IL CARATTERE DELL’ARCHITETTURA
STRATEGIE COMPOSITIVE
APPROCCIO DIALETTICO : CONTRAPPOSIZIONE TEMATICA
Esiste tuttavia un ulteriore approccio, non affrontato prima e collocato intenzionalmente alla fine di questo ciclo:
un’architettura basata sulla contrapposizione tra due registri espressivi opposti. Questo approccio può essere
definito dialettico rispetto a quelli precedentemente analizzati. La contrapposizione può assumere forme diverse, da
una sottile antinomia tra due registri espressivi fino a una composizione paratattica esplicita, configurando una vera
e propria contrapposizione tematica.
Viene quindi introdotto un elenco di possibili caratteri architettonici che possono essere posti in contrasto. Il primo
tema riguarda il livello di intensità della contrapposizione; il secondo riguarda il motivo per cui questo approccio può
risultare utile o efficace. La contrapposizione può rispondere al tema progettuale, distinguendo ad esempio due aree
funzionali come zona giorno e zona notte, oppure può rispondere ai condizionamenti del contesto, interpretando il
luogo attraverso due linguaggi differenti.
La contrapposizione può riguardare il fronte posteriore rispetto al fronte anteriore, oppure la parte inferiore rispetto
alla parte superiore dell’edificio. Due parti della stessa architettura possono parlare linguaggi diversi, utilizzare
materiali diversi, assumere caratteri opposti.
Tra i temi a contrasto si trovano:
● chiuso / aperto, inteso come opacità e trasparenza;
● materico / astratto, dove l’astrazione cancella il materiale e la costruzione;
● razionale / organico, richiamando i due maestri di riferimento: Le Corbusier per il razionale, Frank Lloyd
Wright per l’organico;
● pesante / leggero, tema affrontato attraverso il testo di Calvino e la nozione di leggerezza come qualità
espressiva;
● unitario / frammentato, riferito all’articolazione volumetrica;
● statico / dinamico;
● denso / rarefatto, legato alla qualità dei materiali;
● ordinato / caotico, riferito all’organizzazione spaziale.
Vengono ora analizzati tre progetti esemplificativi di questa strategia dialettica. I primi due appartengono alla cultura
architettonica italiana e rappresentano riferimenti fondamentali.
VILLA ORO - Luigi Cosenza e Bernard Rudofsky -Posillipo , Napoli 1934.37
● Il primo progetto si trova a Napoli ed è opera di Luigi
Cosenza e Bernard Rudofsky.
● Luigi Cosenza, ingegnere e architetto, è stato una delle
figure più importanti del razionalismo italiano a partire
dagli anni Trenta. In quegli anni aveva instaurato un
sodalizio professionale con l’architetto viennese Bernard
Rudofsky, con il quale aveva condotto studi
sull’architettura spontanea delle coste italiane, in
particolare dell’isola di Procida. Da questi studi derivano i
caratteri mediterranei presenti nel progetto, che pur
essendo razionalista presenta accenti eterodossi rispetto
all’ortodossia corbusiana.
● Rudofsky, emigrato negli Stati Uniti negli anni successivi, pubblicò quasi trent’anni dopo il celebre libro
Architecture Without Architects, esito del suo percorso di ricerca sull’architettura spontanea.
● Il progetto di Villa Oro fu elaborato tra il 1934 e il 1936 e realizzato tra il 1936 e il 1937.
● La casa si trova sulla collina di Posillipo, a circa 40 metri di altezza rispetto al lungomare e al Golfo di
Napoli. L’immagine iniziale mostra una casa bianca, composta da volumi articolati, apparentemente
appoggiata su una sostruzione in tufo. Questa è la prima ambiguità: la casa non è solo la parte bianca, ma
comprende anche un piano semi-interrato che occupa il primo livello del bastione.
● Lo schizzo sembra mostrare solo i volumi bianchi appoggiati sul costone, ma anche la parte terminale del
costone è parte integrante del progetto.
● Il nome Villa Oro deriva dal proprietario, il dottor
Augusto Oro.
● Il lotto è complesso: stretto, lungo, compreso tra via
Orazio, che sale lungo la collina, e uno strapiombo di
40 metri.
● La costruzione esistente presenta due aperture che
rivelano ambienti interni.
● Il contesto è straordinario: Napoli, Ischia, Capri, il
Golfo e il Vesuvio costituiscono i fuochi visivi
principali. La strada via Orazio sale
progressivamente, mentre il lotto rimane stretto tra la
strada, il monte e il costone a valle.
● La cartografia mostra che la strada sul retro
segue una curva, e l’edificio si adatta a questa
curva, cosa impensabile nel purismo corbusiano.
● La seconda contrapposizione riguarda i due
fronti: il fronte verso la strada è continuo, leggermente curvo, mentre il
fronte verso il panorama è articolato, mutevole, con volumi che
cambiano ai vari livelli, generando un’immagine scultorea pur composta da
volumi astratti.
● Un altro aspetto riguarda la linea diagonale della strada: la scalettatura
della sezione dell’edificio è progettata in modo da non superare mai la linea
della strada, evitando di ostruire la visuale