Appunti di Macroeconomia
Contabilità nazionale, mercati, IS-LM/AS-AD, politiche economiche, economia
aperta e crescita
Indice degli argomenti
● 1. Introduzione e concetti fondamentali
● 2. Contabilità nazionale: PIL e reddito nazionale
● 3. Mercato del lavoro e disoccupazione
● 4. Moneta, prezzi e inflazione
● 5. Il modello IS-LM (breve periodo, economia chiusa)
● 6. Il modello AS-AD (domanda e offerta aggregata)
● 7. Politica fiscale
● 8. Politica monetaria
● 9. Economia aperta: bilancia dei pagamenti e tassi di cambio
● 10. Crescita economica: il modello di Solow
● 11. Cicli economici e aspettative
1. Introduzione e concetti fondamentali
1.1 Che cos'è la macroeconomia
La macroeconomia studia il funzionamento del sistema economico nel suo complesso, analizzando
aggregati come il prodotto totale, il livello generale dei prezzi, l'occupazione, i tassi di interesse e la
bilancia commerciale. Si contrappone alla microeconomia, che studia le decisioni dei singoli agenti
(famiglie, imprese) sui singoli mercati.
1.2 Le domande chiave della macroeconomia
● Perché il reddito e la produzione crescono nel tempo (crescita di lungo periodo)?
● Perché l'economia attraversa fasi di espansione e recessione (ciclo economico)?
● Cosa determina il livello di disoccupazione e come mai esiste anche in equilibrio?
● Cosa determina il livello generale dei prezzi e il tasso di inflazione?
● Come influiscono le politiche fiscali e monetarie sull'economia nel breve e nel lungo periodo?
● Cosa lega l'economia nazionale al resto del mondo (commercio, cambi, capitali)?
1.3 Breve periodo vs lungo periodo
Una distinzione centrale in macroeconomia è quella tra breve periodo e lungo periodo. Nel breve
periodo i prezzi sono considerati rigidi (vischiosi) e la domanda aggregata determina il livello di
produzione: variazioni di domanda causano variazioni di output. Nel lungo periodo i prezzi sono
pienamente flessibili, l'economia tende all'equilibrio di piena occupazione e il prodotto è determinato dal
lato dell'offerta (tecnologia, capitale, lavoro): la moneta diventa neutrale, cioè variazioni della quantità di
moneta si riflettono solo sui prezzi e non sulle variabili reali.
1.4 Le identità di base
Il Prodotto Interno Lordo (Y) può essere scomposto secondo l'identità della domanda aggregata:
Y = C + I + G + NX
dove C è il consumo privato, I l'investimento, G la spesa pubblica in beni e servizi e NX le esportazioni
nette (esportazioni meno importazioni). Questa identità vale sempre, per costruzione contabile, e
rappresenta il punto di partenza per l'analisi della domanda aggregata.
Nota: Un'identità è vera per definizione (non richiede dimostrazione empirica); un modello comportamentale
invece ipotizza relazioni causali tra le variabili, che possono essere vere o false.
2. Contabilità nazionale: PIL e reddito nazionale
2.1 Definizione di PIL
Il Prodotto Interno Lordo (PIL) è il valore di mercato di tutti i beni e servizi finali prodotti in un Paese in
un dato periodo di tempo. Tre punti chiave della definizione:
● Valore di mercato: i beni sono aggregati tramite i prezzi di mercato.
● Beni finali: si escludono i beni intermedi per evitare doppi conteggi (si può calcolare anche tramite
il valore aggiunto).
● Prodotti in un periodo: il PIL è una variabile di flusso, non di stock.
2.2 I tre metodi di calcolo del PIL
a) Metodo della spesa
Somma delle spese finali: Y = C + I + G + NX (vedi identità sopra).
b) Metodo del valore aggiunto (produzione)
Il PIL è la somma del valore aggiunto da ciascun settore produttivo, dove il valore aggiunto è il valore
della produzione meno il costo dei beni intermedi acquistati.
c) Metodo del reddito
Il PIL è la somma dei redditi distribuiti ai fattori produttivi: salari e stipendi, profitti lordi delle imprese,
rendite, interessi netti, più imposte indirette nette da sussidi e ammortamenti.
2.3 PIL nominale, PIL reale e deflatore
Il PIL nominale valuta la produzione ai prezzi correnti dell'anno considerato; il PIL reale valuta la
stessa produzione a prezzi costanti (di un anno base), isolando così la variazione di quantità dalla
variazione di prezzo. Deflatore del PIL = (PIL nominale / PIL reale) × 100
Il deflatore del PIL misura quindi il livello generale dei prezzi dei beni prodotti internamente ed è un
indicatore alternativo all'indice dei prezzi al consumo (IPC) per misurare l'inflazione.
2.4 PIL, PNL e reddito nazionale
Il PIL misura la produzione realizzata entro i confini nazionali, indipendentemente da chi possiede i
fattori produttivi. Il Prodotto Nazionale Lordo (PNL) misura invece il reddito percepito dai residenti di
un Paese, ovunque sia prodotto:
PNL = PIL + redditi netti dall'estero
2.5 Limiti del PIL come misura del benessere
● Non considera l'economia informale/sommersa e il lavoro domestico non retribuito.
● Non tiene conto della distribuzione del reddito.
● Non considera esternalità negative come inquinamento e degrado ambientale.
● Non misura direttamente qualità della vita, tempo libero, salute.
Nota: Indicatori alternativi o complementari includono l'Indice di Sviluppo Umano (ISU/HDI) e vari indicatori di
benessere sostenibile (es. BES in Italia).
3. Mercato del lavoro e disoccupazione
3.1 Definizioni fondamentali
La popolazione in età lavorativa si divide in forza lavoro (occupati + disoccupati in cerca attiva di
lavoro) e non forza lavoro (inattivi). Da qui derivano i due indicatori principali:
Tasso di disoccupazione = Disoccupati / Forza lavoro × 100
Tasso di partecipazione = Forza lavoro / Popolazione in età lavorativa × 100
3.2 Tipologie di disoccupazione
● Frizionale: legata al tempo fisiologico necessario per l'incontro tra domanda e offerta di lavoro
(ricerca di impiego, cambio di occupazione).
● Strutturale: dovuta a disallineamento tra le competenze offerte dai lavoratori e quelle richieste dalle
imprese, o a rigidità istituzionali del mercato del lavoro.
● Ciclica (o congiunturale): legata alle fluttuazioni del ciclo economico; aumenta nelle recessioni e
si riduce nelle espansioni.
3.3 Il tasso naturale di disoccupazione (NAIRU)
Il tasso naturale di disoccupazione è la somma di disoccupazione frizionale e strutturale, cioè il livello di
disoccupazione che permane anche quando l'economia è in equilibrio di lungo periodo (disoccupazione
ciclica nulla). È anche noto come NAIRU (Non-Accelerating Inflation Rate of Unemployment), il tasso di
disoccupazione coerente con un'inflazione stabile.
3.4 Salari rigidi e disoccupazione di equilibrio
Diverse teorie spiegano perché il salario reale possa rimanere sopra il livello di equilibrio walrasiano,
generando disoccupazione involontaria persistente:
● Salario minimo legale, se fis