Estratto del documento

Economia lezione 2 -08/10/2025

La teoria keynesiana viene in qualche modo trasformata dal pensiero della

sintesi neoclassica e quella che diventerà la teoria keynesiana dominante sarà

proprio la sintesi neoclassica dopo il 1937.

Dal 1937 gli economisti keynesiani saranno i neoclassici, ci saranno poi altri

che seguiranno l’approccio originario di Keynesiana.

Approccio dominante, quello della sintesi neoclassica, fino al 1973-1974. Per 30

anni questo approccio porta i sistemi economici occidentali che lo applicano a

realizzare la piena occupazione. Tassi di crescita molto sostenuti, pieno impiego

insomma l’economia cresce molto. I governi sono contenti, i governi spendono,

abbassano le imposte, diminuisce il tasso di disoccupazione…

La teoria keynesiana funziona in pratica chi riesce a avere questi elevati tassi di

crescita però continuano a esserci dei problemi logici nella teoria dal punto di

vista formale. La teoria non è così rigorosa è colpa di keynesiana perché cerca

di essere il meno cerca di creare una teoria che lui sa essere abbastanza di

rottura rispetto alle teorie precedenti, però vuole andare il meno possibile

contro la teoria tradizionale, perché ha paura che se facesse una cosa

completamente nuova, poi potrebbe non essere accolta, d’altro canto ho visto

che quando Hicks ne propone una versione un po’ più soft più annacquata che

ci va bene lo stesso e questo si trova nel punto cruciale della teoria generale,

ossia il rapporto tra la microeconomia e la macroeconomia e dice io condivido

la microeconomia tradizionale, ma a livello aggregato le cose vanno

diversamente e attenzione che se voi condividete la microeconomia

tradizionale sul serio, le cose a livello aggregato non vanno come dice che

Keynes , quindi nella teoria generale c’è un problema. Keynes non spinge fino a

contestare la microeconomia.

Nella teoria Keynesiana e nella sintesi neoclassica c’è un problema di scarso

rigore analitico

Quindi ho una situazione in cui nel secondo dopo guerra, alcuni economisti

dicono qui qui c’è un problema la teoria dal punto di vista logico non sta molto

in piedi quindi, finché la teoria funziona, finché l’economia cresce a tassi molto

elevati i critici di questa teoria non hanno un grande successo. In particolare, i

critici di questa teoria sono i monetaristi con Friedman.

È il la figura più importante del monetarismo, stiamo parlando di contributi che

cominciano intorno al 1953 primo libro importante di Friedman fini agli anni

’80. Però questo monetarismo ha un’evoluzione nel corso del tempo, nel senso

che inizialmente nasce, di qui il nome, essenzialmente per contrapporre a un

intervento pubblico di tipo keynesiana basato sospesa pubbliche espansiva,

quindi politiche di bilancio espansive (il governo che interviene nell’economia).

I monetaristi preferirebbero un intervento realizzato dalla Banca centrale che

aumenti l’offerta di moneta. Noi vedremo in dettaglio che due tra le principali

politiche economiche, forse le principali in assoluto insieme a quella

commerciale, saranno la politica di bilancio espansiva realizzata dal governo. Il

governo spende denaro che non ha, spende deficit sostenendo in questo modo

al domanda aggregata e la politica monetaria espansiva realizzata dalla Banca

centrale, diciamo all’epoca aumentando la quantità di moneta in circolazione,

perché poi intorno agli anni ‘80 qualcosa cambierà nel modo di condurre la

politica monetaria, però all’epoca si riteneva che una politica monetaria

espansiva fatta dalla Banca centrale consistesse nell’aumento della quantità di

moneta in circolazione , quindi mentre i keynesiani propendevano più per la

politica di bilancio espansiva realizzata dal governo-Keynes e i keynesiani non

erano contrari alla politica espansiva della Banca centrale e se i Keynes

condividono l’idea che le politica economiche sono tutte efficaci, quindi per

Keynes va bene sia quella di bilancio sia quella monetaria espansiva. Qual è il

problema che Keynes rinviene in questo e gli economisti della sintesi più o

meno lo seguono, che in situazioniparticolarmente critiche, la politica

monetaria perda efficacia e bisogna ricorrere alla politica di bilancio. Questa è

idea che poi si è riproposta anche in tempi molto recenti, infatti, Mario Draghi

più volte ha detto la Banca centrale ha fatto ciò che doveva in Europa. Ora

toccherebbe ai governi l’intervento. quindi non che i keynesiani fossero contro

la politica monetaria, semplicemente ritenevano che la politica monetaria in

tempi normali andasse benissimo, in situazioni particolarmente critiche tipo la

grande repressione non è più più sufficiente la politica monetaria perché perde

efficacia. I monetaristi invece, ritengono che la politica di bilancio sia da evitare

perché fa aumentare il debito pubblico e perché dimostrano dal punto di vista

formale che è inefficace i proponendo, in particolare Friedman per la politica

monetaria espansiva, propone un aumento costante dell’offerta di moneta. È

vero che inizialmente il dibattito era basato esclusivamente su politica

monetaria e politica di bilancio solo che, il monetarismo poi evolve e Friedman

arriverà a dire che anche la politica monetaria non è la soluzione perché rischia

di creare danni e in certi casi è inefficace. L’idea di Friedman è che la politica

monetaria espansiva sarebbe efficace nel breve periodo ma inefficace e

dannosa nel lungo periodo. Nel breve periodo la politica monetaria ha effetti

reali, ossia effetti che impattano su variabili reali tipo produzione o occupazione

(gli effetti monetari o nominali impattano sulle variabili nominali o monetarie

ex livello dei prezzi). Secondo Friedman la politica monetaria è in grado di

modificare produzione e occupazione ma non nel lungo periodo. Ritiene che il

sistema economico sia in pieno pieno impiego, il monetarismo è una teoria

neoclassica rientra nell’alveo delle teorie neoclassiche e come tutte le teorie

neoclassiche Friedman ritiene che il sistema economico sia o comunque vada

molto rapidamente in pieno impiego, se il sistema economico in pieno impiego

vuol dire che non ci sono o sono molto pochi, i disoccupati involontari e che

tutti i disoccupati o quasi tutti -quasi tutti perché c’è qualcuno che magari sta

cambiando lavoro e in questo momento è disoccupato perché si è licenziato e

tra un mese, o 15 giorni, una settimana andrà a lavorare da un’altra parte- c’é

un minimo di disoccupazione friziona nella realtà inevitabile, però, aldilà di

questo che è poco significativo e poco significativo dal punto di vista

economico. L’idea di Friedman è che il sistema economico sia costantemente in

pieno impiego, se il sistema economico è costantemente in pieno impiego i

disoccupati sono solo volontari quindi che vuol dire che la politica economica è

efficace in termini reali nel breve periodo, vuol dire che riesce a ridurre il

numero dei disoccupati c convincendo anche alcuni disoccupati volontari a

lavorare. La politica economica riesce nel breve breve periodo a ridurre la

disoccupazione aumentando l’occupazione l’unico modo può essere quello di

ridurre il numero di disoccupati volontari, se siamo in pieno impiego tutti i

disoccupati sono soltanto volontari non c’è disoccupazione involontaria e

l’unico modo che ho per ridurre la disoccupazione e ridurre il numero di

disoccupati volontari è di convincere i disoccupati volontari a lavorare; quindi, il

sistema economico è in pieno impiego. Friedman parla di un tasso naturale di

disoccupazione (natural rate of unemployement) che sarebbe il tasso di

disoccupazione di piena occupazione come detto. In piena occupazione ci sono

i disoccupati, una parte frizionale e i disoccupati volontari quelli che pensano

che quanto viene pagato in quel momento sul mercato sia troppo basso per

indurli a lavorare. La politica monetaria riuscirebbe nel breve periodo a ridurre

la disoccupazione, a ridurre il tasso di disoccupazione al di sotto del livello

naturale e quindi ad aumentare l’occupazione convincendo un po’ di

disoccupati volontari a lavorare. Andremmo oltre la piena occupazione, il

sistema nel breve periodo va oltre il pieno impiego, assumo più lavoratori

quindi produco di più c’è un’efficacia reale della politica economica nel breve

periodo. Peró per raggiungere questo risultato si ha un processo inflazionistico,

i prezzi iniziano a salire parecchio quindi la politica nel breve periodo sarebbe in

grado di convincere i disoccupati volontà a lavorare, al prezzo di una maggiore

inflazione. Nel più lungo periodo, il sistema economico ritorna al pieno impiego.

Quindi, riesco ad andare oltre il pieno impiego nel breve periodo ma nel lungo

periodo il sistema economico ritorna alla piena occupazione, quelli che erano

stati convinti a lavorare non vogliono lavorare e dunque,la politica si dimostra

inefficace nel lungo periodo e mi tengo l’alta inflazione del passato. La politica

è inefficace e anche dannosa.

Per raggiungere questo risultato ci dovremmo chiaramente lavorare dal punto

di vista teorico, l’idea di base è che nel breve periodo io convinco i disoccupati

volontari a lavorare pagandogli un salario più alto quindi, se la busta paga

prima era di 1000 $ ora gli offro per lavorare 1100 $ dei disoccupati volontari

che sono volontari perché pensano che il salario non sia abbastanza alto per

lavorare,hanno un salario di riserva più alto di quello l’equilibrio. Se aumenta il

salario, un po’ di disoccupati volontari accettano di lavorare. Il problema è che

nel frattempo i prezzi aumentano, per esempio, del 20% il che vuol dire che la

mia busta paga è aumentata solo del 10% ma i prezzi del 20% . Io inizialmente

sono disposto a lavorare e guadagno di più solo dopo scopro che i prezzi però

sono aumentati del 20% quindi che in realtà non sono mi stanno pagando di

più mi stanno pagando di meno in termini reali perché con 1100 $ se i prezzi

salgono nel 20% ci compro meno merci di quelli che compravo prima con 1000

$ quindi il mio salario reale, cioè il mio potere d’acquisto, che in genere si

ottiene dividendo il salario per il livello dei prezzi (salario reale =W/P). Il mio

salario reale si è ridotto, il mio potere d’acquisto si è ridotto, non è aumentato

e quando me ne accorgo chiaramente smetto di lavorare. La politica monetaria

è efficace nel breve periodo perché convince un po’ di disoccupati volontari a

lavorare ingannandoli, si sbagliano questi soggetti, perché pensano che sia

aumentato il loro salario reale invece non è vero, si è ridotto anche perché io

dovrei fare due cose contemporaneamente da un lato dovrei convincere i

disoccupati volontari a lavorare e questo lo posso fare aumentando il salario,

dall’altro devo convincere le imprese assumerli e questo lo posso fare soltanto

riducendo il salario. Dunque, in realtà il salario si riduce infatti le imprese

assumono i lavoratori e i lavoratori però pensano che stiano aumentando il

salario, vengono ingannati cosa che è possibile fare nel breve periodo poi se ne

accorgono e quindi il sistema torna al pieno impiego. All’inizio in un primo

punto, il monetarismo è proprio questo semplicemente una contrapposizione

tra politica monetaria e politica di bilancio con la preferenza per la politica

monetaria. Poi diventa invece una critica di qualunque politica di intervento

pubblico nell’economia che sarebbe efficace nel breve breve breve periodo ma

inefficace e dannosa e lungo periodo inefficace perché il sistema torna in pieno

impiego dannoso perché mi tengo un elevato tasso di inflazione e questo è

l’approccio di Friedman ed il monetarismo approccio come dicevo viene poco

considerato fino agli ambiti degli anni 70, perché la teoria keynesiana funziona,

non c’è tutta questa inflazione, la disoccupazione si riduce fino al 1973-1974

primo shock petrolifero- guerra Yom kippur arabi produttori di petrolio

dichiarano un embargo sul petrolio da fornire ai paesi occidentali che hanno

appoggiato Israele nella guerra e quindi si riduce l’offerta di petrolio. La

domanda è invariata ma il prezzo del petrolio sale, il petrolio è usato come

fonte energetica non è che viene soltanto usato per fare fare la benzina e far

andare l’automobile, il petrolio era usato per far funzionare le fabbriche, per

alcune tipologie di petrolio più diffuse l’aumento dei prezzi intorno all’800%

(otto volte tanto) quindi improvvisamente il prezzo del petrolio e quindi

dell’energia aumenta parecchio e questo genera chiaramente una profonda

recessione con disoccupazione e prezzi crescenti, quindi mi trovo ad avere

tanta disoccupazione e prezzi in salita ,prezzi in salita perché essendo

aumentato il prezzo dell’energia, il prezzo del petrolio fa aumentare il prezzo

dell’energia, aumenta i costi di produzione per le imprese e quindi aumenta i

prezzi, quindi trovare l’improvvisa recessione, disoccupazione e prezzi in salita.

È una cosa strana in genere nell’ottica keynesiana, i prezzi salgono quando c’è

tanta domanda, qui invece troverete una crisi con poca domanda tanta offerta

e con prezzi che salgono ma il problema è che c’è disoccupazione, i governi

vedono la disoccupazione e intervengono come sono abituati a fare politiche

espansive politiche che iniziano espansive il problema è che per la prima volta

le politiche keynesiane smettono di funzionare, non riescono a ridurre

significativamente la disoccupazione, gli scappa di mano l’inflazione i prezzi

cominciano a salire a tassi molto elevati o comunque molto più elevati di

prima. Ora, siamo in un contesto in cui la

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 19
Lezione 2 di Economia dell'impresa Pag. 1 Lezione 2 di Economia dell'impresa Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 19.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezione 2 di Economia dell'impresa Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 19.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezione 2 di Economia dell'impresa Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 19.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezione 2 di Economia dell'impresa Pag. 16
1 su 19
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marial94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dell'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università della Calabria o del prof Aiello Donatella.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community