Asma: sintomi e malattie polmonari
I sintomi più comuni delle malattie polmonari, come bronchite, broncopolmonite, asma e BPCO, comprendono dispnea, respiro sibilante, dolore toracico e tosse, con o senza produzione di escreto o emottisi, ovvero sangue nell’escreto. Il trattamento ideale sarebbe quello indirizzato al rimedio delle cause che stanno alla base della malattia.
Organo bersaglio e fattori di rischio
Il polmone è un importante organo bersaglio per molte patologie; anche i farmaci, per esempio amiodarone o metotressato, possono danneggiare i tessuti polmonari e determinare fibrosi polmonare iatrogena. L'insufficienza cardiaca porta all’edema polmonare. Le malattie tromboemboliche e l’ipertensione polmonare influenzano la circolazione polmonare.
Asma bronchiale
L’asma bronchiale è la malattia più comune tra i bambini dei paesi sviluppati ed è piuttosto diffusa anche negli adulti. Si tratta di una condizione infiammatoria caratterizzata da ricorrente e reversibile ostruzione delle vie aeree, che si instaura in risposta a stimoli irritanti che, però, sono allo stesso tempo troppo deboli per influire su degli individui non asmatici. L’ostruzione solitamente determina respiro sibilante (wheezing) e va trattata farmacologicamente, sebbene vi possa essere in alcuni casi anche una remissione spontanea. La reversibilità dell’ostruzione delle vie aeree nell’asma differenzia questa malattia dalla BPCO, in cui l’ostruzione non è reversibile o, nella migliore delle ipotesi, non completamente reversibile, da parte dei broncodilatatori.
I pazienti asmatici vanno incontro ad attacchi intermittenti di respiro sibilante, dispnea, in particolare respiratoria, e talvolta tosse. Gli attacchi acuti sono reversibili ma nei pazienti più anziani l’alterazione della patologia che ne sta alla base può progredire cronicizzandosi e presentando sintomi somiglianti alla BPCO. L’attacco acuto severo di asma (conosciuto come status asmaticus) non è facilmente reversibile a causa di ipossia. L’intervento deve essere immediato con O2 e farmaci, poiché può portare anche alla morte. Tale stato asmatico nasce da un accumulo di acetilcolina, istamina e dopamina.
Caratteristiche dell'asma
L’asma è caratterizzata da:
- Iperreattività bronchiale
- Ostruzione reversibile delle vie aeree
Il termine iperreattività bronchiale (o iperresponsività) fa riferimento a una sensibilità anormale a un’ampia gamma di stimoli quali sostanze chimiche irritanti, aria fredda o farmaci stimolanti, ed è tale per cui tutti possono causare broncocostrizione. Nell’asma allergica, questi sintomi possono essere scatenati dalla sensibilizzazione a uno o più allergeni, ma una volta che l’asma è consolidata, gli attacchi possono essere scatenati da stimoli diversi quali infezioni virali, attività fisica, e inquinanti atmosferici, quali l'anidride solforosa.
Tali agenti agiscono a livello della muscolatura liscia bronchiale. Qui, i recettori per l’irritazione e le fibre C rispondono agli irritanti chimici e all’aria fredda, ma anche ai mediatori dell’infiammazione. Le vie efferenti che controllano le vie aeree sono costituite dalle fibre colinergiche del sistema parasimpatico (PS) e dalle fibre inibitorie non adrenergiche non colinergiche, NANC. Anche altri mediatori come quelli dell’infiammazione nelle malattie delle vie respiratorie e quelli broncocostrittori NANC hanno un ruolo importante.
Innervazione parasimpatica
L’innervazione parasimpatica della muscolatura liscia bronchiale ha un ruolo predominante. I gangli parasimpatici sono inseriti nella parete dei bronchi e bronchioli e le fibre postgangliari innervano sia la muscolatura liscia delle vie aeree e dei vasi, sia le ghiandole. Sono presenti tre tipi di recettori muscarinici, ma i recettori M3 sono farmacologicamente i più importanti.
- A livello della muscolatura liscia bronchiale: la stimolazione dei recettori M3 (accoppiati a proteina Gq) attiva la PLC, portando alla produzione di IP3 e DAG, aumentando il calcio intracellulare e causando broncocostrizione.
- A livello delle ghiandole: la stimolazione dei recettori M3 aumenta l’attività mucociliare e quindi la clearance del muco, favorendo la permeabilità del muco e un maggiore assorbimento d’acqua, risultando in una maggiore secrezione di muco.
La stimolazione del vago determina broncocostrizione principalmente a livello delle vie aeree più grandi.
Innervazione simpatica
Nell’uomo le fibre simpatiche innervano i vasi sanguigni e le ghiandole, ma non il muscolo liscio delle vie aeree che, tuttavia, esprime in buona misura i recettori β-adrenergici (così come i mastociti, l’epitelio, le ghiandole e gli alveoli). I β-agonisti determinano un rilassamento della muscolatura liscia bronchiale, inibiscono il rilascio di mediatori dai mastociti e aumentano la clearance mucociliare.
Nell’uomo i recettori β-adrenergici delle vie aeree appartengono alla classe β2. Questi recettori sono accoppiati a proteina Gs, pertanto la loro stimolazione attiva l’adenilato ciclasi, con aumento della concentrazione di cAMP, seguita da attivazione della PKA.
- La PKA fosforila la MLCK, rendendola inattiva, e causa il rilassamento della muscolatura liscia bronchiale, portando a broncodilatazione.
- Interferisce con la struttura del citoscheletro dei mastociti, inibendo il rilascio di istamina da parte dei mastociti.
Sono presenti nei polmoni fibre sensitive non mielinizzate connesse a recettori per le sostanze irritanti che rilasciano tachichinine come la sostanza P, la neurochinina A e la neurochinina B, che agiscono sulla muscolatura liscia e sulle cellule secretorie e infiammatorie, determinando l’infiammazione neurogena.
Patogenesi dell'asma
La patogenesi dell’asma implica fattori sia genetici sia ambientali e l’attacco asmatico stesso si compone, in molti soggetti, di due fasi principali: una immediata e una tardiva (o ritardata). Numerose cellule e vari mediatori prendono parte a questo complesso processo. Negli individui geneticamente suscettibili, gli allergeni interagiscono con le cellule CD4+ dentritiche APC e con le cellule T e portano alla sintesi dei linfociti T-helper 0, i quali a loro volta, danno origine ai linfociti Th2. Tali linfociti rilasciano delle citochine, le quali svolgeranno diverse funzioni:
- L’attrazione dei granulociti infiammatori, specialmente gli eosinofili, sulla superficie mucosale. IL-5 e GM-CSF attivano gli eosinofili.