I POLIMERI
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I polimeri sono macromolecole costituite da unità ripetitive chiamate monomeri, legate tra
loro tramite reazioni di polimerizzazione. Possono essere di origine naturale (es. cellulosa,
proteine) o sintetica (es. polietilene, PVC).
CARATTERISTICHE GENERALI DEI POLIMERI
Leggerezza: molto più leggeri rispetto ai metalli o vetro.
● Isolamento termico ed elettrico: ottimi isolanti.
● Versatilità: possono essere rigidi o flessibili, trasparenti o opachi.
● Resistenza chimica: resistono bene a molti agenti chimici.
● Economicità: produzione in larga scala a costi contenuti.
● Sensibilità alla temperatura: molti si degradano o si deformano oltre una certa
● temperatura.
PROPRIETÀ DEI POLIMERI
1. Meccaniche
Elasticità o rigidità: dipende dalla struttura molecolare.
● Resistenza a trazione, compressione e urto: variabile in base al tipo di polimero e al
● trattamento subito.
2. Termiche
Temperatura di transizione vetrosa (Tg): punto in cui il polimero passa da uno stato
● rigido a uno gommoso.
Temperatura di fusione (Tm): per i polimeri semicristallini.
● Degrado termico: alcuni polimeri si decompongono prima di fondere.
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3. Ottiche
Trasparenza (es. PMMA, policarbonato) o opacità (es. polietilene).
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4. Chimiche
Inerzia chimica: resistono bene a solventi, acidi e basi (es. PTFE).
● Solubilità: pochi polimeri sono solubili in solventi comuni.
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CLASSIFICAZIONE DEI POLIMERI
Termoplastici (es. polietilene, PVC): si sciolgono/fondono con il calore e sono
● riutilizzabili.
Termoindurenti (es. resine epossidiche): una volta induriti, non possono essere rifusi.
● Elastomeri (es. gomma naturale, silicone): altamente elastici.
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LAVORAZIONI DEI POLIMERI
Tecniche principali:
Stampaggio a iniezione: per produrre oggetti complessi in grandi quantità.
1. Estrusione: per realizzare tubi, profili e pellicole.
2. Stampaggio a compressione: usato per termoindurenti.
3. Soffiaggio: bottiglie e contenitori cavi.
4. Calandratura: fogli e pellicole.
5. Rotostampaggio: oggetti cavi di grandi dimensioni.
6. Additive Manufacturing (Stampa 3D): crescente utilizzo con polimeri termoplastici e
7. biopolimeri.
BIOPOLIMERI
I biopolimeri sono polimeri ottenuti da risorse naturali e/o biodegradabili. Possono essere:
1. Di origine naturale
Polisaccaridi: cellulosa, amido, alginati, chitosano.
● Proteine: gelatina, caseina, seta.
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2. Biopolimeri sintetici da fonti rinnovabili
PLA (acido polilattico): da zuccheri fermentati.
● PHA (poliidrossialcanoati): prodotti da batteri.
● PBS (succinato di polibutilene): biodegradabile e usato in imballaggi.
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Caratteristiche:
Biodegradabili e/o compostabili.
● Ottima alternativa ecologica ai polimeri tradizionali.
● Ancora costosi rispetto alle plastiche convenzionali.
● In genere meno resistenti meccanicamente e termicamente.
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APPLICAZIONI TIPICHE DEI POLIMERI
Imballaggi (film, contenitori)
● Edilizia (isolanti, tubi)
● Automotive (componenti interni, paraurti)
● Elettronica (cavi, involucri)
● Medicina (protesi, suture, farmaci a rilascio controllato – soprattutto con biopolimeri)
● Tessile (fibre sintetiche come nylon, poliestere)
● Categoria Descrizione / Esempi
Struttura Monomeri ripetuti in catene lunghe (lineari, ramificate, reticolate)
Origine - Naturali: cellulosa, gomma naturale- Sintetici: PVC, PET, PS
Classificazione - Termoplastici: PE, PP, PVC- Termoindurenti: resine fenoliche,
epossidiche- Elastomeri: gomma, silicone
Proprietà Elastici o rigidi, resistenti o fragili a seconda della composizione
meccaniche
Proprietà termiche - Tg: transizione