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ECONOMIA E GESTIONE DELLA BANCA

Cristina Rovera

ATTUALITÀ

Banche attuali in Italia → fonte: Relazione annuale della Banca d’Italia (B.I.) che esce a maggio.

Nel 2024 le banche esistenti in Italia erano 420.

Non c’è un unico tipo, ma 3 tipi:

1. Banche istituite in forma SpA (es. Intesa San Paolo, sul piano nazionale e Unicredit, sul

piano internazionale). Erano 110;

2. BP, Banche Popolari. Erano 16;

3. BCC, Banche di Credito Cooperativo (banche locali, più piccole, del territorio. Nel 2016 c’è

stata una riforma e adesso fanno parte di un gruppo). Erano 218.

Dal 2015 il numero delle banche italiane operative in Italia è sceso drasticamente. Perchè?

PERCHÉ IL NUMERO DI BANCHE PUÒ DIMINUIRE?

1. Crisi (cui può seguire liquidazione coatta amministrativa)

Es. Nel 2015 sono entrate in crisi Banca Etruria, B. Marche, Carife, Carichieti. Nel 2017 Veneto

Banca e Banca Popolare di Vicenza, Carige, MPS (queste ultime due si sono salvate, non liquidate).

Nel 2019 la Banca Popolare di Bari (non liquidata).

Le banche possono essere distinte in due categorie:

- Sofferenze → perdite su crediti. Soldi che ho prestato e che non torneranno mai indietro (Inferno).

- Incagli → situazione di difficoltà ma meno grave, ho delle speranze ma anche crisi che si

trasformano in sofferenze (Purgatorio).

Come si salvano le banche in crisi? Se una banca fallisce e non restituisce i soldi, chi ci perde sono i

clienti, ovvero le famiglie italiane (è importante proteggerle!). Quindi si fa tutto ciò che si può per

salvare le banche.

Il sistema di salvataggio tradizionale era il bail-out (=salvataggio pubblico), vuol dire che interviene

lo Stato. Poi è stata emessa una nuova direttiva: bail-in (=salvataggio privato), vuol dire che la

banca si salva da sola. Poi bail-over: banche malate sono state salvate da banche sane.

La Carige e BP di Bari sono state salvate con il bail-over. La MPS invece con il bail-out, è

intervenuto lo Stato italiano perché era troppo grande e le dinamiche erano troppo complesse. E

sono partite un po’ di polemiche dall’UE perché la direttiva del bail-in era entrata in vigore già dal

2016. (In Germania il debito pubblico è inferiore rispetto all’Italia).

2. Liquidazione volontaria

3. Fusioni/Acquisizioni

Es. 1 Intesa ha acquisito UBI Banca (Cuneo, 2020-2021). ViVi Banca (Torino) ha acquisito la

Banca Popolare del Mediterraneo.

Es. 2 Come si è concluso il Risiko bancario del 2024-2025.

BPER su BP di Sondrio

La compagnia assicurativa Unipol è il principale azionista di entrambe le banche, detenendo circa il

20% sia della BP dell’Emilia-Romagna sia della BP di Sondrio.

Unicredit e MPS

Unicredit puntava a Commerzbank e BPM. Da tempo il Governo mirava a creare un terzo gruppo

bancario (oltre a Intesa e Unicredit). Purtroppo, i tempi di realizzazione del progetto erano lunghi…

Ma il terzo gruppo non è quello delle BCC? Qui si ragiona in termini di Capitalizzazione di Mk (N.

azioni in circolazione x P Borsa).

Unicredit

Il primo progetto del Governo era: MPS su BPM. Nel 2024 il 12% di MPS era nelle mani del

Governo.

N.B. BPM possedeva il 22% di Anima Holding, il più grande gruppo del risparmio gestito in Italia.

Quindi il governo voleva mettere le mani su BPM + Anima.

Unicredit ha fatto la mossa prima del Governo. Perché? Per smuovere il Governo? Non si può

sapere esattamente.

BPM definisce l’offerta “ostile” e aumenta il suo possesso su Anima (arrivando al 90%), in modo

da rendersi “più cara”.

La mossa di Unicredit spiazza il Governo, che lancia il Golden Power sull’operazione.

Il Golden Power è un istituto giuridico introdotto con un decreto nel 2012 (+ estensioni 2020-2021).

È un potere riconosciuto al Governo, il quale può bloccare o porre particolari condizioni a

specifiche operazioni finanziarie per tutelare l’interesse nazionale.

Unicredit fa ricorso al TAR del Lazio, che si pronuncia con sentenza del 12 Luglio 2025.

Il TAR accoglie parzialmente il ricorso di Unicredit. Es. Unicredit deve uscire dalla società

controllata in Russia (per essere coerente con gli interessi nazionali nel contesto internazionale) +

Anima (posseduta da BPM, nell’ottica dell’acquisizione da parte di Unicredit) deve mantenere gli

investimenti in titoli di stato italiani (per garantire stabilità sul territorio nazionale).

Unicredit reagisce ritirando l’offerta a Luglio 2025, getta la spugna. Attenzione. Il fenomeno ha

sollevato la “curiosità europea”. Il 21 novembre 2025 la Commissione Europea avvia una procedura

di infrazione contro l’Italia, “accusando” il Governo di utilizzare il Golden Power per fare del

sovranismo bancario.

Che dire di Commerzbank?

Unicredit è la più grande banca italiana sullo scenario internazionale e voleva acquistare anche la

Commerzbank. Unicredit voleva fare banca in Germania per le PMI.

Purtroppo, i tedeschi vogliono il controllo delle loro banche locali. Come tutti. La BCE ha però

autorizzato Unicredit a salire fino al 30% di Commerzbank.

Ma questa operazione è stata bloccata, sono intervenute le autorità tedesche perché volevano avere

il controllo e la gestione delle loro banche. Operazione non ancora conclusa.

Attualmente Unicredit possiede il 26% di Commerzbank, ma deciderà nel corso del 2026 se

incrementare ancora la partecipazione.

E riguardo a MPS?

MPS (attualmente posseduta dal MEF per il 5%) a settembre 2025 acquisisce Mediobanca (che

possiede il 13% di Assicurazioni Generali) con operazione a buon fine. L’operazione di MPS – a

differenza di quella di Unicredit – è stata caldamente “sostenuta” dal Governo.

4. Aggregazioni

Es. Gruppi BCC

PERCHÉ IL NUMERO DI BANCHE PUÒ AUMENTARE?

1. Nuove banche che nascono

2. Trasformazioni

Es. TerFinance (Torino), una società di credito al consumo, si è fusa con un’altra società, CreditTer,

e da questa fusione è nata la ViViBanca.

DESERTIFICAZIONE BANCARIA

Non è compensata dalla digitalizzazione del sistema, dal banking online.

CAPITOLO 1 – STORIA BANCARIA

1.1) PRIMA LEGGE BANCARIA – 1926

Nel 1882 c’era un codice di commercio che vigeva in Italia, ma la prima legge bancaria d’Italia

risale al 1926, quando fu emanato il Regio Decreto Legge. Questa legge non era molto rigida, infatti

sotto questa legge:

1. Partecipazioni reciproche → modello Banca Mista: c’era una compenetrazione tra le

banche e le imprese, le banche partecipavano liberamente al capitale sociale delle imprese e

viceversa, senza limiti e regole. Questo era troppo rischioso.

2. Le banche diversificavano poco i settori di investimento → alcune banche erano

interamente possedute da una impresa oppure l’impresa era interamente posseduta dalla

banca e questo vuol dire che se va male una va male anche l’altra. Quindi non c’era una

diversificazione del rischio, le banche facevano confluire i propri interessi in uno o pochi

settori.

3. Forti squilibri di liquidità → confusione tra operazioni di breve e medio/lungo termine.

Non c’era la separazione tra operazioni a breve e a medio lungo termine. Maggior rischio

per rimborsare debiti scaduti (quei soldi investiti non sono ancora tornati). Questo creava un

rischio di liquidità: le passività correnti dovrebbero finanziare l’attivo circolante altrimenti si

rischia di non aver i soldi da restituire (es. raccogliere soldi a breve termine e prestarli per 20

anni, senza aver quindi la possibilità di rimborsare il creditore).

Anni ‘30

1929 → Crisi delle banche americane che ha avuto delle ripercussioni in Europa.

1933 → viene ricostituito l’IRI, Istituto per la Ricostruzione Industriale.

1936 → viene scritta una nuova legge bancaria.

1.2) LEGGE BANCARIA – 1936

Nel 1936 viene emanata una nuova legge bancaria:

1. Specializzazione delle banche → servì per ovviare allo squilibrio di liquidità. Le banche

vengono divise in due categorie

aziende ordinarie di credito: sono specializzate in operazioni attive o passive a breve

a. termine, con durata uguale o inferiore a 18 mesi.

istituti di credito speciale: sono specializzati in operazioni attive o passive a medio-lungo

b. termine con durata superiore a 18 mesi.

2. Separatezza tra mondo bancario e mondo imprenditoriale → divieto delle partecipazioni

delle banche nelle imprese. Venne eliminata la possibilità di creare banche miste. Ma questo

divieto non poteva essere anche per il contrario, essendo una legge bancaria, ma le imprese

erano caldamente invitate a non investire nelle banche.

3. Venne dato un poter enorme alla B.I.

4. Vennero create delle macrocategorie di banche

A. Banche pubbliche

B. Cooperative

C. Banche Private

A. BANCHE PUBBLICHE

Ai sensi di questa legge erano più numerose le banche pubbliche.

Erano nate come associazioni o fondazioni. Potevano fare le operazioni ordinarie e potevano

imprestare i soldi anche agli enti pubblici. Erano suddivise in:

1. Istituti di credito di diritto pubblico → potevano imprestare soldi come tutte le banche (credito

ordinario) e potevano fare credito agli enti pubblici. Es. Monte dei Paschi di Siena (1472, nato come

mdp), Banco di Napoli (1794, dalla fusione di più banchi. Attualmente non esiste più perché dal

2002 è stato acquisito da Intesa), Banco di Sicilia (1849, acquisito nel 2010 da Unicredit), SanPaolo

(1563, nato come mdp). Oggi gli ICDP operano in forma di SpA.

2.a) Monti di credito su pegno (monti di pietà) → nati nel 400, volevano aiutare i poveri, nati dai

francescani, i quali si facevano lasciare un pegno, un mobile, in cambio di soldi. Spesso duravano

un anno e poi dovevano essere restituiti. Questi istituti spesso erano in perdita perché i pegni

valevano meno dei prestiti. Inizialmente per i primi prestiti erogati dalla chiesa non c’era

l’applicazione dell’interesse (=costo del denaro, costo del tempo) perché il tempo era di Dio (e

quello che è di Dio non si può né comprare né vendere). Poi si sono iniziati ad applicare gli interessi

per coprire le perdite (francescani si sono lamentati con i vescovi che hanno chiesto al papa e nel 1

novembre 1745 si è normalizzata l’applicazione di questi tassi attraverso l’enciclica papale). Gli

ebrei però applicavano gli interessi a persone con una religione diversa dalla loro da prima del 1745

perché glielo consentiva la Bibbia (Antico Testamento). Nel Nuovo Testamento invece Gesù diceva

che siamo tutti fratelli e sorelle quindi no ai tassi d’interesse. I francescani non erano bravi a fare

economia e quindi i monti di pietà falliscono perché venivano gestiti male. Allora subiscono

trasformazioni: alcuni in ICDP (MPS e SanPaolo), altri in casse di risparmio (che oggi sono

costituite in forma di SpA).

2. b) Casse di risparmio → nascono nel 1778 ad Amburgo, ma sono sorte anche in Germania,

Francia, Spagna e Stati Uniti. In Italia sono nate nel 1822 a Padova e Rovigo e venivano istituite da

enti locali (municipio) oppure da privati oppure erano una trasformazione dei monti di pietà al

punto prima. Es. Cariplo. Dopo il ’50 hanno iniziato ad aumentare la clientela e le aree geografiche.

Si trasformeranno in S.p.A. nel periodo successivo. L’ACRI è l’associazione di fondazioni e di

casse di risparmio S.p.A. ed è stata costituita nel 1912.

B. COOPERATIVE

Hanno uno scopo mutualistico, non lucrativo. Danno credito ai soci a condizioni agevolate (tassi

d’interesse più bassi). Hanno forma privata ma spesso sono possedute dai sindacati.

3. Casse rurali e artigiane → in Europa si sono sviluppate in Francia tra il 1830 e il 1840. In

Germania nel 1850. In Svizzera 1862. Negli USA (credit union). In Italia nel 1883 vicino a Padova

(Loreggia). I clienti erano i contadini o gli artigiani. Il TUB del ’93 ha fatto cambiare il nome delle

casse rurali in BCC (attualmente) - Banche di credito cooperativo (alcune hanno mantenuto il loro

nome ma sono comunque BCC) in Alto Adige non si chiamano BCC ma si chiamano Raiffeisen.

L’associazione delle BCC Italiane è Federcasse nata nel 1909. L’istituto che le vigila è nato nel

1963 e si chiama ICCREA (Istituto Centrale Casse Rurali e Artigiane). Questa è come se fosse la

B.I. delle BCC (ma la gerarchia rimane comunque BCE → BI → ICCREA).

4. Banche popolari → nate nel 1800 in Germania. In Italia 1863 a Lodi, Milano e Cremona. Hanno

una operatività simile alle BCC, prevalentemente territoriale e devono dare credito prevalentemente

ai soci. Queste banche stanno sotto la riforma Renzi.

C. BANCHE PRIVATE

Costituite sotto forma giuridica di società anonime che sono gli antenati delle S.p.A., vengono

anche chiamate banche miste perché avevano una forma giuridicamente privata ma possedute da

enti pubblici e perseguivano l’interesse pubblico.

5. Banche di credito ordinario → spesso possedute da banche pubbliche. Erano delle società

anonime (antenate delle s.p.a.).

6. Banche di interesse nazionale → possedute dall’IRI: istuto per la ricostruzione industriale.

La finanza islamica vieta l’applicazione degli interessi.

Le 3 caratteristiche erano derogabili sotto autorizzazione dell’autorità di vigilanza che al tempo era

la Banca d’Italia.

EMISSIONE DELLA MONETA

Nel 1874 è stata emanata una legge che ha dato la possibilità di emettere banconote soltanto a 6

istituti, i quali avevano il certificato di depositi:

1. Banca nazione del Regno d'Italia;

2. Banca Nazionale Toscana;

3. Banca Toscana di credito per le industrie e il commercio d’Italia;

4. Banco di Napoli;

5. Banco di Sicilia;

6. Banca romana.

Nel 1893 le prime 3 banche si fondano e nasce la Banca d’Italia che ha iniziato ad operare nel 1894.

Ebbe subito l’ingrato compito di liquidare la banca romana. Roma è diventata capitale nel 1870. La

banca romana fallì (sofferenza) perché fallirono molte sue debitrici (imprese edilizie).

Nel 1894: potevano emettere moneta:

1. Banca d’Italia;

2. Banco di Napoli;

3. Banco di Sicilia.

Nel 1926 (regio decreto-legge, promotore Camillo Benso conte di Cavour) l’unico istituto che può

emettere banconote è la Banca d’Italia. Il potere viene sottratto al Banco di Napoli e al Banco di

Sicilia.

Oggi invece: per le banconote ogni nazione deve stampare un determinato taglio:

1. La BCE è la mente che decide e che dà le istruzioni

2. Le BCN: le banche centrali nazionali sono le braccia, esecutori degli ordini della BCE.

*ECB (European Central Bank) → noi nel 2026 dobbiamo stampare le banconote da 20 euro (i 500

euro sono stati aboliti nel 2019)*

Per le monete: tutti fanno tutte le monete, vengono coniate da tutte le zecche di stato.

Nel 1936 l’autorità è la Banca d’Italia che stampa moneta e svolge la politica monetaria. Svolge:

- controllo antecedente → all’entrata. Verifica il soddisfacimento di requisiti per nuove banche;

- controllo concomitante → controllo in itinere, durante l’attività bancaria: apertura nuova filiale

per la quale viene richiesta l’autorizzazione alla Banca d’Italia;

- controllo susseguente → all’uscita. Per cessare l’attività ci vuole l’autorizzazione della Banca

d’Italia.

Esiste un vero e proprio trade-off tra stabilità ed efficienza:

- un sistema molto stabile può essere poco efficiente perché troppo controllato;

- un sistema più efficiente può essere poco stabile.

Sistema bancario italiano nel 1936:

- Discrezionalità amministrativa fino al 36 per il sistema bancario italiano → per fare qualunque

cosa serviva autorizzazione della Banca d’Italia.

- Concorrenzialità controllata → decideva tutto la Banca d’Italia.

- Foresta pietrificata → era tutto bloccato. Serviva l’ok della Banca d’Italia per tutto.

Cambiamento realtà italiana negli anni ’70 ’80.

1.3) DIRETTIVA 780/1977 – DIRETTIVA 646/1989

Queste due direttive sanciscono nuovi principi:

1. Libera operatività → stipulata a Basilea per stabilire delle regole comuni per tutte le banche. Si

decide di variare il sistema di controllo e vengono introdotti:

a. Patrimonio di vigilanza (PV): patrimonio minimo che una banca deve avere per operare.

b. Coefficiente di solvibilità (CS): deve essere maggiore o uguale all’8%. Vuol dire che se tu

rischi di più allora di patrimonio bisogna averne di più. Maggiore è il rischio, maggiore è il

patrimonio di vigilanza per proteggersi dal rischio. Banche più grosse devono avere un

patrimonio più alto.

CS= PV/attivo×rischio ≥ 8%

2. Despecializzazione → tutte le banche poterono trattare sia il breve che il medio-lungo termine

eliminando quindi la distinzione tra aziende ordinarie di credito e istituti di credito speciali.

Alternative:

a. Banca universale: banca che fa tutto, unico soggetto giuridico, ma anche un unico

soggetto economico (servizio mutui, leasing, factoring: la banca offre tutti i servizi del

settore bancario, tutti insieme).

i. vantaggi: massima coordinazione (tutto coordinato da un unico soggetto) e

minimizzazione dei costi (banca all’interno può realizzare economie di scala);

ii. svantaggi: minor specializzazione.

b. Gruppo bancario: tanti soggetti giuridici che costituiscono un unico soggetto economico

(es. Holding):

i. vantaggi: massima specializzazione;

ii. svantaggi: minor coordinazione e costi maggiori.

Per le banche era complicato creare il modello della banca universale perché la Banca d’Italia

diceva sempre no (tale forma di banca universale è stata molto utilizzata in Svizzera e in Germania).

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher milano09 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione della banca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Rovera Cristina.
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