforma territoriale nell'area metropolitana dovettero scontrarsi con quelle zone, quelli delle piccole ma ricche zone a sud di Berlino, che temevano di perdere, con la riforma, i contribuenti benestanti. Per garantire l'approvvigionamento idrico della metropoli e proteggere lo spazio naturale per la popolazione, i movimenti che sostenevano la Grande Berlino, nel 1915 ottennero più di 10.000 ettari di foresta intorno alla città; con altre acquisizioni successive la legislazione dell'epoca rimase sostanzialmente invariata.
Il risultato più importante ottenuto da questo movimento fu la Groß-Berlin 5, la quale è stata creata con una legge dal parlamento prussiano nel 27 aprile 1920. Il suo nome completo era la “Gesetz über die Bildung einer neuen 6 Stadtgemeinde Berlin”. Questa legge affermò che il 1° ottobre 1920 la Grande Berlino sarebbe dovuta essere sottratta alla provincia di Brandeburgo e diventare un nuovo distretto. Questa riforma riunì, oltre al vecchio territorio cittadino berlinese, 7 città, 59 comuni rurali e 27 distretti agricoli. Il nuovo territorio cittadino risultò diviso in 20 distretti amministrativi.
La nuova Berlino era 13 volte più grande della vecchia. La sua superficie passò da 66 km2 (25,5 km2) a 883 km2 (340,9 km2) e la popolazione raddoppiò da circa 1,9 milioni a quasi 4 milioni, con quasi 1,2 milioni di questi nuovi abitanti provenienti dalle sole 7 città circostanti.
Oggi Berlino possiede più di 200 chilometri quadrati di foresta sul territorio 8 comunale, il più grande e centrale è quello di Grunewald, inoltre dispone anche di altri 95 chilometri quadrati fuori dai confini comunali.
Negli anni Venti del XX secolo Berlino, con i suoi quattro milioni di abitanti, era la città più popolosa tedesca e la seconda in Europa.
La Berlino degli anni Venti era uno dei centri culturali europei più importanti, con i suoi teatri, musei e orchestre; era una calamita per giovani aspiranti artisti con grandi ambizioni.
Berlino diventò una città internazionale, piena di immigrati in cerca di lavoro e di nuove opportunità, ma anche persone che fuggivano dal proprio paese (per esempio: i russi che scappavano bolscevismo).
In quanto capitale, ospitava gli edifici del Governo; sulla ben nota strada di Wilhelmstrasse sorgevano il ministro degli Esteri, la Cancelleria del Reich e il Reichstag. La qualità di vita offerta a Berlino era alta, piena di quartieri lussuosi, laghi, giardino zoologico, cinema e teatri. D’altro canto, però, non mancavano anche quartieri pieni di miseria e sovrappopolazione.
Weimar era Berlino; Berlino Weimar. La capitale era il simbolo e il portabandiera. Per il resto della Germania era troppo avanzata. Era una calamita che attraeva chi aveva ambizioni e talento dai quattro angoli del paese e anche dall’estero; suscitava, tuttavia, anche timore ed esecrazione. Rispecchiava, in ogni caso, la Germania di Weimar per un aspetto essenziale: nessun gruppo, nessun individuo, poteva rivendicare Berlino come propria.
Nessuno dominava Berlino, e non c’era alcuna forma di accordo. Anche questa 9 era la Berlino moderna.
Era difficile non rimanere incantati dal “fascino” della Berlino del periodo weimariano; i suoi suoni, la frenesia, la sua vivacità, gli odori, rendevano questa città moderna veramente irresistibile.
5 “Grande Berlino”
6 In italiano "Legge sulla ricostruzione del nuovo comune di Berlino"
7 Verfassungen Berlins.1920. Verfassungen Der Welt. http://www.verfassungen.de/be/index.htm
8 In italiano “Bosco verde” esso trae il suo nome dal Jagdschloss Grunewald, un castello di caccia.
1.3 La repubblica di Weimar
La repubblica di Weimar è il termine con cui viene indicato il Reich Tedesco nel periodo che va dal 1918 al 1933.
“Nonostante i drammatici travagli che ne avevano segnato la gestazione, la Repubblica nata dalla Costituente di Weimar rappresentò nell’Europa degli anni ’20 un modello di democrazia parlamentare aperta e avanzata.” 10
Questa repubblica nacque dopo la Prima guerra mondiale e il nome deriva dalla città di Weimar; per evitare le continue lotte a Berlino, l'Assemblea Nazionale si riunì nella città di Weimar per redigere la nuova costituzione dopo la sconfitta subita in guerra. Essa fu proclamata il 9 novembre 1918 per ben due volte: la prima volta dal socialdemocratico Philipp Scheidemann che si affacciò dal balcone del Reichstag. Due ore dopo, una "Repubblica Socialista" venne proclamata dal capo degli spartakisti Karl Liebknecht da una finestra del castello di Berlino.
Gli anni di Weimar furono senza ombra di dubbio un peri
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