economia delle aziende e delle
amministrazioni pubbliche
1° PARTE: ECONOMIA DELLE AZIENDE E DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE
LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE COME SISTEMA DI AZIENDE
la PA può essere interpretata come un insieme di aziende pubbliche, cioè organizzazioni che operarno con logihe proprie ma on finalità diverse rispetto
all'impresa privata (non profitto ma interesse collettivo)
definizione di AP secondo la SEC —> Sistema Europeo dei Conti Nazionali
istituzionali che producono beni e servizi non destinati alla vendita e destinati a
le amministrazioni pubbliche comprendono —>unità
soddisfare bisogni collettivi e individuali
e che sono finanziate principalmente tramite versamenti obbligatori (tributi) provenienti da altri settori
—> inoltre includono unità che svolgono una funzione di redistribuzione del reddito e della ricchezza
quindi la PA non opera secondo logiche di mercato, ma secondo logiche istituzionali e redistributive
le funzioni principali della PA sono:
produzione di servizi non di mercato —> sono servizi non venduti a prezzo di mercato ma erogati alla collettività (es: sanità, istituzione)
il valore non è determinato dal prezzo ma dall’utilità sociale
redistribuzione —> interviene sulla distribuzione di reddito e ricchezza —> tipico dello Stato sociale (welfare state)
il modello Weberiano (modello burocratico)
è il modello organizzativo tradizionale della PA, sviluppato tra fine ‘800 e inizio ‘900
è nato con gli stati nazionali moderni con il superamento delle monarchie assolute
perchè c’era la necessità di creare un apparato amministrativo stabile e impersonale
si sviluppa la burocrazia professionale come nuova classe
si è diffuso nei paesi europei con tradizione di diritto romano —> è un modello abbastanza uniforme tra i diversi stati
formalizzazione delle regole
è basato su: procedure standard
gerarchia organizzativa
i soggetti principali nel modello di Weber sono: cittadini —> esprimono i rappresentanti
politici —> definiscono gli indirizzi
pubblica amministrazione —> attua le decisioni
la PA è il soggetto tecnico-operativo tra politica e società
i principi fondamentali sono: i politici —> decidono gli obbiettivi
1. separazione tra politica e amministrazione —> l’amministrazione —> attua e gestisce 1
serve a garantire imparzialità ed efficienza operativa
autonomia —> la PA ha le proprie regole e propri criteri organizzativi
2. autonomia e neutralità della PA —> neutralità —> in origine era un comportamento etico imparziale
poi c’è stata un evoluzione e la PA deve operare in modo standardizzato,
indipendentemente dal governo —> la struttura non deve essere modificata dalla politica
la PA ha una propria razionalità interna
le attività amministrative si distinguono in:
atti —> decisioni formali
sequenze —> concatenazioni di atti
attribuzioni —> competenze assegnate
questi elementi costituiscono la procedura amministrativa —> la procedura deriva sempre da un atto politico (es: legge)
il rispetto delle regole
il sistema di controllo è basato sul controllo delle procedure —> si verifica: correttezza formale
non si controllano i risultati, ma il processo
crisi del modello burocratico
il modello burocratico entra in crisi perchè era pensato per attività semplici, stabili e formali
produzione di leggi giustizia
in origine la PA svolgeva soprattuto: trasferimenti finanziari alcune grandi opere pubbliche
difesa prevalenza di atti formali
questo inizialmente funzionava perchè era adatto a contesti semplici e stabili —> funzionava bene quando il
prodotto dell’amministrazione era un atto formale e la PA non interviene ancora in modo forte nell’economia
successivamente la PA inizia ad occuparsi anche di: servizi
distribuzione della ricchezza
interventi più complessi nell’economia e nella società
questo fa emergere i limiti del modello burocratico
le principali criticità del modello burocratico sono:
nel modello burocratico si pensa che sia soprattuto la procedura corretta a garantire il risultato per questo
professionalità dei vertici amministrativi —> i vertici vengono scelti in base a criteri giuridico-formali
questo criterio però non è più adeguato in contesti complessi
problema —> servirebbero competenze gestionali e organizzative, non solo formali
non vengono premiati abbastanza le azioni sostanzialmente corrette e si tende invece a punire ogni errore o
squilibrio nel sistema premi/punizioni —> imperfezione formale
conseguenze —> si riduce la motivazione e accentua un comportamento difensivo 2
nelle imprese il potere decisionale tende ad essere affidato a chi sa realizzare e nel modello burocratico,
concezione del potere organizzativo —> invece, viene favorito chi controlla il lavoro degli altri
conseguenze —> le persone tendono a cercare posizioni di potere e controllo, più che ruoli operativi efficaci
aumento dei controlli formali —> con l’aumento della complessità, il sistema reagisce aumentando i controlli tradizionali e formali
es: certificato antimafia conseguenze —> il sistema diventa più pesante e rigido
allungamento dei processi —> i procedimenti diventano più lunghi, questo favorisce anche l’intervento politico su singoli atti
il modello burocratico era coerente con la realtà storica del tempo, però se non viene adeguato genera patologie organizzative
perchè il modello burocratico è inadatto ai servizi?
differenza tra bene e servizio —> un servizio si distingue da una merce perchè:
1. le condizioni dello scambio si conoscono bene solo dopo
oltre al prezzo, molte caratteristiche del servizio si comprendono pienamente solo dopo l’erogazione
il fruitore del servizio è parte del processo, il servizio consiste in
2. l’utente partecipa al processo produttivo —> attività svolte sulle persone e che poi reagiscono
conseguenze —> l’organizzazione deve adattare il processo alle caratteristiche degli utenti
incompatibilità tra burocrazia e servizi —> il modello burocratico non vuole lasciare troppa autonomia operativa e punta sulla standardizzazione
ma i servizi richiedono: tempestività
flessibilità
discrezionalità
adattamento ai bisogni concreti degli utenti
nei servizi esistono due processi —> front office e back office —> tra questi serve un coordinamento dinamico continuo
problema centrale —> il modello burocratico “imbriglia” i servizi e rischia di renderli poco funzionali
quindi il modello burocratico non è adatto ai servizi alla persona e proprio quei servizi su cui si fonda gran parte della PA moderna
nascita del New Public Management —> a partire dagli anni ‘80 nasce il New Public Management (NPM)
questo nasce nel contesto anglosassone e viene associato alla politica di Thatcher
motivo della nascita —> il modello burocratico non funziona più bene, era diventato anche troppo costoso/dispendioso
ci sono state due reazioni alla crisi del modello burocratico:
1. ridurre l’applicazione del modello —> secondo alcuni il problema era l’applicazione troppo estesa del modello burocratico
soluzione proposta —> privatizzazione con riduzione del ruolo dello stato e minore presenza pubblica nell’economia
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questa è la linea associata a Thatcher
2. modificare ed evolvere il modello —> secondo altri il problema non era solo l’eccesso di stato, ma la necessità di ripensare il modello organizzativo
soluzione proposta —> è quella di introdurre nuove logiche di funzionamento, far evolvere il modello burocratico e
avviare l’aziendalizzazione della PA
si va a considerare le amministrazioni pubbliche secondo schemi economico-
aziendali e introdurre logiche di efficienza, organizzazione e gestione più moderne
per modello aziendale non significa modello d’impresa —> quindi la PA non deve essere trattata come un’impresa privata pura
il modello aziendale
differenza tra modello burocratico e modello aziendale: 4
istituti —> organizzazioni di persone e di mezzi costituite per il conseguimento di fini comuni e regolate da norme di comportamento condivise
azienda —> ordine strettamente economico di un istituto, ovvero l’insieme delle operazioni di produzione/consumo svolte per il soddisfacimento dei
bisogni dei membri
ogni istituto ha una propria azienda, ossia attività economica ordinata, strumentale ai fini perseguiti
la PA come sistema di aziende
la PA come sistema di aziende è un quadro interpretativo più aderente alla realtà
perché supera la visione della PA come settore unitario o black box governabile solo con
leve esterne, mette al centro la capacità degli istituti di trasformare le risorse in risultati
afferma che l’equilibrio del sistema esiste solo se sono in equilibrio le singole aziende
—> valorizza le relazioni inter aziendali, essenziali per capire la complessità della PA
gli istituti pubblici territoriali sono definiti aziende composte pubbliche —> perché oltre ai processi di consumo pubblico, svolgono anche processi di
produzione in senso economico
pubbliche —> si dicono pubbliche perché il soggetto economico e pubblico, cioè
si dicono composte, perché comprendono
composte —> l’insieme delle persone che hanno interesse economici nell’attività
insieme: aziendale
- attività di produzione —> impegno di fattori
produttivi per realizzare beni e servizi
- attività di consumo —> uso diretto delle
risorse per soddisfare bisogni, senza
mediazione nel mercato
la PA è vista come un insieme di aziende composte pubbliche —> non come un blocco unico
differenza rispetto all’approccio tradizionale —> l’approccio aziendale si distingue da quello tradizionale (macroeconomico, giuridico), perchè:
l’approccio tradizionale vede la PA come un black box
l’approccio aziendale la considera composta da aziende autonome
considerare la PA come sistema di aziende significa riconoscere che la PA non è un black box ed è composta da aziende autonome
l’equilibrio del sistema dipende dall’equilibrio delle singole aziende —> contano
solo risorse e norme, ma anche la capacità di trasformare input in output 5
CARATTERISTICHE DISTINTIVE DEL’’AZIENDA COMPOSTA PUBBLICA
eterogeneità dei prodotti
le ACP producono beni e servizi che sono allo stesso tempo:
tipicizzati —> perché devono svolgere determinate funzioni
eterogenei —> perché molto diversi tra loro
esse producono:
norme di legge e atti amministrative autoritativi —> azioni decisionale che impongono qualcosa a qualcuno, esprimono poteri sovraordinati per
regolare i rapporti sociali ed economici
sono beni collettivi non rivali e non esclusivi, decisi per via politica, senza bisogno di una domanda specifica e
beni pubblici in senso stretto —> senza concorrenza sono beni individuali di interesse collettivo, può esserci un prezzo, non per misurare il
beni divisibili ed escludibili nel consumo (servizi pubblici) —> valore della prestazione ma per limitare usi impropri
trasferimenti finanziari —> redistribuzione della ricchezza o incentivo e comportamenti, tramite tributi, pensione, contributi, sussidi e incentivi
indirizzi, programmi e politiche di orientamento —> sono strumenti con cui la PA definisce obiettivi e orienta i comportamenti dei cittadini
questa differenziazione dei prodotti, non deriva da convenienza economica —> dipende da scelte istituzionali e politiche
la PA quindi, nella produzione, non segue prima di tutto il criterio dell’economicità, ma attua decisioni politiche
l’eterogeneità dei prodotti si riflette su: tipologia di attività
professionalità richieste
modalità di organizzazione
criteri di valutazione
forme istituzionali di gestione
l’eterogeneità dei prodotti è la principale spinta alla differenziazione delle forme istituzionali di
gestione —> in Italia però, questa efficacia è stata limitata da una scarsa differenziazione operativa
anche nelle imprese esiste eterogeneità dei prodotti, ma in quel caso esse è spinta da ragioni di convenienza economica
quando l'eterogeneità interna diventa troppo elevata, si possono creare enti strumentali, ad esempio fondazioni o aziende di servizi alla persona
questi enti sono stati introdotti per risolvere problemi organizzativi, ma in Italia spesso hanno
regole molto simili a quelle dell’ente principale e quindi il cambiamento concreto è stato limitato
assenza di prezzo
le PA producono beni e servizi non destinati alla vendita —> quindi non c’è un prezzo di mercato, le risorse provengono soprattutto dai prelievi fiscali
conseguenze principale —> l’assenza di prezzo produce effetti rilevanti:
indebolimento della domanda —> come strumento di valutazione e guida della gestione
qualità ed efficienza non migliorano automaticamente l'equilibrio economico 6
riduzione dei meccanismi di autoselezione della domanda
domanda impropria —> perché il servizio gratuito tende a essere usato anche oltre il necessario
difficoltà ad introdurre criteri di selezione della domanda diversi dal prezzo
scarsa significavità dei valori economici —> talvolta corretti con contributi di scopo o voucher
difficoltà ad applicare le regole tipiche delle aziende di erogazione
nella PA, se una struttura offre un servizio migliore, può attrarre più domanda
ma, poiché l’utente non paga direttamente, non aumenta anche il ricavo —> quindi la
struttura più efficiente o di qualità può trovarsi con più costi e maggiore difficoltà di bilancio
diversamente dall'impresa, chi lavora meglio può risultare economicamente più in difficoltà
conseguenza anche chi non ha necessità forte può richiedere
l’assenza di prezzo riduce i meccanismi con cui la domanda si seleziona da sola —>di
servizio e si genera domande impropria
introdurre meccanismi di selezione diversi dal prezzo è difficile perché possono essere percepiti come contrari al
principio di universalità del servizio e producono facilmente insoddisfazione e calo di consenso nella popolazione
l’assenza di prezzo rende più difficile applicare le logiche tipiche dell'aziende di erogazione
c’è una separazione tra chi finanze che fluisce —> si ha una netta separazione tra
chi finanzia al servizio tramite il prelievo fiscale
chi fruisce del servizio
questo crea difficoltà nel far convergere gli interessi, perché chi ha maggiore capacità economico
tende a voler pagar meno e chi ha minore capacità economica tende a voler fruire di più
le pressioni dei due gruppi costituiscono un fattore di complessità specifico della PA
formalizzazione dell’attività amministrativa
la formalizzazione dell’attività amministrativa deriva:
dal modello burocratico
dall’esigenza di vincolare i comportamenti dell’ente
questo avviene perché, in assenza di prezzo, non esiste un criterio automatico e oggettivo per capire cosa produce risultati positivi
perciò si pongono limiti e regole all’attività amministrativa, così da rendere la discrezionalità compatibile con il buon andamento della PA
deriva anche dalla presenza di poteri sovraordinati e dall'impossibilità di guidare tali poteri tramite scambio di mercato
la formalizzazione riguarda:
organi —> composizione, nomina, decadenza, revoca
successione e modalità di svolgimento delle operazioni —> istruttoria, decisione, attuazione
modalità di assunzione delle decisioni —> ogni decisione è disciplinata sia dal procedimento sia dalla forma dell’atto (deliberazione, ordinanza, decreto…)
elementi da esplicitare negli atti
condizioni particolari richieste per certi atti o attività —> es: necessità e urgenza per i decreti legge
nella PA la forma assume rilevanza sostanziale, perché in mancanza di meccanismi di mercato, si ritiene che essa serva tutelare gli interessi dei cittadini
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es: obblighi di pubblicità e trasparenza che permettono il controllo esterno
la formalizzazione produce diversi effetti:
concentrazione sulla decisione sull’atto formale, più che sul risultato —> si tende ad assumere che qualità dell’atto = qualità del risultato
però nella realtà possono esistere atti formalmente perfetti ma sostanzialmente
la correttezza formale viene vista come indice di funzionalità —> inefficaci talvolta l’aumento della tutela formale corrisponde una
la forma tutela soprattutto interessi esterni all’istituto, non la funzionalità aziendale —> diminuzione della tutela sostanziale
la sequenza tipica nella PA è: istruttoria —> svolta dall’impiegato
deliberazione —> svolta dal funzionario politico
esecuzione la conformità di ogni fase rispetto alla precedente
in questa logica si valuta soprattutto —> la coerenza interna del processo
l’attenzione si concentra in particolare su istruttori e deliberazione
logica amministrativa vs logica aziendale:
logica amministrativa —> - è orientata alla decisione
- privilegia la coerenza formale tra le fasi
- attribuisce responsabilità per singole fasi
segue la sequenza: informazione —
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Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche
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Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche, seconda parte
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Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche, prima parte
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Economia delle aziende e amministrazioni pubbliche