MARCATORI TUMORALI
Sostanza quali-/quantitativamente rilevabile in fluidi biologici segnalante k
Si distinguono in:
• Prodotti fetali
• enzimi/isoenzimi
• ormoni
• proteine tessuto specifiche
• glicoproteine appartenenti al gruppo delle mucine/citocheratine
MARCATORI ONCOFETALI
→
Sostanze espresse durante sviluppo fetale dopo differenziazione non + prodotte o solo in alcuni
tessuti derivanti da precursori embrionali
ALFA-FETOPROTEINA = glicoproteina sintetizzata da fegato + sacco vitellino feto (da qui secreta in
→ a
siero [] max 13 sett. gestazione)
Da 1 anno di età [] molto basse, funzione di trasporto per ≠ substrati
Sintesi riattivata in k correlati a feto/fegato = k a cell. germinali/epatocarcinoma
Emivita = 2-8 giorni
CEA (carcinoembryonic antigen) = glicoproteina IgG- like prodotta da embrione e feto
↑ livelli in ≠ k, tra cui gi come colon, mammella, ovaio, polmone e pancreas, quindi meno selettivo
del precedente ↑ in patologie non-neoplastiche: polipi, diverticoli, IBD, pancreatite, gastrite,
insufficienza renale, infezioni polmonari, BPCO
Inoltre, può
Emivita = 2-8 giorni ENZIMI
I clinicamente più usati:
1. ENOLASI NEURONE SPECIFICA (NSE) = enzima glicolitico citoplasmatico prodotto da SNC,
SNP e tessuti neuroendocrini
↑ in k originanti da tessuto nervoso e neuroendocrino, soprattutto neuroblastoma e
microcitoma polmonare
2. ANTIGENE PROSTATICO BENIGNO (PSA) = serin-proteasi con attività proteolitica secreta da
epitelio duttale e cell. acinari prostatiche per fluidificare sperma
È organo-specifico ma non molto specifico per k perché prodotto da tessuto prostatico sia
sano che tumorale 1
→
Presente nel siero come PSA free (forma libera) che legato ad anti-proteasi rapporto tra
totale e libero ha > specificità per k (per differenziarlo da iperplasia prostatica benigna e
prostatite, casi in cui può ↑).
Può ↑ anche per procedure diagnostiche/terapeutiche: esame rettale, biopsia prostatica
ORMONI
BETA-HCG = glicoproteina secreta da sinciziotrofoblasto, usata anche per individuare gravidanza
→
Si dosa la subunità beta in quanto specifica ≠ subunità alfa comune ad altri ormoni, come LH e
FSH
↑ in k germinali ovaie/testicolo
Emivita = 24 h
CALCITONINA = ormone polipeptidico prodotto da cellule C tiroide
Azione antagonista rispetto a PTH in regolazione omeostasi fosfo-calcica t. osseo
→
↑ in k midollari tiroide da monitorare in pz sani a rischio (es. familiarità)
TIREOGLOBULINA = glicoproteina tessuto-specifica, 2 subunità uguali, prodotta da tireociti e secreta
in lume follicolare durante produzione ormoni tiroidei
In età adulta valori bassi in sangue
↑ in patologie non neoplastiche con iper-attività/volumetria tiroide (es. ipertiroidismo, tiroidite
acuta/cronica, tireotossicosi)
stati fisiologici con ↑ attività tiroide, come gravidanza e età neonatale
asgoaspirato (procedure diagnostica)
→
carcinomi differenziati tiroide monitoraggio malattia
GLICOPROTEINE APPARTENENTI AL GRUPPO DELLE MUCINE
Mucine = sono ag di superficie/secreti da cell. k:
• CA 15.3 = usato soprattutto in k mammario
Può ↑ anche nel caso di malattie epatiche acute/croniche, pancreatite acuta, malattie del
collagene (es.), RT/CT mammella
• CA 125 = k ovarico
Può ↑ anche nel caso di endometriosi, versamento pleurico, ascite benigna, interventi
chirurgici (per processi di riparazione)
• CA 19.9 = soprattutto k gi
Può ↑ anche nel caso di pancreatite cronica e ittero 2
MARCATORI DI DANNO E DI RISPOSTA DELL’OSPITE
→
In parte usati come marcatori k k può indurre danno ospite = liberazione enzimi cellulari (per lisi
cell.)/produzione proteine di fase acuta (risposta al danno)
Es.: • →
transaminasi epatiche (AS, ALT, GGT) k primitivi/metastasi fegato
• →
fosfatasi alcalina (ALP) k primitivi/metastasi fegato/scheletro (dosare isoforma ossea per
> specificità)
• →
lattato deidrogenasi (LDH) 40% circa di tutti i k, soprattutto k ematologici
• →
β2-microglobulina, aptoglobina, ferritina, proteina C reattiva leucemia linfatica cronica,
linfomi, mielomi, reazione infiammatoria cronica che può accompagnare k
CARATTERISTICHE MARCATORE K IDEALE
→
Nessuno di quelli usati lo è ampia zona grigia di valori compatibili sia con k che con soggetti
sani/portatori di altre patologie non neoplastiche.
Caratteristiche marcatore k ideale:
1. Essere prodotto solo e precocemente da cellula tumorale = specifico e misurabile anche in
k molto piccoli
2. Avere [] correlata a stadio = possibile l’uso prognostico
3. Subire variazioni [] molto sensibili in relazione a efficacia terapia e andamento malattia =
possibile il controllo post-operatorio e in follow-up (malattia residua, recidiva, metastasi)
→
4. Non esserci in soggetti sani impossibile + marcatore non sempre presente in k + può
aumentare anche in patologie non-neoplastiche
5. Sensibilità (capacità di identificare i pz positivi) e specificità (capacità di identificare i pz
→
negativi) 100% cosa impossibile
→
Per questo si usano i CUT-OFF non devono essere troppo lontani da valori fisiologici altrimenti
alta specificità, ma sensibilità troppo bassa/troppo vicini a valori fisiologici altrimenti alta sensibilità,
ma specificità troppo bassa. In generale, si sceglie un cut-off che permette sensibilità e specificità
del 95% (es. PSA = 4ng/ml). Ma ci sono anche casi in cui si preferisce aumentare % di uno dei due
parametri a discapito di un altro. 3
IMPIEGHI CLINICI →
SCREENING in popolazione selezionata e non su larga scala, altrimenti ↑ falsi + NO popolazione
generale, ma in programmi di sorveglianza personalizzati (nessun valore in popolazione
asintomatica perché non sufficientemente specifici)
→
Su pz sintomatici/asintomatici ma con alto rischio ruolo limitato, ma possono aiutare a indirizzare
la diagnosi
Es. k midollare tiroide in pz con sindrome eredo-familiare = calcitonina
epatocarcinoma in pz con epatopatie croniche/cirrosi = alfa-fetoproteina
k ovarico in pz con mut. BRCA 1/2 = CA125
k prostata in soggetti a rischio = PSA
DD • con patologia benigna = in pochi casi e avendo bene in mente quali info si vogliono ottenere
(es. pz anziano in cui si vogliono evitare i rischi di una biopsia)
• →
fra tipi ≠ di k = es. pancreas sia k di origine epiteliale che di origine neuroendocrina CA19.9
alto suggerisce adenocarcinoma ≠ cromogranina alta suggerisce k neuroendocrino
ESTENSIONE DI MALATTIA = in alcune forme k selezionate
Es. ↑ PSA = ↑ p forma metastatica (vale la pena fare esami radiologici più dettagliati durante
stadiazione per verificare presenza metastasi)
VALUTAZIONE MALATTIA RESIDUA = uso frequente, anche se non possibile per tutti i k
→
Quando trattamento radicale, soprattutto chirurgico marcatore dovrebbe negativizzarsi
(attendere emivita per valutarlo!) ≠ se persiste/↑ = malattia residua
→
MONITORAGGIO = controlli periodici significato marcatore = monitoraggio trattamento malattia
avanzata *
VALUTAZIONE EFFICACIA TERAPIA = monitoraggio + precoce e frequente di indagini radiologiche
(che comunque devono essere usate per conferma) di possibile recidiva
Significato marcatore = diagnosi precoce recidiva *
Funziona molto bene per:
• CA125 in k ovarico
• αFP e βHCG in k cell. germinali
• PSA in k prostatico
NON si possono usare a questo scopo quando CT perché ↑ marcatori di per sé/patologie
concomitanti che ↑ valori (es. CA 19.9 se colestasi)
FOLLOW-UP = dipende dal tipo di k, devono essere usati e interpretati da specialisti
Significato marcatore = prognostico 4
Se ↑ marcatore = monitoraggio più stretto + controllo radiografico (solo dopo questo si può
riprendere trattamento, tranne che per k prostatico dove basta ↑ PSA perché altamente tessuto-
specifico) →
Importante fare misurazione seriale di solito, sono significativi 2/3 ↑/↓ consecutivi in 1/3 mesi
Inoltre l’↑ deve essere di almeno 50% rispetto al valore basale, in assenza di cause di ↑ non-
tumorali
Fondamentale interpretazione cinetica marcatore = si tiene conto soprattutto della % di variazione
del parametro piuttosto che del suo valore preso da solo (situazione clinica pz che parte da valore
sopra soglia ma che resta costante nel t = molto ≠ da pz che parte da valore basso ma che ↑ nel t)
I marcatori devono sempre essere rapportati al singolo paziente perché possono essere modificati
→
(↑) da diverse condizioni es.:
• →
CEA, uno dei più aspecifici = fumatori cut-off più alto
alcol
numerose patologie benigne, come apparato gi (polipi,
diverticoli, malattie croniche infiamm. intest.,
pancreatiti)/reni/polmoni
• CA 19.9 = pancreatite cronica, ittero
• CA 15.3 = patologie del fegato, pancreatiti acute, patologie del collagene
• CA 125 = ciclo mestruale, gravidanza, endometriosi, versamenti pleurici, asciti
• PSA, ormoni tiroidei = indagini diagnostico-terapeutiche (esplorazione rettale, biopsia
prostatica, ago-aspirato tiroide)
• Marcatori k mammario = ct
* = condizioni in cui utilità marcatore è >rmente consolidata 5
TUMORI EREDITARI
FAMILIARITÀ = + casi di k in famiglia, non associati a una sindrome ereditaria (no pattern specifici)
10% k + comuni
k dovuti a interazione tra fattori ambientali e predisposizione genetica legata a polimorfismi a bassa
→
1
penetranza e alta frequenza (tanti non noti) ↑ di poco rischio, a fare la differenza sono i fattori
→
ambientali spesso = per membri di una famiglia (ciò spiega la familiarità)
Di solito, insorgenza in età avanzata
Spesso saltano delle generazioni (proprio per bassa penetranza)
Gli istotipi rari sono poco frequenti ≠
EREDITARIETÀ = k ereditati dovuti a mutazioni costituzionali che si trasmettono da una generazione
all’altra (geni ad alta penetranza)
In generale, costituisce 2% dei fattori di rischio per k
→
Sono sindromi ereditarie ↑ molto rischio, ruolo fattori ambientali + marginale
→
Pattern peculiare di tipo di k ed età insorgenza spesso aggregazione (+ casi di k nella stessa
famiglia), verticalità (k compare in generazioni successive) e insorgenza precoce
Importante identificare soggetti a rischio per prevenzione e diagnosi precoce
Geni implicati in formazione k classificati in 3 gruppi:
• Protoncogeni
• Geni oncosoppressori
• Geni caretakers (concettualmente assimilabili agli oncosoppressori)
PROTONCOGENI
Codificano segnali che stimolano ciclo cellulare
Comprendono:
• fattori di crescita/trasduzione
• R intracellulari
• R transmembrana per fattori di crescita
• trasduttori intracellulari del segnale
• proteine che controllano ciclo cellulare →
Vanno incontro a mutazioni dominanti (basta 1 allele mutato) che ↑ funzione proteina
mutata/proteina normale in quantità ↑
1 Penetranza = % di persone con uno specifico genotipo che manifestano concretamente il fenotipo.
Bassa penetranza (/penetranza incompleta) = non tutti i soggetti manifestano il fenotipo. 6
GENI ONCOSOPPRESSORI
Classe molto eterogenea
Producono:
• fattori -| ciclo cellulare/pro-apoptotici
• // coinvolti in mantenimento stabilità genoma
Sono geni:
1. Direttamente coinvolti in regolazione ciclo cellulare, es
a. RB1, gene del retinoblastoma
2
b. TP53 gene di p53
2. Coinvolti in -| da contatto, es. NF2 gene della neurofibromatosi
→
Vanno incontro a mutazioni recessive che ↓ funzione compatibile con la vita perché allele sano
→
sopperisce. Se però secondo hit (mutazione allele sano) = perdita di funzione rischio k
Es. RETINOBLASTOMA = raro k infantile dei retinoblasti (ca 1/20000 nati)
→
forma ereditaria circa 40% casi
→
2 possibili fenotipi bilaterale, multifocale, pz + giovani (1)
monolaterale, età tardiva (2)
per spiegarlo = ipotesi dei “two hits” (= k insorge quando entrambe copie
gene con mutazione inattivante)
• 1, k ereditari = pz nasce con cell. somatiche con 1 allele già mutato
→
ereditato poi mutazione allele sano
• →
2, k sporadici = pz nasce senza mutazioni in tempi ≠ subisce due
mutazioni di RB1 nella cell. somatica
GENI CARETAKERS
→
Codificano enzimi di riparazione DNA contribuiscono a integrità genoma
→
Mutazione = instabilità genomica ↑ p mutazione altri geni per perdita capacità riparazione danni
→
DNA ≠ oncosoppressori mutazione = trasformazione tumorale
Es. BRCA1/2 = riparano danno a doppia elica DNA (ricombinazione omologa) (nell’uomo si manifesta
fenotipicamente molto meno che nella donna)
K EREDITARI
Caratteristiche:
• Trasmissione autosomica dominante, penetranza elevata
2 →
Entra in funzione quando avverte danno DNA se riparazione, ciclo continua ≠ altrimenti, apoptosi 7
• Aggregazione
• →
Verticalità si manifesta in tutte le generazioni
• Insorgenza precoce
• →
Frequente molteplicità tumorale diagnosi di + k nello stesso pz e nella stessa famiglia
o sincroni = compaiono insieme
o metacroni = a distanza di t
Es. = k multipli colon in sindromi ereditarie k colon, k bilaterale mammella in sindrome
k ereditario di mammella e ovaio
• Associazione con specifiche sindromi ereditarie
Es. = k mammella e ovaio in sindromi BRCA1/2, colon ed endometrio in sindrome di
Lynch tipo 2, colon e k sebacei in sindrome di Muir-Torre
• ↑ frequenza istotipi rari
Es. = k midollari colon retto in sindrome di Lynch
SINDROMI TUMORALI EREDITARIE principali:
• Retinoblastoma
• Sindrome del k ereditario della mammella e dell’ovaio (BRCA1/2)
• Sindrome di Lynch (k colorettale ereditario non poliposico, HNPCC), la forma eredo-familiare
+ nota e frequente di k colon retto
• Sindrome di Putz-Jeghers
• Sindrome di Li Fraumeni
• Sindrome di Von Hippel Lindau
• MEN 1 e MEN2 (Neoplasia Endocrina Multipla)
• Neurofibromatosi 1 e 2
• Poliposi Adenomatosa Familiare (FAP)
• Poliposi Adenomatosa Familiare Attenuata (AFAP)
• Sindrome di Gardner
• Sindrome di Turcot
• Sindrome di Muir-Torre
K EREDO-FAMILIARE DELLA MAMMELLA E DELL’OVAIO
K mammella insorgono molto prima di sporadici ≠ k ovaie non molto prima
Rientrano in questa sindrome = meno del 10% k mammella
5-10% k ovaie
Chirurgia preventiva = mastectomia e/o ovariectomia →
K mammella ereditari = 10-15%, principalmente BRCA1/2 protocolli di prevenzione ben chiari
→
Altri geni che predispongono protocolli di prevenzione in discussione, si valuta caso per
caso: 8
• →
P53 Li Fraumeni
• →
CDH1 = oncosoppressore codificante caderina (contatto cellula-cellula) ↑
rischio k lobulari mammella, k gastrico a cellule con castone
• →
PTEN sindrome di Cowden = diagnosi difficile, amartomi multipli in ≠ tessuti,
↑ rischio k mammella, tiroide, endometri, rene, colon retto
• PALB2 = rischio paragonabile a BRCA1/2
• →
rispetto ai precedenti, varianti meno rare e a penetranza moderata ATM e
CHEK2 = prevenzione e sorveglianza meno rigide
BRCA1/2 = rischio cumulativo nella vita per k mammella 50-80% ≠ 13% popolazione generale
inoltre, questo ↑ in base a n parenti affetti
→
per ovaio 40% BRCA1 e ca 20% BRCA2 di molto > a popolazione generale (1-2%) +
diagnosi difficile e tassi di guarigione < rispetto a mammella
da ricordare che predispone anche a k anche i maschi, infatti, si ha ↑ rischio melanoma
e k pancreas (quindi sia m che f) + rischio k mammella m 5-7% ≠ 0,1% popolazione
generale + 25% k prostata
→
DIAGNOSI = se sospetto sindrome percorso diagnostico di oncogenetica:
• anamnesi con ricostruzione storia personale e familiare
• stima, tramite algoritmi, p presenza mutazione ereditaria in base a
o n parenti affetti e grado di parentela
o pattern di ereditarietà (es. salto di generazione)
o età insorgenza k
o eventuale presenza k multipli nello stesso soggetto
o n ed età parenti sani
• →
eventuale test genetico per ogni sindrome ci sono criteri di classificazione
rischio k per inviare a consulenza genetica (complicata e costosa) solo pz con
→
rischio k alto es. n minimo di parenti affetti, età di insorgenza specifiche, k
multipli
per questa sindrome il test genetico si fa quando:
o 1 solo caso in parente: < 36 anni
< 50 con k bilaterale mammella
m con k mammella
con k mammella + k ovaio
< 60 con k triplo negativo
con k ovarico epiteliale ad alto grado
o 2 parenti con k mammella < 50 anni e/o con 2 k primari
o 3 parenti con k mammella e/o ovaio e/o esocrino del pancreas
Necessario approccio globale al problema per ripercussioni psico-emotive (paura di sviluppare k, ma
anche di aver trasmesso l’alterazione ai figli), sociali, economiche e sanitarie 9
→ intervengono quindi ≠ figure = oncologo, radiologo, genetista, psicologo
Pz può anche decidere di non fare subito test genetico, ma deve poterlo fare quando vuole
COUNSELING GENETICO = importante per decidere percorso preventivo e terapeutico in
→
quanto dipendono da mutazione BRCA1/2 farmaci specifici (es. PARP -|),
> sensibilità a ct, opzioni chirurgiche ≠
2 livelli di consulenza:
1. CONSULENZA ONCOGENETICA CONVENZIONALE = se risultato test non ha
implicazione medica che rende necess
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