Lezione 8
Materiali
Caratteristiche meccaniche e designazione dei
materiali
Materiali per costruzioni meccaniche:
In generale, i materiali per le costruzioni meccaniche vengono selezionati
in base a caratteristiche fisiche, chimiche, meccaniche e
tecnologiche (es. conduttività elettrica e termica, dilatazione termica,
elasticità, fragilità, colabilità, lavorabilità all’utensile, plasticità, saldabilità
etc.).
Tra le principali caratteristiche meccaniche:
carico unitario massimo a trazione;
➔ carico unitario al limite di snervamento;
➔ allungamento percentuale a rottura
➔ durezza
➔ resilienza
➔
Prova di trazione:
Un provino di geometria e dimensioni unificate viene sottoposto ad una
forza di trazione gradatamente crescente. Si ottiene un diagramma forza
F - allungamento Δl.
Distinguiamo i seguenti tratti:
1. OA: tratto elastico lineare (c’è proporzionalità tra forza applicata
e spostamento, e una volta rimossa la forza il provino torna alle sue
dimensioni originarie);
2. AB: tratto elastico non lineare (non c’è proporzionalità tra forza
applicata e spostamento, ma una volta rimossa la forza il provino
torna alle sue dimensioni originarie);
3. BD: tratto plastico, il provino presenta delle deformazioni
permanenti anche una volta che non c’è più applicato alcun carico.
Carichi critici:
Si evidenziano i seguenti valori critici della forza applicata, misurati in N:
F : carico di snervamento (due distinti, superiore F e inferiore F ,
➔ e eH eL
per materiali ferrosi, come gli acciai con basso tenore di carbonio);
F : carico di rottura (o massimo);
➔ m
F : carico ultimo;
➔ u
F : carico di scostamento dalla proporzionalità in corrispondenza
➔ p0.2
del quale si manifesta una deformazione residua pari allo 0.2% della
lunghezza iniziale del provino.
Detta S l’area della sezione iniziale del provino (prima dell’applicazione
0
del carico); si definiscono i corrispondenti carichi unitari R (tensioni σ),
misurati in N/mm :
2
Carico unitario di rottura R = σ = F / S ;
➔ m m m 0
… (tutti gli R corrispondenti agli F riportati sopra, cambiando pedice)
➔
Allungamento percentuale dopo rottura:
Si definisce allungamento percentuale dopo
rottura A (deformazione ultima ε ), espresso in
u
%: A = ε = 100(L - L )/L
u u 0 0
È il rapporto tra l’allungamento dopo rottura e la
lunghezza iniziale.
Tale valore è tanto più elevato quanto più il
materiale è duttile.
Resilienza:
È la capacità di un materiale di resistere a sollecitazioni dinamiche (urti).
Le prove di impatto permettono di ricavare la resilienza (energia assorbita
in frattura per impatto) di un materiale.
La tenacità è invece l’energia necessaria per la frattura di un materiale
sotto un carico statico, ed è rappresentata dall’area sottesa alla curva
reale tensione-deformazione della prova di trazione.
La prova di resilienza consiste nel rompere con un solo colpo, con una
mazza a caduta pendolare (pendolo di Charpy), una provetta intagliata
nella sua metà e poggiante su due sostegni.
La resilienza è data dal rapporto fra lavoro di rottura in J e sezione della
provetta in mm (K, KCU); dal valore dell’energia assorbita in J(KV).
2
Durezza:
È la resistenza che un materiale oppone alla penetrazione da parte di un
penetratore standard (proprietà convenzionale).
Durezza Brinell HB: il penetratore è una sfera in acciaio temprato
➔ (per durezze HB non maggiori di 450); si misura il diametro
dell’impronta
Durezza Vickers HV: il penetratore è un diamante a forma di
➔ piramide retta a base quadrata; si misura la diagonale dell’impronta
Durezza Rockwell HRB, HRC: il penetratore è una sfera in acciaio
➔ temprato (B) o diamante a forma di cono (C); si misura la
profondità di penetrazione
Sommario caratteristiche meccaniche principali:
R Carico unitario di snervamento minimo dell’acciaio.
➔ eH
Fintanto che le tensioni di servizio non superano questo valore,
l’elemento sollecitato dall’azione ritorna allo stato iniziale al cessare
dell’azione stessa. R è un dato fondamentale nei calcoli di
eH
resistenza dei materiali. Per alcuni acciai (es. ad alto tenore di C) la
soglia di limite elastico non è sempre marcata, si definiscono allora
dei limiti convenzionali dove si valuta un allungamento permanente
debole ma misurabile con precisione come lo 0,2%. Questo valore è
indicato con R p.0,2
R Resistenza a trazione (rottura). Questo dato non interviene
➔ m
direttamente nei calcoli di resistenza dei materiali da costruzione
metallica. Questa caratteristica è presa in conto, in particolare, per
determinare la resistenza a fatica degli elementi metallici sottoposti
a carichi ciclici.
A Allungamento percentuale a rottura dell’acciaio. Questo
➔ dato caratterizza in parte la capacità di deformazione dell’acciaio.
Nel caso di superamento accidentale del limite elastico
l’allungamento può apparire come una riserva di sicurezza che può
evitare il crollo dell’opera.
E Modulo di elasticità (Modulo di Young). È il coefficiente di
➔ proporzionalità tra le tensioni e le deformazioni (o
carico-allungamento) in campo elastico. È un dato costante per tutti
gli acciai: E = 210 000 N/mm . Lo stesso valore può essere usato
2
per la maggior parte degli acciai inossidabili. Ha una incidenza
diretta sulla freccia degli elementi sollecitati a flessione.
KV Energia di rottura o resilienza. L’energia di rottura è
➔ misurata con prove di impatto su una provetta con intaglio a V,
prelevata nel senso lungo di laminazione del prodotto da
controllare.
HB Durezza: È direttamente proporzionale a R .
➔ m
Acciai:
Gli acciai sono leghe composte principalmente da ferro e carbonio,
quest’ultimo in percentuale non superiore al 2%; oltre tale limite, le
proprietà del materiale cambiano e la lega assume la denominazione di
ghisa:
L’acciaio è considerato acciaio legato quando contiene almeno un
elemento di lega in una percentuale superiore al limite corrispondente in
tabella.
Proprietà degli acciai:
Comunemente essi presentano:
BUONA RESISTENZA MECCANICA;
➔ BUON ALLUNGAMENTO;
➔ BUONA RESILIENZA;
➔ BUONA SALDABILITÀ;
➔ BUONA PLASTICITÀ A CALDO (PER GLI ACCIAI DOLCI ANCHE A
➔ FREDDO);
SCARSA FUSIBILITÀ E COLABILITÀ
➔
Occorre notare che le proprietà di un acciaio dipendono da molti fattori
quali percentuale di carbonio, trattamenti termici, altri elementi di lega.
In pratica si fabbricano numerosi tipi di acciai, ognuno adatto per un
particolare scopo (acciaio inox, acciaio per molle, acciaio per utensili,
acciaio per cuscinetti, ecc.).
Influenza del tenore di carbonio sulle proprietà degli acciai:
Ecco in sintesi come variano le proprietà degli acciai all’aumentare della
percentuale di carbonio:
Diminuiscono:
L’ALLUNGAMENTO
➔ LA RESILIENZA
➔ LA PLASTICITÀ A FREDDO
➔ LA SALDABILITÀ
➔
Aumentano:
LA RESISTENZA MECCANICA
➔ LA DUREZZA
➔ LA TEMPRABILITÀ
➔ LA FUSIBILITÀ
➔ LA RESISTENZA ALL’USURA
➔
Influenza degli elementi leganti sulle proprietà degli acciai:
Trattamenti termici:
I trattamenti termici consistono nel sottoporre il materiale, allo stato
solido, ad uno o più cicli termici (riscaldamento e raffreddamento), allo
scopo di modificarne la struttura e quindi le proprietà meccaniche e
tecnologiche.
I principali trattamenti termici sono:
Ricottura: Viene eseguita dopo la fusione o la fucinatura e prima
➔ delle lavorazioni alle macchine utensili. Consiste in riscaldamento a
temperatura elevata e successivo raffreddamento lento (aria).
Migliora la lavorabilità del materiale.
Tempra: Consiste in riscaldamento a temperature di 800-900°C e
➔ successivo raffreddamento rapido (in acqua od olio). Migliora la
resistenza e la durezza, ma rende il materiale più fragile.
Rinvenimento: Viene eseguito immediatamente dopo la tempra,
➔ per ridurre gli effetti negativi di questa. Consiste in un
riscaldamento a temperature di 500-600°C e successivo
raffreddamento lento.
Bonifica: Tempra seguita da rinvenimento.
➔ Distensione: Consiste in un riscaldamento a temperatura non
➔ superiore a 200°C e successivo raffreddamento lento per evitare
tensioni interne dovute agli eventuali altri trattamenti precedenti.
Trattamenti termochimici di arricchimento superficiale: Si
➔ eseguono a determinate temperature in
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