Psicologia clinica
Lo psicologo clinico è uno scienziato che ha studiato psicologia e che poi ha deciso di focalizzarsi sull’ambito clinico. È inoltre un professionista che svolge una professione sanitaria, iscritto quindi ad un Albo professionale.
Lo psicologo clinico può lavorare nel settore pubblico o nel settore privato:
- Settore pubblico: SSN nei servizi di psicologia delle ASST (consultori ecc.), enti locali territoriali, come ricercatore;
- Settore privato: come socio di cooperative, come libero professionista (in continua espansione).
Storia della psicologia clinica
La psicologia clinica trae origine dalla confluenza di due diverse tradizioni e professioni:
- La pratica dei Reattivi Mentali (valutazione QI in bambini e adulti);
- L’ipnosi (trattamento dell’isteria).
Nascita della psicoterapia
Charcot ipotizza che esista una continuità tra normale e patologico: la patologia è determinata dagli stessi meccanismi che regolano la vita psichica normale; essa, quindi, è una deviazione del funzionamento psichico normale. L’osservazione della patologia (isteria) permetteva dunque di comprendere la psicologia normale.
L’isteria è causata da lesioni dinamiche e funzionali del sistema nervoso (traumi) e si pensava potesse essere curata tramite l’ipnosi.
Il grande padre della psicologia clinica è Freud: elabora un trattamento sistematico dei disturbi mentali che chiama psicoanalisi (partendo dal lavoro di Charcot).
Freud sviluppa:
- Tecniche usate ancora oggi in psicoterapia (libera associazione, interpretazione dei sogni ecc.);
- Teorie (stadi sessuali infantili, complesso di Edipo);
- Alcuni suoi concetti che hanno rivoluzionato la psicologia clinica (inconscio, transfert ecc.).
Test di personalità
Jung fu tra i primi a sviluppare un test di personalità, basato su idee e osservazioni cliniche. Esistono 4 funzioni cognitive, con 2 polarità. In base alla loro combinazione ci sono 16 tipi di personalità. Il test è composto da 100 domande.
Date importanti per la psicologia clinica
- 1943: appare il Minnesota Multiphasic Personality Inventory (MMPI); The Effects of Psychotherapy;
- 1952: Hans Eysenck pubblica An Evaluation. L’articolo è considerato l’atto di nascita del vasto filone di ricerche sull’efficacia della psicoterapia;
- 1978: in Italia viene approvata la legge n. 180, denominata comunemente “legge Basaglia”;
- 1989: la legge 18-2-1989 n. 56 istituisce in Italia l’Ordine degli Psicologi e nasce il codice deontologico di psicologia;
- 1950-2022: accumulo progressivo di conoscenza scientifica, con ideazione di nuovi trattamenti psicoterapeutici per varie condizioni e\o disturbi mentali, e sviluppo di nuove modalità e tecniche di Assessment dei più disparati disturbi.
Approccio scientifico
La scienza è lo studio dei fenomeni conseguito attraverso un’osservazione rigorosa e una valutazione sistematica:
- Generare teorie o spiegazioni concettuali dei fenomeni di interesse;
- Formulare ipotesi per verificare le spiegazioni;
- Raccogliere dati;
- Valutare i dati per fare inferenze circa le ipotesi.
La scienza è importante perché abbiamo bisogno di metodi coerenti per acquisire la conoscenza, aiuta a identificare e isolare delle relazioni complesse, risponde a molte questioni di interesse e ci aiuta a superare i limiti del nostro modo abituale di percepire l’ambiente: abbiamo dei sensi limitati, usiamo continuamente bias cognitivi e la nostra memoria è limitata (falsi ricordi).
Pertanto la metodologia (approccio scientifico) serve a minimizzare questi limiti. Inoltre, tramite la metodologia applicata correttamente si acquisiscono prove sui trattamenti efficaci per delle condizioni debilitanti.
Evidence based practice
L’approccio basato sull’evidenza (EPB) è un approccio interdisciplinare alla pratica clinica secondo cui qualsiasi decisione professionale va presa sulla base di studi di ricerca, selezionati secondo specifici criteri dell’EPB. Questo approccio ha contribuito al miglioramento della qualità dell’assistenza sanitaria poiché consente di definire con maggiore accuratezza le politiche sanitarie e quindi permette di migliorare la gestione economica del Welfare.
- Il trattamento è descritto in modo chiaro;
- Sono stati descritti chiaramente i presunti benefici del trattamento;
- I benefici sono stati valutati in modo scientifico;
- Gli effetti negativi del trattamento NON superano quelli positivi.
Bias cognitivi tra psicologi
I bias cognitivi sono tutte quelle esperienze, aspettative, attribuzioni e stereotipi che influenzano come prendiamo delle decisioni o come giudichiamo l’altro, in modo completamente differente rispetto a quanto succederebbe se usassimo la logica e la probabilità.
Bias cognitivi portano ad errori durante la terapia quindi dobbiamo saperli riconoscere
- Regressione verso la media;
- Inferire una causazione da una correlazione;
- Euristica di retrospezione (o del “senno di poi”): valutiamo gli eventi col senno di poi, come se fosse possibile prevederne l’esito;
- Euristica della disponibilità: sovrastiamo le informazioni a nostra disposizione, minimizzando e semplificando la realtà;
- Euristica dell’affetto: le nostre considerazioni emotive (piacevolezza, disgusto), inconsciamente influenzano le nostre decisioni;
- Euristica dell’ancoraggio (effetto priming): la prima impressione che abbiamo su un paziente influenza le percezioni/valutazioni delle informazioni acquisite successivamente;
- Errore di attribuzione fondamentale: tendenza a sovrastimare l’influenza di un fattore (es. personalità del paziente) e a sottostimare l’effetto di altre variabili (es. situazionali);
- Legge dei piccoli numeri: dopo aver fatto un piccolo numero di osservazioni, riteniamo che queste riflettano l’insieme dei dati generali;
- Bias del tasso di base: tendenza a ignorare i dati della popolazione, prendendo così decisioni in base a pochi casi speciali e a informazioni limitate/poco attendibili.
Come tutelarci dai bias
- Usa test psicologici;
- Usa dati normativi e informazioni sui tassi di incidenza;
- Usa criteri diagnostici (DSM-5);
- Evidence based;
- Usa linee guida per i trattamenti;
- Rimani aggiornato sulla ricerca;
- Sii consapevole dei tuoi bias personali;
- Cerca sempre ipotesi alternative;
- Consultati con altri colleghi;
- Non basarti solo sulla tua memoria.
Caratteristiche, valori e preferenze del paziente
È uno dei punti essenziali del EBP, sia in medicina sia in psicologia si inizia a dare importanza alle Preferenze del Paziente. A parità di efficacia, è buona norma lasciar decidere al paziente il trattamento.
Adattare la terapia al paziente significa personalizzare il trattamento alle sue caratteristiche, in accordo con l’evidenza scientifica. Meccanismi di difesa, religione, cultura, stile di attaccamento, sono tutte caratteristiche del paziente che impattano i risultati della terapia (outcomes).
Le preferenze vanno accomodate quando è clinicamente ed eticamente possibile.
Processo di pubblicazione scientifica
Il processo di pubblicazione scientifica è un processo lungo e complicato: una volta completata la raccolta dei dati, avvengono l’analisi dei dati e la stesura del report (questi due processi possono richiedere mesi se non anni).
Le riviste scientifiche sono migliaia, organizzate per argomenti. Le riviste hanno un impact factor (numero medio di citazioni) e sono organizzate in quartili. Si trovano utilizzando motori di ricerca scientifici (Google Scholar…).
Validità dei disegni di ricerca
- Validità interna: il grado con cui possiamo dire che nessun’altra variabile se non quella che stiamo studiando ha causato il risultato;
- Validità esterna: il grado con cui possiamo generalizzare all’intera popolazione le interpretazioni tratte da uno studio su un campione.
Case reports e studi caso-controllo
Sono studi non sperimentali e osservazionali, cross-sezionali o longitudinali.
-Case reports: analisi sistematica intensiva ed empirica di un singolo caso, con somministrazione ripetuta di misure di processo o outcome.
-Studi Caso-Controllo: ricerche in cui i partecipanti sono (caso) (gruppo di selezionati sulla base della presenza e assenza controllo) della patologia.
Randomized controlled trials (RCT)
Due gruppi di pazienti con caratteristiche simili, randomizzati (assegnati casualmente) al gruppo sperimentale o a quello di controllo. Gli RCT risolvono i problemi della validità interna (restano quelli della validità esterna).
La randomizzazione è un aspetto fondamentale di ogni RCT; indica il processo di assegnazione casuale dei partecipanti a uno dei blocchi dello studio. Esistono varie modalità di randomizzazione (semplice, a blocchi, stratificata...). Se la randomizzazione è fatta bene, ogni differenza tra i
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